mercoledì, maggio 31, 2017

Maggio 2016. Il meglio del mese



Un elenco già lungo di nomi si affaccia già tra i candidati al top del 2016. Paul Weller, Stone Foundation, Charlatans, Don Bryant, Godfathers, Sleaford Mods, Como Mamas, Sinkane, Juliana Hatfield, Gemma & the Travellers, Soul Scratch, Voodoo Working Club, Neville Staple, Will Sessions tra gli stranieri, Edda, Cut, Julie's Haircut, Senzabenza, Cesare Basile, Diplomatics, Don Antonio, Gang, Strato's, Five Faces, Todo Modo, Love Thieves tra gli italiani.

PAUL WELLER - A kind revolution
La carriera solista di Paul Weller ha riservato ovvi e prevedibili alti e bassi ma ha sorpreso molti il precedente SATURNS PATTERN, per qualità, freschezza, spessore compositivo e realizzativo, uno dei suoi migliori album in assoluto.
A KIND REVOLUTION raccoglie quella pesante eredità e prosegue sulla linea sapientemente (ri)tracciata due anni fa.
Troviamo ampiamente coperto lo scibile del Weller autore che si muove, in modo attuale e moderno, senza cadute revivaliste, tra le suggestioni sonore a lui più care (soul, beat, melodie 60's, i Beatles più Mc Cartney, soprattutto nelle ballate), richiami ai migliori Style Council, qualche asperità chitarristica di sapore rock psichedelico, sapori gospel e blues.
Un album di nuovo convincente, compositivamente sempre ad alto livello, vario, intenso, che ci conferma l'eccellente salute di Mr. Weller.
ATTENZIONE: è un album che cresce con il tempo. Dopo ripetuti ascolti continua a rivelare nuovi particolari e a definirsi sempre meglio. Come i grandi classici.
IMPORTANTE: consiglio l'acquisto della versione triplo CD (solo 21 euro) in cui sono inclusi un CD con le versioni strumentali (molto interessanti per capire il lavoro musicale e comunque gradevoli), un buon inedito, "Alpha" (moderno funk dub elettronico strumentale), e un CD di remix, alcuni davvero particolari e godibili.

GEMMA AND THE TRAVELLERS - Too Many Rules & Games
Splendido esordio per la band inglese che condensa in nove brani lo scibile retro black music dal soul al northern al funk al rhythm and blues. Eccellenti i brani, grande la voce di Gemma (che compone tutti i brani) e musicisti che girano a mille, perfettamente adatti al sound e al groove.
Tra i top soul dell'anno.

COMO MAMAS - Move Upstairs
La Daptone ci regala un ennesimo gioiello.
Il trio di Como, Mississippi, accompagnato dalla house band della grandissima etichetta new yorkese, propone un gospel crudissimo, molto blues ma con venature rhythm and blues e soul (sono cresciute ascoltando Aretha e Gladys Knight).
Album di rara potenza, intensissimo. Bellissimo.

CHARLATANS - Different days
Notevole il tredicesimo album del quartetto inglese.
Ospiti d'eccezione come Johnny Marr, Paul Weller, Stephen Morris dei New Order, Pete Salisbury dei Verve, Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre.
Il sound è il consueto incantevole mix di melodie e sapori 60's con brit pop, psichedelia, chitarre jingle jangle e quel sottile gusto new wave 80's (dalle parti di Echo & the Bunnymen). Alcuni brani sono assolutamente irresistibili ma è il ton o generale ad essere altissimo. Bello, bello, bello.

JULIANA HATFIELD - Pussycat
Sempre adorato la Hatfield (una che tra Blake Babies, Lemonheads e carriera solista ha infilato quasi una trentina di album dai primi 90's e che considero tra le migliori compositrci della sua epoca, troppo sottovalutata) e il suo alt rock aspro, di sapore grunge, semplice, diretto, con melodie 60's a colorare il tutto.
Il nuovo lavoro esce dall'urgenza di sparare a zero contro Trump e Juliana non le manda a dire con testi violentissimi.
Il sound è il consueto, lei suona tutto (a parte la batteria) e l'album si fa godere tantissimo.

GEORGIA SOUL COUNCIL - What's For Breakfast
Da Atlanta, bravissimi nel loro caldissimo mix di funk e soul strumentale che parla il linguaggio del Sud di gente come Meters e Booker T. & the Mg's con un pizzico della follia ritmica dei JB's di James Brown.
Hammond e sezione fiati in gran spolvero, ritmica precisa e implacabile.
Ottimi !!

MARK LANEGAN - Gargoyle
Il decimo album solo di Lanegan non tradisce le aspettative e porta avanti la sua personalissima modernizzazione del blues, introducendo sempre di più elettronica e un approccio "Pop" (anche nel senso di Iggy a cui spesso si avvicinano le atmosfere di questo lavoro, in particolare a quello "berlinese/Bowie" di fine 70's).
Non il suo meglio ma sicuramente ottimo.

STATUTO - Zighidà
Gli Statuto proseguono la loro carriera, come sempre inarrestabili.
E’ la volta di un doppio album, con 36 brani, ristampa del classico che li portò al successo nel 1992. Il venticinquennale lo festeggiano con 18 brani rimasterizzati e 18 registrati live durante un concerto nel settembre del 1992.
In più una nuova versione del singolo “Qui non c’è il mare” con ospite Caparezza.
Il loro contagioso ska, intervallato da brani che attingono da soul, northern soul, mod sound, rhythm and blues, rimane fresco, attuale e pieno di energia come se 25 anni non fossero mai passati.

KASABIAN - For crying out loud
Non un capolavoro ma si ascolta con piacere il sesto album della band di Pizzorno & co.
Sonorità brit pop, un po' di spinta elettronica, ritornelli facili, qualche concessione psych, tutto molto gradevole, easy e gustoso.

BLONDIE - Impollinator
La parola "Blondie" evoca immediatamente le classiche immagini della Debbie Harry bionda ammiccante, Marilyn Monroe del punk e del CBGB's etc etc. Ma ora lei ha passato i 70, la sua musica i 40 e il fresco pop wave dei tempi non fa più tanta impressione anzi...il disco è bruttino, scontato e fuori tempo massimo (da parecchio).

RAW POWER - Inferno
Leggende dell'hardcore mondiale, sulla scena da decine di anni, sopravvissuti a qualsiasi inferno che hanno trovato sul loro cammino, i Raw Power dimostrano con questo nuovo album di non temere niente e nessuno.
Quindici brani mozzafiato, come sempre suonati impeccabilmente e con una rabbia e un'attitudine rimaste immutate negli anni.
Valanga sonora che abbatte ogni ostacolo.

GIANCARLO ONORATO - Quantum
Giancarlo Onorato è uno dei migliori autori italiani, sulla scena da tempo immemorabile, da quando alla fine degli '70 scoprì dapprima il punk e subito con l'esperienza degli Underground Life scrisse una dell pagine più significative della new wave italiana. La carriera solista è sempre stata centellinata e ponderata. Uscite rare ma ogni volta curatissime, mai speculative, sempre e solo in funzione di un'esigenza artistica precisa e sentita.
"Quantum è il quinto album in circa vent'anni e arriva a ben sette dal precedente "Sangue bianco". In mezzo un lungo progetto live a fianco di Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. Il nuovo album si sviluppa intorno all'idea dell'incontro, espresso nelle 11 can zoni incluse. Come sempre infarcite di un solenne lirismo che a tratti sembra (in)consapevolmente pescare dal primo David Bowie, altre volte è palesemente debitore all'ultimo Nick Cave, quello sempre più spesso seduto al pianoforte.
Ma il tratto distintivo dei lavori di Onorato è che sono talmente personali da diventare immediatamente riconoscibili e attribuibili all'autore, Ci sono intense ballate ma anche brani più rock, sperimentazioni, sapori distintamente new wave (gli utlim iBauhaus più acustici), un pizzico di psichedelia e aperture strumentali che guardano perfino al primo prog italiano.
Album caleidoscopico e completo.

ARBOS - Sogno di luce
L'Arbos era una fabbrica di mietitrebbie di Piacenza, rinomata in Italia e nel mondo, che, in vista della chiusura divenne per breve tempo, nel 1975, "proprietà" dei lavoratori in una sorta di autogestione (il tutto è ben spiegato in "L'Arbos").
Finì male ma resta un'esperienza unica e iconica. Da quel momento irripetibile prende il nome la band genovese/piacentina che propone nell'album d'esordio un riuscito e arrembante mix di musica dura e ipnotica che accompagna le parole spietate di Lorenzo Calza che canta e declama con rabbia testi che parlano, senza mezzi termini, del dramma dei migranti ("Idomeni"), del dramma dei lavoratori e del sistema lavoro attuale ("Roma"), della crisi esistenziale di chi ancora crede in certi valori ("L'uomo in rivolta"), di storie operaie.
L'album è una sorta di concept, di corpo unico, solido e compatto, che riporta alle sonorità di Massimo Volume, Spartiti, Offlaga Disco Pax o al bellissimo "La vita quotidiana" di Enrico Brizzi e Yu Guerra (con un pizzico degli ultimi Area). Support.

CLAUDIO LOLLI - Il grande freddo
La lunga carriera di Claudio Lolli, uno dei cantautori più influenti e significativi degli anni '70 (da "Aspettando Godot" a "Abbiamo visto anche degli zingari felici", non dimenticando un altro eccellente lavoro come "Disoccupate le strade dai sogni"), non ha bisogno di ulteriori presentazioni.
A otto anni dall'ultimo album torna con un nuovo episodio discografico di grande spessore e pregio. Affiancato da Danilo Tomasetta e Roberto Soldati musicisti appartenenti al Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna con cui produsse “Ho visto anche degli zingari felici” nel 1976 intraprende un nuovo viaggio all'interno della disillusione e della povertà etica, morale e intellettuale della società attuale. Riprende temi a lui cari come l'indifferenza sociale odierna, l'estrema crisi della sinistra, riflessioni esistenziali mutuate da un'osservazione colta e consapevole di ciò che è stato e cambiato negli anni.
Musicalmente curatissimo, arrangiato alla perfezione con brani efficaci e sempre riusciti. Uno degli album da ricordare in questo 2017.

ELECTRIC SWAN - Windblown
Nati nel 2008 da una costola degli storici Wicked Minds i piacentini Electric Swan arrivano al terzo album, forti di numerose esperienze in vari festival europei e di un bagaglio sonoro di notevole spessore.
Lavoro impeccabile che attinge dall’hard rock dalle tinte psichedeliche dei 70’s, non disdegna intense ballate, sguardi ai riff hendrixiani, rock blues e qualche umore alla Black Sabbath, una cover insospettabile e mozzafiato di "If I'm Lucky I Might Get Picked Up" della regina del funk (nonché moglie di Miles) Betty Davis. A condurre le danze la voce “nera” di Monica Sardella e la chitarra infuocata di Lucio Calegari mentre la ritmica supporta precisa e possente.

FLORENCE ELYSEES - Home
Il trio pesarese esordisce con un album di incredibile maturità artistica.
Composizioni eccellenti, esecuzione e arrangiamenti di gusto sopraffino, semplici e diretti ma allo stesso tempo curatissimi. Le influenze attingono da quell'immaginario che guarda ai 60's (soprattutto nelle progressioni melodiche) ma con i piedi ben piantati nell'attualità. Ci sono echi di Prefab Sprout, Beach Boys, Byrds e Beatles, Belle and Sebastian, un pizzico di Coldplay e tanto altro. Un album delizioso.

VV.AA. - Virtue Recording Studio
Ferank Virtue è stato un produttore e proprietario degli omonimi studi di registrazione dove sono passati numerosi artisti funk e rhythm and blues dagli anni 50 in poi fino al rap dei primi 90.
In questa compilation una selezione di ottime canzoni di stupendo sapore "black".

ACID JACK FLASHED and the PYLLS - The invisible men
Attivo musicalmente da una ventina di anni, dalla scena varesina arriva il nuovo album di Giacomo Premoli, in arte Acid Jack Flashed, accompagnato dalla band dei Pylls. Un lavoro che palesa le passioni sonore dell'autore, che pesca in particolare da influenze 60's, dai Beatles ai primi Pink Floyd fino a Donovan.
Il tutto filtrato attraverso una visione attuale e moderna e un gusto cantautorale (dalle parti del Bob Dylan di "Highway 61 revisited") che rendono "The invisible men" particolarmente intrigante e originale.
Interessante il frequente uso della sezione fiati ad aggiungere ulteriore colore al quadro sonoro già variegatissimo.

BEATLES - Sgt. Peppers Deluxe Anniversary
Era inevitabile che un album così carico di storia come SGT PEPPERS venisse omaggiato in una data iconica come il cinquantesimo anniversario dall'uscita.
Ma era sinceramente lecito ritenere che la pubblicazione del triplo ANTHOLOGY con una valanga di inediti e outtakes, avesse chiuso la saga delle rarità dei Beatles.
Evidentemente il “pozzo Beatles” continua a essere senza fondo, non smette certo di vendere e un evento simile non poteva passare certo inosservato.
Il risultato è un doppio CD (esiste anche una versione più estesa di ben sei CD con ulteriori rarità, i filmati di vari brani, il documentario sul “Making of” dell'album) con il remix dell'album curato dal figlio di George Martin, Gilles mentre nel secondo 18 outakes di ognuno dei brani della scaletta oltre a varie versioni di Strawberry fields forever e Penny Lane (tra cui un remix del 2017).
Solo per super completisti e malati di Beatles (come me).

ASCOLTATO ANCHE
HELIOCENTRICS (ipnotico e psichedelico viaggio sonora tra Sun Ra e i Jefferson Airplane. Originali e avvolgenti), ROBERT CRAY & HI RHYTHM (soul funk che si avvicina nel sound e nel groove a quello di Al Green.Ottimo disco per chi ama il funk soul più raffinato), JUKKA ESKOLA SOUL TRIO (Dalla Finlandia uno splendido album di puro SOUL JAZZ strumentale, nulla di più, nulla di meno. Senz'altro molto cool e raffinato), MARY J BLIGE (pop, rnb molto leccato ma con qualche buono spunto), PWR BTTM (pop punk e bizzarrie varie senza lode nè infamia), BLACK LIPS (garage blues aspro rock etc...ma anche basta con 'sta roba), DIANA KRALL (soft jazz elegante, eccellente etc ma musica inutile), TODD RUNDGREN (la sua "follia" è ormai abbastanza inconcludente), SLOWDIVE (shoegaze etereo e pinkfloydiano davvero palloso), PARAMORE (un po' di Blondie anmni 80 e di Cindy Lauper...anche no !), JAZZMEIA HORN (ottimo cool jazz in stile Betty Carter), MAD DOGS (rock n roll tra Mc% e Hellacopters. Ben fatto).

LETTO

FLAVIO FREZZA - Italia Skins E' nota e ovvia la complessità nell'addentrarsi nelle cosiddette SOTTOCULTURE senza correre il rischio di peccare di superficialità e approssimazione.
Tanto più se nascono e sviluppano "dal basso" sono infinite le sfumature, gli aspetti indefinibili, le particolarità impossibili da riportare correttamente a chi non ha vissuto o vive l'esperienza in maniera diretta. Ancora di più se parliamo della cultura SKINHEAD, una delle più osteggiate e male interpretate, soprattutto a causa delle note derive nazi/fasciste e della triste fama di violenti, aggressivi e provocatori.
Flavio Frezza, da protagonista, riesce a restituirci invece un quadro attendibile, preciso, cronologico, didascalico, alla stregua di un saggio sociologico. Il tutto in maniera lucida e distaccata.
Non facile quando si deve affrontare la profonda spaccatura tra chi andò a destra e chi a sinistra e chi cercò la "salvezza" nel concetto di "apolitico".
Ma in queste pagine ad esempio si chiarisce una volta per tutte che gli original skins non erano razzisti ma neppure troppo politically correct (come si dice oggi) e morbidi nei confronti dei pakistani ma come, allo stesso modo, certi episodi di violenza non fossero riconducibili ad una collocazione politica ma ad un contesto sociale, di strada, di quartiere.
Un testo essenziale per capire nel migliore dei modi la natura e l'origine di un movimento che ha vissuto fasi alterne, soprattutto in Italia, dove arrivò per la prima volta agli inizi degli anni '80, grazie all'insegnamento di gruppi come Nabat, Rough, Dioxina, Ghetto 84, Rip Off, Klasse Kriminale, SS 20 e tanti altri.
Altrettanto interessante la seconda parte del libro dove a parlare sono una trentina di skins ed ed ex skins italiani (peraltro ritratti in suggestive foto in bianco e nero alla fine del libro), ricordando, in modo schietto e senza peli sulla lingua la loro esperienza e soffermandosi sulle varie scene locali, sulla politica, le droghe etc.
Divertente, talvolta (positivamente) straziante, una testimonianza preziosissima.

BRUNO VAGNINI - John Lennon and Yoko Ono. Peace bed-in
Nel 1969 John Lennon e Yoko Ono si inventarono una forma di protesta non-violenta che chiamarono Bed-In.
Convocarono i giornalisti nella loro stanza d’albergo e li accolsero in pigiama per parlare della pace.
Una volta all’Hilton di Amsterdam, l’altra al Queen Elizabeth Hotel di Montreal.
Nella città canadese frequentava un corso di fotografia all’Accademia di Belle Arti un giovane italiano, Bruno Vagnini, che riuscì ad arrivare alla stanza d'albergo, la Suite 1742, di John e Yoko on un solo rullino in bianco e nero da 36 scatti e a fotografare la coppia.
I suoi scatti sono finiti in varie mostre e su un libro (che Gabriele Longoni dei Coys mi ha gentilmente donato nonostante non sia più di facile reperibilità), corredato da racconti e poesie di scrittori reggiani.
Un documento importante.

JONATHAN FRANZEN - Le correzioni
L'America in disfacimento, claustrofobica e ossessiva (che alla fine si affida Trump) descritta in modo preciso, Carveriano, quasi sadico, da Franzen in questo (lungo) romanzo del 2001.
Franzen è dettagliatissimo (talvolta prolisso) e alla fine riesce a portarti nel mondo terribile di Enid, Alfred, Chip e fratelli da cui fai fatica ad uscire senza un respiro affannoso.
Notevole.

Uno-Due
UNO-DUE è una pubblicazione periodica che racconta STORIE DI CALCIO.
Scritte, in modo colto e competente, da appassionati per appassionati, senza l'enfasi sensazionalista, senza partigianerie, senza menate.
In questi racconti ci sono storie a margine, sguardi a quel calcio che si gioca ogni giorno ma è lontano da qualsiasi riflettore, quello che convoglia passioni, vite, speranze, energie e che raramente concede soddisfazioni o trofei, quello che è ben altro di ciò che ci propinano le TV a pagamento (per usare un'immagine retorica).
E così andiamo a Donetks dove una volta lo Shaktar si batteva per la Champions e ora piovono bombe ucraine sui separatisti filo russi oppure in Libano dove da oltre 10 anni le partite si giocano a porte chiuse per paura di attentati e scontri, a Pietralata dove la Liberi Nantes raccoglie giocatori rifugiati, si parla del Latina e del Meadowbank Thistle, dello Jupiter e del Tanos, di Luciano Vassallo che fu campione etiope, figlio meticcio di italiano e di un'autoctona.
E di tanto altro.
Per chi ama il calcio da avere.

COSE E SUONI

Mie recensioni quotidiane di dischi italiani su www.radiocoop.it
Articoli settimanali sul quotidiano di Piacenza LIBERTA'.
Recensioni mensili su CLASSIC ROCK.

Disponibile il mio nuovo libro su RAY CHARLES "Il genio senza tempo" per Volo Libero Edizioni.
http://www.vololiberoedizioni.it/

11 commenti:

  1. Uh, Charlatans nuovo. Sono stato colto letteralmente di sorpresa.
    Grazie Tony

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  2. Anch'io non ne sapevo niente. Da ascoltare, davvero bello e con un sacco di ospiti GIUSTI (Johnny Marr, Weller, batteristi di New Order e Verve)

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  3. come già commentato su fb anche io sorpreso dal nuovo dei charlatans, dopo l'ottimo modern nature sono curioso di ascoltare il nuovo.
    quanto agli statuto sono un grande fan, ma la nuova versione di "qui non c'è il mare" con caparezza non mi piace affatto, molto meglio quando la parte rap la fa oskar in concerto

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  4. Interessante il tuo consiglio circa la versione tripla di Weller (l'ho vista anche a 16 o sbaglio?).e un saluto ai RAW POWER
    C

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    1. Costa poco più del CD normale e ha due CD in più, una bella confezione e cose interessanti davvero.

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  5. Blondie IMPOLLINATOR? ahahaha..ma mi faccia il piacere

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  6. Paolino ha fatto centro pure secondo me.
    Interessanti le dritte sui Ciarlatani e la sora Gemma!

    Charlie

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  7. Baroni se l'è giocata bene. Nelle due gare il Benevento ha commesso meno errori ed in definitiva non ha rubato nulla. Spero a Perugia riescano a tenersi stretto Bucchi. È un buon allenatore

    Charlie

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