lunedì, dicembre 09, 2019

The Who - WHO



Atteso con molto timore dai fan, corredato da una tipica copertina di Peter Blake (spesso protagonista nella musica rock, da Sgt Peppers a Stanley Road di Paul Weller a Face Dances degli stessi Who), "WHO" è un sospiro di sollievo per chi paventava una triste decadenza di una delle più grandi rock band di sempre.

Ottimi brani, approccio rude ma con quella raffinatezza che ha sempre contraddistinto i loro lavori da "Tommy" in poi.
La voce di Daltrey in splendida forma, arrangiamenti orchestrali che qua e là citano "Quadrophenia" e "Who's next", un brano come "Detour" che occhieggia ai 60's, una bella ballata cantata da Townshend come "I'll be back", la spagnoleggiante "She rocks my world" e tanti ottime rock songs.

Interessanti le tre bonus tracks con un "Got nothing to prove" registrata nel 1966 da Pete e arricchita ora da un'orchestrazione di sapore cinematografico.

Dissento sull'affermazione di Roger che sia il loro migliore da "Quadrophenia" ma è comunque consigliato.

6 commenti:

  1. E allora preparando l'impasto delle polpette, comincerò a sentirlo.

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  2. Anche per me ascolto natalizio con agnolotti però,i due pezzi promettevano bene specialmente All this music must fade,dal vivo con i botta e risposta roger/pete potrebbe fare il botto.Suggestivo sentirla alla radio più volte con album in uscita e loro così pimpanti,tre cose da Who anni 60/70.Da suo fan attendo notizie dalla voce di Roger,tostissima nel suo timbro blues,usata pochissimo ormai col timbro soft..Di Paolino in Italia sappiamo,attendiamoci anche i Nostri nel 2020 di sicuro!
    C

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  3. 1face dances
    2by numbers/who are you
    4its hard
    5endless wire
    C

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  4. Gli Who in Italia li vedo male. Costosissimi e senza abbastanza pubblico (a meno che di data unica). Paul McCartney ci ho rinunciato (200 euro anche no...). Paolino me lo vado a vedere un po' di volte in giro per l'Italia.

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  5. Non è da escludere una data unica (vedi Lucca o Roma). Speriamo!

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