giovedì, febbraio 20, 2020

Clyde Stubblefield



Clyde Stubbefield ha l'onore di aver creato il groove batteristico ufficialmente più campionato della storia.

Il suo breve stacco solista su “Funky drummer” (che è diventato nel corso degli anni il suo soprannome) di James Brown del 1970 lo ritroviamo in un buon numero di brani hip hop/rap, da “Bring the noise” e “Fight the power” dei Public Enemy a “Mama said knock you out” di LL Cool J ma anche in canzoni di Prince, Beastie Boys, N.W.A., Run-D.M.C., Sinead O’Connor, Kenny G.

E lui, pur prendendola con filosofia, si è più volte chiesto il perchè non sia esigibile un diritto per la creazione di qualcosa di così inimitabile e geniale.
“Io mi sedevo alla batteria in studio e si partiva con un brano. Le ritmiche mi venivano così, senza pensare a nulla di particolare, seguivo la musica, il basso, la struttura del brano. James ascoltava e se gli piaceva diceva “Ok, ci metterò qualcosa sopra. I grooves sono tutti miei, li ho creati io, è intera farina del mio sacco.
Poi sono stati utilizzati da tutti questi rappers ma io non ho mai visto un soldo per questo. Magari hanno pagato James Brown, il suo management, la sua etichetta, ma io non ho mai avuto niente per quello.
Non è una questione di soldi o diritti ma di rispetto per il lavoro creativo di un musicista a cui deve essere riconosciuto il suo valore, anche in denaro se è giusto così”.


Addirittura fu sollevato il dubbio legale che Stubblefield potesse utilizzare i grooves di batteria che lui stesso aveva inventato per i suoi successivi progetti solisti, in quanto di fatto parte di brani firmati da James Brown.
Cose per avvocati e uffici giudiziari ma anche per le tasche di uno che qualche problema economico sembra averlo avuto e che se avesse potuto usufruire della possibilità di rivendicare e intascare qualche soldino per quella botta geniale, avrebbe avuto una vita più facile e agevole.
Nasce a Chattanooga in Tennessee nel 1943 e individua la fonte di ispirazione per il suo innato senso del ritmo nel clangore metallico e ripetitivo che arrivava dalle fabbriche circostanti casa sua.

Nel 1965 arriva alla corte di James Brown dove si trova a condividere la ritmica con un altro batterista, Jabo Starks, per rendere il groove più sensuale, ricco, vario, per arricchire la musica del Godfather of Soul di quello che non si era mai sentito, un misto di blues, jazz, rhythm and blues, musica africana.
Lavorare con uno caratterino come quello di James Brown è dura, non ammette errori, si suona praticamente ogni giorno, show faticosi, duri, in cui non ci si risparmia e che, ammette Clyde, gli procurano qualche lavata di testa e multa da parte del “Capo”.
Finita l'esperienza con James Brown, nei primi 70's, prosegue l'attività con ex membri della band, i JB's, tra cui Bootsy Collins, Maceo Parker e l'amico Jabo Starks con cui continua a condividere varie esperienze tra cui gli album FIND THE GROOVE e COME GET SUMMA THIS a nome di Funkmasters, che si affiancano a tre album solisti.

E' un caso piuttosto frequente ed esemplificativo su come musicisti di altissimo livello che hanno, come in questo caso, scritto pagine di storia della musica siano costretti, nel corso degli anni, ad “arrangiarsi” per proseguire una vita dignitosa.
Ad esempio, particolarità abbastanza comune in America, Clyde fonda la Clyde Stubblefiled Band con cui suona per cent'anni di fila, ogni lunedì sera in un club della sua città di residenza, Madison, nel Wisconsin.
Smetterà solo nel 2011 sopraffatto dai problemi di salute.
Negli anni 2000 ha ricevuto da più parti numerosi riconoscimenti per la sua influenza determinante nel drumming moderno.
Addirittura un paio di sue bacchette autografate campeggiano nella Rock 'n' Roll Hall of Fame.

Il suo modo di interpretare il funk con un ritmo “diritto” e costante, preciso e metronomico, in cui inserire battute di rullante in levare, in contro tempo, creano un groove ipnotico, ripetitivo, avvolgente, che si avvita a spirale, in continuo alternare i colpi tra cassa, rullante e charleston.

Con James Brown oltre al già citato “Funky drummer” troviamo le stesse caratteristiche in classici come “Say it loud I'm black and I'm proud” o “Cold sweat” dove l'accento del battere continua a cambiare dando una sensazione di sospensione ritmica mentre il basso viaggia diritto a riempire i solo apparenti vuoti.

Ne esce una miscela sinuosa e tribale che induce al movimento perpetuo.

Il groove che lo ha reso famoso, quello più campionato nella storia: “Funky drummer” di James Brown
https://www.youtube.com/watch?v=AoQ4AtsFWVM

Dal vivo con James Brown in “Say it loud I'm black and I'm proud”
https://www.youtube.com/watch?v=2VRSAVDlpDI .

Clyde spiega il suo groove
https://www.youtube.com/watch?v=OMj9wwO1yT4

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