sabato, settembre 30, 2017

Libertà, Classic Rock, Soul Books e Il Senato



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo dei ROLLING STONES a Lucca, dello spettacolo teatrale con musica dei FUGAZI e un po' del meglio del mese di settembre.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



SOUL BOOKS TOUR
Presentazione dei libri della Collana Soul Books


Martedì 03 ottobre BOLOGNA "Libreria Ubik Irnerio" via Irnerio
con il sottoscritto, Eddy Cilia e Carlo Bordone
Ore 18
https://www.facebook.com/events/1501330976628391

Giovedì 05 ottobre
TORINO
"Libreria Bodoni/Spazio B (Via Carlo Alberto 41 Torino)
con il sottoscritto, Eddy Cilia, Carlo Bordone , Carlo Babando, Graziano Uliani, Edoardo Fassio.
Ore 18.30

https://www.facebook.com/events/225553541309145



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK parlo degli album di ANDY LEWIS e JUDY DIBLE, di quello dei SELECTER, dei KING GIZZARD and the WIZARD LIZARD e di quello di MIRO SASSOLINI.



Torna a dicembre IL SENATO, in tour e con un 45 giri !

venerdì, settembre 29, 2017

Settembre 2017. Il meglio del mese



Si avvicina la fine dell'anno e i candidati al top del 2017 sono numerosi.
Gospelbeach, Paul Weller, Dream Syndicate, Motorpsycho, Stone Foundation, Charlatans, The Ride, Little Barrie, Rat Boy, Strypes, Andy Lewis/Jusy Dyble, Don Bryant, Godfathers, Sleaford Mods, Como Mamas, Songhoy Blues, Sinkane, Juliana Hatfield, Nicole Willis, Gemma & the Travellers, Ani Di Franco, Kevin Morby, Alan Vega, Neville Staple, Selecter tra gli stranieri, Edda, Mauro Ermanno Giovanardi, Cut, Julie's Haircut, Senzabenza, Cesare Basile, Giancarlo Onorato, Diplomatics, Don Antonio, Gang, Strato's, Four By Art, Five Faces, Todo Modo, Love Thieves tra gli italiani.


DREAM SYNDICATE - How Did I Find Myself Here?
Un muro chitarristico ai limiti del noise, vellutate melodie Loureediane, sapori lisergici psichedelici, umori 60's, abrasioni sonore.
Stupisce per immediatezza, attualità, freschezza ed entra senza problemi tra i migliori album dell'anno.

MOTORPSYCHO - The tower
Imponente e monolitico come sempre (doppio e 85 minuti di musica), il nuovo album della band norvegese conferma quanto la qualità non difetti mai da queste parti.
Psichedelia, stoner, doom, ballate acustiche di sapore 60's folk, avanguardia, sperimentazione.
Musica totale e assoluta.

NICOLE WILLIS and UMO JAZZ ORCHESTRA - My name is Nicole Willis
Splendido e atteso ritorno della grande voce soul affiancata dal compagno Jim Tenor e da un'orchestra jazz.
Tra inediti e riarrangiamenti di suoi vecchi brani sfodera un album di fantastico soul jazz, raffinatissimo e allo stesso tempo potente e poderoso.
Disco di altissima classe.

ANDY LEWIS / JUDY DYBLE - Summer dancing
Andy Lewis ha una carriera infinita come bassista (da Paul Weller a Fay Hallam, carriera solista, Spearmint fino alle radici mod con i Pimlico), produttore e DJ (aprì i concerti del tour di "Parklife" dei Blur).
Ah, suona anche con Il Senato...
La voce di Judy Dyble invece era nell'esordio dei mitici Fairport Convention, collaborò ai primi demo di Glies, Giles and Fripp (QUEL Robert Fripp che dopo poco formò i King Crimson), fondò i Trader Home e dopo una lunga sosta dalla scena musicale è tornata ad incidere album solisti.
La collaborazione tra i due ha dato alla luce uno stupendo gioiello psych folk rock di sapore marcatamente 60's, ipnotico e avvolgente ma che ha il pregio di risultare moderno e attuale, fresco e solare.
Un album cool, ispirato, ricco di eccellenti composizioni.
Semplicemente bello.

SELECTER - Daylight
Prosegue la rinascita di Pauline Black e soci con album sempre convincenti e godibili. La formula è il consueto alternarsi di ska, reggae, rocksteady, soul, Northern soul (la title track starebbe benissimo in qualsiasi All Nighter) spesso mischiati insieme. Le dieci canzoni sono fresche, belle, ben fatte e sempre affascinanti.
Album decisamente consigliato.

RINGO STARR - Give more love
Amore incondizionato per Ringo.
Ma è risaputo che la discografia non pullula di capolavori. In particolare gli ultimi tre album erano decisamente inutili e deludenti.
Il nuovo lavoro riscatta il buon Ringo grazie ad una ritrovata freschezza e una maggior verve compositiva ed esecutiva.
Si cimenta con qualche buon rock classico, un paio di brani di sapore reggae, un po' di soul rock. Gradevole, inclusa la consueta filastrocca nostalgica "Speed of sound" con il testo composto da titoli di canzoni dei Beatles.
Ad aiutarlo Paul Mc Cartney, Joe Walsh, Dave Stewart, Peter Frampton.

FLAMIN' GROOVIES - Fantastic plastic
Pensare che sono nati nel 1965!
E che erano quasi 40 anni che la line up originale non tornava in studio per un album. C'è voluto del tempo ma il risultato è eccellente !
Gli Stones dei primi 70's incontrano i Byrds e una lunga lista di altri riferimenti di stampo 60's per una serie di canzoni avvolgenti ma crude e dirette. .
Album convincente e riuscito.

FOO FIGHTERS - Concrete and gold
Dave Grohl e soci non rinnegano il consueto pomp punk rock fatto di chitarroni e cori enfatici ma lasciano spazio a riferimenti beatlesiani (non a caso in "Sunday rain" c'è Paul Mc Cartney alla batteria !), ai primi Roxy Music a certo 60's pop, perfino ai Pink Floyd anni 70, che non snatura il loro inconfondibile sound ma lo rende più affascinante. Non un capolavoro ma molto godibile.

TONY ALLEN - The source
Tony Allen (presente Fela Kuti ? e poi mille altre cose...) se ne esce con un ottimo album a base di cool jazz, ibridazioni varie, immancabili grooves afrobeat.
"The source" merita ascolto e attenzione, Tony Allen il solito reverente inchino.

DUNGEN - Haxan
Colonna sonora strumentale di un film per la band svedese.
Come sempre psichedelia folkeggiante spinta agli estremi, cerebrale, pulsante, ipnotica.

NAVASHA DAYA - Lom nava love
Voce dei Fertile Ground ha appena inciso il suo primo album solista che abbraccia con grande sapienza sonora lo scibile black.
Un album "politico", colonna sonora di un film e concept sulle famiglie nere e le loro richieste di Libertà e Giustizia in USA.
Notevole.

KING GIZZARD and the WIZARD LIZARD - Sketches of Brunswick East
Terzo album sui cinque previsti per il 2017 per la band australiana, ancora una volta sorprendente. Lontani dalla psichedelia schizzata dei precedenti lavori, dedica i 40 minuti scarsi dell'album a varie forme di improvvisazione jazz, prevalentemente strumentali, condite dal consueto gusto estremo per la follia sonora. C'è anche un pizzico di soul e di influenze afro. Piacevole e interessante ma sicuramente non essenziale.

MOTORHEAD - Under Cover
E' molto divertente l'album postumo che raccoglie una serie di cover disseminate nel corso degli anni da Lemmy e soci.
Da "God save the queen" a "Heroes" (Heroes !!), "Rockaway beach", "Jumpin jack flash", "Cat scratch fevere" o "Simpathy for the devil" c'è di che goderne.

MAURO ERMANNO GIOVANARDI - La mia generazione
Già membro dei Carnival of Fools e dei La Crus, interprete di una carriera solista ricca di soddisfazioni, in equilibrio tra canzone d'autore e sonorità blues, Giovanardi riprende tredici brani degli anni 90 italiani (dai CSI agli Afterhours, Ritmo Tribale, Casino Royale, Ustmamo etc) li fa suoi, riarrangiandoli completamente, dando loro i contorni di piccoli classici (talvolta dimenticati).
Il disco è notevole, molto curato, vario e composito ed esalta la bellezza compositiva di molti episodi, l'inconfondibile, profonda, voce di Giovanardi è il valore aggiunto. Tra i migliori album italiani dell'anno.

CRISTINA DONA' - Senza tregua 1997-2017
Uno degli album migliori degli anni 90 festeggia i 20 anni e la Donà chiama una serie di giovani voci della scena a reinterpretarlo (oltre ad una sua rivisitazione di "Stelle buone").
Come sempre ci sono momenti riuscitissimi, altri più discutibili ma il risultato finale è interessante.

ANDREA CUBEDDU - Jumpin' Up And Down
Il giovane bluesman sardo (residente a Milano) confeziona dodici brani originali in pieno stile Delta Blues citando i grandi del genere, da Son House (in primis, nome a cui si ispira direttamente) a John Lee Hooker fino a Junior Kimbrough.
Stile scarno e minimale, diretto ed essenziale, 100% blues. Ottimo.

GIANCARLO FRIGIERI - La prima cosa che ti viene in mente
Ottavo album per il cantautore emiliano e nuova conferma dello spessore compositivo e della qualità del suo lungo percorso artistico. La canzone d'autore (da Guccini a Pierangelo Bertoli e Francesco De Gregori)) alla base, a cui si affianca una visione più rock (che abbraccia uno spettro ampio che va da Billy Bragg a Enzo Maolucci passando per Ivan Graziani).
Testi talvolta aspri, altre volte votati all'introspezione per un lavoro maturo, solido e interessantissimo.

SO LONG - So long
Non è facile scrivere buone canzoni, strutturarle, arrangiarle con gusto e con un approccio maturo e di respiro internazionale come fa la band romagnola.
L'album di esordio è un perfetto esempio di malinconico e sognate pop rock che aggancia melodie di sapore 60's e un mood 80's, per trasportare il tutto in una chiave attuale e moderna.
Otto brani, concisi e diretti, che arrivano subito al cuore. Molto bello.

ASCOLTATO ANCHE
BRIAN CHARETTE /Hammond grooves da Jimmy Smith e Jimmy Mc Griff, piacevolissimo), DEE DEE BRIDGEWATER (un buon disco soul blues pur se un po' prevedibile), DAVID CROSBY (non male, molte le trame jazzy e funk e classe immutata), JAKE BUGG (noiosino), THE CLIENTELE (dream psych pop carino e sognante), RANCID (scontato e moscio. Peccato), SOULJAZZ ORCHESTRA (afrodiscofunk, discreto), KENNEDY ADMINISTRATION (funksoulpop discreto anche se molto easy e leccato), CHRISTIAN MCBRIDE BIG BAND (ottimo lavoro di cool jazz), MIRO SASSOLINI (ex voce dei Diaframma, nel nuovo album propone una new wave raffinata strettamente imparentata alla canzone d'autore italiana meno banale )

LETTO

JOHN DOE / TOM DESAVIA - Storia vissuta del punk a Los Angeles
Non era mai esistito niente di simile al punk di Los Angeles e non sarebbe mai esistito dopo.
Abbiamo vinto.
(Exene Chervenka)
E' un libro commovente, forte, struggente, potente.
Molti dei protagonisti di quegli anni pazzeschi a L.A. si raccontano e raccontano.
Storie di ragazzini, sconvolti non solo da droghe e alcol, ma da qualcosa che non si era mai visto e che non si vedrà mai più.
X, Flesheaters, Go Go's, Black Flag, Minitemen, Bags, Circle Jerks, Germs e decine di altri nomi si susseguono e accavallano nelle storie che ci propongono John De e Exene (X), Mike Watt (Minutemen, Firehose, Stooges), Tom Desavia (giornalista), Jane Wiedlin (Go Go's), Henry Rollins, Chris D. (Flesheaters), Charlotte Caffey (Go Go's), Dave Alvin (Blasters).
Eravamo perfettamente in grado di essere incapaci come tutti gli altri. Non importava che non sapessimo suonare i nostri strumenti - lo VOLEVAMO fare !
(Jane Wiedlin - Go Go's)
Gli inizi incerti, senza prospettive, concerti in locali allucinanti (il "Masque" in particolare) e i nsituazioni assurde, poi i dischi, le etichette, il successo per alcuni, l'oblìo e la morte per altri.
Anche i musicisti delle band erano così. I concerti consistevano in un continuo scambiarsi i ruoli, passando dal palco al pubblico, non avevo mai visto nulla di simile.
(Mike Watt)
Poi il declino e la trasformazione in qualcosaltro a rendere irripetibile e irripetuto quel momento.
Encomiabile ricordarlo.
Il vecchio punk di fine anni 70, selvaggio, in cui valeva tutto, era stato spazzato via o, comunque, non era iù tollerato, ormai c'erano un sacco di regole da seguire per fare parte del movimento.
(Mike Watt)
Il tutto corredato da 50 fotografie di grande effetto.
Nota negativa nell'edizione italiana la copertina assolutamente impersonale (soprattutto se confrontata all'originale) e il titolo che per quanto più chiaro non può rivaleggiare con "Under the big black sun. A personal story of L.A. Punk"

FRANCESCO GAZZARA - La storia dell'Acid Jazz
Il prezioso volume pubblicato nel 1997 rivede la luce in un'edizione rivisitata, aggiornata e corretta.
L'autore, Francesco Gazzara, è stato protagonista di primo piano della scena Acid Jazz (e non solo) con il suo progetto Gazzara (6 album tra jazz, elettronica, funk e lounge, tour all'estero, brani per “Sex And The City”), con gli Hammond Express oltre ad avere numerose altre attività di compositore per colonne sonore etc.
Il libro ripercorre la storia del genere con cura certosina, decine di nomi, dischi, particolari.
Ci sono preziose interviste a numerosi protagonisti (da Eddie Piller a James Taylor), capitoli sui principali club e negozi di dischi, discografia delle migliori uscite nell'ambito e tanto altro.
La lettura è veloce, semplice e appassionante, essenziale per chi vuole districarsi tra le mille variabili del genere.
La lista dei nomi ascrivibili al genere è lunga e a scorrerla ci si rende conto della qualità espressa: James Taylor Quartet ,Jamiroquai, Brand New Heavies, Incognito, Galliano, US3, Ronny Jordan, Guru, Jazzmatazz Pizzicato Five etc etc
L'acid jazz è nato come una reazione alle fredde sequenze del computer che per troppo tempo sono state contrabbandate sotto l'etichetta di dance music. prive di alcun coinvolgimento emotivo.
L'acid jazz ha molto più a che vedere con il soul, scaturisce dal bisogno della gente di ascoltare chi suona davvero uno strumento, comunicando realmente con il proprio pubblico.
L'acid jazz è una musica positiva, proiettata in avanti con unosguardo al passato.

(James Taylor)

LEONARDO SCIASCIA - A ciascuno il suo
Divertente e agro dolce giallo ,scritto nel 1964. Tanta ironia e uno spaccato della Sicilia dei tempi sullo sfondo.

VISTO

PAUL WELLER a Bologna:
http://tonyface.blogspot.it/2017/09/paul-weller-live-bologna-estragon-10.html
PAUL WELLER a Milano:
http://tonyface.blogspot.it/2017/09/paul-weller-milano-alcatraz-12.html
ROLLING STONES a Lucca:
http://tonyface.blogspot.it/2017/09/rolling-stones-lucca-23-settembre-2017.html

COSE VARIE
Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it, ogni domenica "La musica ribelle", una pagina sul quotidiano "Libertà", ogni mese varie su CLASSIC ROCK.

IN CANTIERE
** Il 03 ottobre alla Libreria Irnerio di Bologna presentazione "Soul Books" alle 18
** IL 05 ottobre a Torino alla Libreria Bodoni alle 18.30
** I Madness il 28 ottobre a Bergamo e il 29 a Padova.
** Michael Kiwanuka il 17 novembre a Parma, Brian Auger il 1 novembre a Bologna.

E ancora IL SENATO LIVE

giovedì, settembre 28, 2017

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

IGGY POP - Avenue B
Uno degli album più sottovalutati e sconosciuti dell'Iguana, uscito nel 1999. Accompagnato dal trio funk di Medesky, Martin and Wood tira fuori un lavoro affascinante e particolarissimo, malinconico, dalle influenze più disparate, dalla ballata noir ad atmosfere jazzy, un paio di concessioni ai suoni tradizionalmente duri (una bella cover di "Shakin all over" inclusa) e un incredibile afro funk come "Espanol" (cantato in spagnolo). Da riascoltare e rivalutare come tra i migliori della sua carriera solista.

THE VOICES OF EAST HARLEM - Right on be free
Ensemble di 20 cantanti attivo nei primi anni 70 a New York e con una discografia di quattro album (uno prodotto da Curtis Mayfield).
Gospel soul, rhythm and blues, cover riuscite di "Proud Mary" e "For what it's worth", qualche minor hit e un paio di brani da dancefloor niente male (vedi "Gotta be a change" in particolare).

BIG JIM SULLIVAN - Sitar Beat
LORD SITAR - Lord Sitar

Big Jim Sullivan è stato un grande protagonista della scena 60's. Session man, alla chitarra, con Alexis Korner e la Blues Incorporated in "R&B from the Marquee" e con Georgie Fame in "Rhythm & Blues at the Flamingo" ma anche con Walker Brothers, Donovan, David Bowie, New Seekers, Thunderclap Newman, Love Affair, Long John Baldry, Tom Jones, Marmalade, Small Faces (in "Itchycoo Park") e con George Harrison in "Wonderwall" ha suonato in 750 brani entrati in classifica, tra cui 54 numeri uno !!!.
Nel 1967 incise l'album "Sitar Beat", replicato nel 1968 con lo pseudonimo di Lord Sitar. Brani in ovvio mood 60's beat caratterizzati dal ruolo guida del SITAR a tessere le melodie principali. Tra numerose cover dei Beatles ("I'm the walrus", "Blue Jay Way", "Eleanor Rigby"), Who, Donovan, Procol Harum e qualche originale, due album molto particolari e accattivanti.

mercoledì, settembre 27, 2017

Anita Corbin



Tra il 1980 e il 1981 ANITA CORBIN fotografò coppie di ragazze nel giro delle sottoculture (punk, skin, mod etc), cogliendone l'innocenza, l'arroganza, la spontaneità delle espressioni e degli abbigliamenti.

Successivamente ha cercato e ritrovato la maggior parte delle protagoniste e nel progetto artistico VISIBLE GIRLS le ha rimesse davanti all'obiettivo fotografico, 30 anni dopo.

Con risultati molto particolari:
http://visiblegirls.com/

martedì, settembre 26, 2017

It's all true / Object Collection



I FUGAZI, mitica post core band attiva dal 1987 al 2002 (anno in cui hanno deciso di entrare "in pausa", da cui ancora non sono usciti) stanno mettendo on line qualcosa come 1.500 ore tratte da 800 concerti registrati nella loro carriera.
Una serie di suoni (feedback, parlati, annunci pre concertistici, rumori vari) sono stati presi dalla compagnia teatrale New Yorkese OBJECT COLLECTION e inseriti nello spettacolo "It's all true" con la benedizione della band, stupita e sorpresa dalla richiesta.

Sul palco quattro voci e attori, quattro chitarre e bassi, due batterie che non suonano brani dei Fugazi ma solo composizioni originali, utilizzando della band di Ian Mc Kaye e Guy Picciotto i suddetti suoni.
Un viaggio ossessivo tra i detriti di oltre 1500 ore di live

IT'S ALL TRUE cattura l'energia del DO IT YOURSELF underground, traducendo il caos e il potenziale della musica, della performance e della politica in un lavoro che è pianificato e eseguito rigorosamente: il rapido inalare prima della rottura rivoluzionaria, congelato in ambra.
IT'S ALL TRUE cattura quel momento di tensione indescrivibile prima che un evento si verifichi.


Lo spettacolo debutterà il 6 ottobre a New York.

Il trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=zWFbcOg1srI

domenica, settembre 24, 2017

Rolling Stones a Lucca 23 settembre 2017



I dettagli li leggerete sul prossimo Classic Rock.

Ma nel frattempo qualche considerazione:
La paventata invasione di 60.000 persone di Lucca (che ha 90.000 abitanti) con disagi inenarrabili è stata gestita con estrema professionalità e non c'è stato alcun particolare intoppo.

Il tanto discusso costo del biglietto (dai 100 euro in su) è proporzionato alla richiesta (250.000 per un sold out di 60.000 paganti) e alla mole organizzativa che richiede un evento del genere (e se Paul Weller costava 35 euro e certi gruppi italiani di dubbio spessore 20/25...).

Pubblico tranquillo, sereno e felice che abbraccia ogni tipologia di età, classe sociale, estetica, bizzarria.

Rimane un mistero il perchè alcuni, dopo aver pagato centinaia di euro per entrare, collassino imbottiti di alcol prima del concerto.
E perchè altri, con i Rolling Stones a pochi metri, non lascino trascorrere cinque minuti senza controllare le notifiche di Facebook (ma chi cazzo ti scrive ????).

Censurabile (da denuncia) l'aver venduto biglietti per posti da cui era impossibile vedere il concerto (se non dai maxi schermi).

E IL CONCERTO ?

Due ore, i previsti classici, due brani da "Blue & Lonesome" (uno dei migliori momenti con "Slipping away" cantata da Keith)), una ruffiana "Con le mie lacrime", qualche luce (fulgida, abbagliante), molte ombre.
Jagger in formissima, gli altri molto meno, talvolta molto molto meno.

Ma la LEGGENDA e la STORIA non meritano troppe critiche ma solo rispetto.
Anche se....

SCALETTA:

"Sympathy for the devil"
"It's only rock'n'roll (But I like it)"
"Tumbling dice"
"Just your fool"
"Ride 'em on down"
"Let's spend the night together"
"Con le mie lacrime/As tears go by"
"You can't always get what you want"
"Paint it black"
"Honky tonk women"
"Happy"
"Slipping away"
"Miss you"
"Midnight rambler"
"Street fighting man"
"Start me up"
"Brown sugar"
"(I can't get no) Satisfaction"

"Gimme shelter"
"Jumpin Jack Flash"

Le fogne di Londra



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Nelle fogne dell'East End di Londra si nasconde un enorme ammasso di grasso che rischia di ostruire le fogne, provocando allagamenti nelle strade del quartiere di Whitechapel.

Il FATBERG pesa 130 tonnellate e si estende per circa 250 metri, un record.

"Questo fatberg è il più grande che abbia mai visto. Si tratta davvero di un mostro ed eliminarlo è talmente difficile che ci vorranno un sacco di manodopera e macchinari", ha dichiarato Matt Rimmer, che dirigerà le operazioni di rimozione.

I lavori dureranno circa tre settimane anche a causa della durezza della palla ormaisimile al cemento.
Il fatberg si forma dall'accumulo di grassi, oli, cibo e altri rifiuti (in particolare le salviettine umidificate) che vengono scaricati nei lavandini.
La Thames Water, società che si occupa della manutenzione del sistema fognario londinese, spende 1 milione di sterline (1,1 milioni di euro) al mese per la manutenzione delle fogne.

sabato, settembre 23, 2017

Libertà e Soul Books



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo degli HUSKER DU (per ricordare il compianto Grant Hart), dei libri "La storia dell'Acid Jazz" di Francesco Gazzara e "No Strange e sogni correlati" e di un breve pezzo sulla Storia della Soul Music.

Nella foto il numero della scorsa settimana.


SOUL BOOKS TOUR.
Presentazione dei libri della Collana Soul Books

Giovedì 28 settembre
SAN NICOLO' (PC) "Melville"
con il sottoscritto, Eddy Cilia e Carlo Bordone
ore 21

https://www.facebook.com/events/1455914234462970/

Martedì 03 ottobre
BOLOGNA "Libreria Ubik Irnerio" via Irnerio
con il sottoscritto, Eddy Cilia e Carlo Bordone
Ore 18

https://www.facebook.com/events/1501330976628391

Giovedì 05 ottobre
TORINO "Libreria Bodoni/Spazio B (Via Carlo Alberto 41 Torino)
con il sottoscritto, Eddy Cilia, Carlo Bordone , Carlo Babando, Graziano Uliani, Edoardo Fassio.
Ore 18.30

venerdì, settembre 22, 2017

John Doe / Tom Desavia - Storia vissuta del punk a Los Angeles



Non era mai esistito niente di simile al punk di Los Angeles e non sarebbe mai esistito dopo.
Abbiamo vinto.

(Exene Chervenka)

E' un libro commovente, forte, struggente, potente.

Molti dei protagonisti di quegli anni pazzeschi a L.A. si raccontano e raccontano.
Storie di ragazzini, sconvolti non solo da droghe e alcol, ma da qualcosa che non si era mai visto e che non si vedrà mai più.
X, Flesheaters, Go Go's, Black Flag, Minitemen, Bags, Circle Jerks, Germs e decine di altri nomi si susseguono e accavallano nelle storie che ci propongono John De e Exene (X), Mike Watt (Minutemen, Firehose, Stooges), Tom Desavia (giornalista), Jane Wiedlin (Go Go's), Henry Rollins, Chris D. (Flesheaters), Charlotte Caffey (Go Go's), Dave Alvin (Blasters).

Eravamo perfettamente in grado di essere incapaci come tutti gli altri. Non importava che non sapessimo suonare i nostri strumenti - lo VOLEVAMO fare !
(Jane Wiedlin - Go Go's)

Gli inizi incerti, senza prospettive, concerti in locali allucinanti (il "Masque" in particolare) e i nsituazioni assurde, poi i dischi, le etichette, il successo per alcuni, l'oblìo e la morte per altri.

Anche i musicisti delle band erano così. I concerti consistevano in un continuo scambiarsi i ruoli, passando dal palco al pubblico, non avevo mai visto nulla di simile.
(Mike Watt)

Poi il declino e la trasformazione in qualcosaltro a rendere irripetibile e irripetuto quel momento.
Encomiabile ricordarlo.

Il vecchio punk di fine anni 70, selvaggio, in cui valeva tutto, era stato spazzato via o, comunque, non era iù tollerato, ormai c'erano un sacco di regole da seguire per fare parte del movimento.
(Mike Watt)

Il tutto corredato da 50 fotografie di grande effetto.
Nota negativa nell'edizione italiana la copertina assolutamente impersonale (soprattutto se confrontata all'originale) e il titolo che per quanto più chiaro non può rivaleggiare con "Under the big black sun. A personal story of L.A. Punk"

giovedì, settembre 21, 2017

Big Jim Sullivan



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon), Linda Eastman , Daryll Jones dei Rolling Stones, Jack Nitzsche, produttore e compositore, Jimmy Nicol, per un attimo batterista dei Beatles, David Spinozza chitarrista con John, Paul e Ringo e tanto altro, oggi parliamo di BIG JIM SULLIVAN.

Le precedenti puntate qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

Difficile ricordarsi di James Tomkins, meglio conosciuto come "Big Jim" Sullivan.

Eppure la sua chitarra è presente 55 brani arrivati al numero uno delle classifiche di vendita inglesi tra cui "Je t'aime... moi non plus" di Jane Birkin e Serge Gainsbourg, "Yeh Yeh" di georgie Fame, "Something in the air" dei Thunderclap Newman e poi ancora con Tom Jones, Walker Brothers, Long John Baldry, Cilla Black, Small Faces, David Bowie etc etc.
Suona in oltre mille album e ha collaborato con George Harrison, Frank Zappa, Nacny Sinatra e Donovan, oltre ad essere insegnante di chitarra di Ritchie Blackmore dei Deep Purple e di Steve Howe degli Yes.

Era il chitarrista in due album epocali come R&B from the Marquee di Alexis Korner e la Blues Incorporated e Rhythm & Blues at the Flamingo di Georgie Fame, ha curato la versione orchestrale di "Tommy" degli Who del 1972 e inciso una ventina di album solisti con il suo nome o altre sigle.

E' scomparso nel 2012.

mercoledì, settembre 20, 2017

Roberta Bayley



Uno dei suoi scatti è tra i più famosi nella storia del punk e di conseguenza nel rock.
Fu ROBERTA BAYLEY ad immortalare i RAMONES nella copertina del loro primo album del 1976.
Lavorava per la rivista/fanzine "PUNK", era amica di Dee Dee Ramone e fu conseguente l'occuparsi del set fotografico per il loro primo album.

Nel marzo 1976 la rivista "Punk" mi chiese per il suo terzo numero un servizio fotografico sui Ramones. Avrei lavorato di giorno, così invece di usare come al solito una pellicola Tri-Ex comprai un rullino di Plus X in bianco e nero.
Erano solo pochi mesi che facevo la fotografa a New York, precisamente dal novembre 1975, ma John Holmstrom e Legs McNeil ebbero fiducia in me, tanto da affidarmi l'incarico.


Fotograferà molti dei principali volti della scena punk new yorkese, da Debbie Harry agli Heartbreakers a Iggy Pop a Richard Hell ma anche Sex Pistols, Damned, Joe Strummer, prima di lasciare l'attività e appendere la macchina fotografica al chiodo.

http://www.robertabayley.com/

martedì, settembre 19, 2017

Eugenio Finardi Live Settembre Rendese 2017 - Rende (CS)



A cura di Francesco Ficco

Il live di Eugenio Finardi è stata una buona scusa per uscire finalmente da casa senza annoiarmi.
Organizzato all'annuale Settembre Rendese, a Rende (CS), finalmente si è potuto partecipare ad un buon live, visto che solitamente propongono solacce a profusione.

Finardi ha 65 anni ma appare in gran forma e la sua voce è sempre quella di una volta, che lui abilmente modula a seconda della necessità.
La band ha un'ottima intesa: si sente e si vede che suonano insieme da anni.
Mentre Eugenio parla col pubblico, si racconta in maniera onesta ed anche simpatica (quando fa una battuta e definisce Margherita di Cocciante una pizza! Ed io sono più che d'accordo).

Ama spiegare ai presenti la nascita dei brani che andrà ad eseguire.
E si toglie pure qualche pietra dalle scarpe.v Apre con titoli da Sugo (1976) e soprattutto da Diesel (1977).
Brani come Scuola, Scimmia e la title track coinvolgono immediatamente.
Quando eseguono La CIA ci spia, Finardi passa al basso, un vero istrione.
La radio vede una totale partecipazione del pubblico.
Ci sono alcuni momenti di calo sui brani più mosci tipo Dolce Italia, e per fortuna non fa Le ragazze di Osaka (nessuno me ne voglia a male!).

Finardi sorprende ancora per il suo affetto verso la band di giovanissimi, molto bravi, a tal punto da farli esibire da soli in 2 brani, e produrre il singolo, appena uscito, del suo chitarrista Giuvazza, che tra l'altro suona con una bellissima Gibson Les Paul Gold vintage.

Il live si conclude con Musica Ribelle (il suo tour si chiama appunto "40 anni di MR").
Ma non manca il bis con il suo brano per me più bello, Extraterrestre, ed una clamorosa versione di Hootchie Cootchie man che sembrava davvero Muddy Waters!
E non scherzo.

Alla fine Finardi ringrazia più volte i presenti che non lesinano l'ovazione finale meritatissima.
Ed io tornato a casa mi sono sparato ancora Diesel per intero fino alle 2!
Ce ne fossero di Finardi in Italia!

lunedì, settembre 18, 2017

New York Clubs

C'erano una volta alcuni locali.
Poi rimasti nell'iconografia rock, nella storia, nella leggenda.
Ed ora sostituiti dalla normalizzazione.
Come tutte le cose, prima o poi finiscono.




Il CBGB'S è stato la culla del punk rock e della new wave.
Al 315 di Bowery street sono passati Television, Patti Smith, Blondie, Ramones, Dead Boys, Mink DeVille, Talking Heads, Heartbreakers, Fleshtones, Suicide e decine di altri



Ora al suo posto il negozio di abbigliamento di Varvatos.



Il MAX'S KANSAS CITY a South 17th St. era il luogo in cui Andy Warhol faceva spesso notte magari a fianco di Roy Lichtenstein, William Burroughs, Allen Ginsberg, David Bowie, Alice Cooper, Iggy Pop e i New York Dolls.
Mentre suonarono spesso sul suo palco i Velvet Underground oltre a Jimi Hendrix, Bruce Springsteen, Tom Waits e Country Joe McDonald.



Vi troviamo ora la paninoteca Bread and Butter.



Il FILLMORE EAST, nella 2nd Ave. 6th St. nell' East Village ha avuto sul suo palco Who, Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Crosby, Stills, Nash and Young, the Allman Brothers, Sly and the Family Stone, Joe Cocker, Byrds, Van Morrison.



Dove era il Fillmore oggi sorge la Emigrant Savings Bank.