mercoledì, ottobre 28, 2015

Intervista ai FIVE FACES



Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA, al giornalista FEDERICO GUGLIELMI, ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO, al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI, a JOE STRUMMER, a MARINO SEVERINI dei GANG, a UMBERTO PALAZZO dei SANTO NIENTE, LUCA RE dei SICK ROSE, LUCA GIOVANARDI e NICOLA CALEFFI dei JULIE'S HAIRCUT, GIANCARLO ONORATO, LILITH di LILITH AND THE SINNERSAINTS, a Lorenzo Moretti, chitarrista e compositore dei GIUDA, il giornalista MASSIMO COTTO, a FAY HALLAM, SALVATORE URSUS D'URSO dei NO STRANGE, CESARE BASILE, MORENO SPIROGI degli AVVOLTOI, FERRUCCIO QUERCETTI dei CUT, RAPHAEL GUALAZZI, NADA, PAOLO APOLLO NEGRI, DOME LA MUERTE, STEVE WHITE, batterista eccelso già con Style Council, Paul Weller, Oasis, Who, Jon Lord, Trio Valore, il bassista DAMON MINCHELLA, già con Paul Weller e Ocean Colour Scene, di nuovo alla corte di Paul Weller con STEVE CRADOCK, fedele chitarrista di Paul, STEFANO GIACCONE, i VALLANZASKA, MAURIZIO CURADI degli STEEPLEJACK e la traduzione di quella a GRAHAM DAY, CARMELO LA BIONDA ai MADS, CRISTINA DONA', TIM BURGESS dei Charlatans, JOYELLO TRIOLO, SIMONA NORATO e la traduzione di un'intervista a RICK BUCKLER, MICK JONES, MONICA FRANCESCHI, SALVO RUOLO, MAURIZIO MOLGORA, PAUL WELLER, I RUDI e Michele MEZZALA Bitossi, IACAMPO. oggi è la volta dei genovesi FIVE FACES tra le prime mod bands italiane negli 80's, recentemente riunitisi.

Le precedenti interviste sono qua:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste

La domanda più ovvia. Cosa vi ha spinti alle reunion ?

Una serie paradossale di sentimenti comuni.
Da un lato eravamo tutti fermi da un po'. Nel mio caso specifico l'ultimo disco uscito era nel 2011, ma gli altri erano fermi ancora da più tempo. Questa specie di ritiro senza scadenza ha generato in tutti i noi, separatamente ma contemporaneamente, la convinzione che si sarebbe potuti tornare a suonare un giorno solo se avessimo avuto la possibilità di fare esattamente ciò che volevamo, senza compromessi di sorta, e questo - per tutti noi - ovviamente significava rientrare sulla scena Mod, il primo grande amore.
D'altro canto, in modo paradossale se accostato al fatto di potersi anche considerare serenamente ritirati, c'era anche - riferito a The Five Faces - la convinzione di avere lasciato il lavoro a metà (o anche prima...), e di avere ancora molto da fare e da dire assieme.
Quando hai 19-20 anni e sei nei primi anni 80 ogni anno esce una tendenza nuova, ed è facile distrarsi, appassionarsi, o cercare di puntare le proprie fiches su tavoli diversi da quelli su cui prima non avevi raccolto niente.
Quando sei...adulto, sai esattamente quello che vuoi, e non ti lasci distrarre o sviare (e peraltro la scena musicale è MOLTO cambiata nel frattempo...)

Da veterani del mod rock italiano cosa ricordati degli esordi ?

Beh, è passato molto tempo... e non sempre ero nelle condizioni migliori per poi potermi ricordare gli eventi trent'anni dopo.... Ho una serie di flash, di immagini, di sensazioni... Per esempio (sottofondo di violini...) ricordo la grande eccitazione ogni volta che trovavo nella cassetta della posta il nuovo numero di Faces...
Ricordo un Mod Rally a Rapallo (o era Santa Margherita?) in cui passai un bel po' di tempo con Demetrio dei Four By Art sugli scogli a chiaccherare, e la sensazione di vuoto quando anni dopo seppi che non c'era più...
Ricordo uno dei primissimi concerti degli Statuto allo Psyco!
Un giorno che, se non ricordo male, si erano persi il tastierista in autostrada e suonarono in formazione rimaneggiata.... allora c'era la curiosità di scoprire questo nuovo gruppo, senza sapere che quei ragazzi avrebbero poi portato la Torcia con orgoglio fino ad oggi...
Ricordo la sensazione di calore, di gioia, di stordimento, quando misi le mani sulla copia fresca di negozio (appena arrivata!) di Sound Affects dei Jam... mi ero letteralmente consumato sul giradischi Setting Sons, e l'attesa per il nuovo disco aveva raggiunto livelli assurdi... ma quando hai 16 anni ci si innamora forte forte...
Ricordo quel pomeriggio in centro con Raffaele quando ci fermammo ad una bancarella di dischi usati... ognuno davanti ad una fila di dischi.
Io il disco più interessante che vidi credo fosse Alan Sorrenti... lui trovò l'album dei Merton Parkas!
Col bene (come ad un fratello) che gli voglio da sempre, credo che quel pomeriggio, per qualche minuto, lo odiai con tutte le mie forze...
Ricordo il concerto della Primavera 1984 al Palasport di Genova (è sopravvissuta qualche foto di quell'evento, guardate su sito e pagina FB). In quel momento pensavo che da lì stesse iniziando qualcosa di più grande, ed invece stava finendo... almeno temporaneamente.
Forse qualsiasi 15/19enne, inserito in qualsiasi contesto simile prova emozioni analoghe, ma io ed i miei compagni le abbiamo provate in quest'ambito, e sono rimaste scritte nella nostra vita con l'inchiostro indelebile...

I vostri riferimenti sonori sono più orientati a un sound piuttosto energico.

Decisamente. Abbiamo una certa idiosincrasia verso quei gruppi che ambiscono a ricreare, decibel più decibel meno, il suono perfetto del 1966, con tanto di strumenti vintage e Hammond ovunque.
Noi siamo figli del Mod Revival in tutto e per tutto, e la nostra influenza prima di quello era il punk (e da 14enni imberbi abbiamo quasi tutti iniziato in gruppetti punk...). Nel dubbio, alziamo a manetta...
Ci riconosciamo pienamente solo nel rumorismo melodico pop art di Creation (prima) e Purple Hearts (poi). Dateci ogni giorno Pretty Vacant piuttosto che The Snake... Anzi, detto proprio fra noi, con l'eccezione di Pietro che è un discreto conoscitore, il nostro approccio verso il Northern Soul è simile a quello del Rag. Fantozzi nei confronti della Corazzata Potiomkin...

Avere un’etichetta inglese prestigiosa come la Detour è piuttosto gratificante. Com’è avvenuto il contatto e cosa vi aspettate dai concerti in Inghilterra ?

E' molto gratificante, sotto praticamente tutti gli aspetti.
Dizzy è probabilmente il maggior conoscitore al mondo di tutto ciò che riguarda il Mod Revival, e quando ha saputo che ci eravamo riformati ha subito mostrato curiosità ed interesse. Poi fra una chiacchera e l'altra ed un ricordo e l'altro abbiamo sviluppato il progetto di collaborazione e ci siamo trovati meravigliosamente, sia sotto il profilo umano che sotto quello prettamente "operativo", tanto è vero che c'è già l'accordo per il secondo disco, che arriverà nel 2016.
Dai concerti in Inghilterra ci aspettiamo prima di tutto di divertirci, e su questo le premesse ci sono senz'altro, perchè sappiamo già - salvo inconvenienti - quali amici presenzieranno, oltre ai gruppi che suoneranno con noi.
Diciamo che dei gruppi della nostra epoca ci sarà un bel po' di gente, quindi fra bevute e jam (che si stanno già intrecciando vorticosamente nei discreti canali privati su FB) si tirerà parecchio tardi.
E poi ci sono molte persone che hanno acquistato il nostro cd compiendo un atto di fede che vogliono vederci anche dal vivo, e quindi non vediamo l'ora di saldare questo debito morale con loro e, possibilmente, superare le loro aspettative.

Resterete sempre sul cantato in inglese o pensate di sperimentare anche l’italiano ?

Noi non siamo un "gruppo italiano". Siamo un gruppo di gente nata, cresciuta, residente ed operante in Italia, che si propone ad un pubblico internazionale, nel nostro ambito.
Sicuramente per fare ciò il mezzo ideale è la lingua inglese, e comunque una fetta davvero consistente del nostro pubblico risiede all'estero. Senza contare che lavoriamo con una etichetta inglese e molte delle persone che ogni giorno collaborano con noi sono straniere.
Nondimeno, non possiamo trascurare il fatto di essere un "gruppo di Italiani", e credo che quando riterremo i tempi maturi potremo provare a fare qualche piccolo esperimento parallelo mirato al mercato italiano.
Possibilmente senza finire per sembrare (detto con il massimo rispetto per questi grandi artisti) come Gianluca Grignani o Vasco Rossi, naturalmente...

Una lista dei vostri album da isola deserta

Ci vorrebbe un'isola molto grande per tenerli tutti (soprattutto se sull'isola deserta ci finissimo tutti e quattro assieme), ma vediamo qui di seguito:
Gianni: The Jam - This Is The Modern World / Sex Pistols - Never Mind The Bollocks / The Charlatans - Some Friendly
Raffaele: The Jam - All Mod Cons / Sex Pistols - Never Mind The Bollocks / The Smiths - The Smiths
Giorgio: The Jam - Setting Sons / Stiff Little Fingers - Hanx! / The Specials - The Specials
Pietro: The Jam - Sound Affects / The Kinks - Something Else / Oasis - (What's The Story) Morning Glory

16 commenti:

  1. per Giorgio... fiiiiiga Hanx mi riporta davvero indietro di 35 anni! tempo, non lo ascolto da allora, mi piaceva un bel po, forse anche più degli album in studio.

    per Gianni...so che avevi scelto Setting Sons come Giorgio, ma Tony ha sicuramente cambiato il titolo...

    RispondiElimina
  2. Mods! Mods! Mods! Mods! Mods!..............

    RispondiElimina
  3. Risposte
    1. hai visto la foto? sei il boss :)

      Elimina
    2. Foto strabella! grande Tarkus l'ha sistemata bene.
      I boss siete voi, io sono un por fioeu 'd campagna.
      Grande serata.

      Elimina
    3. che foto? la vogliamo vedere anche noi come on!!!!!!!!!!

      Elimina
    4. Chiedi al boss, può fare qualcosa già oggi

      Elimina
  4. 'Siamo un gruppo di gente nata, cresciuta, residente ed operante in Italia, che si propone ad un pubblico internazionale, nel nostro ambito'.
    mi ci ritrovo proprio bravi!

    Senza contare che anche gli italiani che seguono sono degli inguaribili anglofili/anglofoni

    RispondiElimina
  5. some Friendly
    The Smiths
    The specials
    (What's the story) Morning glory
    hey! questo si che è parlare!

    RispondiElimina
  6. HANX! disco imprescindibile..
    C

    RispondiElimina