sabato, settembre 28, 2013

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



Qualche disco da riscoprire, colpevolmente dimenticato o trascurato.

GRADUATE - Acting my age
Visse dal 1979 al 1981 (giusto il tempo per saltare sul nuovo trenino del mod revival) il primo gruppo di Roland Orzabal e Curt Smith che poco dopo andarono a fondare i TEARS FOR FEARS prendendo altre strade.
“Acting my age” è l’unico album lasciato nella breve carriera (il secondo “Ambitions” non fu mai pubblicato) e riassume abbastanza dignitosamente le tematiche sonore del plastic mod di allora con un po ‘di ska (“Elvis should play ska” dedicato a Elvis Costello), un beat pulito con pennellate di new wave (non lontano dai Lambrettas) e brani pop dall’incedere souleggiante vicini ai Merton Parkas.
Un ascolto piacevole, datato per una band dimenticata.

TOOTS AND THE MAYTALS - Funky Kingston
Il loro capolavoro del 1972 quando già famosissimi in patria uscirono dalla Giamaica per imporre (grazie anche al film “They harder they come” con Jimmy Cliff e un paio di loro brani) il reggae in tutto i mondo a livello popolare (o quasi).
L’album mischia il classic reggae con influenze soul e rhythm and blues (vedi la cover di “Can’t believe” di Ike Turner o gli irresistibili 6 minuti di “Louie Louie”).
Miscela esplosiva, verde, fumosa e travolgente.

FAMILY - Music in a doll’s house
Caleidoscopico esordio dei Family, piccolo gioiello psych rock dalle mille influenze (dal blues, al soul, dalla psichedelia d’epoca con tanto di raga rock, sperimentazioni “floreali” di vario tipo, inserti cari all’estetica di Frank Zappa.
La versatile vocalità di Roger Chapman (il cui vibrato ritroveremo qualche anno dopo piuttosto simile in Feargal Sharkey degli Undertones) domina tutto ma il sound è originalissimo e ancora fresco.
Di lì a poco Dave Mason e Rick Grech lasceranno per unirsi ai Traffic.
Leggenda vuole che il titolo fece cambiare i programmi ai Beatles che avevano deciso di intitolare l’Album Bianco “Doll’s House”.

MASTER PLAN INC. - S/T
LA Jazzman Records ripesca in polverosi cassetti antichi master risalenti agli 70's di un'esplosiva soul funk band di Chicago con un solo singolo all'attivo ma tanto materiale registrato rimasto colpevolmente inedito.
Niente di nuovo, "solo" 70's funk con largo uso di fiati, ritmiche tra Funk Inc. e Meters, basso in primo piano che spara giri ipnotici bran icon titoli come "Younger generation" e "For the Brothers", una versione da paura di "Bright lights, big city" di Jimmy Reed in versione funk jazz e il piatto di SOUL FOOD è servito.
Prego, mangiatene e bevetene tutti: è FUNK !!!

4 commenti:

  1. dei Family ri.ascoltavo poco tempo fa Fearless,.bel disco ,..ma il primo infatti è il migliore,..eran di Leicester credo,..quindi magari tifavano il leicester,...grandi anche gli Spirit,.ma erano californiani penso,...tutte bands fattemi conoscere dal vecchio Buscadero negli 80s,.quindi onore alla rivista

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  2. Li ho (ri) scoperti da poco i Family, li avevo proprio dimenticati

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  3. anch'io era da molto tempo che non li riascoltavo, ma Veramente ottime bands

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  4. si grandi i Family e anche il secondo disco "Entertaitments"...bella band. Toots & Maytals geniali nel loro genere.

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