giovedì, ottobre 08, 2020

Statuto - Balla/Io Dio/Tu continuerai



RIPORTANDO TUTTO A CASA ricorda alcuni episodi artistici della mia modesta carriera musicale e affini, rimasti nascosti e dimenticati nel tempo.

Nel 1985, all'indomani della chiusura, dopo 17 numeri, della fanzine "Faces", fondai con Davide Olla, Francesco Nucci e l'appoggio di Filippo D'Andria la Delta Tau Kay (DTK), "associazione Mod", nata con l'intento di organizzare eventi, raduni, serate, per sostenere in modo più professionale la scena mod italiana.

Il primo passo fu la stampa di un bollettino mensile, "Sweetest feeling", che fungesse da organo informativo su tutto quanto accadeva nella scena italiana (e non solo), in considerazione di un aumento esponenziale degli eventi in tutta la penisola, tra concerti, serate, raduni etc.

Per sostenerci economicamente incominciammo a stampare cassette compilation in cui, grazie, soprattutto, alla collezione di dischi di Francesco Nucci, riuscimmo a fare conoscere a moltissimi ragazzi e ragazze una lunga serie di rarità Northern Soul e Soul.

Gli utili (come accadeva nella stragrande maggioranza dei casi nell'ambito delle sottoculture) venivano immediatamente dirottati su nuove iniziative, visto che il concetto di profitto ci era totalmente alieno.

Con due Lire messe da parte decidemmo così di investire in ambito discografico, producendo un DISCO MOD.
La scelta cadde sugli STATUTO, reduci da una feroce, ingiustificata ed esagerata stroncatura su "Faces" da parte di uno dei redattori.
La band era ancora acerba ma ci affascinarono la loro urgenza, passione, onestà e combattività stradaiola.

Per risparmiare, le copertine furono stampate da Francesco nella tipografia in cui lavorava e poi incollate a mano a una ad una (talvolta con risultati discutibili).
I dischi furono venduti praticamente a mano agli eventi o spediti ai richiedenti.
Non abbiamo mai tenuto una precisa contabilità (figuriamoci...) ma le 500 copie alla fine sono andate praticamente tutte esaurite.

Iniziava la carriera degli STATUTO.

OSCAR
Per chi si era messo a creare un gruppo e a suonare per far conoscere il Modernismo,come noi Statuto, essere pubblicati come prima produzione dell'unica etichetta mod italiana fu un successo totale, un riconoscimento, una legittimazione, direi un'investitura che mi e ci diede la forza,oltre che la voglia, già di per sé enorme, di andare avanti a dispetto di ostacoli, avversità esterne e carenze tecniche.
Senza la pubblicazione di "Io dio" da parte della DTK, non avremmo avuto la storia che ne è seguita.
Contestualizzando il periodo, garantisco che fui ancora più gratificato di quando vidi il nostro nome in hit-parade.
Il gruppo mod che viene pubblicato dall'etichetta mod, fu una gioia infinita!
Tra l'altro, seguiti in modo quasi professionale dall'etichetta stessa.
Ricordo le foto sul cavalcavia di Porta Susa una domenica mattina e tutto il lavoro grafico di Francesco Nucci.
Musicalmente,la registrazione è piuttosto acerba ma molto caratterizzata, con fiati,cori e un gran dispiego di tastiere,perché suonate da Arrigo Tomasi, ottimo musicista e proprietario dello studio dove registrammo (tra l'altro fu colui che ci diresse sei anni dopo al Festival di Sanremo).
Il modo di cantare di Francesco era aggressivo ma limpido, Naska già denotava notevole talento, Skeggia aveva l'attitudine giusta per il nostro suono e io col basso (tra l’altro,per la registrazione mi venne prestato il Fender da Gigi Restagno) mi arrangiavo, non avendolo mai studiato, ma importando la mia tecnica appresa dallo studio del contrabbasso, del quale mi ero appena diplomato in Conservatorio.
A livello compositivo, "Io dio" ( già apparsa nel demo tale "Torno Beat" del 1984), era scontata musicalmente (classico giro R&B con riff suggerito da Arrigo, ma in realtà copiato dalla canzone "Let's spend the night together" dei Rolling Stones che, giuro solennemente, non conoscevo), ma con un testo efficace, ben sintetizzato e immediato.
Senso di vita mod, senza esasperazioni ma estremamente credibile.
"Balla" era più pop, scritta su tre accordi e particolarmente adatta al coro da stadio nel finale, col testo ispirato dal servizio militare obbligatorio che colpiva tutti noi in quel periodo, nello specifico il nostro amico Andrea Napoli.
Credo che il brano più bello fosse "Tu Continuerai" ispirata e dedicata da me a Lele, il mod che mi invitò a frequentare Piazza Statuto e mi spiegò, raccontò e illuminò ai miei esordi.
Un testo di questo tipo, scritto a 21 anni mi rende particolarmente orgoglioso.
Specchiandomi nell'amico che mi illuminò sul Modernismo, rivendicavo la nostra totale estraneità alla massa, la nostra fiera appartenenza a un mondo tutto nostro e libero con la capacità di non farsi mai mettere all'angolo e senza mai farci ghettizzare.
Tutt'attorno invece un mondo che predica il contrario della direzione mod e quindi ci gridano "Che è finita" ma di sicuro non muteranno la nostra e noi continueremo.
Infatti abbiamo continuato....

NASKA
Ammetto di avere davvero pochi ricordi e anche confusi in merito alla pubblicazione di "Io Dio".
Era un periodo un po’ critico per me tanto che per un paio di mesi della prima metà mesi del 1986 addirittura pensai che il modernismo non fosse la mia dimensione tanto da temporaneamente abbandonare Piazza Statuto e la band.
Per fortuna fu una crisi passeggera, che però oggi mi impedisce di avere aneddoti personali da raccontare su questo progetto.
L'unica cosa che ricordo precisamente sono le foto di copertina scattate una domenica mattina invernale sul ponte (ormai abbattuto) vicino alla stazione di Porta Susa.

2 commenti:

  1. Celo! Uno dei dischi a cui sono più affezionato, preso da Rock&Folk arrivato il giorno prima (credo su segnalazione di sandrino Bertelle). Personalmente la voce di Francesco mi piaceva parecchio,anche dal vivo,con quella carica più aggressiva e urgente. All'uscita di Vacanze si facevano i confronti fra le due ritmiche di Balla e Tu continuerai era un piccolo inno live (chi si ricorda al Cammello?)

    Pietra miliare

    C

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  2. Per i lookologi..notare il giacchetto denim SOPRA il bomber di Francesco
    C

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