domenica, maggio 06, 2018

Palazzo Cafisi - Favara (Agrigento)



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Grazie a Linda Minio

“SE SI SOGNA DA SOLI E’ UN SOGNO, SE SI SOGNA INSIEME E’ LA REALTA’ CHE COMINCIA"

Raccontare e descrivere ciò che la società ImmobilArco SRL, nelle persone delle proprietarie Catia e Linda, ha prima immaginato e poi realizzato del PALAZZO CAFISI, certamente, non è cosa facile.
FAVARA (città in provincia di Agrigento) è diventato un incubatore d’idee, un luogo dove la bellezza vuole prepotentemente emergere dalle macerie dell’incuria e del degrado.
La parola “rigenerazione urbana “ è diventata il denominatore comune di quel riscatto sociale che vuole il recupero della città attraverso il recupero del suo cuore pulsante:il centro storico.

Il motore di tutto questo meccanismo, senza dubbio, è stato Farm Cultural Park (vedi qui: http://tonyface.blogspot.it/2018/04/farm-cultural-park.html ).

Grazie all’energia che ha mosso e appassionato coloro che vivono quest’esperienza straordinaria quasi come una contaminazione virale, sono nati diversi punti d’interesse culturale nel resto della città.
In tanti hanno contribuito, con le proprie risorse, al recupero e alla restituzione di luoghi più belli di quelli che avevano ereditato e hanno permesso che tanti si potessero ritrovare a condividere l’arte e la cultura nelle sue varie forme,ma anche momenti di puro divertimento.

Non solo, tali interessi hanno richiamato a Favara turisti e giovani artisti da tutto il mondo!
In questo contesto così fertile nasce la voglia di fare parte del gruppo dei “Visionari”, persone che guardano oltre le rovine del centro storico e che pensano di provare ad essere protagonisti del Rinascimento culturale di un territorio.
Il progetto ”Palazzo Cafisi“ ha come “mission” il recupero degli ambienti per farne:
spazio versatile di cultura e di comunità, attrattore sociale senza età che si rivolge a grandi e piccini, luogo per l’accoglienza di giovani, di artisti in residenza, ma anche un posto dove ci si possa confrontare in auditorium che diventi all’occorrenza sala convegni, dove si possa condividere un momento conviviale e dove ci siano aree espositive , laboratori artistici, spazi per il coworking che permettono il confronto professionale di chi ne vuole usufruire.

Attività chiave sono i workshop, attraverso cui vengono realizzati progetti di discipline artistiche, allestimenti temporanei e prodotti di comunicazione utili allo sviluppo di un determinato luogo; a questi si aggiungono laboratori creativi ed eventi più mirati alla cittadinanza e co-gestiti con associazioni ed attività locali.
L’insieme di queste attività inclusive, vestite sulle esigenze comuni, costituisce un programma che si rivolge a tutta la comunità.
Già dal mese di giugno 2014 Palazzo Cafisi ha acquisito una sua identità, ha assunto quasi spontaneamente le sembianze di uno spazio dedicato all’arte e all’innovazione.
Si può anche definire un contenitore da riempire di persone che hanno voglia di esprimere la loro creatività, un centro culturale di nuova generazione.
In origine lo spazio chiamato Palazzo Cafisi faceva parte de “Il Palazzo Grande dei Cafisi” che comprendeva più edifici, precedentemente uniti da un arco in seguito abbattuto perché pericolante.

Il Palazzo settecentesco fu abitato dal Stefano, figlio di Salvatore Cafisi, proprietario di ben ottomilaottocento ettari di terreno. Si trattava di parecchi feudi tra i quali la Baronia di San Benedetto, per questo fu detto Barone.
Riuscì ad ottenere la maggior parte dei beni dei marchesi Pignatelli, tranne le Miniere e il Castello Chiaramonte, in seguito ceduto al Comune di Favara.
Il Grande Palazzo Cafisi si ergeva solo in un piano, successivamente fu ampliato con l’aggiunta di un secondo piano e fu abitato prima dal fratello di Stefano, Paolo, poi dal figlio Francesco Saverio di cui si possono vedere le iniziali nella lunetta dell’ingresso dalla via Cafisi
Dalla parte opposta alla suddetta via, precisamente in via Arco Cafisi, si scende lungo una bella gradinata, dalla quale, a destra, si può ammirare la sontuosa facciata in pietra in stile neoclassico del palazzo di Francesco Saverio, l’edificio venne costruito, ad opera del maestro favarese Benedetto Castellana , dal fratello Michele, morto giovanissimo appena diciottenne nel 1846.

Il Palazzo Michele Cafisi, ereditato in seguito dal fratello Francesco Saverio, è diviso in più livelli, questa porzione comprende: le stalle, dove si può ammirare il portone principale che , nella lunetta, riporta le inizali MC; la carrozzeria, lunga venti metri, a destra della quale si può ammirare la scala da dove scendeva il cocchiere per preparare la carrozza per i baroni; il piano padronale con il salone delle feste del tutto incompiuto, una stanza molto grande , di dieci metri d’altezza, lasciata così poiché i lavori si interruppero dopo la morte prematura del proprietario,quest’ala del Palazzo non fu mai abitata, eccezion fatta della terrazza, dove la famiglia di Francesco Saverio soleva pranzare durante la bella stagione e da dove si gode di un bel panorama.

Durante la seconda guerra mondiale il Palazzo si è trasformato in una sorta di rifugio militare, sono state trovate tracce della presenza dei soldati nella stalla, dove costoro abbandonarono alcuni oggetti, sono presenti anche alcuni messaggi scritti sulle pareti lungo la scala e vicino al cortile,dove, presumibilmente, dimoravano durante la notte.
Negli anni ’50 e ’60 il Palazzo si trasformò in una fabbrica di falci: “Fabrique des Faux”, come indicano delle etichette che sono state ritrovate nella zona detta “carrozzeria”.
Infatti, le falci erano destinate soprattutto al mercato francese.
In seguito, le due zone (stalla e carrozzeria) rimasero chiuse per circa 50 anni, fino al 2014, il piano padronale, in parte, è rimasto aperto fino ai primi anni ’90 perché era diventato una scuola materna.

Nell’aprile del 2014 è stato acquistato dalla Società Immobilarco e già dal mese di giugno dello stesso anno è stato sede di numerosissimi eventi che hanno sempre avuto come protagonisti, senza peccare di presunzione, le idee e il rinnovamento del pensiero, diventando per la città un riferimento culturale importante.

E’ quasi impossibile elencare tutte le iniziative promosse all’interno dell’edificio: numerose associazioni culturali, giovani artisti, editori e scrittori, musicisti, architetti, enti privati e pubblici come la facoltà di Architettura dell’Università di Palermo hanno creato e partecipato ad eventi, workshop, mostre, convegni.

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