martedì, febbraio 06, 2018

MTK Budapest - Torino 2-1 Mitropa Cup 1970



Nuova rubrica a cura di ALBERTO GALLETTI: PARTITACCE !!!

Dicembre 1970, le squadre ungheresi hanno avuto un’annata sofferta e deludente nelle competizioni continentali, l’Ujpest è stato estromesso dalla Coppa dei Campioni al primo turno dalla Stella Rossa, il Manchester City ha messo fuori l’Honved al secondo turno di Coppa delle Coppe, mentre il Liverpool ha eliminato subito il Ferencvaros dalla Coppa della Fiere, rimangono in corsa Pécs Munkas sempre in Coppa delle Fiere e MTK in Coppa Mitropa .
Per entrambe una sfida al calcio italiano, se la dovranno vedere con le due compagini torinesi, Juventus per i primi, Torino per l’ex-grande squadrone della capitale.

La mattina del 3 dicembre 1970 la spedizione granata parte alla volta di Budapest. Obiettivo, difficile, rimediare il pari interno (1-1) della partita di andata per qualificarsi ai quarti di finale di Coppa Mitropa. Dieci ore di viaggio tra aereo pullman ed interminabili pratiche doganali, assenti Pulici e Poletti, oltre ad Agroppi che si rifiuta di volare. La partita si giocherà domenica mattina alle 11 e sarà trasmessa in diretta dalla TV ungherese, ma non dalla RAI.

L’accoglienza in terra magiara è cordiale, la sera del 4 dicembre il club ungherese organizza un banchetto in onore degli ospiti, cena che si svolge in un clima di buona cordialità. Clima rigido, l’allenamento di rifinitura sul terreno dello stadio Hungária Út si svolge su un terreno duro e ghiacciato, la temperatura è a cinque sottozero.
Bui finisce a terra dopo uno scontro con Ferrini, batte malamente il ginocchio: taglio e ammaccatura, ma fortunatamente si riprende, nulla di grave. Verso sera comincia a nevicare, la partita è in forse.
L’allenatore ungherese fa pretattica e annuncia che l’MTK giocherà per cercare di segnare, replica Cadè affermando che il Torino si difenderà cercando di ripartire in contropiede.

Per i granata domenica mattina sveglia alle 7 e 30 e la conferma che la partita avrà luogo.
La neve ha allentato il terreno di gioco, qualche scivolone di troppo, ma il Torino riesce ad adattarsi bene e gioca egregiamente un primo tempo teso, caratterizzato dal nervosismo dei padroni di casa, in special modo di Oláh che colpisce proditoriamente Bui dopo cinque minuti squarciandogli calzettone e parastinchi e Strasszer, che riserva una fila di rudezze a Petrini e va in vantaggio a inizio ripresa con Giorgio Puia che devia in rete di testa una punizione cross calciata da Rampanti.
Gli assalti ungheresi si fanno serrati, ma Cereser e Ferrini montano una difesa insuperabile sotto i colpi dei magiari, che cominciano a picchiare e ai quali rispondono colpo su colpo.
Lombardo e Fossati spadroneggiano sulle fasce laterali , ci vuole un altro gol, ma a questo punto sembra possibile. Lo stesso Lombardo conclude dal limite all’incrocio dei pali, ma il portiere ungherese compie un miracolo e devia in angolo.

L’ MTK non ci sta e, in virtù di una palese inferiorità tecnica, alza i toni agonistici: il gioco si fa pesante.
Gli assalti ungheresi arrivano a ondate, insieme ad una raffica di calcioni e gomitate che l’arbitro, sempre ‘opportunamente lontano dall’azione’, non rileva. Puia viene colpito duro due volte ma non cede. Al 66’su cross dal largo, Ferrini e Puia si scontrano, la palla mancata finisce sui piedi di Becsai che infila Castellini sottomisura e fa 1-1.
Il tono della partita si accende ancor di più, gli ungheresi provocano e pestano, Becsai colpisce ancora Cereser, i granata cercano di controllare il gioco e non cadere nelle provocazioni.
Castellini si supera su due violenti tiri dal limite.

Si va ai supplementari, Zaccarelli subentra a Rampanti per l’esordio assoluto in maglia granata, un battesimo di fuoco!

Bui si divora incredibilmente l’occasione del vantaggio da due passi poi l’ineffabile direttore di gara (il Sig. Kapcio, cecoslovacco) espelle Cereser per un fallo su Becsai non più grave di quelli magiari fino a quel momento tollerati. In dieci, i granata si difendono ancora ordinatamente, ma al 115’ Lombardo interviene su Kunszt, forse in fuorigioco, la palla carambola sui piedi di Szuromi che calcia violentemente in porta. Castellini sembra essere sulla traiettoria, interviene Ferrini in spaccata, devia il tiro e spiazza il portiere.

E fa 2-1 per l’ MTK.
In un clima da corrida si giocano gli ultimi 5’: Torok commette un fallaccio su Fossati lasciandolo a terra dolorante, nessun richiamo o ammonizione. Capitan Ferrini protesta con il direttore di gara che lo ignora.
A questo punto la situazione, già incandescente, precipita.
Uno dei due guardialinee, ungherese, lo stesso che non avrebbe segnalato il fuori gioco sul secondo gol del MTK, interviene prendendo Ferrini per il collo nel tentativo di allontanarlo dall’arbitro, poi colpisce Fossati, accorso a protestare pure lui, in testa con la bandierina.
Ferrini lo rincorre e gli molla due calci nel culo.
Interviene la polizia a calmare gli animi, il capitano granata si prende anche una randellata.
La partita riprende, si giocano gli ultimi tre minuti, il Torino non riesce a pareggiare. E viene eliminato dalla Coppa Mitropa.

Al fischio di chiusura si scatena un pandemonio.
Un giocatore ungherese si avvicina a Lombardo e lo insulta pesantemente. Lombardo attende che abbia finito e risponde con un diretto in faccia che sdraia l’avversario.
Alcune centinaia di tifosi locali inferociti si riversano in campo minacciosi e, al grido di fascisti-fascisti, aggrediscono, insieme a qualche giocatore del MTK, il giovane giocatore granata e Castellini, che nel frattempo era accorso in suo aiuto.

La polizia carica brutalmente i tifosi, interviene Hajdu, portiere ungherese che nel tentativo, forse, di sottrarre Castellini ai tifosi e alle manganellate, lo immobilizza, così facendo però, lo espone alla furia dei tifosi, uno dei quali lo colpisce con un violento pugno al mento.
Il Giaguaro incassa il colpo ma si riprende, rincorre Hajdu, lo raggiunge e lo colpisce ripetutamente.
I due cadono a terra in un furibondo corpo a corpo,purtroppo però, il portierone granata viene sopraffatto da una quindicina di altri tifosi che lo malmenano. A questo punto interviene Sattolo che lo salva prendendone alcuni a bottigliate poi, anche per lui, pugni e calci in quantità.

Tutt’intorno altri pugni, calci e schiaffi, cariche della polizia e tifosi che cercano di aggredire i giocatori del Torino, un caos madornale. Arrivano i rinforzi della polizia a sirene spiegate. Alcuni si piazzano all’ingresso degli spogliatoi e menano manganellate a chiunque cerchi di entrarvi, giocatori, dirigenti o tifosi, senza distinzioni.
Con estrema difficoltà i granata riescono a guadagnare gli spogliatoi, ma nel tunnel volano altre botte coi giocatori ungheresi .
Nel corridoio del sottopassaggio, l’allenatore del MTK, Palicskó, è appoggiato al muro: occhi lucidi, sguardo assente, non parla, poco più in la presidente e vice-presidente magiari seduti fianco a fianco, le mani nei capelli , le teste basse a fissare il pavimento: un lamento sconsolato esce dalle loro labbra: ‘perdonate, perdonate’. Uomini di sport, uomini adulti, duramente provati.
Fuori sirene della polizia, grida e colpi della folla inferocita che assedia gli spogliatoi e cerca di sfondare le finestre.

Freddo gelido nel pomeriggio di Budapest, paura nello stanzone dei granata, gelo nei cuori. Il dirigente Traversa raccomanda la massima calma, nessuna reazione alle provocazioni ‘o verremo tutti arrestati e mandati in galera’. Il pullman che deve riportare i granata in aeroporto entra sul prato dell’Hungaria, ridotto ad un campo di battaglia.
Giocatori e dirigenti vi si infilano lesti, la polizia ha sgombrato di forza il campo.
All’uscita però centinaia di tifosi inferociti attendono il passaggio del torpedone che viene colpito da una gragnuola di sassate, vetri dei finestrini in frantumi. Si fa largo a passo d’uomo tra gli assedianti che colpiscono il mezzo, ancora calci, pugni, sassate e insulti. L’autista gira a destra , poi dopo un chilometro si immette sul vialone Úlloi Út, spifferi gelidi entrano dai finestrini rotti.
Mezz’ora dopo in aeroporto, finalmente, un po di calma e una frugale cena a base di panini, prima di imbarcarsi sul volo per Vienna, gli echi della battaglia ormai lontani.

Accorrono i dirigenti del MTK che si profondono in scuse ‘Siamo amareggiati per l’accaduto’ dicono a Traversa. ‘Anche noi’ , replica secco il dirigente granata.

Rabbia di giocatori e dirigenti per un aggressione inaudita, forse anche per non essere stati in grado di ricambiare a modo, vista la sproporzione numerica.

Strascici polemici l’indomani mattina con la stampa magiara che accusa gli italiani di aver cominciato la rissa e di avere, dal secondo tempo in avanti, messo in mostra il loro deplorevole stile di gioco borghese, fatto di falli e provocazioni sleali, che rinuncia al sano e leale confronto fisico dei giovani magiari, propaganda di regime.
L’arbitro confermerà le scorrettezze dei granata, incolpandoli di aver iniziato la rissa.
Il Torino dal canto suo, presenta un esposto alla FIGC accusando i guardialinee, che in questo torneo vengono nominati dalla squadra che gioca in casa, quindi ungheresi, di aver convalidato il gol vittoria in fuorigioco e di aver aggredito Ferrini.

Partitaccia. Bei tempi, però!

Budapest - 6 dicembre 1970.
MITROPA CUP - Ottavi di Finale - Gara di Ritorno.
MTK - Torino 2-1 d.t.s.

MTK: Hajdu; Torok, Dunai; Csetenyi, Olah (91' Kiss), Strasszer; Koritar, Ssrzoki (46' Oborzil), Becsei, Szuromi, Kunszt. Allenatore: Tibor Palicskó
Torino: Castellini; M. Lombardo, Fossati; Puia, Cereser, Ferrini; Rampanti (91' Zaccarelli), Maddé, C. Petrini (60' S. Bozzi), C. Sala, Bui. Allenatore: Giancarlo Cadè.
Reti: 47' Puia (T), 67' Becsei (M), 115' aut. Ferrini.
Arbitro: Kapcio (Cecoslovacchia). Spettatori: 6.000 circa.

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