venerdì, giugno 28, 2019

Giugno 2019. Il meglio



A quasi la metà del 2019 tanti buoni titoli già in cassaforte: Specials, Dream Syndicate, The Beat, Joe Jackson, Bob Mould, Paul Weller, la compilation 3X4, Limboos, Fontaines DC, Kate Tempest, Durand Jones and the Indications, Soul Motivators, Sleaford Mods, Suzi Quatro, Juliana Hatfield, Tanika Charles, Mavis Staples, Hugo Race Fatalists, The Raconteurs.
In Italia Winstons, Daniele Silvestri, Massimo Volume, Piaggio Soul Combination, Giuda, Oscar, Vinicio Capossela, Giulio Casale, I Rudi, London Underground, Ifriqiiyya Electrique, Oscar, Doubling Riders.


THE RACONTEURS - Help us stranger
La migliore incarnazione di JACK WHITE dopo i White Stripes.
Il nuovo album spazia impunito tra mille influenze rock/blues, dai Led Zeppelin, al blues, all'alt rock, ai Beatles di "Abbey Road". E poi ancora hard rock, ritmi e melodie strambe.
Il tutto con un estro POP di estremo gusto, grande creatività, le riconosciute innate capacità di coinvolgere l'ascoltatore. Album fighissimo.

HUGO RACE FATALISTS - Taken by the dream
L'ex Bad Seeds (e mille altre cose) continua a produrre eccellenti dischi che spesso passano colpevolmente sotto silenzio. Il nuovo lavoro ne conferma le qualità compositive e l'amore per le avvolgenti e suadenti atmosfere noir a cui ci ha da sempre abituati, tra umori (inevitabilmente) cari a Nick Cave, a Mark Lanegan, Calexico, in una sorta di moderna versione di un Johnny Cash contaminato.

KATE TEMPEST - The Book of Traps and Lessons
Rigoroso, monolitico, glaciale, claustrofobico, solenne, ostile, il terzo album dell'artista inglese si muove tra spoken word, suoni elettronici, basi trip hop, non lontano dall'attitudine dell'ultimo Gil Scott Heron o degli Sleaford Mods. Kate racconta il livido declino dell'Inghilterra della Brexit, dei rapporti tra le persone nel disfacimento civico e sociale.
Spiazzante, devastante.

NOEL GALLAGHER'S HIGH FLYING BIRDS - Black Star dancing
Nuovo ep per Noel con la sorprendente svolta disco dance della title track (ripresa poi in due ulteriori remix), riuscitissimo e ipnotico viaggio tra Chic e il Bowie dance a cui si aggiungono il latineggiante e spedito soul pop "Rattling rose" e lo stupendo affresco folk di "Sail on".
Grande disc(hetto).

FLEVANS - Part Time Millionaire
Quarto album per il musicista, produttore, DJ inglese, con l'aiuto di u po' di amici, da Laura Vane, Izo FitzRoy, Elliott Cole (già con i Lack Of Afro) e altri. Soul, funk, jazzfunk, disco, varia black music, proposta in una chiava moderna, attuale, fresca, senza troppi retaggi vintage. Supercool.

SCONE CASH PLAYERS - As The Screw Turns
Ottimo album di torrido funk soul, duro e gracchiante, con l'Hammond di Adam Scone in grande spolvero e una serie di voci ad arricchire il tutto. Groooooovy!!!!

BLACK PUMAS - Black Pumas
Altro notevole disco di vintage soul, dalle parti di Al Green, con tanto groove e brani mid tempo avvolgenti e dalle tonalità jazzy.

PETER PERRETT - Humanworld
L'ex leader degli Only Ones, dopo una vita complicata, tra eccessi e droghe pesantissime, risorge faticosamente dal baratro e infila il secondo album solista della carriera dopo il primo di due anni fa.
Aspro, decadente, tra Lou Reed e Johnny Thunders, dolorose ballate punk, una romantica malinconia.
Intenso e pericoloso.

MOSAMBIQUE - Big city moves
L'evoluzione dell'Uomo, anche artistica, è passata, passa e sempre passerà per la CONTAMINAZIONE. E chi dice che per trovare novità nella musica bisogna cercare nel rap e affini, consiglierei invece di guardare più a fondo, ad esempio nella nuova scena jazz che sta proponendo cose di altissima qualità, mischiando jazz, afro, elettronica, black music, fusion, funk e un'energia modernissima e avant. Come con i norvegesi Mosambique, autori di un album eccelso, NUOVO, super cool. DIG THE NEW BREED!

PERRY FARRELL - Kind Heaven
L'ex voce degli immaginifici Jane's Addiction (e Porno for Pyros) torna con un buon album in cui, attorniato da un nutrito stuolo di ospiti, sfodera grinta, freschezza, brani solidi e duri, escursioni funk, influenze varie.
Sempre un piacere ascoltare la sua voce.

WEYNES BLOOD - Titanic rising
Un dream pop di stampo psichedelico (giusto un pizzico), un po' di Julie Driscoll, quei Beatles psych vaudeville del 1967, i primi anni 70 (magari nei dischi di George Harrison).
Si sogna volando, si vola sognando.

OSCAR - Sentimenti travolgenti
Il legame di OSCAR con gli STATUTO è talmente stretto e longevo che sorprende non poco vederlo in chiave solista.
Una nuova veste che non recide artisticamente i legami con il marchio storico ma che viaggia in una direzione comunque diversa.
Negli otto brani ci sono echi di Style Council, Oasis, tanto pop soul, tre riprese di brani degli Statuto ("Ti amo", "Invisibile", "Neanche lei") ed un'eleganza cantautorale.
Risaltano l'eccellenza dei suoni, la potenza e la ricercatezza degli arrangiamenti (con una scintillante sezione fiati) e un'esecuzione impeccabile.

LINK QUARTET - Secret Sessions
Il mitico Link Quartet festeggia il suo venticinquesimo compleanno registrando dal vivo in studio i suoi brani migliori durante un evento di tre giorni aperto al pubblico, nello studio di registrazione di Tanzan Music. Il classico Hammond Beat sound pervade i 10 brani scelti con il classico groove a metà tra Meters, Brian Auger, Booker T., impreziosito in alcuni brani dalla voce "nera" di Silvia Molinari.
La resa live è perfetta e l'album del consueto alto spessore qualitativo.

DOUBLING RIDERS - The world of Doubling Riders
Un progetto nato e sviluppatosi negli anni 80 intorno alla creatività senza limiti di Pierlui Andreoni e Francesco Paladino, a cui si aggiunse poi Riccardo SInigaglia.
Ma costantemente circorndati da collaboratori di ogni tipo e di ogni provenienza geografica ("inventaron" le collaborazioni a distanza secoli prima dell'arrivo di internet). La loro musica accoglieva ambient, new wave, etnica, minimale, classica, sperimentale, medioevale. Pura avanguardia. Nell'elegante cofanetto di sei CD c'è tutta loro produzione ufficiale più un album di inediti e rarità. Un'occasione unica per conoscere una realtà inimitabile e inimitata.

DAMIANALS - Stanzy
Il supergruppo mantovano approda all'esordio sulla lunga distanza con nove brani semplici, diretti, minimali, scarni, la cui ispirazione arriva direttamente dal primo punk rock. A cui aggiungono un gusto power pop, melodie 60's e una maturità compositiva di primo livello. L'album scorre veloce, fresco, pulsante, potente. Perfetto.

FANGO - Fango
Fulminante esordio per la band marchigiana. Sette brani di poco più di 2 minuti, tirati, dove punk e blues si fondono, accavallano, scontrano, in una torrida miscela, sporca, gracchiante e arrembante. Giustamente si considerano tra George Thorogood e Motorhead.

THE COYS - Let me know about it - The original tapes
Tra le prime mod band italiane, gli emiliani Coys mettono su vinile le tapes degli esordi, caratterizzate dal tipico mod sound di gusto '79, grintoso e rude ma con una vena 60's made in Kinks che rende il tutto avvolgente e di sapore power pop.
"A move" rimane un classico del mod sound di sempre.

THE MADS - Turn me up / Strange town
Dopo 40 anni il quartetto milanese continua a dimostrare una freschezza unica.
Il nuovo singolo esalta per potenza ed esecuzione impeccabile, inclusa una versione perfetta di "Strange town" dei Jam.

RAF - Want you to know / Get what you get
Da Portland, Oregon, un nuovo travolgente singolo per il quartertto mod.
Due brani anfetaminici, potentissimi, una voce che riporta a tratti al timbro di Feargal Sharkey degli Undertones.
79 sound fulminante ed esplosivo.

ASCOLTATO ANCHE:
AMYL and the SNIFFERS (dalla Nuova Zelanda un buon pop punk grintoso), KEB MO (ottimo soul blues, come sempre), BLACK KEYS (moscio e di plastica)

LETTO

ROSSELLA CATANESE - Futurist Cinema: Studies on Italian Avant-garde Film
Libro recentemente curato da Rossella Catanese, pubblicato da Amsterdam Press, ricerca scientifica (in inglese) che diffonde la conoscenza ad un pubblico internazionale delle relazioni tra avanguardia e Futurismo nell'ambito della cinematografia.
Un testo molto approfondito, curato e tecnico, ricco di dettagli accuratissimi su un periodo di incredibile creatività, in questo caso incentrato sulla allora nascente cinematografia, dapprima vista scetticamente, poi abbracciata dai Futuristi come elemento espressivo di primaria importanza.
"Il cinema è lui stesso Futurista"
Si parla di "Vita futurista" (1916) il film dei futuristi purtroppo andato perduto, di "Velocità", sceneggiatura cinematografica di Marinetti fino a "Thais" di Anton Giulio Bragaglia.
Interessantissimo e unico.

ALESSIO LEGA - La nave dei folli
Un testo essenziale per ricostruire e consegnare alla storia e al giusto merito, la vita e l'opera di uno dei cantautori più significativi della musica popolare italiana, IVAN DELLA MEA.
Un'infanzia e un'adolescenza terribili, una vita vagabonda e sempre precaria, anche e soprattutto a causa di scelte estreme, mai scese a patto con alcun compromesso.
Utopie politiche, ideali rivoluzionari, militanza quotidiana, la nascita di una scena etno musicale con a fianco Giovanna Marini, Giovanna Daffini, il ruolo giudicato ambiguo (e molto criticato) di Dario Fo.
Canzoni di lotta, parole dure, esplicite ("Ballata per l'Ardizzone"), dolenti ("El me gatt"), rabbiose.
Un libro che non è solo normale biografia ma la storia di un'epoca.

STEFANO SPAZZI - Diamond on my side. I Via Verdi
Una storia speciale ma paradossalmente come tante.
I VIA VERDI trovano un incredibile successo (con il brano "Diamond"), il contratto con Cecchetto e WEA, sbancano le classifiche, anni frenetici da una trasmissione all'altra, le copertine delle riviste etc.
E la caduta rovinosa tra imposizioni contrattuali, defezioni, scioglimento.
Una storia speciale...come tante.
Spazzi ne racconta i dettagli, affiancato da uno dei componenti storici.

ANTONIO PELLEGRINI - Italian Rhapsody
Antonio Pellegrini aveva già dedicato un volume con le stesse caratteristiche agli Who
(https://tonyface.blogspot.com/2016/12/the-who-e-roger-daltrey-in-italia-di.html).
Replica ora con i QUEEN di cui descrive con minuzia di particolari le apparizioni, le recensioni, concerti etc, in Italia, incluse testimonianze di spettatori e fan.
Un lavoro filologico e preciso per estimatori di Freddie and co.

MAURO CODELUPPI - La pantera di New York
Mauro Codeluppi è il mitico cantante dei Raw Power che in tre brevi racconti ci porta al cospetto di veloci "avventure" new yorkesi, al cospetto di Phil Anselmo dei Pantera, del CBGB's e dintorni.
Stampa Inchiostro Sprecato, nel classico mini formato.

CLAUDIO SOTTOCORNOLA - Coffee break
Un mini book veloce ma estremamente intenso e di spessore, un piccolo trattato filosofico sulla necessità di confrontarsi con la lettura e con il libro, oasi in cui si concentrano cultura, informazione, emozioni, riflessioni.
Il paradosso è però nell'introduzione che cita Ermanno Olmi che fa dire al personaggio interpretato da Raz Degan nel suo "Centochiodi":
“Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico”

VISTO

HUGO RACE live a Reggio Emilia 7 giugno 2019v Carisma, aura, attrattiva.
C'è chi non ce le ha e chi invece si, magari acquisite con il tempo, fatica, sforzi.
HUGO RACE ce le ha.
In concerto avvolge e incanta con un blues ipnotico pieno di suadenti ombre.
Per fare le ombre ci vuole una luce che splende.
Il concerto di ieri sera a Reggio Emilia splendeva di luce.
HUGO RACE di carisma, aura, attrattiva.
E poi è un uomo affascinante, cordiale, simpatico e disponibile.

MASSIMO VOLUME in concerto al NoSilenz - Cigole (BS) 13/06/2019
Dopo oltre 40 anni di ascolto massivo, costante, quotidiano di musica di ogni tipo, quello che personalmente cerco è l'originalità, la distinzione, la riconoscibilità.
Pochi gruppi in Italia sono immediatamente identificabili come i MASSIMO VOLUME.
L'ipnosi dai ritmi spezzati di Vittoria Burattini, i testi sempre devastanti di Emidio Clementi, le chitarre ora soniche, ora abrasive, ora voluttuosamente psichedeliche di Egle Sommacal e Sara Ardizzoni, compongono un affresco alla modernità.
Il sound dei Massimo Volume è quanto di più "moderno" e attuale che ci sia, perfetta rappresentazione di una realtà sociale ed emotiva che stiamo vivendo.
Grande, unica, band.

Pensatevi liberi - Mambo Bologna
The Clash: white riot, black riot - Ono arte di Bologna

C'è stato un momento in cui BOLOGNA è stata la capitale del nuovo rock, ben prima di Firenze.
Da lì arrivavano Skiantos, Gaznevada, Confusional QUartet e esplodeva un nuovo modo di concepire la musica, mutuata espressamente dall'attitudine punk.
Tutto ciò confluì il 2 aprile del 1979 nel “Bologna Rock 1979“, il festival organizzato da Harpo’s Bazar al Palazzo dello sport (ora PalaDozza).
Di quei giorni, di quell'attimo, che fuggì veloce e si dissolse in mille rivoli, il Museo d'Arte Moderna MAMBO di Bologna ha raccolto testimonianze, oggetti, dischi, strumenti, fotografie, comunicati, rassegne stampa, amplificatori, mixer e sintetizzatori, ma anche opere come un ritratto di Freak Antoni realizzato da Piero Manai, disegni e collage originali di TRAUMFABRIK (Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Giampietro Huber, Giorgio Lavagna), il dipinto Tuxedomoon di Giampietro Huber, tavole originali di Giorgio Carpinteri tratte da Mumble Rumble e di Nicola Corona da Rinascimento Urbano.
INTERESSANTISSIMO.
Pensatevi Liberi. Bologna Rock 1979
Dal 17 maggio al 29 settembre 2019
Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14

Dal 12 giugno al 15 settembre, la ONO arte di Bologna presenta la mostra The Clash: white riot, black riot che ci propone alcune significative foto dei Clash attraverso le immagini di Adrian Boot, fotografo che con loro ha stretto un duraturo sodalizio artistico.
Per gli appassionati emozionante e imperdibile, pur nella sua brevità ed essenzialità.

The Clash: white riot, black riot
Ono arte di Bologna
dal 12 giugno al 15 settembre
Ingresso libero

SONICS - Boom di Jordan Albertsen
Un documentario intenso, spesso commovente, costato al regista JORDAN ALBERTSEN 10 anni di duro lavoro, sulla storia di una delle band più importanti per il garage punk, i SONICS.
I membri della band ne parlano apertamente, con ironia, talvolta con tristezza e nostalgia.
In mezzo testimonianze preziose di fan, tra gli altri, come Mark Arm dei Mudhoney, Mike McCready dei Pearl Jam, Bruce Brand dei Milkshakes, Nancy Wilson delle Heart, il produttore Jack Endino, i boss della Dirty Water Records.
Si arriva alla reunion che li coglie stupiti e ignari della considerazione che avevano maturato nel corso degli anni e il successivo lento declino con vari membri originari costretti al ritiro per ragioni di salute e Buck Ormsby degli amici/rivali Wailers che li guarda un'ultima volta (morirà poco dopo) suonare nel 2015.
Un documento prezioso, fatto con il cuore e l'anima.

ARRIVEDERCI SAIGON di Wilma Labate
FAVOLOSO documentario/documento di una vicenda pressochè sconosciuta ma dai contorni incredibili.
Ovvero di quando LE STARS, gruppo beat livornese, fu spedito in VIETNAM nel 1968 a suonare per le truppe americane in guerra.
Le ragazze, giovanissime, quasi tutte minorenni, credevano in realtà di intraprendere un tour in Estremo Oriente, dove il Vietnam sarebbe stata una veloce tappa.
Rimasero là tre mesi, condividendo gli orrori della guerra (vedevano passare bare e cadaveri, subirono bombardamenti) e le profonde contraddizioni della società americana, razzista e segregazionista (non suonarono, ad esempio, quasi mai per gli ufficiali che disdegnavano il loro repertorio di musica Black).
Tornate in Italia, dopo un'avventura estrema, pericolosa, indicibile, subirono la censura e l'ostracismo di chi le accusò (nella Toscana rossissima del tempo) di aver fiancheggiato l'imperialismo sanguinario americano.
Un finale amaro e crudele per chi era letteralmente sopravvissuto a qualcosa di immensamente più grande di loro (una della band si ammalò gravemente in Vietnam rischiando la vita), ragazzine vittime di un raggiro.
La band si sciolse e della vicenda non parlarono più per 50 anni.
La regista Wilma Labate svolge un lavoro di pura eccellenza, dando voce alle protagoniste e inserendo rare ed efficaci immagini d'epoca, ricostruendo alla perfezione il clima plumbeo dell'epoca, anticamera alla turbolenta stagione dei 70.
Crudo, minimale, commovente, politico, ECCELLENTE.

COSE VARIE
Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it, ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
Occasionalmente su "Il Manifesto".
Sul sito di RadioCoop ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me , Carlo Maffini e Paolo Muzio.

IN CANTIERE

Venerdì 19 luglio: Cortemaggiore (PC) "Fillmore Summer Festival"
Morgan + Lilith and the Sinnersaints e altri.
Modero l'incontro con Franco Mussida ex PFM per il suo libro "Il pianeta della musica".

Raccomando i concerti italiani di luglio di Liam Gallagher, Franz Ferdinand, Kamasi Washington, The Good, The Bad and the Queen.

NOT MOVING LTD in tour.

giovedì 1 agosto: San Salvi (FI) “Estate fiorentina”
sabato 7 settembre: Zero Branco (TV) “Altro Quando”
sabato 12 ottobre: Pisa “Caracol”
Venerdì 8 novembre: Milano “Cox 18”
sabato 9 novembre: La Spezia “Skaletta”
Da confermare: Roma, Cosenza, Catanzaro, Pordenone, Piacenza, Torino, Bologna, Napoli, Varese, Alessandria.

4 commenti:

  1. Quante belle cose da ascoltare e leggere. Grazie!

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  2. A fine ottobre uscirà MUTTER DER ERDE nuovo album No Strange,dedicato alla memoria della cantante Jutta Taylor Nienhaus (Analogy) con cui siamo stati in contatto epistolare negli ultimi tempi della sua intensa vita,ed al tempo stesso dedicato a mia madre (MUTTER madre della terra) : 12 BRANI in tutto,partoriti in collaborazione con altri musicisti di area pop/rock ma anche folk,classica,operistica...

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  3. RAF!

    https://www.youtube.com/watch?v=_uK4UIS95Gg

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