lunedì, novembre 18, 2013

I conti in tasca ai locali



Una settimana fa abbiamo fatto i conti in tasca alle bands:
http://tonyface.blogspot.it/2013/11/i-conti-in-tasca-alle-bands.html.

Oggi è la volta dei LOCALI.
La tipologia è molto ampia e le varianti pure ma ho provato ad ipotizzare una situazione standard relativa ad un locale medio/piccolo (un pub ad esempio) dove non si paga l'ingresso e dove suonano gruppi di media levatura (quelli da 300/400 euro di cachet e poche pretese).

Giusto per avere una vaga idea dei costi e delle proporzioni economiche di un concerto di questo tipo.
Costi su cui fare riferimento proporzionandoli a situazioni diverse (cachet più alto o basso, piccolo biglietto di ingresso - su cui la SIAE detrae un 20% circa - maggiori o minori pretese del gruppo, DJ SET conclusivo - aggiungere dai 100 ai 150 euro circa).

GRUPPO 350 euro
SIAE 100 euro
catering gruppo/birre etc 50 euro
varie (fonico/promozione etc) 100
TOTALE 600

Calcolando una spesa di 7 euro a testa per ogni spettatore (e un utile di 5 euro per il locale) ci vogliono 120 persone che consumino per pareggiare il conto di un concerto.
Ci si possono anche aggiungere 100 euro per l'eventuale hotel/pensione per il gruppo e altrettanti per il promoter (se non è il locale a gestire direttamente il concerto).

Non è stato calcolato il costo del personale, utenze etc (spalmato nelle altre serate settimanali con o senza altre iniziative).

23 commenti:

  1. QUINDI ALLA FINE NON CI GUADAGNA NESSUNO

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  2. la voce del personale-utenze non è da sottovalutare, in un locale che ospita 100-150 persone occorrono minimo 4 persone.. e spesso il guadagno di 5 euro (su 7) lo si ottiene con la birra, di sicuro non con distillati, amari e superalcolici in generale.
    poi, qui viene il bello, ammesso e non concesso che rientrino quei famosi 600 euro.. ci devi pagare le tasse.. quindi non hai pareggiato il conto..

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  3. certo che a vederla così è ancora peggio dell'altra volta.
    io gestore di locale che con quello che guadagno devo viverci e pagare le persone che lavorano con me, perchè mai dovrei far suonare (e pure pagare!) un gruppo (bravissimo eh!, ma) sconosciuto che mi porta 15 persone alla serata?

    gruppo che poi magari si lamenta pure che l'ho pagato poco e non gli ho dato abbastanza birre gratis e il panino era uno solo e poco imbottito?

    The Real WC

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  4. Non ne usciamo...ma dopo tanti e tanti anni mi chiedo: DOVE STA IL PROBLEMA? cioè...e' possibile avre una situazione equa di un ragionevole utile x il locale(per poter avre una programmazione VERA)e "riconoscimento" adeguato x il gruppo SENZA gravare tutto sul cliente (vedi maggiorazioni-concerto) che di venire spennato x due birre proprio non ha voglia?
    Credetemi..non ci capisco piu una ramazza di niente.
    What to do?

    C


    (grande serata SICK ROSE sabato..)

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  5. ah dimenticavo..per non avere incomprensioni a fine serata coi gestori io ed il mio gruppo (Tommy-esque) avevamo deciso di applicare la formula "Blues Brothers" ahaha!
    Cioe' il cachet se ne va in consumazioni-band e via...amici come prima

    C

    C

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  6. the real Allelimo. sempre piu claro :-)

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  7. La voce utenze/personale l'ho lasciata fuori per limitarmi alle spese VIVE, cioè i soldi da sborsare cash in serata.
    Ma ovviamente ci sono pure quelle.

    Il PROBLEMA, secondo me, è culturale.
    Anni fa si andava a tutti i concerti possibili (dal blues al punk), spesso solo per supportare il locale o la band.
    Attualmente capita spesso che ai concerti non si veda nessun rappresentante dei gruppi locali.
    Non interessa più andare a vedere chi suona se non è conosciuto o pompato dalla stampa.
    Tanto meno se è un gruppo di concittadini.
    E così i locali languono, fanno meno concerti , si buttano su DJ's o cover bands

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  8. in effetti osservando tanti locali cambiare nel tempo deduco che vada proprio cosi..e non se ne esce
    C

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  9. C, ma scusa, cosa vuol dire SENZA GRAVARE SUL CLIENTE?
    chi altri deve pagare se non il cliente?
    l'utile del locale da dove può venire se non dai soldi dei clienti?

    in alternativa, si diceva già l'altra settimana: sovvenzioni statali alla musica rock, così come già alla musica classica.
    non è che la prospettiva (paghiamo sempre noi ma con i soldi delle tasse + gli inevitabili sprechi di denaro pubblico) mi alletti più di tanto.

    The Real WC

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  10. il problema NON è solo culturale.
    troppo semplice dare la colpa al fattore culturale, o meglio, alla sua mancanza.

    perchè in realtà il "concerto rock" appartiene alla NOSTRA cultura, non a quella dei ventenni di oggi.
    noi siamo sempre più vecchi e abbiamo sempre meno energia/voglia/soldi per uscire alla sera e andare a un concerto.

    invece i ragazzi hanno mille altre alternative, che noi non avevamo: soprattutto il web, inutile far finta che non sia così.
    poi certo, i rapporti interpersonali dal vivo etc. - ma col web hai tutto in casa, è tutto troppo più comodo.
    tra uscire a prendere freddo, sbattere via 20 euro di birra e sentire (male) il concerto dei soliti Unbelievable Cazzons of Soul, bravissimi ma con un impianto di merda, e un concerto in streaming, eh beh...

    The Real WC

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  11. Esatto ! Il casino principale è quello CULTURALE a cui accennava Tony...le ristrettezze economiche c'erano anche prima,sebbene meno pesanti,ma la mentalità popolare funzionava da ammortizzatore e permetteva a chiunque volesse esprimersi on stage di poterlo fare : nessuno di noi è diventato ricco e famoso,ma quel minimo di soddisfazione c'era sempre.
    Il perchè questo non accada più...MAHH ! Ci sono troppi fattori in ballo per poterlo dire con assoluta certezza,ma temo che non se ne uscirà in tempi brevi (se non addirittura MAI).

    Cristiano,dove eri alla serata di sabato ? Io non ti ho visto...
    URSUS

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  12. Real WC , quello che dici tu vale per le band di grande o media popolarità,se hanno la possibilità di piazzarsi il concerto in streaming,non certo per chi calca i palchi per le prime volte e teoricamente dovrebbe essere avvantaggiato dalla attività virtuale.
    A conti fatti ce ne stiamo avvantaggiando anche noi (che però non siamo emergenti)...debbo essere onesto : io che sto sulla soglia della terza età non ho più voglia di sciropparmi ore di autostrada per tornare a casa in piena notte,dopo aver rivisto sempre le solite facce di 30 o 20 anni fa (che nel frattempo sono invecchiate pure loro),per cui piazzo una lunga serie di filmati live in rete (molti dei quali fatti da altri che neppure conosco) e li sfrutto come veicolo pubblicitario...in genere funzionano persino meglio del concerto reale e in diretta.
    Fatto sta che suonare nel resto d'Italia (a Torino siamo persino dei privilegiati,secondo me) è diventato proibitivo...è più facile valicare i confini nazionali,a quanto pare ! URSUS

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  13. Invece il problema è PROPRIO CULTURALE.
    Non c'è più cultura del concerto fruito dal vivo, nel locale, con il gruppo davanti e non uno schermo.
    Quella è UNA cultura (bella, brutta, vecchia, nuova che sia).
    Ora nei più giovani c'è un'altra cultura che non contempla l'andare a vedere i concerti.

    MA: vivendo in una città di provincia dove ci sono almeno CENTO gruppi che suonano (ovvero 400 musicanti "rock").
    Perchè quando suona qualsiasi gruppo "rock" a vedere ci sono 50/100 persone quando va bene (di cui la metà NON suona o viene da fuori).
    E gli altri 300 ???
    Gli stessi che poi piangono l'assenza di pubblico ai loro concerti e di locali che li facciano suonare.
    A MORTE !!!

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  14. tony, ok: messa così diciamo la stessa cosa: non è MANCANZA di cultura, ma DIVERSITA' di cultura.
    e quindi è un po' inutile lamentarsi, facciamo un po' la figura di quelli che di fronte ai concerti rock si lamentavano che non ci fosse più la cultura di andare a sentire l'opera.

    ursus, io non intendevo che gli unbelievable cazzons of soul dovessero fare un concerto in streaming!
    ma che tra uscire e spendere soldi per gli UCofS e stare in casa a vedere in streaming un qualsiasi concerto di un qualsiasi altro gruppo, non è nemmeno troppo strano scegliere di stare in casa.

    i gruppi rock che non si supportano (sopportano?) tra di loro, ma dai!
    è sempre stato così.
    perchè tu che suoni e sei un artista mica puoi perdere tempo andando ai concerti di quellì lì, che non sanno suonare e fanno pezzi brutti, e li copiano pure da gruppi che non ti piacciono.

    al classico festivalino rock sfigato ci sono 5 gruppi che suonano mezz'ora l'uno.
    musicisti e amici del gruppo assistono al concerto subito prima del loro, più che altro per essere pronti a impossessarsi del palco e non correre il rischio di vedersi ridotto il tempo a disposizione.
    gli altri gruppi che hanno suonato prima o suoneranno dopo, ma chi se li è mai cagati?

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  15. Per prendere in contropiede questa congiuntura spaventosa un modo ci sarebbe, secondo me: riportare tutto dove tutto è nato.
    basta con i palchi e tutti in strada! la gente, a causa di orari maledetti, location agghiaccianti, ostracismo italidiota di fronte a tutti i gruppi non allineati alla 'visione musicale' di qualche buontempone che sta alla scena musicale 'nostra' come il PD sta alla sinistra, crisi economica e soldi che non ci sono, claustrofobia e sindrome amotivazionale dei 'veterani', gioventù che non ha più la minima idea di quanto una chitarra elettrica può essere pericolosa e divertente dal vivo, a causa di tutti i paraculi che vanno in giro a suonare le puttanate addomesticate delle bands tributo & coperta ci schifa, a noi e ai nostri latrati. E allora noi gliela portiamo in strada. Un Fiorino Fiat di 35 anni fa con batteria minima nel vano, generatore o ampli a pile, e tutti al mercato la mattina a suonare! e tutti sul corso il pomeriggio alle 5 a suonare! Lì il pubblico c'è! happenings: appari, fai qualche canzone e scappi da un'altra parte. Arrivano i vigli? amen, tutta pubblicità. Difficilmente ti sequestrano tutto, mica servono volumi terribili. E poi si è per strada...come dicevano Ferlinghetti e Ginsberg, tutti in strada, portiamo le ns trovate alla gente!! Non è solo una utopia, per me funziona...

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  16. The Real WC: mi sono espresso male.certo che i proventi del locale arrivano dalle birre vendute..sono i balzelli tipo "maggiorazione concerti" che mai mi sono andati giu. ed infatti ti do ragione negli interventi che fai. e quindi..perche pagare il DOPPIO del prezzo x gli Umbelievable? con impianto di merda ecc ecc? i clienti stanziali si lamentano,quelli giunti per il gruppo si lamentano ma,come dici giustamente,da dove far uscire il cachet della band? Non ne usciamo..
    Concordo con Boss e Ursus ma siamo sempre al serpente che si morde la coda,mi pare..
    Intrigante la proposta "beatnick" di Pibio
    C

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  17. Ursus: sabato sono arrivato poco prima che iniziassero,ho fatto due parole con Luca e poi via una incessante serie di saluti e ciance con tutte le "solite facce" con cui ci si vede sempre piu raramente alla fine..quindi se ne approfitta.Non ti ho visto..peccato. ho anche visto ma non salutato Mauro e Cri come molti altri. Durante il concerto ero in "zona bambini" (hai visto quanti erano? tra figli ecc ce ne saranno stati una 15ina..chi era il bambino alla batteria? mooolto tosto eh?) vicino all'uscita "fumatori" pe capirci. bella serata..Peccato che alla fine dell ultimo bis abbia dovuto fuggire causa passaggio in autio con amici che per distanza dovevano battere in ritirata velocemente..Alla rpossima dai!

    C

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  18. Ursus: i Sick Rose hanno fatto un pezzo dei Flame. Ne avevamo parlato qui da Tony nell'intervista a Luca Re..
    Hai sentito la presentazione? ".facciamo un pezzo dei Flame che qui mi sa che li conosce solo Cristiano..!" ahah! Luca all'inizio mi aveva detto che l'avrebbero fatto.
    C

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  19. haha ,..il commento del Pibio mi sembra great leggendolo

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  20. Tutto vero, tutto condivisibile. Ciò detto, a fine maggio vedrò di riportare, con l'aiuto di Dio e di un manipolo di irriducibili fuori di testa, Fay Hallam in Italia.
    E tra i fuori di testa ci metto pure lei e la sua band, che vengono giù in furgone dal Kent, sicuramente rimettendoci, solo per il gusto di suonare per gli attempati fans italiani.

    Fabio T.

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  21. E prossima settimana intervista alla FAY !!!!

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