venerdì, febbraio 02, 2018

Calibro 35 - Decade e intervista



CALIBRO 35 - Decade

Non finiscono mai di stupire i Calibro 35.
Dieci anni di attività e 6 dischi vengono festeggiati con il miglior album della carriera, in cui confluiscono tutte le influenze sparse a piene mani nei precedenti lavori.

Troviamo funk, jazz, il consueto sound che attinge dalle colonne sonore dei 70's, Morricone, afrobeat, rock, jazz, sperimentazione (dalle parti di Sun Ra), una poderosa sezione fiati (gli Esecutori di Metallo su Carta), strumenti inconsueti come Dan Bau, Balafon e Waterphone ma soprattutto tanta creatività ed eclettismo.

Un sound sempre più originale, distintivo e peculiare che rende il gruppo assolutamente unico in Italia e non solo.
Suonano benissimo, ci sono intuizioni a iosa, arrangiamenti spettacolari e ad ogni ascolto si scoprono sempre nuovi stimoli.
Un album destinato a rimanere.


Grazie all'intercessione di Nick Pozzoli della Record Kicks, il produttore dell'album Tommaso Colliva, membro fattivo della band, ha concesso questa intervista esclusiva.

Le altre interviste del blog sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste


1
Nel nuovo album si respira sempre più aria di “musica totale”.
Si passa dal funk al jazz all’afro beat, alla sperimentazione.
E’ una scelta voluta e ponderata o assolutamente spontanea ?


Dopo i primi tre dischi che per una certa giovinezza del progetto erano più in un "genere" negli ultimi tre è venuto naturale espandere man mano la cosa utilizzando tutti i linguaggi - musicali e non - che abbiamo incontrato durante il percorso, sia individual mente che come gruppo.
In dieci anni abbiamo vissuto moltissime esperienze e cose assieme e automaticamente le abbiamo riposte in una capsula spazio temporale e DECADE è il momento in cui abbiamo aperto questa time capsule e ci abbiamo guardato dentro.
Volevamo ricapitolare tutte le cose belle che avevamo voglia di fare e quindi ci puoi trovar dentro mille cose da Stelvio Cipriani ai JagaJazzist.

2
In “Decade” c’è l’impiego di una strumentazione molto ampia e complessa.
Da una poderosa sezione fiati, agli archi fino a strumenti particolari come Dan Bau, Balafon e Waterphone.
A testimonianza di una ricerca sempre più approfondita a livello sonoro oltre che compositivo.


Siamo persone molto diverse e abbiamo background musicali molto differenti ma direi che senza dubbio siamo accomunati da una certa propensione alla curiosità, al "lo sai come funziona", al "ma se faccio cosi' cosa succede".
Questo è uno degli aspetti che ci portano a cercare continuamente cose nuove e diverse.
A questo aggiungi il fatto che la componente puramente sonora gioca un ruolo fondamentale nella musica da cinema, soprattutto a quella italiana.
Se pensi a Morricone molte persone si ricordano i suoni che usa - il fischio, l'armonica, il carillon, la frusta, il canto alla Edda Dell'Orso.... - forse anche più dei temi veri e propri.

3
Quali sono i riferimenti principali di questo disco ?
Quali erano gli album che giravano nelle vostre orecchie prima e durante le registrazioni ?


DECADE è un parto plurigemellare a cui tutti noi abbiamo contribuito in fase di ideazione, composizione ed esecuzione. Per questo è difficile selezionare riferimenti univoci perché davvero andiamo dalla contemporanea sperimentale dell'Ensemble Denada agli Heliocentrics da Alessandro Alessandroni a Kaytlin Aurelia Smith.
Ma se proprio devo cercare le due cose che ci han messo piuù d'accordo direi l'ultimo disco di Tony Allen, i JagaJazzist e le library di Lesiman.

4
In che modo registrate ?
E quanto tempo richiede un album come “Decade” ?


Ogni disco e' stato fatto in modo differente rispetto al precedente ma diciamo che siamo sempre abbastanza veloci.
In questo direi particolarmente veloci viste contingenze dovute al numero di musicisti coinvolti.
C'e' stata una prima fase di selezione/scrematura dei brani avvenuta quasi tutta a distanza via mail visto che viviamo molto lontani uno dall'altro; ci siamo inviati a vicenda idee/provini e demo nelle forme più disparate e poi abbiamo scelto quelli che ci sembravano più adatti al concetto della time capsule di Decade.
Da qui ci siamo ficcati in studio e in cinque giorni, e qualche notte, abbiamo fatto i dodici pezzi che senti. È stata una bella faticaccia ma sono davvero fiero.

5
Da dieci anni sui palchi con questo progetto.
E’ cambiato il vostro pubblico ?
Che tipo di persone viene ai vostri concerti ?
Ci sono molti giovani (che pare manchino sempre di più ai concerti) ?


Il pubblico di calibro mi ha sempre stupito e continua a stupirmi.
E' molto trasversale e diverse persone ci trovano cose diverse.
Se ci penso però la cosa ha abbastanza senso perché Calibro è ed è nato come un progetto ai bordi di tante cose, ai bordi del funk, ai bordi del funk, ai bordi della musica da cinema, ai bordi del jazz, ai bordi del rock alternativo, ed è per questo legittimo che ci siano persone e gusti diversi che si incontrano. L'alternativa era non piacere a nessuno quindi meglio così.

6
Vivere di musica in Italia, suonando un certo tipo di cose, non propriamente commerciali, è sempre difficile ?
C’è qualche miglioramento o possibilità in più o è sempre crisi profonda ?


In parte concordo in parte no. L'Italia per certe cose può non essere il terreno più fertile che esiste ma vivere in Italia facendo una certa musica solo per ed esclusivamente per l'Italia è un po' Don Chisciottiano.
Viviamo nel 2018 e siamo straconnessi con tutta la musica e tutte le persone del mondo; perché dobbiamo fermarci solo a pensare "ah tutti dovrebbero ascoltare XYZ a casa mia!"?
È difficile?
Si, molto ma se è quello che si vuole fare lo si fa e le strade si trovano.

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