lunedì, luglio 06, 2026

Intervista a Andrea Liuzza dell'etichetta Beautiful Losers

Prosegue il viaggio informale tra le etichette italiane, sempre super attive e interessantissime.
Spazio oggi a Beautiful Losers, nella figura di Andrea Liuzza.

https://www.beautifullosers.net/

Puntate precedenti:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Etichette

Cosa vi ha spinto ad aprire un’etichetta indipendente, underground, impostata su sonorità molto personali e particolari?
Il nostro genere molto intimista. Tra avant folk, dream pop, elettronica. Beautiful Losers nasce dalla mia attività di produttore.
Volevo supportare certi progetti che producevo anche nella pubblicazione. Soprattutto perché, insieme, formano una famiglia.

La vostra è un’esperienza ormai di lunga data ma che resiste a un mercato sempre più difficile. Qual è la formula?
L’etichetta esiste grazie alla mia attività di produttore.
Facciamo semplicemente quello che ci piace, senza preoccuparci di quanto può vendere.
Finché avrò voglia di fare musica, l’etichetta esisterà.

Da gestore della label hai notato se c’è stato un effettivo ritorno alla voglia di possedere l'oggetto fisico negli ultimi anni, a scapito della fruizione digitale?
Vendiamo diversi CD e vinili. Ma anche files digitali.
Credo sia soprattutto una volontà da parte del nostro pubblico di supportarci.
In ogni caso mi sembra che in una fetta di pubblico non sia mai svanita la voglia di possedere la musica.
D’altro canto io per primo non mi accontenterei mai di sapere che la mia collezione di musica è solo su una piattaforma, che potrebbe chiudere domani.

Hai un’idea di chi siano gli acquirenti dei dischi dell’etichetta? Giovani? Meno giovani? Pubblico trasversale? In concreto: c’è un minimo di ritorno economico per un’operazione del genere?
Un ritorno economico c’é.
Minimo, come dici.
Vendiamo tutto dal nostro sito. Gli acquirenti credo appartengano alla mia generazione, millennial, e alla precedente.

Con che criterio scegliete le band da produrre?
Scelgo esclusivamente la musica con cui sento un’affinità. Mi piace la musica che fa fare un viaggio interiore.

Quali sono le mosse promozionali per far conoscere l’attività dell’etichetta?
Ho lanciato un podcast che, in un paio d’anni, ha portato 25.000 iscritti al nostro canale YouTube.
Molti di loro seguono anche l’etichetta e comprano le nostre produzioni. Una micro-community, che è la nostra base.
Per il resto, le solite: lavoriamo con la stampa per far conoscere i nostri dischi, se riusciamo facciamo qualche live. Ma la differenza l’ha fatta il podcast.

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