lunedì, agosto 16, 2021

Gerd Muller



ALBERTO GALLETTI ricorda la triste scomparsa del grande GERD MULLER.

L' idea di centravanti, il più grande bomber di sempre.
Un fisico da anatleta, un coraggio da leone.
un fiuto da super goleador, un destro fulminante.
Il re dell'area di rigore.

Scompare oggi a 75 anni Gerd Muller, icona del calcio tedesco e mondiale.
Il miglior centravanti tedesco di ogni tempo, uno dei più grandi di ogni epoca in qualsiasi posto.
Sgraziato secondo i soloni esperti, parecchio fiuto e voglia secondo me e quelli come me che riconoscono che si possa far fatica anche dentro ad un campo da calcio.

1,75 kg x 77 kg: tozzo, ma veloce e potente.
E soprattutto sveglio, molto sveglio e questo fece la differenza.

Vinse qualsiasi tipo di classifica possibile. 

Cominciò con 180 gol messi a segno per l'Under 18 del Nordlingen nel 1962-63 che gli valsero l'interessamento del Bayern che all'epoca voleva uscire dall'anonimato e dall'ombra dei rivali cittadini del TSV 1860. Andò a Monaco, nonostante fosse un tifoso del Norimberga, al tempo di fatto ancora 'Der Klub'.
Capocannoniere ai mondiali; 1970 10 reti;
capocannoniere agli europei: 1972. 5 reti;
capocannoniere in Coppa dei Campioni: 1973, 74, 75 e '77;
capocannoniere in Coppa delle Coppe: 1967, 8 reti;
Bundesliga 1968 (25), 1969 (30), 1970 (38), 1972 (40), 1973 (36), 1974 (30),
Deutsche Pokal 1967, 69 e 71.

Rimane a tutt'oggi il miglior marcatore in Bundesliga (365) e in Deutsche Pokal (78), miglior marcatore di sempre nel Bayern (568/611), credo che lo rimarrà.

In nazionale ha segnato più gol, 68 che partite giocate, 62, il che lo mette secondo dietro a Klose che ha segnato tre gol in più ma ha giocato 130 partite, più del doppio.
Ai suoi tempi S.Marino, Gibilterra, Faer Oer, Andorra e Lichtenstein non esistevano.
Non giocò mai contro Malta o Lussemburgo, solo una volta contro Cipro che è come dire la Scozia adesso. 

In tutto mise dentro 730 gol in 788 partite a 0,93 a gol/partita di media.

I numeri non dicono mai tutto nel calcio, ma nel suo caso vanno elencati perchè dicono tanto.
Quello che però vale la pena ricordare è il come venivano i suoi gol, quando venivano e cosa succedeva quando segnava.
In una parola gol pesanti, decisivi, chiedere agli olandesi e soprattutto ai loro profeti.
I gol di Gerd Muller significavano vittorie: Mondiale 1974, europeo 1972, Coppa dei Campioni 1974, 57 e 76, Coppa Intercontinentale 1976, Coppa delle Coppe 1968, Bundesliga 1969, 72, 73 e 74; Deutsche Pokal 1966, 67, 69, 71. 

Con i numeri vanno ricordati anche i modi.
Quel destro al fulmicotone, quel suo buttarsi a catapulta su ogni palla, quella voglia di colpire che gli vedevi stampata in faccia durante le partite, quell'esultanza incontenibile dopo ogni gol. 
Un giocatore che ha saputo entusiasmare come pochi altri, e forse un uomo che non è riuscito a fare i conti proprio con quell'entusiasmo che aveva e regalava giocando a chi lo seguiva.

La malattia purtroppo è stata un'altra storia, e l'Alzheimer purtroppo non ha pietà.
Gli piombò addosso dopo la riabilitazione a depressione e alcolismo in cui cadde a fine carriera.

Sono rattristato oggi, seppur remotamente come lo si può essere per un vecchio idolo calcistico, e come sono stato e sarò quando se ne sono andati e se ne andranno quei 5/6 che volevamo emulare su campi senza erba, senza porte, con qualsiasi pallone si riuscisse a rimediare, le scarpe che capitavano e tutta la fantasia e l'entusiasmo del mondo che ti facevano pensare di essere Gerd Muller e urlare gooool.

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