venerdì, maggio 08, 2020

Viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe



Il grande scrittore, poeta, umanista e tanto altro JOHANN WOLFGANG GOETHE compì tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788 un lunghissimo viaggio in Italia, sotto falso nome.
Ne trasse una lunga serie di annotazioni e un libro interessantissimo, pubblicato in due volumi tra il 1816 e il 1817.

Un'Italia rurale, povera, talvolta primitiva ma che riluce di testimonianze storiche di incredibile valore.
Che, per suo stupore, vengono lasciate decadere e vengono vissute in quanto elemento del circostante e non come opere d'arte.

Si innamora di Venezia, Roma e Napoli, entra in contatto con la popolazione ma anche con nobili, artisti, intellettuali, scrittori. Descrive spesso la natura che lo circonda e si compiace del clima e del carattere degli italiani, confrontandolo con quello dei suoi conterranei.

Critica (da protestante) in modo altezzoso e distante la Papa e chiesa cattolica.
Un libro molto intrigante, curioso, a tratti appassionante e divertente.

I Napoletani ritengono possedere il paradiso, ed hanno una tristissima idea delle contrade settentrionali.
«Sempre neve, dicono, case di legno; grande ignoranza, ma danari assai.» Tale si è l’idea poco lusinghiera, che si formano dei nostri paesi.


Per altra parte poi, non possono a meno di recare stupore la sporcizia incredibile, la mancanza totale di ogni comodo nelle loro case (in Umbria)

Gl’Italiani sono uomini cortesi, i quali ritengono essere il primo popolo del mondo, e che sanno menar vanto e trarre partito di certi pregi, che per dir vero, non si possono loro negare.
In complesso poi gl’Italiani mi paiono una buona nazione; basta porre mente ai ragazzi ed alle persone del popolo, colle quali mi trovo di continuo a contatto, e che non manco mai di osservare attentamente. Quale bellezza poi, e quale nobiltà di fisionomie!


Allorquando tornavo questa sera dell’arena, trovai a poca distanza da quella uno spettacolo moderno.
Quattro gentiluomini veronesi stavano giuocando al pallone, contro quattro gentiluomini vicentini.
Dessi praticano quest’esercizio fra loro tutto l’anno ma questa sera la presenza dei Vicentini, aveva radunata quantità grande di persone.


ROMA:
Trovansi traccie di splendidezza e di distruzione, le quali superano ogni mia imaginazione. Quanto fu rispettato dai barbari, venne manomesso dagli architetti moderni.

2 commenti:

  1. Grande libro. Fotografie ancora attuali. Magari Charlie ha qualcosa da ridire sulle case umbre 😂😂
    Derby Verona - Vicenza ante literram

    RispondiElimina
  2. Mi ha stupito che nel momento in cui si affrontavano vicentini e veronesi già nel 1700 si radunava un sacco di gente.

    RispondiElimina