sabato, marzo 02, 2013

David Bowie - The next day - recensione



Saltiamo subito le premesse (l’Artista Bowie, l’abbandono delle scene la (presunta?) malattia, il grande ritorno etc etc) di cui abbiamo avuto abbondanza di particolari.
“The next day” è un album sorprendentemente valido, potente, che riscatta i passi falsi con cui ci aveva abbandonato (i deludenti e mediocri “Heathen” del 2002 e “Reality” del 2003), forte di una freschezza e di una lucidità ritrovate.
Il tutto condito da un’ (auto) ironia che pervade tutto l’album.
Preceduto da due singoli abbastanza deboli con altrettanti discutibili video (orrendo il primo, particolare e molto più efficace il secondo), corredato da una copertina indiscutibilmente BRUTTA, “The next day” attinge con sapienza e creatività da numerosi periodi di Bowie ma in particolare sembra emergere un preciso riferimento a quello 1976/1980 da “Station to station” via “Lodger” a “Scary monsters”, perfino alle produzioni di Iggy Pop (“Dirty Boys” sembra un’outtake di “The idiot” con un incedere blueseggiante e un sax sinuoso).
Il produttore Tony Visconti lascia grande spazio alle chitarre, le ritmiche sono pulite e in evidenza, il suono è vintage ed esplicitamente citazionista del periodo di cui sopra (vedi la saltellante “Dancing out of space” che potrebbe stare tranquillamente su “Lodger” mentre “How does the grass grow” plagia ironicamente l’intro della sua “Heroes” e “The stars (are out tonight)” fa l'occhiolino, nella struttura, a "China girl").
Troviamo anche un pulsante funk rock nell’iniziale title track (dal riff quasi Rolling Stoniano), l’ipnotico incedere di “Love is lost” e perfino riferimenti glam nel riff, nel piano e nella ritmica martellante di “(You will) Set the world on fire” che poi si sviluppa nervoso con un assolo violentissimo di chitarra e un finale hard.
Un album comunque da scoprire e che non mancherà di stupire favorevolmente chi aveva qualche dubbio sul ritorno in pista del nostro.

Diffidate di chi si butterà subito su termini come “capolavoro” perchè non lo è.
Ma sicuramente smentisce la consuetudine che vuole gli artisti declinare creativamente con il passare degli anni.
La lunga pausa è stata salutare, ben tornato a Bowie.

10 commenti:

  1. lo sto ascoltando mentre "faccio i mestieri", ok non sono mai stato un grande fan, ma non mi sembra male. oh la copertina è così avangarde! troppo avanti, cosi avanti che mi fa avantcagher. meno male che non avrò mai il disco e gli mp3 non hanno copertina :o)

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  2. Vedete che stranezza? Io la copertina la trovo geniale. Stupendamente bowieana, di quel bowie un po' artista che ci mancava tanto da let's dance in poi. :-) disco ancora da sentire. Sulla musica mi esprimerò più in la. :-)
    Joyello

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  3. In questi giorni non mi sono accorto di nulla,perchè stavo per passare a miglior vita...
    a parte gli scherzi me la sono vista brutta,ma adesso sembra che vada meglio.
    Bentornato anche a Bowie,quindi :-)

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  4. Welcome back Thin White Duke!
    Di cuore
    C

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  5. bella Ursus:),..
    .poi yeh,tornando all'articolo specifico sul Bowie,.. diffidiamo del 'crittico' muzzicale da Ittaglia anni 2000 che grida al capolavoro(abituato com'è ai griddest hids di qualche 'cantante''),..ma great rispetto per alcuni OTTIMI dischi del David tipo Low o Ziggy o scary Monsters

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  6. Confermo la bruttezza della copertina, inguardabile :)
    Disco invece ottimo, bravo Bowie, hai un futuro splendido alle spalle !

    PS: da ascoltare JESSE DEE e il suo "On My Mind / In My Heart" tra Sam Cooke e Otis Redding, eccellente !

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  7. disco favoloso.David torna,piu vivo che mai e fa il mazzo a tutti....e' un genio assoluto...copertina in pieno stile Bowie....dire comunque che Heathen era mediocre mi sembra alquanto RIDICOLO!su reality stendiamo un velo pietoso,anche se dentro ci sono perle come the lonely guy,pezzo indiscutibilmente bello..

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Heathen non era mediocre. Certo era più esecuzione che scrittura. Tuttavia, nasconde alcune perle. Come Reality, che ha in Bring me the disco king un vero capolavoro. La copertina di The Next Day è abbastanza orribile, il disco è ricco e straboccante. Crescerà con il tempo.

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