Scrivere un libro sulla black music è come tentare di raccogliere il mare in una bottiglia.
Per ogni artista citato, ce ne sono dieci che aspettano, silenziosi o inascoltai, sul bordo della pagina.
La Black Music non si lascia chiudere né in un libro Nè nei decenni, né nelle etichette.
E' una forza fluida,una corrente, che attraversa i corpi, la storia, la spiritualità e la tecnica.
E' voce e battito, è resistenza e reinvenzione.
Le 800 pagine di questo libro non devono impaurire il lettore.
D'altronde la cosiddetta "Black Music" (per meglio dire, come spesso si sottolinea in questo saggio, la BAM, Black American Music) non può essere concentrata in così poco spazio.
Ce ne vorrebbero 8000 o forse 80.000.
Questa non è un'enciclopedia esaustiva, un catalgo di nomi e dischi.
E' qualcosa di più.
Il percorso di Nicola Gaeta ci porta dai semi, lontani, primitivi e arcaici, nati nei tempi della schiavitù, agli albori del blues e del jazz, alle mille evoluzioni e contaminazioni, attraverso mille nomi e mille dischi, aneddoti, storie, biografie.
La musica classica fu inventata perché la gente bianca non aveva ritmo così poteva scriverla e pianificarla a tavolino.
(Miles Davis)
La Black Music non è un genere musicale, è un sistema di linguaggi che si intrecciano, un patrimonio vivo che dal gospel ai nostri giorni ha plasmato tutto il secolo scorso e continua a generare nuove forme nel nuovo millennio.
Proprio perché non è un elenco di nomi e dischi questo libro è IMPORTANTE.
E' una visione, spesso personale e discutibile, ma che parte da un senso critico competente e autorevole.
Perciò è un lavoro indispensabile per approfondire e capire la BAM.
Poi se 800 pagine sono un ostacolo, ci sono sempre Topolino o Bruno Vespa.
Per me libro dell'anno.
Nicola Gaeta
Black Beauty
Low Edizioni
800 pagine
25 euro

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