lunedì, ottobre 17, 2016

Bobby Solo - The songs of John Lee Hooker
Bobby Solo - Homemade Cash



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown".

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

Difficile pensare a BOBBY SOLO e derubricarlo velocemente alla figura di "Elvis italiano" (come all'amico Little Tony) e alla solita "Una lacrima sul viso".>
Bobby è invece un profondo cultore di rock n roll, blues, country rock, con una notevole sensibilità artistica e musicale, oltre ad essere un ottimo chitarrista.>
Nel 2004 e nel 2005 ha dedicato due album ad altrettanti suoi idoli, JOHNNY CASH e JOHN LEE HOOKER.

Homemade Johnny Cash (2004) è registrato in totale autonomia "casalinga" (utilizzando il computer per le rare basi e suonando chitarra e basso) ed è un tributo al grande Cash.
Credibile, ben fatto, sentito, perfettamente interpretato.
Inserisce anche tre brani di Dylan che furono nel repertorio di Johnny tra cui una bella versione country di "Blowin in the wind" e un'ottima "Folsom Prison Blues" (anche se l'apertura con un roboante "Hallo I'm Johnny Cash" fa un po' sorridere se non peggio...).

The songs of John Lee Hooker (2005), suonato con alcune eccellenze come l'Hammondista e polistrumentista Bruno Marini (che ha collaborato anche con Jack McDuff, Steve Lacy, Nat Adderley, Kenny Burrell tra i tanti), il batterista Antenore Adami (Big Jesse, Sandra Hall, Herbie Goins, Louisiana Mojo Queen, Chicago Bob Nelson), il bassista Luca Zulian (Grignani, Bennato e una lunga serie di artisti blues e rhythm and blues), ripercorre alcune hits del grande bluesman (tra cui una super funk versione di "One scotch, one bourbon, one beer" e una "Boom boom" in versione shuffle/rock blues), aggiunge "It takes a lot to laugh it takes a train to cry" di Dylan in una veste di dolente country blues e una swingante e tirata "Fever".
Materia difficile ma grande classe a profusione e risultato ottimo.

4 commenti:

  1. Bobby vs Rolling Stones?
    C

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  2. Comunque quello con i brani di JL Hooker è davvero un bel disco

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  3. E dal vivo (io l'ho visto qualche anno fa) merita

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  4. Tony, non so se te l'ho già segnalato, ma secondo me potrebbe farti impazzire l'album di Peppino Di Capri "Napoli Ieri, Napoli Oggi" del 1970. Canzoni napoletane dell'epoca d'oro, cantate dal Faiella col suo tono da night club ma arrangiate in uno stile che riecheggia i Vanilla Fudge. Ne ha fatti altri 4 di album con lo stesso titolo ma non li ho sentiti, quindi garantisco solo per il primo (che si apre con "Na sera e maggio" il cui attacco fa pensare più a San Francisco che a Napoli). Si trova su Spotify. Ciao!

    Paolo Bertuccio

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