venerdì, luglio 31, 2015

Luglio 2015. Il meglio.



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:

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Siamo oltre la metà del 2015 e i titoli che possono ambire alla Top 10 del'anno sono sempre più numerosi. Tra gli stranieri Paul Weller Gaz Coombes, Selecter, Kamasi Washington, Noel Gallagher, Moment, D’Angelo, Bettye Lavette, Charlatans, Saun and Starr, Sleater Kinney, Pops Staples, Mighty Mocambos, Tobias Jesso Jr., Ryley Walker, The Suffers, Jon Spencer Blues Explosion, Sonics, Blur, Sandra Wright, Soul Motivators. The Slingshots, Saun & Starr, Kendrick Lamar, Anderson East, Speedometer, Mbongwana Star, Spitfires.
In Italia Cesare Basile, Salvo Ruolo, Gang, Mads, Big Mojo, Elli de Mon, Sycamore Age, Dellera, Mother Island, Kicca, Simona Norato, Gang, Nico, Randy Roberts, Strike.


ASCOLTATO

MADS - In soul
La mod band milanese tributa omaggio alle proprie radici soul e rhythm and blues con un ep omaggio con tre classici della tradizione "Black", registrati live in studio. "In the midnight hour" di Wilson Pickett, "Knock on wood" di Eddy Floyd e "Harlem Shuffle" di Bob & Earl (ripresa anche dai Rolling Stones)  vengono riviste con piglio elettrico ed energico, conservando tutto il groove originale.
Scaricabile e/o ascoltabile qui: https://themads.bandcamp.com/

KAMASI WASHINGTON - Epic
MONUMENTALE triplo album d'esordio del saxofonista californiano che esplora, in maniera moderna, progressista, attualissima, un oceano di influenze, dal soul jazz di sapore 60's alla Herbie Hancock, ai classici John Coltrane e Charlie Parker, alle opere più contaminate di Miles (l’afro funk di “On the corner”) , il jazz rock alla Weather Report fino al free di Ornette Coleman, Sun Ra, Pharaoah Sanders, l’afro beat di Fela Kuti.
IMPRESSIONANTE, da studiare a fondo, qui c'è il FUTURO nel PASSATO.

MBONGWANA STAR - From Kinshasa
Dall'Africa arriviamo e all'Africa torniamo per ascoltare un SOUND NUOVO, avvolgente e sconvolgente.
Direttamente da Kinshasa, Redp, Democratica del CONGO mettono insieme il classico afro funk, la rumba congolese, le melodie sub Sahariane con techno, dub, elettronica ma anche ruvidi riff funk blues.
I giovani africani ascoltano rap, hip hop, pop africano e ce lo propongono alla loro maniera. In questo caso c'è tanto NUOVO per le nostre orecchie.

SLEAFORD MODS - Key markets
La loro formula che unisce iconoclastia lirica ad un minimalismo musicale tra duro hip hop e richiami alla prima wave più ostica (PIL e Fall in particolare) è sempre valida, caustica ed efficace ma si è purtroppo perso l’effetto travolgente del precedente “Divide and exit”.
L’album è sempre ad alti livelli ma prevedibile.

SPEEDOMETER - Turning back
Notevole nuovo album per la band inlgese con la voce di JAMES JUNIOR spesso protagonista.
Soul funk di prima qualità, spesso dalle parti di Stevie Wonder 70s', Jamiroquai e del miglior Acid Jazz.

SPITFIRES - Response
Se siete "restati" a QUEL sound che spaccava le casse dello stereo alla fine degli anni 70 e di cui erano portatori gruppi come Jam, Chords, Jolt, affondando le radici anche nel power pop, nei Buzzcocks, nei primi Clash, Vapors o nei più recenti Moment, Rifles o Ordinary Boys (che tornano soprattutto alla mente quando in mezzo a brani di duro pop rock riecheggiano sprazzi ska in levare), "Response" è il vostro album ideale per il 2015.
Potente, melodico, essenziale, il quartetto di Watford confeziona un album di debutto al fulmicotone, 13 brani per tre quarti d'ora di musica senza sosta, chitarra secca e aggressiva, ritmica sempre pulsante, una tastiera raramente protagonista ma sempre ben presente a sostenere l'impatto sonoro, voce gutturale e diretta (molto vicina al primo Weller), assoli brevi e minimali.
Alla fine c'è molto dei Jam di "All mod cons", "When you're young" , "Down in the tube..", con evidenza il riferimento più diretto e palese. Non un capolavoro che cambierà le sorti della musica ma un album verace, sincero, energico come da tempo non ne sentivamo.

ANDERSON EAST - Delilah
E’ di Nashville, bianchissimo, e ha registrato ai Fame Studios (quelli in cui sono passati nomi come Wilson Pickett, Aretha o Arthur Alexander).
Il fatto è che canta proprio come Wilson Pickett, suona soul e rhythm and blues, ruvide ballads che trasudano southern soul come da un album di Joe Tex, Sam & Dave o Bobby Blue Bland e che ha fatto proprio un GRAN BEL DISCO.

JERRY LAWSON - Just a mortal man
Jerry Lawson militava nei PERSUASIONS soul band dei 70's che arrivò al contratto discografico grazie a FRANK ZAPPA che li ascoltò PER TELEFONO (!!) e decise di produrre il primo album "Accappella" del 1970.
Decine di album, concerti ed esperienze dopo, JERRY, all'età di 71 anni (!!) debutta come solista con il pregevole "Just a mortal man".
Southern soul raffinato e di classe, dalle parti di Al Green, Solomon Burke, Bobby Blue Bland.

SONNY KNIGHT and the LAKERS - Do it live
Il 65 enne soul man firma un album live di una potenza spaventosa.
Soul funk che prende dal James Brown più incazzoso e hot dei 70's ma che gira anche dalle parti di blues e gospel. Inclusa una versione di “Day tripper” ultra black che vale da sola tutto il lavoro.

THE HAGGYS HORNS - Return of the Haggis
La band di Leeds (che ha suonato con gente come Jamiroquai, Martha Reeves, Any Winehouse) torna con un ottimo ep di tre brani a base di 70’s funk e acid jazz, calibratissimo, godibile, ballabile. Un gran bel sentire !

KENDRICK LAMAR - To pimp a butterfly
Terzo album per il rapper Usa e superbo lavoro in cui entrano funk, soul, hip hop e buona parte dello scibile black music (spesso dalla parti di Prince e lo Sly Stone dei 70’s).
Lavoro di ampia gamma sonora, pieno di citazioni e suggestioni. Ottimo.

GALACTIC - Into the deep
In circolazione da parecchio, da New Orleans con un nutrito gruzzolo di album alle spalle. Il nuovo album si avvale della partecipazione di una serie di ospiti tra cui Macy Gray e Mavis Staples e si fionda nel funk più deep e hor ma arrangiato e prodotto in chiave attualissima.
Da ascoltare.

TEENAGE TIME KILLERS - Greatest hits vol. 1
Hardcore e punk rock, estremismi vari con una serie di stars della scena da “prezzemolo” Dave Grohl a Jello Biafra, Nick Olivieri, Corey Taylor degli Slipknot e un po’ di altri. Non male ma nulla di che.

ASH - Kablammo!
Nell'anno del grande ritorno del brit pop un nuovo lavoro dei nord irlandesi Ash si inserisce con perfetto tempismo nel trend attuale. Attivi, tra alterne fortune e vari cambi di formazione, dal 1994, l 'ultimo album risale al 2007, anche se la band ha infestato di singoli (ben 26, uno per ogni lettera dell'alfabeto inglese) il biennio 2009/2010, non sempre riusciti e interessanti.
KABLAMMO! è invece un poderoso riaffermare il sound chitarristico che li ha sempre caratterizzati, senza troppi fronzoli, intriso di melodie pop, ritmiche serrate, pochi accordi diretti ed essenziali, in dodici brani per 40 minuti. Talvolta sembra di avvertite l'influenza (inconsapevole ?) dei Foo Fighters e mentre la con
clusione dell'album si adagia su atmosfere inaspettatamente languide e soft, basterebbe l'introduttivo, irresistibile, brano pop punk (e singolo) COCOON per giustificare il voto alto all'album.

STRIKE - Havana, Kingston, Ferrara, New York
Niente male il viaggio che ci propongono i ferraresi Strike (storica band attiva dal 1986 e tornata recentemente sulla scena dopo una lunga pausa): dai ritmi latini cubani a quelli caraibici giamaicani, al melting pot new yorkese, al nostrano gusto emiliano romagnolo. C'è di tutto dal ragamuffin allo ska, dal dub al funk al jazz al latin soul. Patchanka si chiamava una volta, la inventarono i Mano Negra e dalle nostre parti la ripresero Mau Mau e Casino Royale tra gli altri. L'album è perfettamente curato, grandi suoni, tanta attitudine e approccio sincero e adeguato, Un gioiellino.

I FARABUTTI - Supersex
I Farabutti si affidano ad una registrazione lo-fi e precaria per portare al mondo il loro ruvidissimo messaggio a base di garage punk e 60's beat, ma con un piglio attuale che se da una parte prende dal sound aggressivo dei Kinks dall'altro abbraccia Oblivians. Il tutto con testi dissacranti che razzolano in un immaginario 60's/70's delizioso. 

TAME IMPALA - Currents
Delude il terzo capitolo della saga psichedelica Tame Impala. Lasciate chitarre e ruvida lisergìa si va verso gli anni ’80 pop elettronici a cui non mancano riferimenti al fulgido passato ma che fanno cadere il tutto in un magma piuttosto anonimo e impersonale.

ASCOLTATO ANCHE
VERUCA SALT (un buon album, giusto tiro, grunge pop dalle parti di Breeders e Juliana Hatfiled/Blake Babies), REFUSED (ritorno lungamente atteso, non male, molto RATM, un po’ scontato), EZRA FURMAN (rock n roll un po’ Dylan, un po’ J.Thunders, non male), WHITE REAPER (hanno un po‘ dei Clash, Alarm, Buzzcocks ma l’album non decolla mai), IN VINO VERITAS (band lombarda, terzo album e grande varietà di suoni, dal punk rock al folk, cantautorato, psichedelia. Personali e interessanti), BILAL (soul contaminato ma non molto convincente), SAM REED (buon soul contaminato da tanto rock), HEY ELBOW (mille influenze pe questo esordio dalla prolifica Svezia tra wave, elettronica, tribalismo e altro. Non male), TITUS ANDRONICUS (doppio CD di punk “sinfonico” (...) tra SLF, Clash, Husker Du, arrangiamenti glam rock, intermezzi accappella..strano e originale ma eccessivo).

LETTO

RODDY DOYLE - La musica è cambiata
Torna il protagonista di The Commitments, Jimmy Rabbitte ed è un nuovo tripudio di musica, riferimenti colti e particolari al Nostro sound, battute irresistibili. Il clima è però cambiato, Jimmy ha un tumore e sta lottando (a suon di musica giusta e di nuovi progetti) contro il male.
Come sempre Doyle è una lettura gradevole e divertente, spassosa e easy anche se su questo nuovo lavoro pesa, in ogni pagina, l'ombra mortifera della malattia, disturbante e abrasiva.
Comunque consigliato.

DAVIDE CAPRELLI - Lenny Kravitz - God is love
LENNY KRAVITZ è tra i personaggi musicali più trasversali in circolazione: tra verace interprete di un vintage soul rock in bilico tra 60's e 70's e un abile "mercante" di immagine che si è saputo imporre nelle classifiche con un sound talvolta di lieve spessore.
Probabilmente la verità sta nel mezzo ma la figura che emerge da questa buona biografia ci rende un artista innamorato della musica a 360 gradi e in possesso di un grande talento.
Ovviamente il libro è infarcito di aneddoti ed episodi più che interessanti e ci aiuta a scoprire il Lenny Kravitz meno personaggio pubblico e più artista.
Il tutto completato da un ricco booklet fotografico.

Un paio di appunti vanno riservati a quando il libro si ferma in lunghe sfilze di date di sicuro valore statistico per il fan ma trascurabili e "pesanti" per il normale appassionato ma soprattutto alla tirata neocatecumena finale sui messaggi cristiani nei testi di Lenny (fervente credente) che appaiono fuori luogo soprattutto per un lettore poco incline alla religione.

COSE & SUONI
“RevoLuce” è il nuovo album di Lilith and the Sinnersaints con cui suoniamo ad Imperia domenica 2 agosto.

www.lilithandthesinnersaints.com
https://www.facebook.com/LilithandtheSinnersaints

Mie recensioni quotidiane su www.radiocoop.it

IN CANTIERE
Il 7 agosto a Cittadella Marittima (GR) presento la bio su Paul Weller e di nuovo i l6 settembre a Vimercate (MI), il 12 settembre a Bologna di nuovo Rock n Goal.

6 commenti:

  1. Fa piacere sapere che i vecchi Strike sono tornati in giro a far danno! Il loro primo disco, inizio anni 90, mi piacque molto.

    Charlie

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    1. Scacco al Re del 88 e' un pilastro dello SKA italiano (a fianco di Vacanze degli Statuto/Persiana Jones/Casino Royale come prime movers,Fratelli di Soledad ecc), il successivo,come dice Charlie, (quello dove c'e' Cercando un Senso) abbraccia la neonata patchanka..sono contento anch'io del loro comeback e la voce di Antonio e' sempre stata una delle mie preferite..

      E vado subito a sentirmi il nuovo Mads!..mentre mi cerco i Farabutti..
      Dei Spitfires ho gia applaudito l'impatto,anche live..

      Ma chi e' gia la mod-ella in foto? Ugh!
      C

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  2. Io invece ascolto questo..
    Pop soul made in Italy..

    https://www.youtube.com/watch?v=3dzjp2Aj-bw

    C

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  3. Ascoltate this time for real di Billy Price e del grandissimo otis clay. Fantastico disco di Southern soul. Per me sicuramente sul podio del 2015.

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