mercoledì, settembre 29, 2021

Get Back. Dischi da (ri)scoprire


Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta. Le altre riscoperte sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

Speciale BAUHAUS e loro esperienze parallele.


BAUHAUS - In the flat field - 1980 Un capolavoro degli anni 80, figlio del punk, aspro, cattivo, perfido, Bowiano, cinematografico, tetro, drammatico, aggressivo, minaccioso. Una pietra miliare con "Bela Lugosi's dead" entrato nei classici di sempre.

Bela Lugosi's Dead
https://www.youtube.com/watch?v=zq7xyjU-jsU

BAUHAUS - Mask - 1981
Il secondo album non teme l'inevitabile confronto con il fulminante esordio. La band ha il coraggio di fare un passo avanti (o a lato), conservando attitudine e personalità ma sperimentando con dub, reggae, funk e levigando il sound, meno urgente e "terroristico" (talvolta debitore alla lezione dei P.I.L.).

Mask
https://www.youtube.com/watch?v=4a2YH2ZRw2Q
BAUHAUS - The Sky's Gone Out - 1982
Icona del dark/goth la band cerca nuove soluzioni ma resta con il nuovo album un po' ferma al palo. Gli ingredienti sono i soliti, tra marce funebri, qualche assalto sonoro, con l'aggiunta di influenze psichedeliche. Comunque buono.

Ziggy Stardust
https://www.youtube.com/watch?v=rhJZrRV5YKo

Telegram Sam
https://www.youtube.com/watch?v=Z_pm2wPR5u4

BAUHAUS - Burning from the Inside - 1983
Il testamento della band che si scioglie inaspettatamente a ridosso dell'uscita dell'album. A causa di una polmonite Peter Murphy rimane lontano dallo studio, lasciando campo libero a David J e Daniel Ash (spesso anche alla voce). L'album è un vero e proprio gioiello che rivaleggia con l'esordio come vetta della loro produzione tra brani dub ("She's in parties"), ballate folk medievale ("king Volcano"), Bowie ("Who killed Mr.Moonlight"), la drammatica ballata "Slice of life".
un commiato eccellente.

She's in parties
https://www.youtube.com/watch?v=Qxqq5vahHKk


BAUHAUS - Go away white - 2008
L'inaspettato ritorno del 2008 che sancisce la definitiva chiuura della storia della band è purtroppo anonimo, rockeggiante, lontanissimo dalla creatività che li aveva contraddistinti.

DALI'S CAR - Dali's Car - 1984
La nuova incarnazione di Peter Murphy è a fianco dell'ex Japan Mick Karn che suona e arrangia tutto. Un lavoro invecchiato maluccio, molto autoreferenziale, con il classico e inconfondibile basso di Karn in costante evidenza, la voce di Murphy che sembra un po' a disagio in questo contesto. Comunque interessante.Scioltisi subito, torneranno insieme nel 2015 ma la nuova avventura sarà drammaticamente interrotta dalla morte per cancro di Karn. L'ep postumo, "InGladAloneness" (con anche l'ex Japan Steve Jansen, fratello di David Sylvian alla batteria e membri di King Crimson e Gong), è un buon lavoro, meno sperimentale, con lo struggente finale di "If you go awat", cover di "Ne me quitte pas" di J.Brel).


PETER MURPHY - Deep - 1989
PETER MURPHY - Ninth - 2011
La lunga carriera solista di Peter Murphy è ricca di alti e bassi, album dignitosi, altri meno riusciti. "Deep" è un ottimo lavoro in cui la vena "decadente" e Bowiana si unisce a ritmi e atmosfere più pop. Non sempre apprezzato "Ninth" è invece un album rock, molto duro, con cadenza post punk, molto vicino all'Iggy Pop più duro (talvolta, anche vocalmente, al limite del plagio).

LOVE AND ROCKETS
I Bauhaus senza Peter Murphy incidono sette album, tutti di buona fattura ma francamente piuttosto anonimi e di scarso spessore, seppure l'esordio "Seventh Dream of Teenage Heaven" lasciasse ben sperare.

8 commenti:

  1. Ho avuto un breve ma intenso (discograficamente) periodo Bauhaus. MASK è l'album che ho preferito anche se The Sky's gone out era molto valido, forse addirittura meglio. Inoltre le prime copie (anche la mia grazie a Rock'n'Folk!) avevano come bonus "Press the eject..." album live poi venduto separatamente.
    bela Lugosi pezzo iconico ma molto noioso era presente nella soundratck del film "Miriam si sveglia a mezzanotte" con david Bowie

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  2. Entro in questo blog tutti i giorni in forma silente da dieci anni, ma stavolta non mi posso trattenere. Il pomeriggio del 5 maggio 1982 bighellonavo diciottenne con il mio amico Bobbe sulle panchine di una piazzetta della mia città quando passò Fabrizio, elemento imprescindibile di tutto l’underground livornese che ci intimò di andare a comprare i biglietti per il concerto serale dei Bauhaus al Goldoni. Non potemmo replicare, solo attenerci e quando arrivammo sulla piazzetta antistante la vista della folla variegata e il cospicuo numero di esponenti delle forze dell’ordine dispiegato ci annunciò una serata memorabile. E così fu. Non avevamo mai sentito niente prima; scioccati dai suoni, dall’impatto scenico, dall’atmosfera e dal contorno ci godemmo i neanche 50’ di performance con tanto di calcione di Peter Murphy nella schiena del suddetto Fabrizio che, orgoglioso di esser salito sul bordo del palco, aveva commesso l’errore di voltarsi per vantarsene. Uscirono e non replicarono neanche un minuto. Uscendo m’impossessai, staccandolo dalla bacheca del teatro, del cartellone del concerto che conservo tutt’ora. Tornai nell’ottobre del 1998 all’Alcatraz di Milano a rivederli dal vivo ma le primavere aggiunte sulle spalle di tutti noi non mi permisero di assaporare lo stesso godimento

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  3. Grazie a entrambi per i preziosi contributi, W i Bauhaus.

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  4. Amai Mask, che il primo album di loro che presi, poi arrivarono Bela in EP e gli altri. Secondo me restano tuttora validi, sei ingiusto con i Dali's Car, non fu apprezzato al tempo ma ora resta un disco di classe e musicalmente bello ed elegante.
    :-)

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    1. Scusate manca qualche verbo... fu a scrivere col telefonino...sarà l'età

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  5. Dali's Car l'ho riascoltato dopo secoli e lo ricordavo un buon album. Invece dopo tanti anni non regge più. E mi spiace. Invece quelli dei Bauhaus rimangono freschi e potenti.

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  6. Non hai citato gli album solisti di David J, che non sono male.

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    1. Giusto, Etiquette of violence è un album che andrebbe riscoperto e fu il primo solista di David J. Fra l'altro ci furono delle collaborazioni con il fumettista Alan Moore.

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