martedì, febbraio 14, 2023

Pete Townshend - Jools and Jim


https://www.youtube.com/watch?v=4POBe1L8BcI

A breve uscirà un nuovo singolo di Pete Townshend (composto dalla moglie Rachel Fuller).

Nel 1980 PETE TOWNSHEND pubblica uno dei suoi migliori album in assoluto (Who inclusi), lo spettacolare, duro e allo stesso tempo raffinato, "Empty glass" (maggiori dettagli qui:
https://tonyface.blogspot.com/2015/04/pete-townshend-empty-glass.html).

E' un periodo duro per Pete.
La morte di Keith Moon, i problemi negli Who, sempre più allo sbando e artisticamente in deciso calo, il matrimonio a rotoli, alcolismo e una deriva psicologica che lo porta anche a flirtare con l'eroina.

All'interno dell'album, a chiudere la facciata A c'è un brano breve, tiratissimo e durissimo come "Jools and Jim" in cui replica ai giornalisti Julie Burchill e Tony Parsons che nel libro The Boy Looked At Johnny spargevano veleno e giudizi impietosi a destra a manca, incluso KEITH MOON, da poco tragicamente scomparso della cui morte sostanzialmente non si dispiacevano, anzi...

"Tony ha parlato di Keith e ha detto: 'Fanculo Keith Moon, stiamo meglio senza di lui. Sfigato decadente che butta la Rolls-Royce nella piscina. Se questo è ciò di cui parla il rock and roll, chi ne ha bisogno?"
(Pete Townshend)

Inizialmente intitolato "Jools and Tone" il titolo fu cambiato in "Jools and Jim" con un sottointeso diretto al quasi omonimo film di Truffaut.
Pete li apostrofa come "tirapiedi, disumani (tutti sono umani tranne Jools and Jim), alcolizzati (i vostri cuori si stanno sciogliendo in una pozza di gin"

"Ero arrabbiato, non depresso per la morte di Keith. Ero arrabbiato con Julie Burchill e Tony Parsons per aver detto nel loro libro che era un bene che Keith Moon fosse morto.
Ma ne ho ricavato una bella canzone. Ovviamente mi sono reso conto con il senno di poi di avere io dei problemi, ma in quel momento mi sono davvero divertito per il casino che stavo creando. Ho scritto la canzone solo come reazione.
Ho telefonato a Tony il giorno dopo averlo scritto e gli ho spiegato. Stavo per mandargli una copia ma poi ho deciso che non l'avrei fatto fino a quando non fosse uscito, dopo aver deciso che era una buona canzone da inserire nell'album".


All'interno della canzone c'è un attimo di pausa rispetto alla frenesia che la caratterizza. Sia sonora che a livello lirico, in cui si rivolge ai due con fare comprensivo e conciliante:
"So per certo che se ci incontrassimo faccia a faccia, un po' di vino ci avvicinerebbe, io e te. Perché hai ragione, l'ipocrisia sarà la mia morte.'

Townshend riprese il tema del rapporto con il giornalismo musicale in "Psychoderelict" dove uno dei protagonisti meno simpatici è un editorialista di gossip rock e commerciante di scandali, Ruth Streeting, modellato sulla figura di Burchill.

Il finale criptico "Oklahoma Oklahoma ok" è stato spiegato con buona attendibilità in forum dedicato agli Who:
Pete contempla il rischio di trasformare gli Who in uno spettacolo in stile Broadway ("Oklahoma è un famoso musical degli anni 40 che ebbe n clamoroso successo a Broadway).
Con questa frase lanciata alla fine con rabbia e arroganza accetta questo destino. Alcuni anni prima, aveva detto che gli Who si sarebbero trasformati in un numero da circo, che sarebbe stato inevitabile.

E a giudicare dagli ultimi recenti anni della band ci aveva visto giusto.

Fonte: https://www.loudersound.com/features/the-story-behind-jools-and-jim-by-pete-townshend

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