martedì, dicembre 04, 2012

I 60's dietro la Cortina di Ferro: Ungheria



Credo che in pochi immaginino la presenza di una scena “beat” o vagamente rock nell’Europa dell’est comunista degli anni 60, in cui il controllo sulla società (e la cultura) era particolarmente rigido ed ottuso e le uscite discografiche erano consentite SOLO attraverso le etichette di stato.

Dopo l'UNIONE SOVIETICA
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la BULGARIA
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la GERMANIA EST
http://tonyface.blogspot.it/2012/11/i-60s-dietro-la-cortina-di-ferro_20.html la ROMANIA
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è la volta oggi dell'UNGHERIA Tra i paesi in cui il regime comunista è stato meno oppressivo e castrante, l’Ungheria può vantare una scena 60’s rock leggermente più “libera” (le virgolette sono d’obbligo).
Il punto di svolta viene fatto risalire al 1956 quando attraveros la difesa ideologica dei diritti dei neri americani, oppressi dal governo, viene dato spazio al jazz che contribuisce non poco a portare nuova linfa vitale nel panorama musicale magiaro, facendo passare dalla porta di servizio anche il rock n roll (osteggiato in Occidente per le sue connotazioni “comuniste”, nell’Est come prodotto “decadente” dell’Occidente).
Nei primi 60’s si sviluppa una larga scena di gruppi che attingono da rock n roll e beat, abitualmente talmente undeground da riuscire a sfuggire ai controlli del regime.
In particolare i gruppi principali da ricordare sono gli ILLES, i METRO e gli OMEGA che incisero parecchi album diventando relativamente famosi in patria mentre parecchi altri nomi minori arrivarono a produrre sparuti singoli.
Nel 1968 l’invasione della vicina Cecoslovacchia chiuse molte porte anche al rock e i controlli divennero più restrittivi (costringendo ad esempio gli Illes a non suonare e produrre dischi per almeno un anno).

Il primo EP beat realizzato in Ungheria è degli ATLANTIS, nel 1965.
Band molto conosciuta anche se con un reperorio esclusivamente di covers (“What I’d say” di Ray Charles, “Bits and pieces” del Dave Clark Five, “Inside lookin out” dgli Animals, “Should have know better” dei Beatles). Dopo una lunga serie di EP si sciolgono nel 1971.
Gli ILLES nacquero nel 1960 e acquisirono una grande popolarità in patria, anche perchè non solo non osteggiati ma supportati dal governo, che cercava di lasciare qualche libertà ai giovani controllandoli direttamente.
Arrivarono al primo album nel 1967 con Ezek a fiatalok (una colonna sonora) a cui fecero seguito altri 5 altri lavori, fino al 1973, anno del loro scioglimento.
I METRO, nati dalle ceneri degli ZENITH, attivi nei primissimi 60’s rimasero attivifino alla fine del decennio, anch’essi piuttosto seguiti.
Nel 1968 lasciarono la scena a causa delle pressioni politiche sul rock nazionale.
Al loro attivo 2 album , “Metro” del 1969 e “Egy este a Metro Klubban” ( che spaziano tra pop psichedelico alla Procol Harum e prime influenze jazz rock) del 1970 e una quarantina (!) di singoli tutti per la Qualiton Records.
I più famosi, tutt’ora in attività, milioni di copie vendute in Ungheria, sono senza dubbio però gli OMEGA, nati alla fine del 1962 suonando il solito set di cover di beat bands inglesi e americane, arrivarono ad incidere due album nei 60’s , Trombitás Frédi és a rettenetes emberek (del 1968) attribuito agli Omega Red Star e "10.000 lepes" nel 1969. Successivamente si spostano verso il prog e l’hard continuand oad essere uno dei principali gruppi di riferimento della scena locale, riuscendo anche ad arrivare al mercato tedesco.
I NEOTON nascono invece nel 1965 ma arrivano all’incisione solo nel 1968 con il singolo "Nekem eddig Bach volt a mindenem" e al primo album nel 1971.
Tuttora in attività hanno alle spalle decine di album.
Fondati nel 1967 li HUNGARIA arrivano al primo album “Concert a manson” solo nel 1970, mischiando pop beat e prog melodico spendendo gli anni ’70 in tour in tutto l’est europeo.
Nel 1978 hanno inciso un album di cover di brani dei Beatles in ungherese (prevalentemente del periodo pre 1965), “Beatles Laz”
Gli SCAMPOLO, partiti agli inizi dei 60’s con sonorità rock n roll si spostarono nel 1970, in occassione del primo album “Under the rainbow” verso una commistione di prog melodico e hits soul.
I SYRIUS appartengono già agli anni 70 con un sound vicino a Colosseum e Blood Sweat and Tears.
Il primo album “Devil’s masquerade” esce nel 1971.
Sempre nei 70’s trovarono popolarità i BERGENDY anche se nati alla fine dei 50’s come jazz band e passati nei 60’s con un repertorio beat e rock n roll.
SAROLTA ZALATNAY apparve nel 1963 vincendo parecchi premi a concorsi canori con varie pop beat songs tra cui Nem várok holnapig con gli Omega.
Nel 1968/69 è a Londra molto speso a fianco di membri dei Bee Gees.
I MINI nascono nel 1968 ma arrivano alle prime incisioni solo nei 70’s a base di prog mentre KATI KOVACSZ dal 1962 sulla scena si mosse spesso a cavallo tra beat e pop cantando poi negli anni 70 con il supergruppo Locomotiv GT che raccoglieva membri di varie beat bands dei 60’s.

34 commenti:

  1. Copertina del primo disco in alto alla 'Between the buttons' degli Stones, i più potabili direi oltrecortina, ma con la lingua che si ritrovano, come suonano?
    Meglio il Ferencvaros!

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  2. "La lingua magiara è la sola che il diavolo rispetti."
    (Chico Buarque)

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  3. Grande Pibio, ho letto quel libro tempo fa, ma non ricordo il titolo, Budapest?...

    Avevo sentito un gruppo prog magiaro in una di quelle compile di roba funk psichedelica sconosciuta (di quelle che scopri e senti solo grazie alla rete, per restare sul post di ieri) e non era niente male...non ricordo il nome, anno '72...magari erano i Syrius...

    W

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  4. Deciso..vacanze di natale mi metto a cercare (ascoltare) qualche gruppo dell'Est vista la serialita della rubrica.

    offTopic,come tutti gli anni

    DENNIS C.WILSON 4/12/1944-28/12/1983
    avrebbe compiuto 68 anni
    RIP Wonderful Surfer

    C

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  5. Sempre Viva il Ferencvaros....Kati Kovacs pareva una bella bimba..

    Charlie

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  6. Con un bel berrettino la vedrei bene in via Paal

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  7. Albe!!! Ungheria per noi significa solo un nome: TIBOR NYILASI!!!!!
    C

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  8. hey ma e Toroczsyk?? e Laszlo Kiss?:),...e il tennista Taroczy? ,..e Hidegkuti? e lo Ujpest Dosza?

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  9. Ha ha ha ha vero Mich: UJPEST DOSZA!!!!!

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  10. L'Honved non si discute...fedeli alla (difesa in) linea

    W

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  11. haha yes Sir grandissima,..poi ricordo la figurina Panini del Videoton :),...Nylasi era molto forte di testa

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  12. ma voi lo vedevate il camp. Yugoslavo su capodistria?? e quello svizzero su TSI? con Sulser

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  13. facevan vedere partitazze tipo Zeleznicar-Partizan 1-0 , grandiose,..poi il telecronista faceva spanzar dal ridere, molto ironico

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  14. Vedevo il campionato svizzero. Anhe quello di basker con le squadre del Canton Ticino con il Mendrisio Star e ovviamente l'hockey su ghiaccio

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  15. Grande Mich, vedevo il campionato svizzero su TSI telecronista Giuseppe Albertini che poi fece anche l'Intercontinentale Juve-Argentinos Jrs nel 1985, super-partita! Claudio Sulser bomber del Grasshoppers e Raimondo Ponte regista del Zurich FC, l'incomparabile Renè Botter, Egli e Zappa gran picchiatori e il bomber Hitzfeld del Basilea, bel campionato. Il telecronista di Koper me lo ricordo parlava in italiano ma diceva Crvena Zvezda e Partìzàn, vero le partite eran fenomenali Hajduk-Crvena zvezda al top, col portiere Petrovic che a Spalato ogni tanto faceva gol su rinvio quando aveva la bora dietro la schiena, ha ha ha ha ha, stadio Pljud:una bolgia.

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  16. Su Capodistria io guardavo anche l'hockey su ghiaccio, trasmettevano le partite di un torneo o di una coppa di cui non ricordo il nome in qs momento; io tifavo lo Slovan Bratislava.

    GM

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  17. E' vero guardavo anch'io alcune partite su Capodistria e tifavo Crvena Zvedza.

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  18. Cos'altro potevi tifare?
    ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha...
    Ma ce n'erano delle belle tra le quali Buducnost Titograd, Vojvodina Novi Sad, OFK Beograd, Borac Banja Luka, e qualche giocatorone della madonna i gemelli Vujovic e il grande Ivica Surjak dell Hajduk e il bomber bosniaco Safet Susic, la versione slava del grande Keese Kist, e il capitano Dzaijc della Crvena Zvezda,che tempi

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  19. Comunque,debbo confessare che in Ungheria ci sono stato qualche anno fa...per motivi di lavoro !
    EHEHEHHHH :-)

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  20. lollll ,...incredibbbile,...che vi ricordiate tutto,...ricordo una squadra di hockey chiamata Ambri Piotta,....poi tutti quei tipi,.Ivica Surjak(poi all'Udinese),...Susic e il n. 11 Dzajic,...anche uno che si chiamava Oblac?

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    1. L'Ambri Piotta !!!! grandissima ! Certo che me la ricordo !
      C'era anche il Viganello Basket

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  21. No,io mi ricordo certe gnocche...modello Eva Henger e persino meglio !
    E' un'industria in piena espansione.

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  22. he he he grande Ursus....
    Ce n'erano altri, Oblac non ricordo, uno su tutti, l'immenso Danilo Popivoda!!

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  23. DANILO POPIVODA!!!!!!! il nostro eroe..

    Nanetto epico del rocchenroll: concerto dei Secret Affair 2010 Torino. incontro prpedeutico dei proto casula sotto l'egida del Boss Tony.
    Cerco tra il pubblico Andrea Cortez e Alberto Galletti che non conoscevo di persona..Segnalato dal Boss personaggio casula con harrington chiaro e foto di danilo Popivoda incollata alla schiena in segno di riconoscimento!!!!
    Galletti Premier punto.
    C

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  24. Ursus l'industria della puttaneria non e' cosa di cui vantarsi (e sai che son tutt'altro che un bakkettone)
    C

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  25. Un industria in continua esplosione!
    ha ha ha ha ha ha ha

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  26. C'era pure un terzino della Dinamo Zagreb: Cerin (pronuncia Zerin) ma per noi in dialetto è cerino, ricordo mio padre durante una partita 'mal fà a ves bon cun un num insi, che squadràsa ad brucàs', mi son strapanzato, e Mrkela, per noi Marchèla (mi pare della Crvena Zvezda), come un nostro compagno di classe che venne così preso in giro ancora di più.

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  27. galletti traduci non fare il napuli

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  28. Ma fa più ridere in dialetto (come fa ad essere capace con un nome così! Che squadra di brocconi).
    Poi oh, il dialetto del grande Giovannibrerafùcarlo è ammesso in ogni scritto che tratta di Eupalla, sta a voi quindi adeguarvi (e studiare!)

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  29. si si non blagarti che il prossimo commento lo fa allelimo in pugliese

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  30. C , non me ne sono mai vantato,infatti...ma tantomeno mi vanterei del calcio professionistico,al cui confronto il mercato delle vacche dell'est diventa una associazione di beneffatori.

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