giovedì, agosto 13, 2015

Punky Reggae Party



Nel 1977 la giornalista inglese Vivien Goldman al lavoro per un articolo per "Sounds" sulle connessioni tra punk e reggae che stavano emergendo nella nuova scena inglese, intervistò Bob Marley e Lee Scratch Perry, di stanza a Londra per registrare "Exodus".
Bob cercava un ambiente più tranquillo dopo essere scampato ad un attentato a Kingston, in Giamaica.
Non è che da quelle parti fosse tutto tranquillo (vedi gli scontri al carnevale di) Notting Hill ma sicuramente la vita era un po' più al sicuro. Vivien portò con sè l'acetato del primo album dei Clash (che uscirà l'8 aprile) e fece ascoltare ai due la versione di "Police and thieves", brano di Junior Murvin che era stato prodotto proprio da Lee Scratch Perry.
All'inizio i due apparvero "spaventati" dalla voce roca di Joe, così in contrasto con il dolce falsetto che caratterizza l'originale di Junior.Bob disse che "è diverso ma mi piace. I punk sono i reietti della società. Così come i rasta.
Anche loro difendono ciò che noi difendiamo"
.

Poco tempo dopo registrò PUNKY REGGAE PARTY che uscì nel 1977 solo su 12 pollici e solo in Giamaica. Divenne poi la B side di "Jamming" e successivamente venne ripresa in versione live in "Babylon by bus" e comparve in numerose compilation. Il testo fa chiaro riferimento alla scena punk, citando una serie di bands dell'epoca, Jam, Damned, Clash, Dr.Feelgood:

New wave
New wave, new craze
New wave, new craze
New wave, new craze
Let me tell you
We're going to the party
And I hope you are hardy
So please don't be naughty
For it's a punky reggae party
New wave
New wave, new craze
New wave, new craze!
Tell you what!
It Take a joyful sound
To make a world go 'round
Come with your heart and soul
Come 'a come and rock your boat
Cause it's a punky reggae party
And it's tonight
it's a punky reggae party
And it's alright
Rejected by society
Treated with impugnity
Protected by their dignity
I face reality

New wave, new craze
New wave, new craze
New wave, new craze
New wave, new craze

Wailers still be there
The Jam, The Dammed, The Clash
Wailers still be there
Dr. Feelgood too, ooh


No boring all farts No boring all farts No boring all farts will be there
No boring all farts No boring all farts No boring all farts will be there
Yeah, it's the punky reggae party
And it's tonight
Punky reggae party
And it's alright
A tip from a gypsy
She said man you got a tipsy
Hidin' from reality
In your world of Hipocrisy
In your world of Hipocrisy
Oh let me tell you
I'm poppin, I'm poppin, I'm poppin, I'm poppin, I'm poppin with your bubble
We ain't lookin' for no trouble
So if you trouble trouble
We give it to you double

New wave
New wave, new craze
It take a joyful sound
And make the world, make the world go 'round!
It take a joyful sound
Come 'a Come to rock your boat
It's a punky reggae party
And it's tonight
Punky reggae party
And it's alright
Groove, groove, groove!
New wave
New wave, new craze
Everybody!
Bounce! Bounce!

12 commenti:

  1. anonimo delle 12:..

    allacciandomi anche a quest'articolo

    http://tonyface.blogspot.it/2012/11/punky-reggae-party.html

    volevo dire che comunque il reggae o meglio lo ska è rimasto all'interno della cultura punk, tutti i gruppi anni 90 californiani e newyork-esi ne hanno mangiato e digerito a quintali...i nofx di pezzi ska ne hanno suonati parecchi, tutta la scena skacore,gli slakers che alla fine erano "punk"...

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  2. Oh yes, gli esempi sono migliaia ormai. Però ai tempi mettere vicini Bob Marley e il punk (soprattutto qua in Italia) era impresa ardua.

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    1. anonimo delle 12:..

      beh però mancava il substrato culturale, negli anni 70/80 le uniche persone di colore in italia erano i preti e suore africani portati qui dalle missioni ... se ci pensi lo ska/regge nasce in jamaica ma praticamente esplode a londra :) e anche a newyork la comunità caraibica credo sia enorme; poi fra rejetti ci si capisce :) ...magari dico cazzate però il punk nasce sempre dalle sottoculture ribelli, mods, hooligans, skins blablabla che già alla fine degli anni 60 inizi 70 (ben prima dei punk) ascoltavano musica nera, dal northensoul allo ska ...il resto vien da se :)

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  3. Ovviamente. La comunità giamaicana o comunque delle "indie occidentali" era numerosissima in Inghilterra ai tempi e l'influenza sui giovani "bianchi" inevitabile. Anche se fu davvero inconsueto che una musica dura e basica e soprattutto "bianca" come il punk si sia fusa con quella deep black come reggae e ska.
    La base culturale era affine e fu probabilmente quello ad unire le due culture.
    In Italia era qualcosa di assolutamente esotico e impensabile.

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  4. Un altro punto di incontro tra le due culture era rappresentato dal Roxy Club di Covent Garden, dove alle esibizioni live di band come Buzzcocks, Eater, Adverts, UK Subs, ecc... si alternavano i dj set di Don Letts, che proponeva soprattutto brani reggae e dub, essendo egli stesso di origine caraibica. Informazioni interessanti si trovano, se non erro, nel libro "Bass Culture" di Lloyd Bradley.
    Alph desde Argentina

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    1. Don Letts fu il primo a portare il reggae nei club punk inglesi. Mi sembra di ricordare abbastanza casualmente. Chiamato a fare il DJ non aveva abbastanza dischi punk da proporre così si arrangiò mettendo anche un po' di "suo" reggae. Che fu apprezzato.

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    2. Ho letto da qualche parte, probabilmente una testimonianza dello stesso Letts, che la marijuana fu un altro elemento di socializzazione tra bianchi e caraibici ( e ci mancherebbe!!). I punk in genere erano adolescenti alle prime esperienze con le droghe e in molti casi non sapevano rollarsi le canne. I giamaicani pertanto vendevano loro le canne giá rollate, guadagnandoci sopra qualche penny. Uscendo un secondo dal tema, mi prendo la libertá di suggerire un possibile argomento (se non l'hai giá trattato) per la tua rubrica "La fine del mondo": Ushuaia, la cittá piú a sud della terra, letteralmente e fisicamente alla fine del mondo. Ricostruita negli anni '40, dopo un primo abbandono, nientepopodimeno che da un ingegnere emiliano e un manipolo di immigrati, anch'essi in gran parte emiliani.
      Alph desde Argentina

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    3. Grazie per il suggerimento. E' un luogo che "conosco" bene nel senso che il mio desiderio più grande sarebbe andare in Patagonia (e prima o poi andrò) per cui ho letto un sacco di cose su quei posti

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    4. Non cé´di che.... se un giorno vorrai farti un giro alla scoperta dell'altra Italia, quaggiú nell'emisfero australe, fai un fischio e saró lieto di accoglierti con i migliori onori! Passaggio obbligato per la Bombonera e/o il Monumental peró!
      Alph desde Argentina

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    5. Bè, lasciami un contatto e arrivo al più presto. A 54 anni è quasi ora direi

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  5. anonimo delle 12:..
    beh aspettate mi sembrano un po di cazzate scritte tanto per fare scena, pre creare un po di leggende epiche...che i bianchi non sapessero rollarsi le canne e che i bianchi non avevano esperienze di droghe :):):) cioè...mi pare che l'erba fosse sdoganata già dai tempi dei beatles in inghilterra :):):) blablabla
    e se Don Letts era dj del locale dei punk non credo perchè avesse risposto ad un annuncio sul giornale "cercasi un dj"... il fatto che workingclass e sottoproletariato caraibico e britannico di estrazione non dico sinistroide ma almeno antirazzista si frequentassero mi pare abbastanza "plausibile"...adesso abito a milano ed è normale beccare compagnie miste di adolescenti italiani e figli di stranieri al parchetto a fumare canne e ascoltare rap...mi immagino un ambiente così :)

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  6. Don Letts iniziò a fare il DJ al Roxy, locale punk per eccellenza. Dischi punk ne erano usciti ancora pochi, per cui il materiale a disposizione era scarso. Così incominciò ad inserire brani dub e reggae. Che talvolta vennero poi ripresi dai gruppi punk.
    Credo che non sia stato SOLO lui a portare il reggae nel punk ma ch abbia contribuito notevolmente. Anche perchè la scena punk all'inizio era fatta di quattro gatti

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