mercoledì, marzo 31, 2021

Il meglio del mese. Marzo 2021


Dopo tre mesi si affacciano i primi ottimi album del 2021: Sleaford Mods, Jon Batiste, Adrian Younge, Myles Sanko, Billy Nomates, Django Django, Aaron Frazer, Arlo Parks, Shame.
In Italia: Nicola Conte/Gianluca Petrella, A/lpaca, Gang, SLWJM, Joe Perrino, Amerigo Verardi, Les Flaneurs, The Smoke Orchestra.

ADRIAN YOUNGE - The American negro
Spettacolare, importante, monumentale lavoro, politicamente esplicito, in cui si approfondisce il ruolo del razzismo nella società americana (a partire dalla sconvolgente copertina) su basi soul, funk, blues, con intermezzi parlati.
Enorme.
"It's not about Black people being better than white people or white people being better than black people.
It is just the fact that we are people, we are all the same.
Nobody is better here, but don’t subjugate us."


JON BATISTE - We are
Dopo aver prevalentemente agito in ambito jazz, più o meno contaminato, aver vinto un Grammy Award per la colonna sonora di "Soul" e continuando ad essere il band leader del Late Show di Stephen Colbert, Jon Batiste si dedica a un favoloso album in cui convergono funk, gospel, jazz, hip hop, nu jazz, tra Prince, Fantastic Negrito, Childish Gambino, con testi a sfondo sociale e di particolare spessore politico.
Diritto tra i migliori album dell'anno.

BILLY NOMATES - Emergency telephone
La fenomenale riot rapper inglese torna con un ep di cinque brani. Duro, diretto, immediato, un retrogusto melodico e compositivo che guarda alla canzone di matrice soul pur se declinato alla mionimalità elettronica. Il risultato é esplosivo.

MYLES SANKO - Memories of love
Torna la voce più vellutata del Regno Unito, con un nuovo gioiello di soul jazz dalle venature gospel e funk, raffinato, elegante, super cool.
Arrangiamenti spettacolari, un groove incredibile, canzoni splendide.

NICK CAVE / WARREN ELLIS - Carnage
Nick Cave e Warren Ellis crivono un album, come prevedibile, scuro, cupo, straziante "pesante" ma altrettanto poetico e solenne.
E anche cattivo.
Che riflette il senso di straniamento nella "carneficina" che stiamo vivendo in ogni angolo del mondo.
E' un album difficile e che necessita ascolti e approfondimenti ma di alto livello, sia come scrittura lirica che compositiva.
Welcome to the carnage.

KING GIZZARD AND THE LIZARD WIZARD - L.W.
Diciasettesimo album in studio in 8 anni (senza contare un numero incalcolabile tra 45, Ep, compilation, bootleg ufficiali) per la band australiana che riesce ad ogni lavoro a cambiare, migiorare, sterzare, arricchire il loro sound, rimandendo fedeli a una stralunata psichedelia, tinta di prog, hard, garage, fusion e mille altre influenze.
L'effetto é sempre sorprendente, il contenuto efficace, la qualità di primo livello.

RINGO STARR - In Zoom
Ringo non perde il vizio di incidere nuovi dischi, che purtroppo quasi mai arrivano alla sufficienza. Fa eccezione questo nuovo ep con solo cinque brani, in cui ritrova una buona verve, discreti momenti (tra cui anche un'escursione nel reggae), i soliti super ospiti (che nulla portano al risultato finale)), da Paul a Dave Grohl.
Niente di che ma almeno un 6 lo strappa.

PAUL STANLEY'S SOUL STATION - Now and then
Se chiudete gli occhi e non leggete il nome dell'autore scoprirete un sontuoso album di soft soul con ripresa di classici di Temptations, Stylistics, Spinners, Al Green, Smokey Robinson e alcuni ottimi inediti, suonati e arrangiati con abbondanza di archi, fiati e una voce eccellente. Lui é il Paul Stanley, voce, chitarrista e co/leader dei KISS e l'album gradevole ed efficace.

ELVIS COSTELLO - La Face de Pendule à Coucou
Bizzarro ep di Costello che riprende in francese alcuni brani dell'ultimo, ottimo album, "Hey Clockface", con l'aiuto di Iggy Pop, Isabelle Adjani e altri. Curioso.

A/LPACA - Make it better
Sorprendente esordio per la band mantovana che mette insieme il pulsare kraut dei primi Neu! con le nuove istanze neopsichedeliche prog dei favolosi King Gizzard and the Wizard Lizard, la rabbia iconoclasta e disperata dei Suicide e un'attitudine elettro punk (Screamers, Flipper, Tubeaway Army, Krisma, Devo). Spaccano.

NICOLA CONTE / GIANLUCA PETRELLA - People need people
Nicola Conte infila un altro gioiello nella sua preziosa collana dischi sempre ad altissimo livello. In "People need people" ritrova Gianluca Petrella con cui compone e scambia suoni, suggestioni, ritmi, samples.
Ne esce un grande lavoro in cui afro, jazz, lounge, disco, modern grooves, spiritual jazz, nu soul si intrecciano in continuazione creando un sound futurista, modernissimo, avvolgente e travolgente. A collaborare un lungo stuolo di ospiti da ogni angolo del mondo in un disco che rappresenta in musica il concetto di multietnicità che permea il nostro nuovo mondo.

DO NOTHING - Glueland
Dall'Inghilterra invasa da torme di post punk eccone una nuova testimonianza tra i consueti riferimenti (Pop Group, Wire etc) e uno sguardo alle ritmiche e alle sferzate chitarristiche in stile Franz Ferdinand. DIscreti.

MT.MOUNTAIN - Centre
Ottimo nuovo album per la band australiana di Perth. Moderna psichedelia, pulsante e ipnotica, con elementi kraut e 60s pop. Brani di grande pregio e un suono perfetto. Da scoprire.

THE SMOKE ORCHESTRA - Hot funky and sweaty
C'è già tutto nel titolo del terzo album della band, nata nel 2004. Una massiccia dose di funk prevalentemente strumentale, bordate soul, orchestrazioni cinematiche, ma anche concessioni a dub e reggae. Album con un costante tiro arrembante e un groove di rara potenza. Grandi!

VALERIE JUNE - The Moon and stars
Non male la commistione di pop, soul, blues, folk della cantautrice americana. Forse un po' troppo di maniera e "pulito" ma piuttosto gradevole all'ascolto.

VV.AA. - Brighter days ahead
Ventidue nuovi nomi della scena new soul e funk di gusto retro/vintage raccolto dalla prestigiosa Colemine Records. Il Delvon Lamarr Organ Trio trasforma "Inner city blues" in un brano alla Booker T, i Wingston Brothers ci propongono un crudissimo deep funk, mentre band collaudate comne Dojo Cuts, Monophonics o Ben Pirani confermano la loro statura. I Soul Chance e JR and the Volcanos vanno di soul reggae, M Ross Perkins ci porta a cavallo tra i 50 e i 60, GA 20 riprende "I ain't got you" di Clarence Carter, più conosciuta nella verrsione degli Yardbirds. Ma ci sono anche mellow soul, northern, latin e tanto altro. Compilation godibilissima.

MENAHAN STREET BAND - The Exciting Sounds of Menahan Street Band
Torna dopo lunga assenza la band New Yorkese con il classico funk strumentale dal gusto cinematografico. Sempre una grandissima classe e brani gustosissimi.

ALICE COOPER - Detroit stories
Il vecchio rocker tributa omaggio alle sue radici di Detroit.
Con l'aiuto di Wayne Kramer(MC5), Bob Ezrin e altri ospiti, coverizzando "Sister Anne" degli MC5, Bob Seger e "Rock 'n' roll" dei Velvet (versione accettabile, appena appena), tira fuori un disco prevedibile ma abbastanza gradevole, grintoso e roccioso.

MARIO BIONDI - Dare
E' nota la versatilità di Biondi, pur se strettamente legata a soul e jazz. Quando rimane in questo alveo, il disco vola alto (aiutato anche in due brani dagli Incognito che si affiancano alla sua band, al Fabrizio Bosso Spiritual Trio, agli Highfive Quintet). Peccato le concessioni finali all'"Italietta canora" con Dodi Battaglia e Il Volo.

NEW REAL DISASTER - Tomorrow will come
Secondo album (a cui si aggiunge un precedente ep) per il quartetto toscano. Dieci brani per meno di mezzora di musica, punk rock serrato, eseguito e prodotto alla perfezione.
Taglio old school californiana (vedi Avengers o Social Distortion) ma anche uno sguardo all'attualità (Downtown Boys), un intermezzo Hardcore e tanta potenza sonora. Eccellenti.

CRUMMY STUFF - Punk's not sad
Ristampa rimasterizzata in vinile di un album fondamentale per il punk italiano, esordio della band milanese del 1996. Hardcore melodico con piglio Ramones e abbondanti dosi di Bad Religion, pietra miliare degli anni 90. Per chi se lo fosse perso all’epoca, indispensabile occasione per recuperare il tempo perduto.

BF PROJECT - Smoothly
Il progetto del sassofonista-clarinettista Alberto Fichera e del batterista Luca Barbato ci regala un gradevolissimo e super groovy album di dieci brani. Cool jazz, funk, lounge, latin soul, boogaloo e tanto altro. Divertente, suonato con grandissima competenza, arrangiamenti deliziosi e sempre azzeccati, un disco con i fiocchi.

ASCOLTATO ANCHE:
STR4TA (Bluey degli Incognito con il consueto funk jazz disco in stile 70. Buono), COMMON (rap soul, ospiti prestigiosi, buono), JOSE' JAMES (soft soul rock blues dal vivo. Piacevole), LANOTE (nusoul elettronico, carino), NUBIYAN TWIST (da Leeds, un buon lavoro di afro funk, ethio jazz e new jazz), THE ANCHORESS (alt pop interessante), BLACK HONEY (inglesi, un po' Garbage, un po' 60 rock, discreti), LANA DE REY (LaGna continua il suo percorsi di dischi soporiferi e ansiolitici).

LETTO

VALERIO LAZZARETTI - I ribelli della collina
Gli anni 80 di un gruppo di punk romani, una delle tante bande della capitale non di rado in duro conflitto tra di loro.
I Los girano l'Urbe tra risse, ubriacature solenni, concerti epici, frequente uso di droghe di varie tipologie.
Si scontrano con i fascisti, i coatti, sono perseguitati anche violentemente dalle forze dell'ordine, le prendono, le danno.v Sono anni di fortissime tensioni politico sociali, il terrorismo spesso uccide e ferisce, gli estremisti vanno di spranghe e mazzate.
Il gruppo protagonista del libro, raccontato dall'Iguana, uno dei principali e costanti esponenti, é composto da giovani violenti, molesti, aggressivi, provocatori, che non si tirano mai indietro, anzi, cercano volentieri lo scontro.
L'odio della nostra generazione...la ribellione che ci univa contro tutto e tutti.
Ci sono momenti drammatici e pesanti ma quello che aleggia é un'incredibile leggerezza, innocenza, genuinità adolescenziale.
Noi che abbiamo camminato in quegli anni così spesso sul filo del rasoio, sull'orlo del baratro, consapevoli della nostra incoscienza, perché era tutto declinato all'oggi/adesso/subito e mai al domani ("no future" forse?), non facciamo fatica a riconoscerci in queste pagine.
Sempre divertenti come se ci fossero state delle ali per volare sopra questo (s)porco mondo.

FEDERICO GUGLIELMI - Iggy Pop
La prima (forse l'unica) immagine di IGGY POP che ci viene in mente é quella di un sevaggio cantante a torso nudo che si dimena su un palco tra chitarre distorte e ritmi pulsanti e ipnotici.
Vero che dal vivo in effetti non se ne é mai discostato più di tanto.
Ma i suoi dischi ci raccontano una storia molto diversa tra sperimentazioni, sguardi ai più impensabili orizzonti (dal punk all'elettronica, dalla canzone francese a quella d'autore, a divagazioni afro, funk pop, new wave).
Ce lo ricorda questo essenale ed esaustico libro di FEDERICO GUGLIELMI, il più accreditato in Italia a parlarne, in virtù di quattro interviste dirette con il Nostro, una lunga serie di concerti e una conoscenza didascalica di ogni mossa dell'Iguana (valgano le venti pagine finali di discografia).
Scarse le soddisfazioni commerciali per Iggy.
Solo "China girl",grazie alla ripresa che ne fece David Bowie in "Let's dance" e "Lust for life", inserito nel prologo del celeberrimo "Trainspotting" gli diedero notorietà e un cospicuo gruzzolo in diritti d'autore.
C'è tutto, dagli Stooges a Bowie, dal crooner a Josh Homme, senza indulgere in racconti morbosi e da gossip sui numerosi periodi "storti di Iggy.
Il libro, allegato a "Blow Up" di fine 2020 é reperibile qui:
https://www.blowupmagazine.com/prod/iggy-pop.asp

STEFANO GILARDINO - Antistatico shock
Stefano Gilardino, come sempre, compie un certosino lavoro di ricerca, sulle tracce dell'ampio concetto di "post punk" nell'Italia del 1979/1985.
Band, esperienze, testimonianze, dischi, progetti come il celebre "Great Complotto" di Pordenone o le scene centrali bolognese e fiorentina.
Esaustivo, ben fatto, ennesimo tassello a completare il quadro su quegli anni importanti (soprattutto per chi li ha vissuti).
Si parla di Gaznevada, Rats, Diaframma, Detonazione, Pankow, Krisma, Denovo, Dirty Actions, Great Complotto, Underground Life etc.
Dice Fred Ventura degli State of Art:
"C'era un buon fermento in quel periodo, anche se spesso ognuno di noi suonava in due o tre gruppi differenti dando l'impressione che ci fosse molta più gente attiva di quanta ce n'era effettivamente".
Un aspetto, a parer mio, molto importante che si affianca alla visione di un mondo apparentemente molto attivo, intenso e prolifico ma che, personalmente, ricordo molto limitato e circoscritto a un numero esiguo di appassionati.

KLAUS MAECK - Einstürzende Neubauten. Ascolta con dolore
La storia convulsa del primo periodo (a cura di Klaus Maeck, produttore, tra le altre cose, del film culto "Decoder" e di "Soul Kitchen" e prime mover della scena punk berlinese) di una band che iniziò devastando (letteralmente) tutto ciò che le se parava nei paraggi, dagli oggetti sui palchi, ai palchi stessi, agli edifici in cui suonavano, per approdare alla fine in teatri, auditorium, accolti dalle strutture istituzionali.
Un progetto unico, inimitabile, seminale.
Partirono dall'underground più oscuro e reietto, per approdare in tutto il mondo.
Libro di eccellente livello grafico con foto, illustrazioni, testi, interventi dei protagonisti, giornalisti, Nick Cave, Theo Teardo.

UBER TUGNOLI - The Judas
Uber Tugnoli ci regala un prezioso tassello della storia del BEAT ITALIANO dei 60, ripercorrendo con dovizia di particolari e dettagli la storia dei JUDAS, band bolognese, seguace del sound di Stones e Animals, che sfiorò più volte successo e notorietà, senza riuscirci mai.
Il leader Martò provò brevemente la carriera solista, partecipando anche al Cantagiro con Massimo Ranieri nel 1966 con una versione in italiano (testo di Francesco Guccini) di "Hey Joe" di Hendrix.
Tornò nella band, tentando di cogliere i primi scampoli del punk (in realtà una sorta di rock duro dai contorni demenziali), con l'album "Punk", pubblicato nel 1978 per la Spaghetti Records.
Purtroppo un incidente d'auto lo portò via per sempre, poco tempo dopo.
Il libro é ricchissimo di foto uniche e inedite e articoli di giornale d'epoca (tra cui la battaglia tra seguaci dei Judas e quelli dei Jaguars - futuri Pooh - nelle strade bolognesi).

Per trovarlo:
Piazzetta Carlo Musi 11 presso mercatino Sant'Anna, Bologna o scrivendo a:
ubertugnoli@libero.it

FEDERICO PIVA - Prima persona singolare
Divertente e frizzante, godibile e leggero, un libro che corre veloce attraverso dodici episodi singolari nella vita di alcuni musicisti e sportivi, di fronte alle loro personali "sliding doors" che ne hanno cambiato improvvisamente la vita, raccontate in "prima persona singolare".
Dalla breve e nefasta avventura di Jimmy Nicol con i Beatles all'esordio in A di Buffon, alla Danimarca campione d'Eropa nel 1992 a Sixto Rodriguez.
Aria fresca, lettura piacevolissima.

ANTONIO G. D’ERRICO – Il virus delle verità
Si é parlato e si parla ovunque (spesso a vanvera e a sproposito) del Covid e di tutto ciò che ha significato in termini sanitari, economici e sociali.
Mai quanto ora sono necessarie chiarezza e veridicità delle informazioni.
Questo libro contribuisce parecchio in tal senso, affidandosi a una serie di autorevoli rappresentanti della medicina, dai professori Luciano Gattinoni (direttore del Dipartimento di terapia intensiva al Policlinico di Milano) e Fabrizio Ernesto Pregliasco (infettivologo e direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano), il dottor Gianluigi Spata (presidente dell’Ordine dei Medici di Como e della Federazione Regionale degli Ordini della Lombardia), il professor Paolo Antonio Ascierto. Un viaggio asciutto e preciso, visto in un’ottica di prima linea, ricchissimo di spunti e “verità”.

COSE VARIE
Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it (per cui curo ogni settimana un TG video musicale - vedi pagina FB https://www.facebook.com/RadiocoopTV/).
Ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
Ogni venerdì un video con aggiornamenti musicali sul portale https://www.facebook.com/goodmorninggenova
Periodicamente su "Il Manifesto" e "Vinile".

IN CANTIERE
A metà aprile il secondo volume edito da COMETA ROSSA EDIZIONI (http://tonyface.blogspot.com/2020/12/cometa-rossa-edizioni.html).
In autunno altre due uscite letterarie.
Intanto con i Not Moving LTD si preparano nuovi brani per chissà quando.
Sarà ristampato a breve in vinile "Live in the 80's" dei NOT MOVING.

1 commento:

  1. Incalcolabili le royalties di Lust for Life grazie all'ossessiva programmazione nei dj set del Boss

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