venerdì, giugno 29, 2018

Giugno 2018. Il meglio



A metà del 2018 un bel po' di ottime cose come gli album di Fantastic Negrito, Kamasi Washington, Arctic Monkeys, Gaz Coombes, Jimi Tenor, The Sea and cake, New Mastersounds, Belly, Wilko Johnson, Bellrays, Jack White, Sons of Kermet, Buttshakers, Anderson East, James Hunter Six, Orgone, Laissez Fairs, Ruby Rushton, e tra gli italiani Nicola Conte, Calibro 35, Iacampo, New Colour, Mads, Mamuthones, Sick Rose, Guignol, Mina, Blue Giants, Red Lines.

FANTASTIC NEGRITO - Please don't be dead
Fantastic Negrito è uno di quei rari esempi in cui il blues vive in tutto il suo splendore atavico pur suonando moderno, attualissimo, avanti.
In questo secondo album l'artista californiano d'adozione compie un ulteriore passo avanti rispetto al precedente capolavoro THE LAST DAYS OF OAKLAND.
Il substrato è palesemente blues, gospel, funk, soul, nero fino al midollo.
Primitivo, ostico, pericoloso, ostile.
Ma trasposto nel 2018 con quei riff e quei groove ritmici che passano ora dalle parti dei Led Zeppelin, ora bussano alla porta di Jack White, poi prendono a braccetto Jimi Hendrix e sorridono a Prince Ho scritto questo album perché sono preoccupato per la vita dei miei fratelli neri. Ho paura per le vite delle mie sorelle, sono preoccupato circa il loro futuro dice Fantastic Negrito. Un album duro, intenso, sincero, profondo, come raramente ci capita di ascoltare.
Un artista che sta tracciando le linee di una nuova black music.
There's a riot goin on, ascoltiamola, prestiamole orecchie e attenzione.

KAMASI WASHINGTON - Heaven and earth
Adoro la coraggiosa magniloquenza di Kamasi che non si preoccupa minimamente di presentarsi con due ore e mezza di musica, intrisa di valanghe di riferimenti, di brani che oscillano tra i 10 e i 12 minuti, si aprono al cuore della musica, alla creatività, incuranti di misure prestabilite, confini, barriere artistiche. Troviamo di tutto, dal funk, al soul, da Archie Sheep a Miles, Bird e Coltrane, dal blues a Herbie Hancock e Sun Ra al pop jazz orchestrale allo spiritual jazz alla Alice Coltrane.
Kamasi ha riportato il JAZZ in classifica, ha riempito prima i locali, poi palazzetti e i festival.
Onore e gloria !
“Our time as victims is over / We will no longer ask for justice.”

NICOLA CONTE - Let your light shine on
Splendido nuovo lavoro per il chitarrista, compositore, band leader, produttore etc etc nostrano.
Lui lo chiama "Afro Soul" e la definizione è perfettamente azzeccata tra afro funk, soul, jazz, un groove incredibile creato da uno stuolo di collaboratori con i fiocchi.
Superlativo !

JIMI TENOR - Order of nothingness
Piccolo capolavoro per il genietto finlandese.
Nel nuovo album si rincorrono funk, soul jazz, afrobeat, disco, fusion "malata", ethio jazz, ritmi e suoni caraibico latini, psichedelia, spiritual jazz.
Una varietà incredibile tenuta insieme da una personalità unica.

DANNY GOFFEY - Schtick
Molto buono il nuovo sforzo dell'ex batterista dei Supergrass alle prese con un sound che mischia tanto e prende da mille influenze. Un po' di Supergrass ci sono sempre ma anche Ultravox!, Roxy Music, Adam Ant.
Brani frizzanti, veloci, pulsanti.
Molto divertente.

ROGER DALTREY - As long as I have you
Roger torna alle radici, quando ascoltava soul e rhythm and blues e tutto quello che voleva era diventare un cantante blues.
A 74 anni rende omaggio a quegli inizi con un album di 11 brani, ruvido, denso di gospel, soul rock, gusto bluesy (tra cui due discreti inediti), cover di brani minori (vedi "You haven't done nothing" di Stevie Wonder" o "How far" di Stephen Stills) e una splenedida versione di "Into my arms" di Nick Cave. Pete Townshend suona in sette brani e si sente, oh se si sente, alle tastiere c'è Mick Talbot.
La voce è in formissima.
Un album classico e bello.

PAUL MC CARTNEY - I Don’t Know / Come on to me
Nuovo singolo di Macca tratto dall'album "Egyptian station" in uscita a settembre. Due ottimi brani: una classica ballata sostenuta dal pianoforte e un rock piuttosto complesso dagli umori beatlesiani.

SHANNON SHAW - Shannon in Nashville
Lasciati i Clams nel primo album solista Shannon si dedica ad un mix di Shangri La's, Amy Winehouse, Spector wall of sound.
Cool e divertente.
Produce Dan Auerbach (e si sente).

CORDUROY - The return of fabric four
Dopo 18 anni di silenzio torna uno dei nomi di punta della Acid Jazz. Il quartetto inglese ripropone la consolidata e piacevolissima formula di un Hammond beat tinto di lounge, jazz, pop, coolness, beat, funk, ogni tipo di sapore 60's.
Ideale da sottofondo.

MIKE PAINTER QUINTET & VIOLA ROAD - Nothing changes
Brillante ritorno di uno dei Re dell'Hammond italiani e di una delle voci più "nere" in circolazione dalle nostre parti. Cover azzeccatissime e da cultori (vedi “I've go a feeling” di Big Maybelle rivista in chiave ska, "Now I've got a woman" di Freddy King o “Gone with is the wind my love” di Rita & the Tiaras), originali di prima qualità, tanto groove, pulizia e potenza sonora, soul, rhythm and blues, esecuzione impeccabile.
Notevole.

WILKO JOHNSON - Blow your mind
Difficile scindere il giudizio su Wilko Johnson dalla sua vicenda umana.
Una dura lotta contro il cancro a cui sembrava essersi arreso, quattro anni fa quando annunciò un tour d'addio per salutare a dovere i fan. Ha vinto lui.
E così eccolo di nuovo in studio (primi inediti da 30 anni) a riproporre la consueta saporitissima pietanza di blues, rhythm and blues, beat, rock 'n' roll che lo ha sempre contraddistinto, dai Dr Feelgood, ai Solid Senders alla carriera solista.
Ad accompagnarlo un paio di vecchi amici come Norman-Watt Roy, già bassista con i Blockheads di Ian Dury ma anche con Madness, Nick Cave e autore di quell'immaginifico riff di Magnificent Seven dei Clash e il batterista Dylan Howe (figlio di Steve degli Yes) già con Ray Davies, Paul McCartney e David Gilmour oltre alla tastiera dell'ex Style Council e Dexy's Mick Talbot.

LUPE VELEZ - Weird tales
Il sestetto livornese (che tra le sue fila ha una serie di veterani della scena musicale italiana, provenienti dalle più svariate esperienze) all'esordio con un potente album, suonato con la corretta attitudine rock 'n' roll.
Brani tirati, nervosi, compatti, melodie efficaci, suono grezzo e sincero, tra garage punk, power pop, sferzate punk.
Partenza con il botto !

EVIL KNIEVEL - s/t
Esordio con il botto per la band modenese. Nove brani aspri e ruvidi dall'impronta chitarristica cara al miglior rock 'n' roll dei primi 70's ma che guarda con affetto al decennio precedente, in particolare al rock psichedelico di fine 60's.
Il tutto si riassume in un corposo mix di Creedence Clearwater Revival, Black Crowes, un pizzico di Detroit Sound (dalle parte degli MC5) ma anche Blue Cheer e Wolfmother.
Prodotto in maniera eccelsa, suonato con una perizia rara, grandissimo album !

JOHNNY MARR - Call the comet
La critica britannica si sta sbrodolando per il nuovo lavoro dell'ex Smiths.
Che male non è, anzi.
La classe non è acqua e tra brani a cui manca solo la voce di Morrissey, qualche deviazione filo kraut, un pezzo con riff rubato a "Dancing barefoot" di Patti Smith, brit popperie varie, il disco fila via più che bene.
Anche se alla fine manca il guizzo, il tocco di genio, quella cosa che lo renderebbe un capolavoro.
Ci accontentiamo.

MAGNUS CARLSON - A nordic soul
Prodotto da Andy Lewis, registrato negli studi di Weller, con il guest di Fay Hallam, il cantante svedese spazia tra brani autografi e alcune cover di classico Northern Soul ("Beggin", "I surrender").
SOund impeccabilmente soulful, perfettamente in linea con il gusto Northern.
Ben fatto, suonato e confezionato al meglio.

WARMDUSCHER - Whale city
Side project dei alcuni dei Fat White Family, scartavetrano funk, punk, blues, soul, garage, scorticano un po' di chitarre e deragliano ritmicamente.
Una specie di Sleaford Mods un po' Beastie Boys, un po' Jon Spencer, un po' Pulp Fiction.

BLUE LAB BEATS - Xover
Il duo inglese si immerge nella scena "new jazz" con un album dalle tipiche caratteristiche di questa nuova onda: elettronica, jazz, hip hop, nu soul, funk.
Con loro molti dei rappresentanti del giro.
Cool.

MELODY'S ECHO CHAMBER - Bon Voyage
Un vortice di psichedelia tardo 60's, avvolgenti e sinuose melodie con voce alla Francoise Hardy, brani complessi ma che arrivano puliti all'anima e al cuore.
Disco bello e suadente.

BEECHWOOD - Inside The Flesh Hotel
Un vortice psichedelico Velvettiano con un po' di Modern Lovers e un mood alla Jesus and the Mary Chain. Non male.

MAZZY STAR - Still
Torna dopo cinque anni di silenzio il duo Hope Sandoval/David Roback con un ep a base del consueto mix letargico di Tavor, Roipnol, un po' di psych e umori "desertici".

GET UP KIDS - Kicker
A sette anni dall'album della reunion un ottimo ep per la band americana. Basi abrasive e distorte, melodie vocali accattivanti, un gran tiro come sempre.

GHIBLIS - Surfinia
Il quartetto piacentino (che alle spalle ha una lunga militanza in varie formazioni, come Hermits o Diabolico Coupè) all'esordio con un mini album di sei brani strumentali.
Sound immediatamente riconoscibile e catalogabile all'interno della vasta cultura surf rock, con uno sguardo al rock 'n' roll anni 50 e al gusto exotica. Il tutto frullato con un'attitudine garage punk.

GINO SANTERCOLE - Non sono Celentano!
La prematura scomparsa del grande autore (per Celentano ma non solo) coincide con un nuovo album (che segue l'ottimo di quattro anni fa http://tonyface.blogspot.com/2014/12/gino-santercole-voglio-essere-me.html) all'insegna di canzoni piene di dolente poesia, jazz, blues, ottimi arrangiamenti con i fiati, testi profondi e agrodolci. Un ascolto è doveroso.

THE CABIN FEVERS - Roll on down
Grande esordio per il quintetto pisano. Southern rock, riff di chitarra netti, precisi, graffianti, le radici nei Lynyrd Skynyrd e Grand Funk Railroad (e perchè no? in certi Stones più ruvidi dei 70's) fino ad arrivare a Nashville Pussy, Hellacopters e allo street rock di La Guns e Guns n Roses.
Il tutto suonato magnificamente, il tiro giusto e tutti gli ingredienti perfettamente dosati. Super !

MICHELE ANELLI - Divertente importante
E’ una lunga storia quella di Michele Anelli, da leader della rock band dei Groovers all’attività di scrittore, a quella di interprete dei canti della Resistenza. Arriva ora il terzo album della più recente incarnazione, quella solista. Undici brani autografi all’insegna di un cantautorato classico che attinge dalla tradizione della canzone d’autore italiana, filtrata attraverso una visione sonora “americana” (da Neil Young ai Wilco). Ottimo e più che riuscito.

RADICI NEL CEMENTO - Fuego y corazon
Vent'anni di attività, una lunga serie di album in studio e dal vivo, concerti, festival, collaborazioni prestigiose, tour infiniti. La band romana torna con un nuovo gioiello da incastonare nella prestiogiosa discografia.
Reggae, dub, rocksteady, ska, testi militanti e pungenti, una riuscita cover di "King of the bongo" di Manu Chao. Molto, molto bello !

THE RAUNCHIES - Full Eyes Empty Hands
Il quartetto romano approda al secondo ep, quattro brani in cui confluiscono un sano e robusto rock 'n' roll con strette parentele con garage punk e una vena di blues malato che riporta a certe atmosfere care ai primi Dream Syndicate. Molto interessante, ben strutturato, melodicamente accattivante. Ottimo.

MON REAL SOUND – Ugly Man
Singolare operazione quella di Andrea “Satomi” Bertorelli e dei suoi Mon Real Sound, quella di rendere omaggio ad un artista superlativo come Gino Vannelli che purtroppo in Italia rimane semi sconosciuto e poco apprezzato.
“Ugly man” pesca nel repertorio meno celebre dell’artista canadese e lo ripropone con una cura e una capacità esecutiva comune a pochi.
Il tutto con un corollario di ospiti di primissimo piano, a partire da Mario Biondi (con cui Satomi suona le tastiere) e da Gigi De Rienzo (bassista di Pino Daniele, Bennato, De Sio etc).
Album delizioso e riuscitissimo.

Live on Tape - Split Series Vol​.​1
Singolare scelta quella di pubblicare un album in cassetta. Due live di circa mezzora l'uno di altrettanti artisti sardi, River of Gennargentu e One Man Band Lone Wolf, impegnati in una ruvida e intensissima rivisitazione delle radici deep blues, tra RL Burnside e Junior Kimbrough, con quel tocco di Gun Club che rende il tutto meno tradizionale.
Sound minimale, aspro, crudo, che raccoglie in pieno un mood difficile da rappresentare ma che è invece stupendamente espresso in questo album.

ASCOLTATO ANCHE:

FATHER JOHN MISTY (in pieno mood John Lennon, al limite del plagio talvolta. Comunque piacevole), MF ROBOTS (voce e batteria dei Brand New Heavies in un album funk disco soul molto groovy e ballabile. Easy), LACK OF AFRO (molto gradevole il nuovo album tra funk e pop soul), TOWER OF POWER (un sempre dignitoso funk soul), ANGELIQUE KIDJO (riprende in chiave afrosoul "Remain in light" dei Talking Heads. Carino), SNOW PATROL (du palle...), WELLES (rock di quello bello ruvido e aspro), ARTHUR BUCK (ovvero Peter Buck ex REM e Joseph Arthur. Discreto ma nulla de che...), JOSH MILAN (soul pop raffinato), PRISCILLA RENEA (buon pop dalle tinte soul e blues), GRUFF RHYS (cantautorato pop rock per l'ex Super Furry Animals, molto vicino a Ray Davies), NINE INCH NAILS (noioso e prevedibile), EMANATIVE (sperimentazione dalla scena new jazz inglese)

LETTO:

ALBERTO PRUNETTI - 108 metri. The new working class hero
Un romanzo / cronaca di una spietata realtà.
La descrizione impietosa della morte della classe operaia e lavoratrice e della cultura ad essa connessa, le nuove generazioni fagocitate dal turbo capitalismo tra biechi lavori, precariato, sfruttamento intensivo, la "mobilità sociale".
Un mondo agonizzante che non oppone più resistenza.
Prunetti si pone in modo autobiografico per quanto la prefazione sia chiara:
«Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale».
Il racconto è crudo e a tratti tremendo ma vissuto con un'(auto) ironia che alla fine stempera e arricchisce la drammaticità sottesa al racconto.
Un ghigno sarcastico di fronte all'apocalisse.
Rischia di diventare un classico.

CLAUDIO LOLLI - Disoccupate le strade dai sogni
Claudio Lolli, alla fine degli anni 70 è stato (con Guccini e certi gruppi prog) il paradigma del "vecchio" (non aveva ancora 30 anni...) da spazzare via a favore della Nuova Onda.
Il tipico "cantautore impegnato", simbolo di un mondo verboso, pesante, sorpassato.
Finita e omologata la rivoluzione, quel periodo e, nello specifico, quell'autore si prestano ad una (ri)lettura serena e scevra da pregiudizi.
Questo libro raccoglie l'opera omnia di Lolli cantautore e ci fa (ri)scoprire un autore eccelso, lucido, oltraggioso a tratti, preciso, colto, ostinatamente in direzione contraria.
Da leggere, capire, approfondire.

VITTORIO BONGIORNO - Il bravo figlio
Capita che certe gemme rimangano nascoste o comunque non arrivino alle gioiellerie di tutto il mondo come meriterebbero.
E che finiscano, come in questo caso, senza ristampa.
Un grande peccato perchè Bongiorno (l'ho già sottolineato) scrive benissimo, da provetto regista e valente fotografo rende il tutto perfettamente cinematografico, tesse storie complesse e allo stesso tempo lineari, intense, profonde, raccontate con un linguaggio di immediata presa.
Vittorio è anche un amico ed è facile capire fino a che punto il limite dell'autobiografico si fonde alla finzione, rendendo la lettura ancora più godibile.
Se inciampate in questo libro non lasciatelo sullo scaffale.
Per nessun motivo.

CARLO CRESCITELLI - Settanta revisited
Uno sguardo a quel decennio, "i settanta", così denso, importante, tragico, ricco di cambiamenti rivelatisi alla fine veramente epocali per la nostra penisola. Il tutto con un tono sarcasticamente iconoclasta, talvolta demenziale ma mai scontato.

VISTO

BOWIENEXT di Rita Rocca
Bello, interessante, riuscito "BOWIENEXT" il doc (andato in onda ieri sera su Rai5) su DAVID BOWIE.
Bellissime le immagini "italiane" prese da sue apparizioni e interviste in Rai e le testimonianze di personaggi abitualmente poco citati quando si parla di Bowie come Rick Wakeman, Lindsay Kemp, vari suoi musicisti e i "nostri" Dario Argento Sydne Rome, Francesco Donadio.
Da vedere.

PAOLO FRESU live a Sarmato (Pc) 26 giugno 2018
Cool jazz, maestrìa, grande capacità di intrattenitore, band superlativa. Un concerto di Fresu è sempre una delizia.

COSE VARIE
Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it, ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
Occasionalmente su "Il Manifesto".

Sul sito di RadioCoop (www.radiocoop.it) ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me , Carlo Maffini e Paolo Muzio.

IN CANTIERE
E' uscito il 27 marzo la riedizione aggiornata del libro su GIL SCOTT HERON "Gil Scott Heron. The black Bob Dylan" per Volo Libero Edizioni.

Prossime presentazioni a:
MARTEDI' 3 LUGLIO: CREMONA "Circolo Arcipelago"
GIOVEDI' 5 LUGLIO : TRAVO (PC) “Piazzetta dell'Asilo”
LUNEDI' 16 LUGLIO : FIORENZUOLA (PC) “Festival Dal Mississippi al Po”

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