lunedì, dicembre 31, 2018

Il mio 2018

Il NOSTRO blog si congeda dal 2017 con un egocentrico sguardo ad un po' di cose che il sottoscritto ha lasciato per strada nell'anno trascorso.


E' uscita la ristampa aggiornata del libro su GIL SCOTT HERON, "Gil Scott Heron. IL Bob Dylan nero" per Volo Libero Edizioni, supportata da 21 presentazioni in 11 regioni.


E' partita, inaspettatamente, l'esperienza con i NOT MOVING LTD, alcune date ben riuscite a affollate.
Si è chiusa quella con IL SENATO.

E' felicemente proseguita la collaborazione settimanale con il quotidiano di Piacenza LIBERTA', quella mensile con CLASSIC ROCK, quella quotidiana con il portale RADIOCOOP.it e quella saltuaria con IL MANIFESTO.
Con molto piacere continuo a fare parte delle giurie del PREMIO TENCO e dei ROCKOL AWARDS.
Ancora due date per lo spettacolo MODS e da ricordare la partecipazione al libro "LAMBRUSCO e POP ROCK" ( Edizioni Officine Gutenberg).

FUTURO

Nell'immediato nuove date per i Not Moving LTD, ancora qualche presentazione per Gil Scott Heron e dal 22 febbraio ("Suoneria" a Settimo Torinese) un nuovo spettacolo, con Alex Loggia, dedicato a "QUADROPHENIA"

sabato, dicembre 29, 2018

Dicembre 2018. Il meglio



VAN MORRISON - The prophet speaks
Il Grande Vecchio torna con un ennesimo album dolcemente e caldamente bluesy, soulful, jazzy.
La sua voce su tutto e una grande musica ad accompgnarlo, con classici ("Dimples", "I love the life I live" ad esempio) e una classe e uno stile incomparabili. Grandissimo.

GOSPELBEACH - Another winter alive
Gli stupendi umori 60's tornano a vivere nel nuovo album della grande band californiana. Purtroppo si tratta di scarti del capolavoro "Another summer of love" e alcune versioni live di brani in esso contenuti.
E' sempre un gran sentire anche se un ripiego e un palliativo per noi fan assetati di novità.

NEW MASTERSOUNDS - Nashville sessions
Registrato live in studio, davanti a un piccolo gruppo di amici, un buon album, molto groovy, in classico stile Hammond beat. Gradevolissimo.

DELVON LAMARR ORGAN TRIO - Close but no cigar
DELVON LAMARR ORGAN TRIO - Live at KEXP !

Due album per la band americana, uno in studio e un ottimo live. Il tutto sulle tracce di Booker T & the Mg's, Meters e Jimmy Smith.
Hammond grooves strumentali, funk swing ben fatto e molto curato.
Ascolti piacevolissimi.

BRIAN AUGER PIANO TRIO - Full circle
Piano, basso, batteria, una serie di classici e originali, un cool jazz di raffinatezza e classe eccelsi, tecnica sublime, ascolto delizioso. Tutto live.

ROBERTO VECCHIONI - L'abisso
Roberto Vecchioni torna con un classico, un album "definitivo" ("Farò altri dischi, ma questo per me è una conclusione"), un capolavoro di maturità, una dimostrazione (se ce ne fosse stato bisogno...) di come si scrive, di come si compone, di come si confeziona un'opera.
Un Maestro che insegna.
"L'infinito" è solenne, malinconico e ironico allo stesso tempo, drammatico e leggero, la leggerezza di un uomo che guarda alla vita con saggezza, attento a quello che gli accade intorno, in grado di scrivere musiche e parole di enorme spessore, sia che si rifletta sulle "cose della vita", sia che si parli di Giulio Regeni ("Giulio" è di una bellezza straziante, difficile da ascoltare senza che si laceri il cuore), che della guerra in Siria ("Cappuccio rosso" dilania con la sua storia di una combattente curda sul fronte contro l'Isis, l'Ayse raccontata da Zerocalcare).
Ci sono anche Guccini e Morgan, c'è Lucio Fabbri che suona di ogni e produce.
In tempi in cui il cantautorato spaccia aria fritta per "canzone d'autore" c'è voluto un "Uomo del Novecento" a rimettere le cose in chiaro.
E un po' di gente in riga.
Il disco esce solo in vinile o in cd "perché è un disco che si compera nei negozi".

DIAFRAMMA - L'abisso
Ventesimo album dei Diaframma (a cui si aggiungono quelli solisti di Federico Fiumani e una lunga serie di live, raccolte, ristampe).
E tutto riluce ancora di energia, cose da dire, affermare, definire.
La caratura dell'artista Fiumani continua a crescere, rafforzarsi, a guardare avanti, con la personalità di sempre, inimitabile, orgogliosamente unica, in direzione ostinatamente contraria.
"L'abisso" è un disco crudo e diretto, rieccheggia spesso il mood del primo punk, quello a cavallo tra il 76 e il 77, pur accentuando la cura negli arrangiamenti e nei particolari, le liriche come sempre intense e immediate (pur nella loro, talvolta, apparente modalità criptica).
Per chi è cresciuto parallelamente a queste esperienze artistiche capisce, ci si capisce, senza troppe parole.
E' un percorso unico, un sentiero che in tanti hanno provato a percorrere perdendo l'orientamento, perchè solo chi sa guardare fisso verso una certa parte arriva alla meta.
Come Federico.

THE REACTION - World cup of lies
Il quartetto moscovita esce con un 10 pollici di puro mod sound 79 (dalle parti di Chords, Jam e Purple Hearts) condito da buone dosi di power pop. Sound elettrico, pulsante, canzoni essenziali e tirate. Mod rules !

THE PUTBACKS - s/t
La band australiana si destreggia benino tra funk, blaxploitation, sound da colonne sonore. Alla fine, paradossalmente, un po' troppa varietà. Comunque buono.

JOHN LEGEND - Legendary Christmas
Non sono mai stato un grande fan del Natale e neanche di John Legend.
Neppure dei dischi di Natale !
Ma questo è bellissimo, cool, molto Nat King Cole, arrangiamenti raffinati, soul, bluesy, jazzy.
Con anche Stevie Wonder e Esperanza Spalding.

JEFF TWEEDY - WARM
Sarebbe il suo primo album solista dopo Uncle Tupelo, Wilco e quello con il figlio. Ed è un bel disco. Grandi canzoni di stampo alt folk country rock, tra Neil Young e quel gusto 80's che fu caro a Long Riders, True West e affini.

MARSHMALLOW OVERCOAT - Songs from all you need is fuzz
La band dell'Arizona riceve un doveroso tributo da Area Pirata con una raccolta di 25 brani (inclusi tre nuovi ottimi inediti) che coprono le tre decadi di carriera all'insegna di un garage rock revalentemente tinto di tinte Paisley / psichedeliche.
Sempre un bel sentire.

ELLI DE MON - Songs Of Mercy And Desire
Con il terzo album la one girl band approfondisce ancora di più il legame con le radici più deep blues, venandole talvolta di country ma rimanendo legata alla tradizione primordiale portata avanti nel tempo da personaggi come Junior Kimbrough e più recentemente da Cedric Burnside. C'è anche un piglio iconoclasta e più aspro che porta dalle parti di PJ Harvey e Jon Spencer Blues Explosion. Un sound unico, peculiare per chi continua coerentemente a ricercare in un ambito così particolare. E riesce a trarne un nuovo grande lavoro.

GIARDINI DI MIRO' - Different times
La storica band emiliana torna con un nuovo convincente episodio della lunga carriera. Le istanze post rock, pur sempre presenti, si allargano a suggestioni di sapore quasi psichedelico, in lunghi brani dilatati, malinconici e crepuscolari, con un gusto shoegaze e orchestrazioni solenni a condire alla perfezione il tutto. Non il loro miglior album ma sempre ad altissimi livelli.

ANDRES CALAMARO - Cargar la suerte
Uno dei principali esponenti storici del rock argentino torna con un buon album di grintoso e aspro rock chitarristico. Interessante e incisivo.

LOS INFARTOS - El Narco Ritmo
Grande ep in puro vinile, quattro brani di tiratissimo e ruvidissimo garage punk, contaminato da surf, Tarantino, Fuzztones, Outta Place, Gravedigger V, Creeps, Pretty Things. Spacca e tanto !

SALMO - Playlist
Salmo si conferma come uno dei migliori rapper italiani, sicuramente il più maturo e interessante.
Il nuovo album si avvale di un buon numero di ospiti, testi duri e hardcore, ottimi arrangiamenti.

CAMERA OSCURA - Ieri
Uno di quei gruppi cosiddetti "minori" che hanno affollato, numerosissimi, la scena new wave dei primi anni 80, spesso con talento e tante cose da dire ma che, per mille motivi, sono rimasti nell'ombra. Dopo decenni tornano insieme per mettere su "nastro" quuell oche era rimasto sparso tra sale prove e demo tape. I brani sono stati riregistrati, il suono è pulito, diretto, corposo ma mantiene tutte le caratteristiche di quegli anni, una new wave dalle tinte dark/esistenziali tra Joy Division, primi Litfiba e Sound. Un album fresco e intenso.

ASCOLTATO ANCHE:
THE 1975 (indecente), ANDERSON PAAK (mah...), MY CONFUSE (non male, soul funk pop e tante altre influenze black), STEPHEN STEINBRINK (un buon album di atmsofere tra pop, rock e psichedelia. Interessante), SPINANES (alt rock stile 90 su Sub Pop. Anonimi), DAVID CROSBY (classe etc ma soporifero), STATE CHAMPION (tanto noioso quanto malinconico), SETENTA (afro latin funk fusion, discreto)

LETTO

ROGER DALTREY - Thanks a lot Mr. Kibblewhite
Alla fine anche ROGER DALTREY si è deciso a raccogliere un po' di memorie in un'autobiografia (“credo di essere l'ultima rockstar ad avere scritto di sé stesso”)- purtroppo non ancora tradotta in italiano - “Thanks a lot Mr. Kibblewhite”.
Il signor Kibblewhite è il preside che lo espulse da scuola.
Probabilmente senza questa decisione Roger non avrebbe trovato la determinazione a proseguire in una carriera così incerta come quella musicale, nei primi anni 60, pur affiancandola, nei primi tempi, al lavoro in fabbrica come metalmeccanico.
Attività che ne ha forgiato un carattere spiccio, schietto, duro e ne ha fatto l'uomo d' “ordine” (anche attraverso le maniere forti) in un gruppo in cui il caos è sempre regnato sovrano.
E anche con le parole Daltrey non scherza e non risparmia stoccate sincere e dirette ai compagni di avventura.
In particolare all'amico di sempre Pete Townshend, per il quale manifesta rispetto, amore incondizionato, fraterno ma, proprio per questo, può permettersi di affondare il coltello in varie piaghe (rimarcando che ad esempio che Pete può evitare di andare in tour perchè vive di diritti d'autore milionari ma lui no).
Sottolineandolo però con molta (auto) ironia:
It's expensive living the life of a rockstar when you're not earning rock star money.
"Siamo amici.
Non nel senso che ci telefoniamo e andiamo a mangiare qualcosa insieme.
Le frivolezze sociali non sono il nostro forte. Ma noi abbiamo un legame.
Che non è facile da descrivere ma il punto è questo".
Ma anche a Keith Moon e John Entwistle, scomparsi a causa di una vita di eccessi non perdona anzi stigmatizza (sempre con eleganza e affetto) i comportamenti irresponsabili ed estremi.
In mezzo scorrono la storia del rock degli ultimi 50 anni, da “Tommy” a “Woodstock”, fino al Live Aid, le varie reunion ma anche i lutti e le tragedie, le tribolate vicende famigliari, i successi, i numerosi momenti di difficoltà.
Lo fa con piglio sicuro, fissandoti negli occhi, andando sempre dritto al punto, parlandoti con il cuore in mano, quasi incutendo timore, per quanto è sincero e aperto.
Un libro veloce, completo, efficace, esaustivo.
One minute, I’m on the factory floor in Shepherd’s Bush, the next, I’m headlining Woodstock.

PABLITO EL DRITO - Rave in Italia
La scena RAVE ha fatto irruzione negli anni 90 in modo deflagrante e allo stesso tempo "invisibile", volutamente e sempre fuori dal legale e dall'ufficialità, sfuggente, propaggine "ludica" delle esperienze antagoniste dei centri sociali ed evoluzione dell'estremismo hardcore punk, virato in chiave elettronica.
"Tu potevi fare da solo in una stanza la tua musica, un passaggio inimmaginabile per chi è nato ai tempi dei gruppi e delle sale d'incisione" (Andrea Benedetti)
In mezzo tanta creatività, un approccio anti capitalista, contro l'omologazione e una delle ultime forme (l'ultima?) di lotta contro l'appiattimento odierno.
"Il concetto di creare dal nulla una festa, costruirla, viverla e poi smontare tutto, con il posto che torna come prima" (Shockraver)
Le droghe, dapprima aggreganti e funzionali alla musica e agli eventi, sono poi diventate la piaga che ha inciso in profondità nel tessuto originario, diventando spesso prioritarie e totalmente invasive.
In RAVE IN ITALY sono raccolte le storie, le impressioni, le riflessioni di molti dei protagonisti (delle scene di Roma, Trino, Milano e Bologna) che ne raccontano le fasi, indicando i nomi più importanti tra DJ, tribe, serate, luoghi, eventi, i dischi, le etichette, tra Spiral Tribe, DEA, OLSTAD, le rappresentazioni estreme dei Mutoid Waste Company e mille altri nomi e distinguo.
Un racconto asciutto, diretto, senza filtri, essenziale per capire una realtà "nascosta" e inafferrabile.
"Il rave ha cambiato molto la società e ha prodotto un qualcosa di simile a quello che ha determinato il rock negli anni 60, forse in maniera ancora più radicale, meno recuperabile, più difficile da riportare all'ordine, da ricondurre ad una dimensione funzionale della società. E quindi un qualcosa che non poteva sopravvivere a lungo".(Fire at work)

PIETRUCCIO MONTALBETTI - Io mi fermo qui. Viaggio in solitaria tra i popoli invisibili
Pietruccio Montalbetti è il chitarrista dei Dik Dik.
E sorprende vederlo e leggerlo in tutt'altra veste, quella di esploratore di luoghi estremi, come la foresta amazzonica, tra Ecuador e Perù, alla ricerca di contatti con popoli cosiddetti "primitivi" ma che, come si evince dall'appassionante racconto, ci insegnano profondità e dignità, con la loro storia e i loro gesti.
In mezzo momenti drammatici e decisamente complicati (per usare un eufemismo) e tanti incontri, facce, dettagli.

GIOVANNI BATTISTA MENZANI - Comportati da uomo
Menzani è stato definito il "George Saunders nostrano" e a ragion veduta.
I personaggi dei suoi brevi racconti sono schiacciati da una realtà consumistica spietata, annientati da un mondo che non fa prigionieri, immersi in una realtà "padana" alienata e alienante (l'autore è di Piacenza, terra di nebbie (naturali e artificiali, prodotte dai fumi e dai vapori di auto e fabbriche), poli logistici, svincoli autostradali, ferocia individualista).
In mezzo a una visione quasi "post-atomica" (il nucleare capitalista è già ripetutamente esploso) si fanno largo barlumi di speranza, in persone che hanno conservato, eroicamente, LA DIGNITA' e che, senza slogan o forconi, portano avanti la loro rivoluzione personale, umana, anonima, altrettanto, forse ancora di più, efficace.
C'è anche tanto Carver sparso a piene mani.
Lettura agro dolce, spesso amara, ma pervasa da una giusta dose di sarcasmo e ironia.

COSE VARIE

Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it, ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
Occasionalmente su "Il Manifesto".

Sul sito di RadioCoop (www.radiocoop.it) ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me , Carlo Maffini e Paolo Muzio.



IN CANTIERE

Il sottoscritto, Rita Lilith Oberti e Dome La Muerte (con la chitarra aggiunta di Iride Volpi) torneranno dal vivo per un breve tour con il nome di NOT MOVING L.T.D. (Lilith, Tony, Dome).
Nel repertorio qualche cover di classici, da Stones a Velvet agli Stooges e un po' di originali dal repertorio storico dei Not Moving.

Prossima data: venerdì 18 gennaio:
AOSTA "La Cittadella"
https://www.facebook.com/events/373972473146913/

IL 26 gennaio al COX 18 di Milano, presentazione del libro su GIL SCOTT HERON (con Fabrizio Frabetti alla chitarra, Rita Lilith Oberti alla lettura testi)

Domani su "Libertà"



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" il MEGLIO del 2018.
Nella foto i numeri precedenti.

E' uscito intanto uno special di Classic Rock su BOB DYLAN in cui recensisco una serie di suoi dischi.

venerdì, dicembre 28, 2018

I migliori libri del 2018




Segnalo una serie di libri usciti nel 2018, a me particolarmente graditi.

MICHAEL IMPERIOLI - Il profumo bruciò i suoi occhi
Imperioli all'esordio letterario dopo aver raggiunto la notorietà nel ruolo di Christopher Moltisanti nella serie I Soprano.
Un romanzo crudo, oscuro e a tratti disturbante nel convulso percorso dell'adolescente Matthew, alle prese con una famiglia sfasciata, che , arrivato a New York, trova la sua (poi tragica e perversa) iniziazione amorosa e sessuale e una guida quanto mai improbabile e inquietante nell'incontro occasionale con il Lou Reed allo sbando dei 70's.
Peraltro Imperioli fu amico di Lou Reed poco prima della sua scomparsa.
Un libro che scava e rimane.

MICHAEL ZADOORIAN - Beautiful music
Quanta gente è stata salvata dal rock 'n' roll ?
Non solo Jenny di "Rock 'n' roll" dei Velvet Underground.
Milioni probabilmente.
Tante altre si sono invece perdute tra quelle spire.
Sicuramente non Danny, classico nerd (nella Detroit dei primi 70's, attraversata dalle tensioni razziali) che si affranca da una vita dura, drammatica e deludente attraverso la musica rock.
Led Zeppelin, Hendrix e perfino gli Stooges dal vivo gli daranno una dignità, una personalità, un ruolo in ambito scolastico, in quello lavorativo, nella società.
La scrittura è pulita e incalzante, il tono sostanzialmente "leggero", la colonna sonora fantastica.
Lettura fresca e corroborante (e che a molti ricorderà la propria adolescenza quando per la prima volta scoprirono il "verbo" rock).

PAOLO GRUGNI - Pura razza bastarda
Paolo Grugni ci racconta in un romanzo intenso, mozzafiato, monumentale (600 pagine) con ritmo incalzante, la Milano di metà degli anni 60, quando al nord arriva e mette le radici la mafia, con la connivenza di poteri, della politica, delle istituzioni.
Il tutto attraverso la figura del commissario Malfatti che si trova, suo malgrado, coinvolto in un intreccio perverso di malavita, servizi deviati, le prime bombe fasciste, l'anticamera delle stragi di stato.
Il racconto prende forma attraverso un sintetico diario quotidiano con costanti riferimenti a quanto realmente accaduto nell'Italia di quegli anni.
A fianco una, anzi due, complesse storie d'amore e l'appuntamento domenicale, avaro di soddisfazioni, con l'amato Milan (con resoconto puntuale dell'andamento delle partite).
Primo capitolo di una serie che vuole raccontare la recente storia italiana, “Pura razza bastarda” è avvincente, travolgente, appassionante.

ALBERTO PRUNETTI - 108 metri. The new working class hero
Un romanzo / cronaca di una spietata realtà.
La descrizione impietosa della morte della classe operaia e lavoratrice e della cultura ad essa connessa, le nuove generazioni fagocitate dal turbo capitalismo tra biechi lavori, precariato, sfruttamento intensivo, la "mobilità sociale".
Un mondo agonizzante che non oppone più resistenza.
Prunetti si pone in modo autobiografico per quanto la prefazione sia chiara:
«Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale».
Il racconto è crudo e a tratti tremendo ma vissuto con un'(auto) ironia che alla fine stempera e arricchisce la drammaticità sottesa al racconto.
Un ghigno sarcastico di fronte all'apocalisse.
Rischia di diventare un classico.

Daisaku IKEDA, Herbie HANCOCK, Wayne SHORTER Storie di vita, jazz e Buddismo
Daisaku Ikeda è il presidente della Soka Gakkai, organizzazione buddista, oltre che pensatore, scrittore, poeta, intellettuale.
Un lungo incontro con i grandissimi jazzisti e compositori Herbie Hancock e Wayne Shorter(da lungo tempo legati al buddismo di Nichiren Daishonin) approfondisce le profonde relazioni tra religiosità, filosofia, creatività, etica. Un connubio che è sinonimo di fresco rinnovamento e proiezione verso il futuro.
Uno scritto a tratti "tecnico" ma che è pervaso da una tale intensità e sincerità da risultare una vera e propria boccata d'aria intellettuale e spirituale.

TONY JEFFERSON, STUART HALL - Rituali di resistenza
Un interessantissima, approfondita e certosina ricerca sulle sottoculture giovanili (Teds, Mods, Skinheads, Rastafariani), ricca di aneddoti e particolari spesso inediti.
Ma, ATTENZIONE, lo scritto non indugia su note di colore ma sul linguaggio intrinseco alle aggregazioni in questione.
Un saggio talvolta ostico e scientifico che utilizza non di rado una terminologia non sempre agevole (.."le eteroclite articolazioni non ci consentono di comprendere ontologicamente cosa si intende oggi quando di parla di "americanizzazione" della gioventù post-atomica; aspirazione alla mobilità verticale dei "miniaturisti" ...) ma che contestualizza al meglio il ruolo delle culture giovanili all'interno della società.

AA.VV- Università della strada
Moicana è un centro studi sulle controculture che si propone di tenere viva l’attenzione di studiosi, ricercatori, militanti, così come di semplici appassionati, sulle esperienze dell’underground in Italia e nel mondo tramite la pubblicazione di libri, l’organizzazione di convegni, reading e mostre, ma anche attraverso la raccolta di materiali d’archivio, testimonianze orali e iniziative di strada.
Il termine Moicana ci ricorda come le controculture, in quanto declinate al femminile, non saranno mai le ultime e quindi sempre in grado di generare nuove forme di aggregazione spontanea in contrapposizione al dominante. "Università della strada" (stampa Agenzia X) raccoglie gli interventi dei relatori durante il convegno svoltosi il 27 ottobre 2017 alla Casa della Cultura a Milano durante il quale si è tracciato il filo rosso che collega le esperienze dei 60's di Mondo Beat per passare a "Re Nudo", alle Feste del Proletariato a Parco Lambro, Virus, Leonka, "Decoder" e il cyberpunk, femminismo, il Ladyfest, occupazioni di luoghi e case, Poetry Slam, rivolte, le Palestre Popolari.
Un patrimonio interessantissimo da conservare, preservare, tramandare per voce dei protagonisti, senza filtri o interpretazioni.
Il tutto condito da aneddoti particolarissimi (il concerto a Woodstock, la lenta e difficoltosa scalata al pubblico americano, il concerto con i Led Zeppelin e tanto altro).
Da cui emerge anche quanto la band fosse vicina al suo pubblico, sempre disponibili con i fan.
Per ogni amante degli Who un libro imperdibile ma anche una lettura importante per consegnarci uno spaccato di un'epoca mai troppo abbastanza esplorata.

VANESSA ROGHI - Piccola città - Una storia comune di eroina
Un libro importante e particolarmente incisivo che, partendo da una storia personale (personalissima), si addentra nella storia dell'EROINA in Italia, di quando e come arriva.
L'analisi e storica ma anche politica e sociale.
Ed è un PROBLEMA più che ATTUALE. Ma come dice Aldo Cazzullo "una cortina di silenzio è scesa sul discorso delle tossicodipendenze, anche per colpa di chi ha smesso di raccontare. Come se il problema non esistesse, non fosse mai esistito...".
Una lettura che approfondisce il tema, fino alle radici e chiarisce molti punti oscuri o semplicemente "dimenticatI".
PS: torneremo su questo libro nei prossimi giorni più in dettaglio.

CHRISTIAN CAVACIUTI - Blowjim
Melanie Walcott aveva conosciuto Jim Morrison in un modo un po' "particolare", su un palco di un concerto dei Doors (vedi riferimento nel titolo).
Se lo ritrova venticinque anni dopo a Parigi, mentre è alle prese con l'improvvisa morte del suo amico/assistito ex wrestler Andrè the Giant.
Ne nasce una storia nebulosa, appassionante, intrigante, divertente che si conclude con una (doppia) sorpresa che risolve brillantemente il libro.
Scritto bene, godibile, nonostante qualche caduta di tono che non lascia però tracce, spazzata via da un finale clamoroso.

CLAUDIO GALUZZI - L'isola del disordine
Claudio Galuzzi è stato un intellettuale, scrittore, giornalista, pensatore, un visionario che ha segnato a fondo la vita di una certa parte della cosiddetta "Padania".
A 20 anni dalla scomparsa esce un suo romanzo che non vide mai la luce.
Una storia angosciante in una Pianura padana livida e ostile, una follia che cresce nel protagonista, auto esiliatosi in un casale, con i fantasmi del passato (Resistenza e fascismo) che tornano soffocanti.
Claudio scriveva con un' intensità rara, tra "cupe vampe" e uno sguardo profondo e cerebrale nella psiche e nell'anima.
Dategli una lettura.

SILVIO MUCCINO - Quando eravamo eroi
Difficile attendersi da un nome mainstream come Silvio Muccino, un romanzo di tale fattura.
Intenso, commovente, ben scritto, che arriva diretto alle corde di chi ha qualche (tante) primavere alle spalle.
Il canovaccio è scontato, un gruppo di amici (gli "Alieni") che si ritrova quindici anni dopo a rivivere il passato a causa di un evento molto (molto molto ) particolare.
E che evidenzia difetti, miserie ma anche ricchezze, contraddizioni, fallimenti che "quando erano eroi" non avrebbero ma immaginato.
Ma le trovate sono sorprendenti, divertenti e la leggerezza con cui viene affrontata la vicenda rende la lettura fresca e coinvolgente.
Soy un perdedor
I'm a loser baby so why don't you kill me?

PIETRUCCIO MONTALBETTI - Io mi fermo qui. Viaggio in solitaria tra i popoli invisibili
Pietruccio Montalbetti è il chitarrista dei Dik Dik.
E sorprende vederlo e leggerlo in tutt'altra veste, quella di esploratore di luoghi estremi, come la foresta amazzonica, tra Ecuador e Perù, alla ricerca di contatti con popoli cosiddetti "primitivi" ma che, come si evince dall'appassionante racconto, ci insegnano profondità e dignità, con la loro storia e i loro gesti.
In mezzo momenti drammatici e decisamente complicati (per usare un eufemismo) e tanti incontri, facce, dettagli.

GIOVANNI BATTISTA MENZANI - Comportati da uomo
Menzani è stato definito il "George Saunders nostrano" e a ragion veduta.
I personaggi dei suoi brevi racconti sono schiacciati da una realtà consumistica spietata, annientati da un mondo che non fa prigionieri, immersi in una realtà "padana" alienata e alienante (l'autore è di Piacenza, terra di nebbie (naturali e artificiali, prodotte dai fumi e dai vapori di auto e fabbriche), poli logistici, svincoli autostradali, ferocia individualista).
In mezzo a una visione quasi "post-atomica" (il nucleare capitalista è già ripetutamente esploso) si fanno largo barlumi di speranza, in persone che hanno conservato, eroicamente, LA DIGNITA' e che, senza slogan o forconi, portano avanti la loro rivoluzione personale, umana, anonima, altrettanto, forse ancora di più, efficace. C'è anche tanto Carver sparso a piene mani.
Lettura agro dolce, spesso amara, ma pervasa da una giusta dose di sarcasmo e ironia.

MICHELE ANELLI - La scelta di Bianca
Michele Anelli ha una lunga e gloriosa storia musicale alle spalle (ma anche nel presente e nel futuro !), dal garage degli Stolen Cars al rock più classico dei Groovers fino alla recente carriera solista.
A cui affianca escursioni in ambito letterario.
"La scelta di Bianca" unisce le due cose: un libro e un CD.
Una serie di ritratti intensi e profondi di Donne.
Partigiane, operaie, musiciste, alle prese con i rigori della vita, affrontati sempre a testa alta, con vigore e senso della sfida e della ricerca.
Il libro scorre veloce, tra rabbia, malinconia e il riso sulla bocca di chi sa di vincere anche quando perde.
Il CD include otto brani che si rifanno ai racconti in chiave semi acustica tra la tipica ballad rock americana e un gusto che riporta al Lucio Battisti dei primi 70's.

NON USCITI NEL 2018

ROBERT PERONI
Dove il vento grida più forte. La mia seconda vita con il popolo dei ghiacci. (2013)
ROBERT PERONI
I colori del ghiaccio. Viaggio nel cuore della Groenlandia e altri misteri della terra degli inuit. (2014)
ROBERT PERONI
In quei giorni di tempesta (2016)


Robert Peroni è un esploratore e alpinista alto atesino che da decenni ha deciso di vivere in Groenlandia (dopo averla attraversata per 1.400 km senza equipaggiamenti tecnologici).
Della terra degli Inuit ha abbracciato la filosofia di vita, ne ha difeso il lento (purtroppo ormai sempre più veloce) declino, sopraffatti dal "progresso" che ne sta uccidendo storia, cultura, usanze.
Un processo che appare irreversibile e che emerge drammaticamente dalle pagine dei tre libri che ha pubblicato pochi anni fa.
Testi importanti, essenziali, una sorta di trilogia filosofica su un mondo che se ne va, nonostante una ricchezza umana, antropologica, storica, di valore immenso.
La Groenlandia è un luogo in cui la natura COMANDA, in cui quando si alza il vento e arriva il "piterak" (tempesta con venti di forza inimmaginabile) o le temperature scendono a decine di gradi sottozero, l'uomo è costretto a constatare la sua piccolezza.
Lo SCIAMANESIMO (anch'esso in via di estinzione, "una risposta alle paure") che ha regolato da sempre la vita degli Inuit.
"Nel nostro mondo, organizzato e tecnologico, tendiamo a escludere a priori tutto ciò che non è dimostrabile".
La totale, ingenua, naif, disponibilità degli Inuit nei confronti del prossimo:
"Questo popolo sa sospendere il giudizio, gode di una PUREZZA INTATTA, è capace di stupirsi".
E infine un aspetto ancor meno comprensibile per noi soggiogati da forme sempre più costrittive di regole auto imposte:
Stupisce il coraggio di Peroni di attaccare un'istituzione inviolabile come Greenpeace che con le sue campagne (più che legittime in altri luoghi) contro la caccia alla foca ha letteralmente affamato un popolo che su quell'animale basava il sostentamento.
Libri intensi, densi, importanti, sinceri, puri e duri.
Racconti, storie, persone, immagini.
Robert Peroni gestisce ora la Casa Rossa a Tasiilaq, nell'est della Groenlandia, nata per ospitare i giovani inuit che si trovavano in difficoltà economiche o psicologiche poi trasformata in un albergo per i turisti e che permette ai locali di avere un lavoro.

FRANCO ARMINIO - Cedi la strada agli alberi
Ho sempre avuto scarsa dimestichezza con la poesia.
Detto in parole povere non la capisco o faccio fatica a comprendere il significato dei versi.
Nel caso di Franco Arminio invece ogni frase, ogni parola, ogni poesia, mi sono entrate nell'anima, nel cuore, grazie alla loro immediatezza, durezza, allo stesso tempo leggerezza, incisività.
Parole semplici, di una semplicità sconcertante nella capacità di colpire nel segno.
Il libro è fantastico, ho riletto e rileggo più volte le sue parole e ogni volta ci trovo un nuovo spunto.
Consigliato.
A chiunque.
Stupendo.

ANGELA DAVIS - Autobiografia di una rivoluzionaria
Angela Davis è stata un personaggio di primo piano nella lotta per i diritti dei neri d'America negli anni '70.
Accusata, incarcerata e processata per complicità in un omicidio fu assolta e la sua vicenda ebbe una grande risonanza mediatica, portando alla luce le problematiche che vivevano i neri ai tempi in Usa.
Nel 1974 pubblica la sua (celebre) autobiografia in cui narra della vita precaria in Alabama, a Birmingham nella zona chiamata Dynamite Hill, così detta perchè le case dei neri che vi si trasferivano venivano fatte saltare con la dinamite.
Narra dei giorni in prigione in un regie duro e rigido, delle laceranti divisioni all'interno del movimento delle Black Panther (tra sessismo e estremismi grotteschi).
Angela Davis ha dedicato la sua vita alla lotta contro il razzismo e per i diritti civili e da donna e afroamericana è diventata un simbolo sia del femminismo che dell’uguaglianza razziale.
Il libro è interessante anche se verboso, prolisso e eccessivamente dettagliato (per quanto necessario) nella descrizione di particolari non del tutto rilevanti.
Rimane un testo basilare.

PIERGIORGIO DI CARA - Elvis e il Colonnello
Ci sono libri che una volta incominciati li devi finire, a cui stai attaccato in ogni secondo libero, per sapere come vanno avanti, dove vanno a parare.
"Elvis e il Colonnello" ti prende subito, non vedi l'ora di arrivare alla fine e la tentazione di saltare subito alle ultime pagine è troppo forte.
Ho resistito e me lo sono letto tutto d'un fiato.
D'altra parte nel momento in cui due turisti palermitani, Fabio e Valerio, finiscono indietro nel tempo durante un viaggio in America, a Memphis, proprio quando, nel 1954, Elvis ha inciso il primo disco e non ha ancora firmato con il Colonnello Parker e Kerouac e Ginsberg sono ai primi passi della loro carriera, la cosa si fa interessante.
Anche perchè Fabio vorrebbe impedire la firma per preservare Elvis dalla commercializzazione.
Incontrano i personaggi citati, finiscono in una comunità di neri e contribuiscono spontaneamente ai primi passi per la lotta per i diritti civili, incrociando perfino un giovane Martin Luther King e una ragazzina che canta in chiesa, tale Aretha Franklin.
La storia è scorrevole, divertente, cinematografica, spesso esilarante, pur imbattendosi in tematiche che non fanno sempre sorridere.
La scrittura brillante e fresca.
E il finale (forse) a sorpresa.
Consigliatissimo.
Piergiorgio Di Cara è Vicequestore Aggiunto alla Polizia a Palermo, è autore di numerosi racconti e romanzi a sfondo poliziesco, è sceneggiatore, è un persona di un'umanità contagiosa.

PIERGIORGIO DI CARA - Cammina, stronzo. Sbirri a Palermo
Di Cara lavora nella Polizia, a Palermo.
E racconta, racconta storie piene di adrenalina, paura, ma anche della quotidianità in questura, di appostamenti, di malavita, da quella spicciola a quella "là in alto".
Il linguaggio è diretto, senza fronzoli, duro e crudo.
Un libro prezioso per capire tante dinamiche, spesso viste in un'ottica superficiale.
E quando ti chiamano a casa dicendoti che "stanno venendoti a trovare" un senso di panico travolge anche il lettore.

ROBERTO ALAJMO - Palermo è una cipolla
E'un'amara ironia quella che permea questo bellissimo libro di un palermitano doc, scrittore, giornalista, drammaturgo, direttore dell'Ente Teatro Biondo Stabile di Palermo.
La Città (così la definisce lui stesso) che ti può divorare, avviluppandoti nel suo fascino.
Non lesina strali contro i suoi conterranei nè risparmia feroci critiche ai concittadini ma alla fine il lettore ignaro di ciò che lo aspetta non potrà che tuffarsi e lasciarsi conquistare da un luogo così difficile e aspro ma allo stesso tempo unico.
"Quando fra mille anni gli storici dell’arte si interrogheranno sullo stile architettonico in voga fra novecento e duemila, la risposta non lascerà scampo: l’abusivismo edilizio.”

VEIT HEINICHEN - I morti del Carso
Lo scrittore tedesco, ormai triestino d'adozione, ambienta nella città friulana, un noir dalle tinte storico politiche (ci entrano foibe e neo fascismo, contrabbando e altro) con accenti ironici e divertenti. Intrigante e appassionante, una bella lettura.

JOHN STEINBECK - La luna è tramontata
Agile, efficace, diretto, minimale. Un piccolo paese occupato da forze straniere (riferimento esplicito alla Germania nazista che invase la Norvegia). Le violenze, la resistenza in un sottile gioco delle parti in cui alla fine entrambi i soggetti sembrano diventare meccanismi impotenti di una realtà più grande di loro. Personaggi perfettamente delineati e magnificamente dipinti. Grande libro.

VITTORIO BONGIORNO - Il bravo figlio
Capita che certe gemme rimangano nascoste o comunque non arrivino alle gioiellerie di tutto il mondo come meriterebbero.
E che finiscano, come in questo caso, senza ristampa.
Un grande peccato perchè Bongiorno (l'ho già sottolineato) scrive benissimo, da provetto regista e valente fotografo rende il tutto perfettamente cinematografico, tesse storie complesse e allo stesso tempo lineari, intense, profonde, raccontate con un linguaggio di immediata presa.
Vittorio è anche un amico ed è facile capire fino a che punto il limite dell'autobiografico si fonde alla finzione, rendendo la lettura ancora più godibile.
Se inciampate in questo libro non lasciatelo sullo scaffale.
Per nessun motivo.

CARLO CRESCITELLI - Settanta revisited
Uno sguardo a quel decennio, "i settanta", così denso, importante, tragico, ricco di cambiamenti rivelatisi alla fine veramente epocali per la nostra penisola. Il tutto con un tono sarcasticamente iconoclasta, talvolta demenziale ma mai scontato.

ELSA MARTINELLI - Sono come sono
La Martinelli è stata modella e attrice.
Ha lavorato con i più grandi stilisti e con attori come Kirk Douglas, John Wayne, Robert Mitchum, Marcello Mastroianni e con "Donatella" di Mario Monicelli vinse l'Orso d'Argento per la migliore attrice al Festival di Berlino nel 1956.
La sua autobiografia, uscita nel 1995, è molto divertente e piena di curiosità e aneddoti sul mondo del cinema, della moda, del gossip (tra i suoi amori Harry Belafonte e Frank Sinatra, tra le sue frequentazioni Onassis, la Bardot e il meglio del jet set internzionale) ma anche piena di pagine drammatiche e esperienze particolarmente difficoltose.

MARIO RIGONI STERN - Il sergente nella neve
Il tragico racconto della rovinosa ritirata italiana dalla campagna di Russia nel gennaio del 1943, vissuta in prima persona dall'autore.
Morte ovunque, fame, gelo, gli attacchi sovietici ma anche la pietà dei contadini russi che quando potevano davano una mano agli sventurati.
Costò agli italiani 20.000 morti e un numero imprecisato di dispersi.
Rigoni Stern vide morire a poco a poco quasi tutti i compagni ma riuscì alla fine a tornare.
E a raccontare.

BEPPE FENOGLIO - Il partigiano Johnny “Mi sono impegnato a dir di no fino in fondo e questa sarebbe una maniera di dire di sì".
(Johnny a chi gli consiglia di nascondersi in un luogo sicuro in attesa della fine della guerra invece di restare in montagna tra freddo e fame, braccato dai fascisti).
Poderoso romanzo epico (con forti riferimenti a fatti realmente accaduti nella zona di provenienza di Fenoglio, le Langhe, che lì fu per mesi partigiano) sulla Resistenza, decurtata da retorica e trionfalismi.
Un racconto crudo, spoglio, in cui i partigiani vengono spesso sconfitti, bastonati, in cui rivelano debolezze, rivalità, un profilo non sempre così limpido (come abitualmente riportato).
Giustamente descritto come una sorta di "Mody Dick" della Resistenza, si avvale anche di un linguaggio personalissimo e inimitabile che mischia italiano e frasi in inglese (Fenoglio scrisse in inglese e poi traduceva in italiano !).
Personalmente lo paragonerei a un "On the road" della Resistenza.
Un romanzo fondamentalmente pacifista e idealista, in mezzo all'orrore della guerra, alla morte, alla fame, freddo, disperazione.
Uscì postumo nel 1968, suscitando polemiche e critiche.
Guido Chiesa ne ha tratto un film nel 2000.

BEPPE FENOGLIO - La malora
Il "gemello" di "Fontamara" di Silone, ambientato nelle Langhe, alle porte di Alba.
Miseria, violenza, sopraffazione, nessun futuro per il povero Agostino che si rompe la schiena per un tozzo di pane, dorme in un pagliaio, circondato da padroni infami, matrimoni combinati, morte, povertà estrema.
Fenoglio scrive divinamente, con un'efficacia rara.

TOM WOLFE - The Noonday underground
The Noonday Underground" è un breve racconto del saggista e scrittoreTOM WOLFE, pubblicato originariamente come articolo e raccolto poi con altri nel 1968 nel libro "The Pump House Gang".
Racconta delle pause pranzo al "Tiles", locale di Oxford Street (numero 79), in cui a metà 60's numerosi gruppi di mods si riunivano per ballare un'oretta con "ragazzi di 15 anni vestiti meglio di chiunque altro nel loro ufficio". Giovani ragazzi che hanno scelto "The Life":
"Questi giovani hanno scelto un modo per uscire totalmente dal convenzionale sistema lavorativo classista scegliendo un mondo sotto il loro diretto controllo.
Quasi tutti hanno lasciato la scuola a 15 anni, migliaia di questi giovaniMODS se ne sono andati da casa, perfino le ragazze, per vivere nei flat a Londra (che dividono in tre o quattro) tra Leicester Square, Charig Cross, Charlotte Street.
Spendono i loro soldi che guadagnano lavorando più o meno precariamente in vestiti, dischi, serate in discoteca, affitto e (scarso) cibo".
"Passano tutto il giorno e tutta la notte e tutti possono partecipare allaTotal Life è il momento in cui tutti possono davvero vivere completamente, tutto il giorno, in un mondo ddi STILE MOD, intriso di musica, adattato, capovolto, scorticato, infuocato, vivendo un ruolo piuttosto che un lavoro.
L'intera idea di classe operaia o classe o di quella classe sarà irrilevante".

FRANCA RAME - In fuga dal Senato
Eletta con 500.000 voti in Parlamento (nelle fila di Italia dei Valori di Di Pietro), FRANCA RAME ripercorre in un minuzioso diario, i 19 mesi trascorsi in Senato tra il 2006 e il 2009 durante il governo Prodi. Un libro in cui, tra sarcasmo e sincera disperazione, ci mostra, in tutta la sua crudezza, lo sfascio delle istituzioni, in cui i senatori sono intenti solo al loro interesse, a giochi di partito, a sperperare, accumulare, disdegnando i bisogni e le speranze di chi li ha votati.
Elenca cifre, fa i nomi e i cognomi, si indigna, si dispera, si deprime, si incazza.
Alla fine non ce la fa più, prima lascia il partito (che inciucia con le destre), poi si se ne va, distrutta da tanto degrado.
Libro importante e devastante.

VITO MANCUSO - La vita segreta di Gesù
Il teologo e professore Mancuso mette mano e approfondisce una lunga serie di brani tratti dai Vangeli apocrifi, messi al bando dalla Chiesa che ci parlano di un UOMO GESU' e di aspetti non sempre conosciuti "ufficialmente".
Interessante.

SALVATORE LA PORTA - Less is more
Interessante lettura sull'arte di non possedere niente o comunque il meno possibile, liberandoci dalla schiavitù della proprietà ad ogni costo, dell'accumulo insensato.
Non si tratta di una guida su come risparmiare ma semplicemente (attraverso anche una serie di citazioni letterarie da Jack London a Mark Twain a Kafka) un saggio che ci porta a riflettere su quanto il possesso sia fondamentalmente poco utile ad una vita felice.
Opinione talvolta discutibile, filosoficamente però impeccabile.

giovedì, dicembre 27, 2018

I migliori libri musicali del 2018



Segnalo in ordine, più o meno, sparso una serie di libri musicali molto interessanti a parer mio.

DAVID HEPWORTH - 1971. L'anno d'oro del rock
Il giornalista inglese David Hepworth (Mojo, Q, Smash Hts) prova, in 400 pagine, a convincerci che il 1971 è stato l'anno d'oro, quello cruciale, il migliore nella storia del rock (quando aveva ancora 17 anni...). E le prove che porta sono numerose e spesso convincenti.
Basti pensare a dischi come Who’s Next degli Who, Sticky Fingers degli Stones, Imagine di John Lennon, Led Zeppelin IV, Pearl di Janis Joplin, Tapestry di Carole King, Loaded dei Velvet Underground, Concert for Bangladesh di George Harrison, Aqualong dei Jethro Tull, Nursery Cryme dei Genesis, Four Way Street di CSNY, L.A. Woman dei Doors, Blue di Joni Mitchell, Tupelo Honey di Van Morrison, Relics e Meddle dei Pink Floyd, The Man Who Sold the World e Hunky Dory di David Bowie, There's a riot goin on di Sly and the Family Stone, Pieces of a man di Gil Scott Heron, Tarkus degli ELP, Just as I am di Bill Whiters, Shaft di Isaac Hayes, Roots di Curtis Mayfield.
E momenti storici come la morte di Jim Morrison, l'infortunio di Frank Zappa, il concerto per il Bangladesh, il matrimonio di Jagger con Bianca e mille altri aneddoti.
Un anno d'oro lo è sicuramente stato ed è vero che ha lasciato un'eredità che arriva fino ai nostri giorni ma, personalmente, privilegio altri momenti.
Al di là di questo, la lettura è appassionante, le informazioni sono migliaia, spesso preziose, inedite e dimenticate, divise per i dodici mesi dell'anno.

ROGER DALTREY - Thanx mr. Kibblewhite
Alla fine anche ROGER DALTREY si è deciso a raccogliere un po' di memorie in un'autobiografia (“credo di essere l'ultima rockstar ad avere scritto di sé stesso”- purtroppo non ancora tradotta in italiano -“Thanks a lot Mr. Kibblewhite”. Il signor Kibblewhite è il preside che lo espulse da scuola. Probabilmente senza questa decisione Roger non avrebbe trovato la determinazione a proseguire in una carriera così incerta come quella musicale, nei primi anni 60, pur affiancandola, nei primi tempi, al lavoro in fabbrica come metalmeccanico.
Attività che ne ha forgiato un carattere spiccio, schietto, duro e ne ha fatto l'uomo d' “ordine” (anche attraverso le maniere forti) in un gruppo in cui il caos è sempre regnato sovrano.
E anche con le parole Daltrey non scherza e non risparmia stoccate sincere e dirette ai compagni di avventura. In particolare all'amico di sempre Pete Townshend, per il quale manifesta rispetto, amore incondizionato, fraterno ma, proprio per questo, può permettersi di affondare il coltello in varie piaghe (rimarcando che ad esempio che Pete può evitare di andare in tour perchè vive di diritti d'autore milionari ma lui no). Sottolineandolo però con molta (auto) ironia:
It's expensive living the life of a rockstar when you're not earning rock star money.
"Siamo amici. Non nel senso che ci telefoniamo e andiamo a mangiare qualcosa insieme. Le frivolezze sociali non sono il nostro forte. Ma noi abbiamo un legame.Che non è facile da descrivere ma il punto è questo".
Ma anche a Keith Moon e John Entwistle, scomparsi a causa di una vita di eccessi non perdona anzi stigmatizza (sempre con eleganza e affetto) i comportamenti irresponsabili ed estremi.
In mezzo scorrono la storia del rock degli ultimi 50 anni, da “Tommy” a “Woodstock”, fino al Live Aid, le varie reunion ma anche i lutti e le tragedie, le tribolate vicende famigliari, i successi, i numerosi momenti di difficoltà.
Lo fa con piglio sicuro, fissandoti negli occhi, andando sempre dritto al punto, parlandoti con il cuore in mano, quasi incutendo timore, per quanto è sincero e aperto.
Un libro veloce, completo, efficace, esaustivo.
One minute, I’m on the factory floor in Shepherd’s Bush, the next, I’m headlining Woodstock.

KENNEY JONES - Let the good time rolls
Una storia lunga, intensa, ricchissima.
Anche se il più delle volte il nome di KENNEY JONES non rientra nel novero dei migliori batteristi o comunque quelli che ricordi in particolar modo.
Uno che ha suonato con SMALL FACES, FACES, WHO, ne ha viste (e fatte) di tutti colori, ha combattuto e vinto due volte sul cancro, si è dedicato al Polo con grande successo, è passato dalla povertà alla ricchezza, è stato ripetutamente fregato da manager senza scrupoli, spesso non vedendo neanche un soldo da dischi e tour milionari.
In mezzo tragedie familiari, incidenti stradali, matrimoni falliti e tanto altro.
E ovviamente una valanga di aneddoti, dall'inimicizia con Roger Daltrey a episodi gustosi come durante la prima data a Berlino con gli Small Faces quando Steve Marriott, sul taxi con gli altri, ad ogni edificio bombardato (dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale) commentava "Questo è un buon lavoro", "Questo invece ce lo siamo dimenticati" etc.
Il taxista purtroppo conosceva l'inglese e li mollò in mezzo a un'autostrada.
L'abitudine dei Faces di versare burro sui capelli e altre schifezze a chi si addormentava durante i trasferimenti, le follie dell'amico Keith Moon, i brani registrati con Paul McCartney per un suo album solista mai uscito e decine di altri.
E infine i particolari sul suo drumming, che ha saputo adattarsi a sonorità, generi, modalità piuttosto diverse e complesse (avendo anche suonato con tanti altri gruppi e brani (sua la ritmica di "It's only rock n roll" degli Stones!...ps: david Bowie ai cori).
Ovunque il commovente ricordo dei tre Small Faces scomparsi.
Un libro divertente, interessante, godibile (seppure solo in versione inglese).

STEFANO SPAZZI - Beat in rosa
Nell'affollatissimo marasma di gruppi beat degli anni 60 sono spesso sfuggiti all'attenzione una serie di nomi molto particolari.
Quelli delle beat band tutte femminili.
In effetti nomi come Le Scimmie, Le Snobs, Le Stars, Le Pupille, Le Najadi, Ambra Borelli e le Gatte, Le Svitate possono dire poco ma le loro storie sono affascinanti e interessanti.
Vissero tutte per poco tempo, spesso ostracizzate dai colleghi maschi e dall'ambiente piuttosto misogino e sessista ma hanno lasciato una coraggiosa eredità e storie incredibili (vedi il tour di tre mesi delle Stars nel Vietnam sconvolto dalla guerra suonando nelle basi americane talvolta attaccate dai Viet Cong).
Stefano Spazzi, sull'esempio di "Ciglia ribelli" di Claudio Pescetelli, è andato a scavare in quelle esperienze, contattato le protagoniste, spesso intervistate e ricostruito la storia di queste pioniere.
C'è tanta ingenuità ma anche un'urgenza, un'esplosione giovanile, una freschezza a tratti commovente.
Corredano il libro un'intervista esclusiva a Mita Medici e interventi di vari collaboratori (oltre ad un corposo inserto fotografico).

EDOARDO GENZOLINI - The Who. The Who. A little million memories
Difficile trovare ancora qualcosa di nuovo da dire su una band come gli WHO, ampiamente coperta da pubblicazioni e articoli di tutti i tipi.
Ci riesce Edoardo Genzolini, cristallizzando l'attenzione sul periodo più creativo della band, il suo apice assoluto, quello che va dal 1967 al 1974 (per poi arrivare alla morte di Keith Moon nel 1978).
Oltre ad un'analisi molto accurata e precisa delle vicende e degli aspetti tecnici e creativi di quegli anni, si aggiungono decine di testimonianze di chi li vide (e conobbe) in quel periodo e scatti inediti di concerti e backstage.

DONNA GAINES - Why Ramones matter
Forse ti amano tutti quando sei morto"
(Johnny Ramone)
E' l'amara ma veritiera conclusione del libro e saggio sociologico della giornalista (Rolling Stone, Spin, The Village Voice) e scrittrice new yorkese Donna Gaines che rivive la vicenda dei RAMONES in prima persona (avendoli intervistati, frequentati ed essendo stata buona amica di Joey).
Una band profondamente divisa all'interno con Johnny despota e tirannico, Dee Dee tossico, Joey problematico e negli ultimi anni gravemente malato ma che era una sola cosa nel momento in cui portava avanti la sua "missione", un'entità unica, compatta, nel macinare centinaia di migliaia di kilometri per i 2.263 concerti della lunga carriera.
La Gaines analizza e dimostra l'importanza che ha avuto la band sulle generazioni a loro contemporanee e successive, approfondisce il rapporto con i simboli nazisti che spesso sono apparsi nelle loro canzoni (buona parte di loro e della crew era di origine ebrea), una delle prime band che li utilizzò per schernire e ridurre a macchiette gli incubi dei loro genitori, riporta testimonianze e aneddoti, sottolinea come furono tra i primi a contestualizzare le donne all'inerno del punk ("Sheena is a punk rocker", "Judy is a punk").
I RAMONES non dimenticarono mai da dove venivano, chi erano e per chi suonavano.
Divennero eroi intoccabili per i loro fan.
Diedero loro una speranza, un scopo, una formula per sopravvivere nelle periferie di un'America devastata dove la vita di un adolescente non ha alcun senso, futuro, nessuna prospettiva e a nessuno sembra importare nulla. Un libro che accende una nuova e differente luce su una band indimenticabile e indimenticata.

PABLITO EL DRITO - Rave in Italia
La scena RAVE ha fatto irruzione negli anni 90 in modo deflagrante e allo stesso tempo "invisibile", volutamente e sempre fuori dal legale e dall'ufficialità, sfuggente, propaggine "ludica" delle esperienze antagoniste dei centri sociali ed evoluzione dell'estremismo hardcore punk, virato in chiave elettronica.
"Tu potevi fare da solo in una stanza la tua musica, un passaggio inimmaginabile per chi è nato ai tempi dei gruppi e delle sale d'incisione" (Andrea Benedetti)
In mezzo tanta creatività, un approccio anti capitalista, contro l'omologazione e una delle ultime forme (l'ultima?) di lotta contro l'appiattimento odierno.
"Il concetto di creare dal nulla una festa, costruirla, viverla e poi smontare tutto, con il posto che torna come prima" (Shockraver)
Le droghe, dapprima aggreganti e funzionali alla musica e agli eventi, sono poi diventate la piaga che ha inciso in profondità nel tessuto originario, diventando spesso prioritarie e totalmente invasive.
In RAVE IN ITALY sono raccolte le storie, le impressioni, le riflessioni di molti dei protagonisti (delle scene di Roma, Trino, Milano e Bologna) che ne raccontano le fasi, indicando i nomi più importanti tra DJ, tribe, serate, luoghi, eventi, i dischi, le etichette, tra Spiral Tribe, DEA, OLSTAD, le rappresentazioni estreme dei Mutoid Waste Company e mille altri nomi e distinguo.
Un racconto asciutto, diretto, senza filtri, essenziale per capire una realtà "nascosta" e inafferrabile.
"Il rave ha cambiato molto la società e ha prodotto un qualcosa di simile a quello che ha determinato il rock negli anni 60, forse in maniera ancora più radicale, meno recuperabile, più difficile da riportare all'ordine, da ricondurre ad una dimensione funzionale della società. E quindi un qualcosa che non poteva sopravvivere a lungo".(Fire at work)

EZIO GUAITAMACCHI - Atlante Rock: Viaggio nei luoghi della musica
Un suggestivo e interessantissimo viaggio nei luoghi del rock (per intenderci da Woodstock a Carnaby Street, dal CBGB al Marquee), dove sono successe le cose e dove l'epopea è iniziata (o finita). Guaitamacchi gira soprattutto gli States, da New York a Chicago, lasciandoci un'infinità di dettagli, indirizzi, suggerimenti, aneddoti (spesso poco conosciuti) che rendono questo libro una vera e propria guida turistica da portare con sè in caso di vista di certi posti.
Prezioso e curioso.

MATTEO P. BIANCHI – Yoko Ono
"E' l'artista sconosciuta più famosa del mondo.
Tutti sanno il suo nome ma nessuno sa cosa faccia"
(John Lennon)
E YOKO ONO è stata anche la più odiata.
Per decenni derisa, insultata, bastonata (artisticamente e verbalmente), ritenuta la responsabile della fine dei Beatles (tesi sempre ampiamente smentita da ognuno di loro).
Un odio gratuito e sguaiato, che anticipa di molto quello all'ordine del giorno sui social attuali.
Un linciaggio insensato per un'ARTISTA totale, d'avanguardia, sperimentale, provocatoria, raramente comprensibile per i canoni abituali dell'appassionato rock.
Una donna con una storia particolarissima (nata ricchissima, finita poverissima durante la guerra, ritornata a testa alta, le prime opere nei 60's, il rapimento della figlia Kyoko da parte del primo marito, l'incontro con John, la tragica morte del compagno e la prosecuzione di una carriera che solo negli ultimi anni ha trovato un equilibrio con giudizi di pubblico e critica esenti da pregiudizi vecchi e stantii).
Matteo B.Bianchi è un fan di Yoko, ne ripercorre vita e carriera con affetto e (auto) ironia, il libro è fresco e frizzante.

STEVEN BLUSH - New York Rock
E' cosa nota ma rimane impressionante constatare, una volta che l'elenco ti scorre davanti agli occhi, quanti nomi essenziali, imprescindibili, assolutamente determinanti nella musica rock e nella cultura “alternativa”, siano nativi di New York.
Giusto per dirne qualcuno: Velvet Underground, Lou Reed, New York Dolls, Patti Smith, Talking Heads, Ramones, Blondie, Beastie Boys, Johnny Thunders, tutta la No Wave, Kiss, Sonic Youth, Willy De Ville, Strokes.
Senza dimenticare le decine di mitici locali (CBGB'S...), personaggi affini alle varie scene musicali (Andy Warhol su tutti), negozi di dischi, etichette.
Steven Blush, new yorkese doc, è da lungo tempo un profondo studioso di tutto quanto si è sempre mosso nella città e non solo in ambito underground.
A lui si deve questo certosino affresco sulla storia del rock a New York.
La particolarità del libro è che Blush svolge un ruolo di collettore tra le dichiarazioni di oltre mille e cinquecento personaggi coinvolti dagli anni 60 ad oggi, dai nomi più importanti a semplici frequentatori di locali o fan dei gruppi.
Testimonianze senza filtri, spesso spietate e crude ma che rendono alla perfezione l'idea di quello che era ed è la “New York Rock”.
Il comune denominatore è l'abuso sterminato di droghe di ogni tipo, eccessi, violenza, disagio, degrado, creatività estrema.
In mezzo migliaia di nomi di band sconosciute, locali vissuti qualche mese, aneddoti preziosi e incredibili. Un testo importante e godibilissimo.

MILITANT A - Conquista il tuo quartiere e conquisterai il mondo. La mia vita con il rap
Assalti Frontali è una delle esperienze musicali, artistiche, sociali, più importanti in circolazione (da tempo) in Italia.
Militant A ci racconta la difficoltà nell'affrontare un nemico terribile, l'acufene, i suoi viaggi all'interno delle scuole con i laboratori Rap per i bambini, quello avventuroso in Libano tra Beirut e Tripoli a pochi km dalla Siria in guerra, la battaglia per il lago ex Snia a Roma e tanto altro.
Storie di passione e passioni, di lotta, di impegno, generosità, speranza in un mondo più giusto ed equo.
Scritto bene e con il giusto trasporto.

FABRIZIO e STEFANO GILARDINO - Il Quaderno Punk - 1979-1981 la nascita del nuovo rock italiano
C'era una volta un tempo (a cavallo tra i 70 e gli 80) senza internet, poche riviste, nessuna informazione.
E allora noi raccoglievamo tutto ciò che si trovava sui nostri idoli in un quadernone, appicicando articoli ritagliati, scrivendo a biro discografie, notizie, line up dei gruppi, indirizzi.
Io lo feci con i Beatles, gli Who, il punk e il mod.
I fratelli Gilardino, Fabrizio e Stefano con il "nuovo rock" italiano.
Ora quel quadernone viene ristampato in copia anastatica. tale e quale, e ci riporta ad un mondo lontanissimo, fitto di nomi, riferimenti, formazioni, qualche foto, qualche ritaglio. E ci fa scoprire (oltre alla sincera e genuina ingenuità che fa inserire anche nomi come Vasco Rossi e Gianna Nannini che alla fine dei 70 erano comunque vagamente contigui al "nuovo rock") quanta attività e vitalità ci fossero in quei febbrili giorni.
Un libro curioso, testimonianza di un'epoca lontanissima.
Il tutto corredato da interviste inedite a Confusional Quartet, Clito, No Submission/Wax Heroes, Dirty Actions e Jumpers/198X e da un CD con brani dei protagonisti di quegli anni, Gaznevada, HCN, HitlerSS, Rats, Johnson Righeira, Skiantos, Sorella Maldestra, Windopen e tanti altri.

CLAUDIO LOLLI - Disoccupate le strade dai sogni
Claudio Lolli, alla fine degli anni 70 è stato (con Guccini e certi gruppi prog) il paradigma del "vecchio" (non aveva ancora 30 anni...) da spazzare via a favore della Nuova Onda.
Il tipico "cantautore impegnato", simbolo di un mondo verboso, pesante, sorpassato.
Finita e omologata la rivoluzione, quel periodo e, nello specifico, quell'autore si prestano ad una (ri)lettura serena e scevra da pregiudizi.
Questo libro raccoglie l'opera omnia di Lolli cantautore e ci fa (ri)scoprire un autore eccelso, lucido, oltraggioso a tratti, preciso, colto, ostinatamente in direzione contraria.
Da leggere, capire, approfondire.

LUCA D'AMBROSIO - La musica per me. Come funziona la musica
"Come funziona la musica" di David Byrne è un testo FONDAMENTALE per la comprensione di come vanno le cose quando si ha a che fare con le famose "sette note".
Luca D'Ambrosio (giornalista e gestore del sito www.musicletter.it ) è partito da quel libro e da quel titolo per rivolgere una domanda a cinquanta musicisti italiani: COME FUNZIONA LA MUSICA ?
Una prospettiva vista con occhi di chi ha una percezione, dall'ITALIA, decisamente diversa da un musicista americano/cittadino del mondo come Byrne.
Si passa da eminenti rappresentanti come Manuel Agnelli, Cristiano Godano, Dodi Battaglia, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Nada, Claudio Lolli, Teho Teardo, Teresa De Sio, Rita Lilith Oberti ad altri meno rappresentativi come il sottoscritto.
Per ognuno una breve introduzione sull'attività e poi le considerazioni personali.
Alcune tecniche, lucide, approfondite, altre più letterarie, poetiche, visionarie, talvolta criptiche. Il risultato finale è uno spaccato molto interessante e ricco di spunti.
Un libro necessario, che ci voleva.
Si per chi è dentro l'ambiente sia per chi è "solo" ascoltatore.

AUTORI VARI - Lambrusco e Pop Rock
E' stata un'idea particolarmente azzeccata quella dell'editrice Officine Gutenberg di dedicare una pubblicazione a tutte quelle canzoni che parlano di EMILIA ROMAGNA.
E così Paolo Menzani, Giovanni Menzani, Chiara Ferrari, Lorenzo Rai e pure il sottoscritto hanno scandagliato la lunga e ricca storia musicale della nostra regione alla ricerca di brani "emiliani".
E se è stato facile trovare i vari Guccini, Vasco, il Liga, CCCP e CSI, Claudio Lolli, Lucio Dalla, Cesare Cremonini, Samuele Bersani, Luca Carboni, Pierangelo Bertoli, Samuele Bersani dissertare di luoghi più o meno famosi della nostra regione, più curioso è stato inserire nomi un po' meno conosciuti come Bologna Violenta, Pedago Party, gli Scritti Politti di Skank Bloc Bologna, Francesco Baccini. Ma ci sono anche Le Luci della Centrale Elettrica, Gaznevada, Skiantos, Lo Stato Sociale, Offlaga Disco Pax, Modena City Ramblers, Dente, Nomadi, Massimo Volume, il De Andrè di "Rimini", Isola Posse All Stars, Nabat e Raf Punk.

ELEONORA BAGAROTTI - Simon and Garfunkel. Un ponte su acque agitate
Paul Simon e Art Garfunkel, insieme e solisti, sono sempre stati tangenti al mondo del rock, spesso giudicati troppo leggeri e cantautorali. In realtà hanno lasciato una serie di brani epici e indimenticabili mentre Paul Simon può vantare almeno un paio di album essenziali, primo tra tutti l'eccellente "Graceland". Il libro ne ripercorre sinteticamente la storia, si addentra nella poetica profonda dei testi, si avvale di interviste esclusive e di una discografia dettagliata.

ANDREA MERENDELLI - Clash to me
Quanto conta la musica nella vita?
Io dico che conta tutto, sta sotto la pelle e se cambi la pelle, se ti spelli al sole la musica va via e se ne ascolti un'altra, ecco che sei diverso su tutto il corpo.
Cammini e parli diverso, cambi forma.
"Clash to me" è un romanzo del regista, autore teatrale e storyteller Andrea Merendelli da cui ha tratto l'omonimo spettacolo in tour in Italia dal 2006 al 2012.
Una storia commovente, lacerante, intensa, dalla provincia profonda, dove il punk era ragione di vita, era la vita stessa, senza compromessi, veramente senza un futuro a cui guardare.
I CLASH, the only band that matters, come faro, come riferimento.
Il loro scioglimento sancisce la fine di un'epoca, la fine di una realtà, la triste fine anche fisica di molti compagni che condividevano LA stessa cosa.
Una storia comune, vista, sentita e vissuta da tanti.
Un libro che segna.

ANTONELLO CRESTI - Solchi Sperimentali Kraut
Incredibile la quantità di band seminali, di valore storico assoluto, di qualità eccelsa che si sviluppò nel periodo tra la fine dei 60's e la metà dei 70's in Germania Ovest nel cosiddetto ambito del KRAUTROCK (termine spregiativo coniato dalla sciovinista stampa inglese) che invece gli stessi protagonisti preferivano definire KOSMISCHE MUSIK.
Can, Amon Duul, Kraftwerk, Tangerine Dream, Faust, Ashra Tempel, Neu!, Popol Vuh, Guru Guru, Floh De Cologne sono solo alcuni dei nomi (i più noti) ascrivibili, pur con profonde differenze stilistiche, al genere. Antonello Cresti (coadiuvato da un approfondito, colto e interessantissimo saggio introduttivo di Valeria Ferro e Valerio D'Onofrio) scava fino alle radici di questo calderone sonoro, analizzando, attraverso precise e esaustive schede centinaia di album di altrettanti gruppi, nel quindicennio 1968-1983.
Includendo anche un'apparente "intrusa" come Nico.
Lodevole l'estrema competenza dello scritto, indispensabile per i cultori del genere, interessantissimo per approfondire un universo esplorato il più delle volte solo in superficie.

LUCA MODICA - A suon di pinte
L'abbinamento di musica e birra potrebbe essere un'idea abbastanza scontata e banale per quanto divertente.
Invece il libro di Luca Modica è qualcosa di ben più approfondito, intrigante e personale.
La scelta musicale è prevalentemente brit ma non mancano Devo, Asian Dub Foundation, Alman Brothers Band, Neu, Area, Bad Brains addirittura Frank Zappa, quasi a testimoniare l'universalità della birra.
Ma è la competenza con cui affronta entrambi i temi (musica e tipologie e qualità delle birre prese in esame) che rende il tutto interessante e pressochè unico.
Completa il libro una serie di interviste con birrai italiani, alcuni glossari che spiegano l'ABC della preziosa bevanda e una serie di accenni autobiografici che inquadrano al meglio i contorni dell'autore.
Divertente e competente.

JEFF ALULIS - NOFX Una vasca per cesso e altre storie
Esiste ormai un filone consolidato dedicato agli "eroi redenti" ovvero quei musicisti che, sopravvissuti a periodi più o meno lunghi di eccessi, affidano i ricordi della loro gioventù bruciata a libri in cui raccontano ogni particolare delle imprese passate.
E più sono violente ed estreme e più il lettore ne gode.
Probabilmente 200 pagine (qui ce ne sono almeno il doppio) sarebbero sufficienti per capire quante medaglie al merito andrebbero attribuite ai vari personaggi per quanto sono stati cattivi ed estremi. Non sfuggono alla regola i NO FX, band hardcore che ci illustra un passato fatto di aneddoti che vanno oltre ogni immaginazione, dove girano tonnellate di alcol, droga, perversioni, degrado, situazioni pericolose, morti di overdose, risse e amenità affini.
Hardcore insomma.
La lettura è divertente, talvolta (molto) drammatica ma, come in altre (auto)biografie, all'ennesima rissa, vomitata, sbronza, assunzione di ogni tipologia di droga con relativi effetti collaterali, si tende allo sbadiglio.

Alessio Cacciatore e Giorgio Di Berardino - Britannica
Un testo importante e essenziale che riassume in maniera enciclopedica e didascalica quanto successo in un certo periodo nella scena musicale inglese.
MADCHESTER e BRIT POP, troppo spesso snobbati dalla critica, hanno prodotto eccellenze e dischi memorabili.
In "BRITANNICA" si scava tra gruppi e discografie, si riassume la golden age inglese in cui contemporaneamente uscivano dischi di Oasis, Blur, Supergrass, Jesus and Mary Chain, Stone Roses, Charlatans, Suede, Primal Scream, Supergrass, Verve, Kula Shaker, per citarne alcuni.
Altrettanto importante e unica l'appendice finale, in cui si raccoglie una lunga lista di nomi minori, per lo più dimenticati ma che hanno lasciato ottime, in alcuni casi brillanti, testimonianze sonore: dai 60ft Dolls agli Adorable, Bardots, Boo Radleys, Cornershop, Dodgy, Divine Comedy, Farm, Gene, Heavy Stereo, Pimlico, Shed Seven, Stairs, Wedding Present.
Ideale per i neofiti, utilissimo per chi è già avvezzo a suoni e attitudine Britannica, per riordinare le idee, i dischi e i ricordi.

IGIABA SCEGO - Caetano Veloso
La scrittrice italo somala (già autrice dello splendido "Adua") ci porta, con passione totale alla scoperta del genio e della vita romanzesca del grande Caetano Veloso. Si parla ovviamente tanto di musica ma molto più dell'uomo e delle sue vicende. Veloce, divertente, intenso, un buon libro per saperne di più sul cantautore brasiliano.

lunedì, dicembre 24, 2018

Calciolandia il meglio del 2018



A cura di ALBERTO GALLETTI

Il 2018 volge al termine, con la stagione calcistica nel pieno dell’attività.
La pausa natalizia è alle porte e quasi tutti i grandi campionati si penderanno una vacanza a parte i forsennati britannici.
Quest’anno però anche in Italia avremo il Boxing Day football, come annunciato dagli imbonitori Sky ad agosto (o forse a luglio) che potranno così continuare le loro televendite anche durante le feste.
Di seguito qualche considerazione finale sugli andamenti pallonari dell’anno da un personale e sempre più ridotto punto di osservazione.

MIGLIOR GIOCATORE 2017
Decisivo in nazionale,decisivo nel club, una stagione straordinaria per Griezmann.
Gol e assist ovunque e la vittoria al mondiale da protagonista. Giocatore fortissimo e di gran classe.
‘Unsung hero’ direbbero i britannici. Oscuro ed indispensabile allo stesso tempo, Marione riesce a sostenere da solo interi reparti avanzati riuscendo pure a dare una mano ovunque serva.
Quest’anno ha anche ritrovato una discreta vena realizzativa, quasi sempre in partite importanti, quasi sempre decisivo.
Averne.
Non ricordo bene se sia stato migliore di De Bruyne al mondiale ma mi pare di si.
E rifiorito anche a Londra. Talento assoluto.
Ronaldo rimane probabilmente il migliore, ma è stato premiato fino a ieri.
Comunque, fino al 3-3 contro la Spagna è stato immenso, poi ha avuto un mondiale in ombra.
Arrivato in Italia si è confermato un fuoriclasse assoluto, non se ne vedeva uno di tale livello da ‘ste parti da qualche lustro.
Ancora Chiellini, che mi sembra ogni volta sempre più insuperabile.
La vera forza e incarnazione dello spirito di questa Juventus.

1 Antoine Griezmann (Francia, Atletico Madrid)
2 ‘Marione’ Mandzukic (Croazia, Juventus)
3 Eden Hazard (Belgio, Chelsea)
4 Cristiano Ronaldo (Portogallo, Real Madrid/Juventus)
5 Giorgio Chiellini (Italia, Juventus)

MIGLIOR SQUADRA DI CLUB
Il Manchester City ha vinto il campionato inglese con una dimostrazione di superiorità e una qualità di gioco per il momento inarrivabile in Inghilterra.
E sta ancora li davanti.
Il la Juventus continua nella sua corsa a sè fatta di record battuti, vittorie e primato in classifica.
In Europa ha sofferto a primavera, ma a Madrid ha dimostrato che le può riuscire.
Il Real Madrid è stato un portento fino a maggio e un disastro dopo ma insomma una terza CL consecutiva non può passare inosservata ne tantomeno frutto del caso.
Infatti non lo è stata perché via Zidane s’è sfasciato tutto.
Lo so che non riusciranno a vincere, anche se in fondo ci spero sempre, ma gli Spurs mi piacciono da matti, sia la squadra attuale, forse la migliore che io ricordi, sia il club: grande fascino e uno dei miei primi amori.
PSG, insopportabili ma forti, non li posso ignorare ma non mi va di interessarmene.

1 Manchester City
2 Juventus
3 Real Madrid
4 Tottenham Hotspur
5 Paris SG

MIGLIOR SQUADRA NAZIONALE
Inconfutabili i primi tre posti venuti fuori in Russia anche se secondo me il Belgio è meglio, ma l’exploit croato va premiato.
Il Giappone è stata la squadra che ho visto giocare meglio in assoluto, la loro eliminazione mi ha distrutto.
Inoltre sono anche parecchio simpatici e dei ragazzi a posto.
La Svizzera mi ha fatto vedere delle belle partite e sono contento che si sia attestata a livello più che buono.

1 Francia
2 Croazia
3 Belgio
4 Giappone
5 Svizzera

MIGLIOR GOL 2018
Idem come sotto.Il gol di Troiano nell’unica partita vista quest’anno dal vivo.

1 Cristiano Ronaldo (Real Madrid) in Juventus 1-3 Real Madrid del 3 aprile
2 Pierre Aubameyang (Arsenal) in Arsenal 3-1 Leicester City del 22 ottobre, gol del 3-1
3 Adam Reach (Sheffield Wednesday) in Sheffield Wednesday 1-1 Leeds United del 28 settembre
4 John McGinn (Aston Villa) in Aston Villa 1-2 Sheffield Wednesday del 22 settembre
5 Michele Troiano (Piacenza) in Piacenza 3-1 Pro Piacenza del 11 Novembre

MIGLIOR PARTITA 2018
Graduatoria distratta per un interesse distratto e un campionario ristretto.

1 Aston Villa 5-5 Nottingham Forest; Championship del 28 novembre
2 Belgio 3-2 Giappone; Mondiali del 2 luglio
3 Rochdale 2-2 Tottenham Hotspur; FA Cup del 18 febbraio
4 Heart of Midlothian 0-0 Hibernian; SPL del 18 novembre
5 Roma 3-0 Barcellona; CL del 10 aprile

SORPRESE 2018
Beh, chi si aspettava la piccola Croazia in finale al mondiale alzi la mano.
Grande torneo.
Applausi a questo ragazzo polacco, Piatek, ventitreenne sconosciuto approdato in Serie A da un campionato oggettivamente inferiore e affermatosi a suon di gol e, nonostante la militanza nello sciagurato Genoa attuale alle dipendenze di un presidente disgraziato, sta lassù insieme a Cristiano Ronaldo, che è più forte e gioca in condizioni diametralmente opposte alle sue.
Il Kilmarnock ha una storia che va indietro quasi 150 anni e ha vinto un solo campionato nel 1965.
Quest’anno me lo sono già ritrovato primo in classifica tre volte, ancora tre giorni fa. WTF?
Lo Young Boys, una delle squadre storiche del calcio svizzero torna al successo in campionato per la prima volta dal 1985/86, spezzando l’egemonia del ricchissimo Basilea. Bravi.
Il piccolo Gozzano è stato promosso a maggio in Serie C, storia del calcio italiano, pur se in categoria minore.
La dirigenza ha avuto come obiettivo primario l’adeguamento dello stadietto per poter ospitare la Serie C in paese (4.500 abitanti), l’Amministrazione Comunale ha approvato, ma i soliti intoppi non hanno ancora permesso di utilizzare l’impianto e mezzo campionato è andato, speriamo nel girone di ritorno.
Comunque la squadra va discretamente attestata a centro classifica.
Io mi sono prenotato per il derby di ritorno col Novara, se lo faranno in paese.
Stesso traguardo per l’Albissola, fondata solo nel 2010 e che nelle ultime sette stagioni ha ottenuto quattro promozioni, le ultime due delle quali consecutive, passando così in due anni dall’Eccellenza alla Serie C.
Qualche problema in più in classifica e partite giocate a Chiavari, non il massimo.
Exploit degno di nota anyway.

1 Croazia – Finalista Mondiale 2018
2 Kryzstof Piątek (Genoa) – Capocannoniere in Serie 2018/19
3 Kilmarnock – Capoclassifica ad intermittenza SPL 2018/19
4 BSC Young Boys – Campione di Svizzera 2017/18
5 AC Gozzano e AS Albissola – Promossi in Serie C 2017/18

MIGLIOR ALLENATORE 2018
Nessun dubbio, Didier Deschamps ha condotto la miglior nazionale in circolazione, favorita dagli intenditori, alla vittoria mondiale.
Cammino lineare, non era facile. Bravissimo.
Premio cumulativo per Max Allegri che non ho mai amato molto. Pragmatico, a volte essenziale ma sempre vincente. Vero, ha in mano la squadra migliore del paese, ma anche confermarsi all’unico livello accettato da adepti e datori di lavoro non deve esser facile come sembra. Quarto scudetto di fila e terzo double di fila,l’Europa continua a sfuggire ma non è roba da tutti i giorni. In Inghilterra griderebbero al prodigio. Guardiola ha concretizzato il lavoro del primo anno e ha vinto il campionato a mani basse.
Si tratta di una conferma, le partite sono sempre di alto livello a tratti irresistibili, anche con Aguero infortunato.
Possibilità concrete di rivincere il campionato e di dire la propria in CL.
Lucien Favre è una volpe del calcio europeo e uno di quelli che mi son sempre piaciuti.
Determinato e sagace, assolutamente sapiente, la rigenerazione del Borussia Monchengladbach di qualche anno addietro e le buonissime cose di Nizza sono li a testimonianza.
Buttato fuori in Costa Azzurra perché vuole vincere e gli vendevano i giocatori, si accasa a Dortmund e resuscita il Borussia.
Primo posto in Bundesliga e titolo possibile.
Gioco d’attacco manovrato, coinvolgente e, a parità di mezzi, certamente più spettacolare di quello del Pep, ritmi alti mantenuti a lungo alternati e partite di grande livello.
Cumulativo anche per Eddie Howe che alla guida del piccolo peschereccio Bournemouth naviga le gigantesche onde della PL.
Dopo la storica promozione in A, tre salvezze consecutive e ora, alla quarta stagione nella massima serie è 7mo, primo posto utile al di fuori delle sei grandi inamovibili.
Truly remarkable for such a small club.
Ragazzo assai modesto ma convinto, educatissimo, sempre sorridente, disponibile, mai una parola fuori posto. Da ammirare.

1 Didier Deschampes (Francia)
2 Max Allegri(Juventus)
3 Pep Guardiola (Manchester City)
4 Lucien Favre (Borussia 09 Dortmund)
5 Eddie Howe (Bournemouth)

MIGLIOR DIVISA 2018
Il giudizio è basato sui miei personalissimi criteri, di stampo tradizionalista e ispirati alla conservazione del patrimonio delle divise per giocare a calcio che considero da sempre importantissimo e motivo di distinzione.
Per giocare a calcio bisogna presentarsi vestiti come si deve.

1 Uruguay Mondiale ‘18
2 Perù Mondiale ‘18
3 Brasile Mondiale ‘18
4 Racing Club Avellaneda 2018/19
5 Fluminense 2017/18

MIGLIOR DIVISA DA TRASFERTA 2017

1 Ajax 2018/19
2 Racing Club Avellaneda 2018
3 Leicester City 2018/19
4 Bologna 2018/19
5 Casale FBC 2018/19

A tutti buone feste

venerdì, dicembre 21, 2018

I migliori album del 2018



In ordine, più o meno, sparso i migliori album ascoltati quest'anno.

In passato i migliori album furono:
nel 2005 White Stripes, Oasis e Supergrass
nel 2006 Bellrays, Capossela, Who e Beatles
nel 2007 Graham Day, Pj Harvey, Amy Winehose
nel 2008 Last Shadow Puppets, Oasis, Racounters
nel 2009 Madness, Dylan, Rancid
nel 2010 Gil Scott Heron, Paul Weller, Lanegan/Campbell
nel 2011 Beady Eye, PJ Harvey, Meat Puppets
nel 2012 Secret Affair, Neneh Cherry and the Thing, Macy Gray, Martha High, Patti Smith
nel 2013 Strypes, Miles Kane, Franz Ferdinand, Excitements, Julie's Haircut
nel 2014 Sleaford Mods, Damon Albarn, Temples, The Ghost of a Saber Tooth Tiger e Benjamin Booker
nel 2015: Paul Weller (fuori concorso), Kamasi Washington, Gaz Coombes, Ryley Walker
nel 2016: Iggy Pop, Fantastic Negrito, Motorpsycho, Myles Sanko, Last Shadow Puppets con Rolling Stones e David Bowie fuori concorso
nel 2017: Gospelbeach, Kamasi Washington, Paul Weller, Dream Syndicate, Liam Gallagher


FANTASTIC NEGRITO - Please don't be dead
Fantastic Negrito è uno di quei rari esempi in cui il blues vive in tutto il suo splendore atavico pur suonando moderno, attualissimo, avanti.
In questo secondo album l'artista californiano d'adozione compie un ulteriore passo avanti rispetto al precedente capolavoro THE LAST DAYS OF OAKLAND.
Il substrato è palesemente blues, gospel, funk, soul, nero fino al midollo.
Primitivo, ostico, pericoloso, ostile.
Ma trasposto nel 2018 con quei riff e quei groove ritmici che passano ora dalle parti dei Led Zeppelin, ora bussano alla porta di Jack White, poi prendono a braccetto Jimi Hendrix e sorridono a Prince Ho scritto questo album perché sono preoccupato per la vita dei miei fratelli neri. Ho paura per le vite delle mie sorelle, sono preoccupato circa il loro futuro dice Fantastic Negrito. Un album duro, intenso, sincero, profondo, come raramente ci capita di ascoltare.
Un artista che sta tracciando le linee di una nuova black music.
There's a riot goin on, ascoltiamola, prestiamole orecchie e attenzione.

KAMASI WASHINGTON - Heaven and earth
Adoro la coraggiosa magniloquenza di Kamasi che non si preoccupa minimamente di presentarsi con due ore e mezza di musica, intrisa di valanghe di riferimenti, di brani che oscillano tra i 10 e i 12 minuti, si aprono al cuore della musica, alla creatività, incuranti di misure prestabilite, confini, barriere artistiche. Troviamo di tutto, dal funk, al soul, da Archie Sheep a Miles, Bird e Coltrane, dal blues a Herbie Hancock e Sun Ra al pop jazz orchestrale allo spiritual jazz alla Alice Coltrane.
Kamasi ha riportato il JAZZ in classifica, ha riempito prima i locali, poi palazzetti e i festival.
Onore e gloria !
“Our time as victims is over / We will no longer ask for justice.”

GAZ COOMBES - World's Strongest Man
Il terzo album dell'ex Supergrass ci conferma la statura artistica del Nostro, progressivamente lanciato in avanti con un sound sempre più personale e unico in cui confluiscono retaggi del suo passato, elettronica, un gusto molto Krautrock, atmosfere sospese, oniriche, claustrofobiche.
Gaz suona praticamente tutto, compone benissimo, è immediatamente riconoscibile.
Nuovo, bello, visionario.

THE GOOD, THE BAD AND THE QUEEN - Merrie land
Un ritorno inaspettato e tanto più gradito in quanto tra i migliori dischi dell'anno. Un viaggio, anzi un addio, malinconico nell'Inghilterra della Brexit, un disco al 100% Brit. Si respirano atmosfere che evocano a tratti il mood di "Sandinista" (Paul Simonon è sempre inconfondibile, tanto quanto minimale ed essenziale), altre volte citano sarcasticamente i Beatles, girano tra dub, ritmiche spezzate con la consueta maestria da Tony Allen e la monotona e cantilenante voce di Damon Albarn che cuce il tutto alla perfezione. Originale, personale, spesso geniale, disco di rara classe.

MARIANNE FAITHFULL - Negative capability
Un album di una bellezza struggente, di rara intensità, profondamente malinconico, a tratti apocalittico. La dolente voce di Marianne omaggia l'amica Anita Pallenberg, parla del "Bataclan" nella devastante "They come at night" con Mark Lanegan, strappa cuore e anima in "The gispy and feerie queen" con Nick Cave, riprende in modo straziante "As tears go by" e "It's all over now baby blue" di Dylan.
C'è anche "Witches song" (era su "Broken english") che sembra presa dal primo dei Velvet Underground.
Tanto bello quanto devastante.

PAUL MCCARTNEY - Egypt station
A cinque anni dal precedente "New", durante i quali ha collaborato a destra e a manca, intrapreso tour mondiali come se fossero passeggiate, messo in piedi progetti di vario tipo, PAUL torna con un nuovo lavoro di ben 16 brani, sorta di pseudo concept (con tanto di breve intro e epilogo finale).
C'è OVVIAMENTE (pare che ci si stupisca ogni volta) una diffusa aria beatlesiana (Paul ha sempre sapientemente saputo accontentare il suo pubblico), una voce sempre più "sofferta" (come da anni accade), una classe sterminata, la voglia di provare a spostare l'obiettivo verso altri orizzonti sonori (vedi il funk rock di "Caesar rock" ad esempio), mantenendo però sempre un rigoroso aggancio con le radici tra ballate piano e archi, quelle minimali con la chitarra acustica ("Happy with you"), mini suites (che trovammo spesso nei primi lavori solisti e con gli Wings come nella conclusiva "Despite repetaed warnings"), ottime rock song, qualche bizzarria (l'elettro samba lounge di "Back in Brazil"), un inno corale come "People want peace", un tocco di classe come"Dominoes" (puro Wings), miglior brano dell'album.
Nella sterminata discografia (25 album tra solisti e Wings) difficile piazzare "Egypt station" tra i migliori ma sicuramente un lavoro dignitoso, con buoni spunti e una buona dose di freschezza e spontaneità.

SPIRITUALIZED - And nothing hurt
Per qualche strano motivo mi sono perso negli anni tutta una serie di gruppi e tendenze. Ad esempio il giro Spacemen 3 / Spiritualized che pure mi sarebbero dovuti piacere assai.
Recupererò (forse).
Nel frattempo mi godo questo BELLISSIMO nuovo album di Jason Pierce che mantiene il marchio di fabbrica ma fa tutto da solo.
E lo fa benissimo, con un album psichedelico, beatlesiano (68/69), mollemente lisergico.
A volte riporta ai Primal Scream e addirittura a certo brit pop più colorato.

PAUL WELLER - True meanings
Il CHANGING MAN per eccellenza scrive una nuova pagina della lunga carriera.
Un album esclusivamente (semi) acustico, orchestrale, dalle atmosfere soffuse, bluesy, folk, perfino jazz, a tratti.
Un episodio a sè stante, come ha tenuto a sottolineare, non una nuova direzione (tanto che è già pronto qualcosa per il prossimo album, un brano disco music, ad esempio !).
True Meanings è un viaggio nell'amato folk inglese (Tim Hardin, Nick Drake), in certe reminiscenze Style Council, nei Jam di "English rose" (una "punk" band che nel 1978 "osò" inserire un brano acustico nel terzo album "All mod cons"), nelle atmosfere di "Wild wood".
Terreni già abbondantemente e con sapienza coltivati in passato da Paul Weller.
La qualità rimane come sempre molto alta, gli arrangiamenti superbi, la voce ferma, sempre più matura e a suo agio in ogni contesto.
Ma ancora una volta a farla da padrone è la PERSONALITA' ARTISTICA di Weller, comune a pochi, da 40 anni orgogliosamente e costantemente ai vertici.
Come sempre una certezza.
Tra gli ospiti Rod Argent degli Zombies all'Hammond, un'apparizione fugace di Noel Gallagher, le leggende folk Martin Carthy e Danny Thompson a chitarra e basso.
Anche alcuni testi sono stati affidati, per la prima volta, ad altri.

MICHAEL RAULT - It's a new day tonight
Secondo album (per la Daptone, una garanzia...) per il cantautore canadese che ci riporta nei primi anni 70 tra pop rock alla ELO e Wings ma proposto con minimalismo e piglio essenziale, suoni vintage e crudi, melodie deliziose, talvolta zuccherose (ma al punto giusto). Ci vuole talento a riprodurre certe atmosfere senza plagiarle.
Come se i Beatles si fossero riuniti nel 73/74 con un paio di membri dei Big Star a dare una mano e Ray Davies qualche consiglio.

ARCTIC MONKEYS - ‘Tranquility Base Hotel & Casino’ Review
“I just wanted to be one of the Strokes/now look at the mess you made me make”
Incomincia così il nuovo album di Alex Turner (e soci).
Svolta brusca, coraggiosa, intrigante, verso una dimensione che mette insieme Bowie, Beatles ("She looks like fun" sembra un incrocio tra il "White Album" e Jack White), i Lennon e Mc Cartney solisti, Last Shadow Puppets (nell'uso reiterato di piano e archi), un gusto vaudeville, una voce profondamente melodica e da crooner, sperimentazioni varie.
Un album unico, originale, personale.
Innovativo, forte, una spanna in alto rispetto al resto.
Destinato a crescere e che va ascoltato a lungo.

BELLY - Dove
Gradito ritorno di Tanya Donelly (già con Throwing Muses e Breeders) con il suo progetto Belly, primo album dal 1995.
Suadente alt rock molto invischiato in atmosfere psichedeliche, avvolgenti, dreamy, grandi melodie, poche asperità. Album eccellente.

THE SEA AND CAKE - Any day
Arrivano da Chicago, attivi dal 1994, una decina di album alle spalle e un nuovo lavoro stupendo, delizioso, soave, tra sonorità che ricordano i Monochrome Set o i Feelies, con melodie suadenti di gusto 60's, malinconiche. Brani secchi, diretti, essenziali.
Un disco da cui non si riesce a staccarsi.

SONS OF KEMET -Your queen is a reptile
Due batterie, una tuba, un sax.
Sono i SONS OF KERMET, splendida creatura della nuova scena jazz inglese che guarda avanti, sperimenta, mischia.
Al sax il genio di Shabaka Hutchings (già con Youssef Kamaal, The Comet is Coming, Courtney Pine, Mulatu Astatke e gli Heliocentrics, Jack DeJohnette, Charlie Haden, Evan Parker, King Sunny Ade, Orlando Julius, Melt Yourself down ), uno dei batteristi è Seb Rochford dei Polar Bear, già con i Babyshambles, Carl Barat, con David Byrne e Brian Eno in "Everything That Happens Will Happen Today", Paolo Nutini, Patti Smith.
Il nuovo album "Your Queen is a reptile" è un mix primitivo e ancestrale di funk, afrofunk, (free) jazz, New Orleans e tanto altro.
Lo chiamano "Afro Futurismo".

ROGER DALTREY - As long as I have you
Roger torna alle radici, quando ascoltava soul e rhythm and blues e tutto quello che voleva era diventare un cantante blues.
A 74 anni rende omaggio a quegli inizi con un album di 11 brani, ruvido, denso di gospel, soul rock, gusto bluesy (tra cui due discreti inediti), cover di brani minori (vedi "You haven't done nothing" di Stevie Wonder" o "How far" di Stephen Stills) e una splenedida versione di "Into my arms" di Nick Cave. Pete Townshend suona in sette brani e si sente, oh se si sente, alle tastiere c'è Mick Talbot.
La voce è in formissima.
Un album classico e bello.

TONY MOLINA - Kill the lights
Tony è uno che va per le spicce. 10 brani per nemmeno un quarto d'ora di musica e un universo che si dipana dai Beatles dell'Album Bianco ai Byrds, ai Big Star, al Dylan mid 60's a Simon & Garfunkel. Melodie e atmosfere incredibilmente toccanti, con QUEL suono e QUELLA attitudine.
Semplicemente bellissimo.

TRACEY THORN - Record
Una delle voci più belle di sempre quella dell'ex Everything but the girl. Che ora è brillante giornalista musicale ma che ritorna periodicamente in studio di registrazione. Il nuovo album viaggia su sonorità synth pop, elettroniche, condite da testi profondi, diretti e aspri. Irresistibilmente affascinante.

CEDRIC BURNSIDE - Benton County Relic
A molti il blues rompe le palle.
A me no, soprattutto quando affonda nell'infinito passato, evoca una tradizione sconfinata e la riprende limpidamente e schiettamente. Cedric è il nipote di RL Burnside e figlio di Calvin Jackson (della band di Junior Kimbrough).
Lui ha suonato con il nonno, vari altri bluesmen e anche con la Jon Spencer Blues Explosion. Qui canta, suona la chitarra, scava nel blues più profondo, minimale, diretto e crudo. Elettrico a volte, altre più country blues acustico.
Un disco acre, caldo, abrasivo, che suona "male" e duro.

MACY GRAY - Ruby
Macy Gray è uno dei personaggi che meglio sanno rinnovare la SOUL MUSIC.
Quel mix di soul, pop, hip hop, gospel assorbe un mood selvaggio e selvatico, tribale e primitivo.
Quella voce dolente e sensuale fa il resto.
"Ruby" è bellissimo.

MARC RIBOT - Songs Of Resistance 1942 – 2018
"Quando è arrivata l’elezione di Donald Trump ho pensato che non c’era bisogno di un altro album su di me e sulle mie liti con la mia fidanzata.
Ho pensato alla parola resistenza, ma ho voluto fare un disco sul presente, non di archivio, per raccontare quello che sta succedendo".
Il grandissimo chitarrista raccoglie intorno a sè una serie di amici e collaboratori: Tom Waits torna a farsi sentire con una versione catartica di "Bella Ciao" ma ci sono anche Steve Earle, una incredibile Fay Victor con la sua voce gospel soul, Meshell Ndegeocello che riprende una versione stravolta di "Fischia il vento" e tanto altro.
Si va dal folk al funk soul, dal jazz al latin. Musica totale. Militante, resistente, potente, intenso.

PRINCE - Piano & a microphone 1983
Nel 1983 e il giovane Prince, venticinquenne, non è più un novellino ma non ancora una star di prima grandezza. Nel suo studio registra una cassetta con nove brani. Voce (intonatissima, pulita, souleggiante, capace di scansioni armoniche e modulazioni melodiche impressionanti) e pianoforte (peraltro suonato con una perizia rara).
Un album di notevole bellezza, blues, profondo, super cool e che ribadisce la grandezza di un artista mai sufficientemente lodato.

JOE STRUMMER - Strummer 001
Joe Strummer era un archivista seriale.
Dopo la sua morte sono stati ritrovati 20.000 pezzi e un numero sterminato di scritti.
La moglie Lucinda ne ha recuperati un po' ed ora vedono la luce, rimasterizzati in un box di 32 pezzi, tratti dalla carriera solista e dal periodo con i 101ers. Buona parte del materiale è costituita da brani sparsi su varie colonne sonore ma ci sono anche alcuni inediti tratti dal periodo finale dei Clash come il dub "Czecoslovak song", prima versione di "This is England" o "Pouring rain" con Paul Simonon del 1984 (carina...), "London is burning" (non quella del 77 ma del 2002, ultima sua incisione) con i Mescaleros (ottimo brano di gusto Clash), la lunga "US North" del 1986, un discreto funk pop con Mick Jones a fianco.
Per i fan un compendio interessante e quasi indispensabile.

ELVIS COSTELLO & the IMPOSTERS - Look now
Non scopriamo certo ora la sua versatilità. Ma in "Look Now" Costello ci mostra la capacità di spaziare con classe totale tra soul, Beatles, Bacharach (che firma con lui due brani), pop, rock, il Bowie dei 70 e tanto, tanto altro. Brani stupendi, esecuzione perfetta, arrangiamenti d'archi e di fiati sopraffini.

THE BEATLES - White Album Deluxe
Difficile accettare che un capolavoro venga in qualche modo ritoccato e rimaneggiato.
Il figlio di George Martin, Giles, ha rimesso mano al monumentale WHITE ALBUM dei BEATLES, rimixandolo e di fatto cambiando l'opera originale.
Il risultato è indubbiamente valido e migliorativo: incredibile pulizia di suoni, elementi mai sentiti che emergono e si fanno evidenti, passaggi, strumenti rimasti sempre "nascosti", ora sono lì, in tutta la loro bellezza. Una delizia per i BEATLESIANI incalliti.
Tanto quanto la valanga di altro materiale messo a disposizione e riemerso dagli sterminati archivi ovvero altri SETTANTASETTE brani tra demo, session, alternate takes, basi strumentali.
Bellissimi gli ESHER DEMOS (registrati a casa di George, prima di entrare in studio) con le canzoni in versione primordiale, in acustico, tra cui alcune scartate e poi riapparse sui dischi solisti (da "Child of nature" diventato "Jelaous guy" di Lennon a "Not guilty" e "Sour milk sea" di George) ma anche episodi che ritroveremo poi su "Abbey Road" o altrove ("Mean mr mustard" ,"Polythene Pam", "Hey jude", uno stralcio di improvvisazione su "Let it be", "Lady Madonna", "Across the universe" etc).
Alcune cose erano già stata pubblicate sulle "Anthology", altre da tempo reperibili sui vari bootleg.
E poi decine di prove in studio, bozze, con le voci dei Beatles a commentare, una conturbante "Can you take me back ?" (il frammento finale di "Cry baby cry"), una ipnotica, lenta e quasi psichedelica "Helter skelter" di 13 minuti, una bellissima "Yer blues" acustica.
Una bulìmia di materiale che noi fanatici dei Fab Four sappiamo analizzare, apprezzare, capire, studiare, approfondire, decisamente superfluo per il resto dell'umanità.

TURNSTILE - Time & Space
Arrivano dal Maryland e incrociano alla perfezione Bad Brains e Rage against the machine. Ruvidi, veloci, potenti, cattivi.

BELLRAYS - Punk, funk, rock, soul, vol.2
Non si sposta (per fortuna) di una virgola il mondo sonoro della band californiana, da sempre saldamente in mano alla cantante Lisa Kekaula e al suo compagno di vita e chitarrista Bob Vennum. Un sapiente, esplosivo, deflagrante mix di punk, hard rock (dalle parti degli Ac/Dc), funk, soul, Stooges, Tina Turner, come più o meno recita il titolo dell'album. Dieci brani pulsanti, ruvidi, resi soffici dalla calda voce di Lisa che ha la stoffa delle migliori soul women ma che non ci pensa nemmeno a mollare la buona vecchia attitudine punk.

RAY DAVIES - Our Country: Americana, Act 2
Secondo capitolo dell'omaggio di Ray alla cultura (musicale e non) americana, sempre accompagnato dai Jayhawks.
Di gran lunga migliore del precedente, più ispirato e variegato con tocchi di classe qua e là che lo nobilitano ancora di più.
Ray gira tra country, swing, jive, rock blues, sound da big band, spoken word e tanto altro. C'è un mondo normale e poi c'è quello di Ray Davies, un "luogo" tutto suo, da capire e da vivere, QUELLA voce, QUELLO stile.
Commovente, intenso, agrodolce, amaramente sarcastico.

NENEH CHERRY - Broken politics
Non delude mai.Rigorosa, solenne, autorevole, Neneh Cherry sfodera uno stupendo album di soul jazz gospel. Attenzione ! Il tutto declinato in una visione non solo attuale ma futura, avanguardistica e futuristica. Loop elettronici ma anche strumenti acustici in una sorta di moderno blues tribale. Su tutto la sua voce che con decisa grazia parla di malattia, politica, immigrazione, aborto.

THE CHILLS - Snow bound
I neo zelandesi CHILLS (che poi sono il progetto solista de leader di sempre Martin Phillipps) sono in giro dal 1980 e tornano per l'ennesima volta in una tribolatissima carriera.
"Snow bound" è un gioiellino di power pop e di quel sound che negli anni 80 guardava ai 60's (dalle parti di Julian Cope a volte), un approccio ruvido ma elegante che riporta spesso agli Stranglers (linee melodiche e vocalità).