domenica, giugno 30, 2013

Festival Beat



Il FESTIVAL BEAT è uno degli eventi più particolari, suggestivi, meglio riusciti e organizzati in Italia.
Ed è arrivato alla VENTUNESIMA edizione !!!
Sempre con nomi di ambito di livello mondiale con un corollario di iniziative sempre interessantissime.
E poi entrare al festival è essere immediatamente travolti da mille conoscenze, vecchie e nuove, che vedi una volta l'anno ( o anche 5 o 10) e via di parole, ricordi, progetti etc.

Chi ti esalta Arthur Bown ("è stato pazzesco, incredibile") e un passo dopo chi lo asfalta con "una palla pazzesca, non se ne poteva più, ha fatto anche dei pezzi reggae", chi rimane estasiato da Jim Jones Revue ("grandissimi, che tiro, spaccano !") chi (una voce autorevole, direi) li liquida dopo due pezzi con "sono la parodia del rock n roll" e se ne va.
Insomma un crogiuolo di menti, pareri, gusti.

Tutto bello.
Sono io e solo io che non faccio più per il Festival Beat da cui mi sono sentito terribilmente lontano, che ho avvertito come una realtà a cui sono appartenuto per tanto tempo e che ora non mi appartiene più.
Tanto che dopo tre brani dei Fuzztones, imbacuccati con gli stessi vestiti e pose di quando li vidi nel 1985, me ne sono tornato a casa.

27 commenti:

  1. Non ho mai più partecipato,dopo le primissime edizioni svolte a Castel S. Giovanni...sono felice che ci sia in Italia un festival capace di resistere così a lungo nel tempo (e non è Sanremo!) ma non riesco nemmeno io ad entrare nell'ottica del deja vu...forse perchè noi abbiamo vissuto da vicino le spinte originarie,di momenti ed ere geologiche ormai lontane (Tony ed io abbiamo iniziato a suonare nel cretaceo,mio fratello addirittura nel triassico...) e ce ne sentiamo un pochino distaccati. Per i più giovani,invece,credo che sia una bella occasione di riscoperta,di incontri e di vita...suonare dal vivo oggi è molto più difficile di un tempo,secondo me.

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  2. Come ho scritto tutto molto bello e ben fatto ma che ho sentito lontanissimo da quello che sento, provo e vorrei fare oggi

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  3. senza problemi familiari che mi assillano ieri sarei forse anche venuto, tanti amici c'erano, ma devo ammettere che da anni (e senza polemica nei confronti degli organizzatori che stimo) di beat ce nè ben poco nel festival beat.... d'altra parte capisco che tira di più un pelo di garage punk psychobilly che un carro di beat.

    in compenso ieri sera ho rivisto la mia "top new italian band 2013" cioè i Jane J's Clan (di Gino) e confermo tutto quanto di positivo avevo già riscontrato. Jane ha una grinta e una spontaneità incredibile, i ragazzi sono mostruosi. li vedrete a Lavarone, anche con pezzi originali. Abbiamo anche noi la nostra Sharon Jones

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  4. di beat c'è solo il nome

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  5. Che il festival beat abbia poco di beat è ormai risaputo, anche se nelle varie edizioni di beat se ne è sentito, nelle varie edizioni ci han suonato barbieri ,avvoltoi, sciacalli. Gene Guglielmi , si sono sentiti suoni anche non ruvidissimi, 4 by art su tutti ma anche link quartet e barracudas, la kermesse rimane pero' garage oriented, cappelli lunghi e stivaletti a punta. E' un appuntamento adatto a tutti coloro che apprezzano i sixties, si incontrano vecchi o solo virtuali amici. Ho partecipato a le ultime otto edizioni, questa l'ho saltata per casini vari.
    Gli spiedini pero' sono buoni.

    Jeanpaul

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  6. Anche io ho passato la mano quest'anno..
    Posso dire che i Fuzztones mi hanno appena appena "stufato"?
    Voglio Tony Borlotti e i suoi Flauers

    C

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  7. Detto cio i miei soliti complimenti a Gianni Fuso e tutti quelli che si sbattono..21 edizioni sono gia una bella cifra
    (mi manca il freecamping pero')

    C

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  8. Gianni Fuso è bilanista per cui i complimenti mai !!!


    jeanpaul

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  9. Il Festival è perfetto secondo me.
    La parola "beat" è lì da sempre ma in effetti di gruppi "beat" da portare non è che ce ne siano tantissimi.
    E' una grandissima occasione per vedere grandi bands del genere "60's e dintorni" e tutta una serie di persone.

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  10. Io temo (e lo dico a titolo assolutamente PERSONALE,ovviamente) che il problema non sia tanto dei festival o delle manifestazioni in se,ma dei gusti della massa che si sono da tempo appiattiti verso i soliti generi rumorosi e aggressivi,poichè fanno pogare e scaricare adrenalina (il che non è per niente un difetto,ma una scelta come le altre).
    In certe kermesse non sono ben accetti determinati modi di fare musica e cultura (è inutile negarlo),tanto che del BEAT vero e proprio sono assenti componenti fondamentali ed evoluzioni storiche come la psichedelia,il kraut-rock,l'acid-folk ecc...
    come dice C... gruppi come i sopracitati hanno stufato,ma credo che questo sia avvertito più da noi della "vecchia guardia" (del cretaceo,di cui parlavo prima) che dai giovanissimi,per i quali forse il cosidetto "garage-punk" costituisce ancora una novità ed un motivo di interesse libero da certi schemi.
    Io personalmente (ma anche Tony Face,mi par di ricordare) lo dissi già da tempo,che era un genere un po' troppo limitato e spesso costretto ad una imitazione di se stesso,vista la proliferazione di gruppi clonati all'infinito e con gli stessi riferimenti reiterati fino alla nausea...non a caso persino band capostipiti della scena italiana,come i Sick Rose,hanno mosso verso altri lidi e si sono discostati presto da quell'immagine.
    Sono altrettanto convinto (altrimenti non continuerei su quella strada) che la psichedelia stessa (ma anche altri stili frutto di quella stagione) abbia ancora molto da dire e da rinnovare,poichè più che di un "genere musicale" si è sempre trattato di CULTURA,con possibilità infinite di evoluzione e di contaminazione...questo,perlomeno,è il mio modestissimo punto di vista,per il resto ognuno la vede alla propria maniera come sempre (il bello di queste discussioni sta proprio nella varietà delle opinioni) :-)

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  11. Infatti..
    sta storia che "c'e' scritto beat ma di beat ce n'e' poco" la sentiamo tutti gli anni.che due balle..il festival va benissimo cosi e si chiama cosi perche' quello e' il suo nome. e' un problema grave?
    (poi posso aggiungere che PER QUANTO MI RIGUARDA preferivo la location piu' "informale" di CSGiovanni con piscina a fianco per la calura del giorno dopo,pranzo in trattoria con la testa ancora che fischia per la tanta musica e tante parole..e via backhome (una delle edizioni migliori fu quella con i GONN..nel senso che alla domenica siamo stati a pranzo con loro,mogli e amici e poi al madly c'era una bella band e ho pontificato,ben ricambiato,con Liam Watson ed il chitarrista dei Milkshakes..tutti "allegrotti")

    C

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  12. come dice jeanpaul "capPelli lunghi" e stivaletti a punta..non ho ne gli uni ne gli altri..cheffaccio?

    Boss,hai visto qualche casula?

    C

    (cortez rilanciava x pistia blues e beady eye..e tuo set ma per me impossible)

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  13. Yes, anche io apprezzerei molto se il fest osasse l'apertura verso altri lidi sixties o parasixties che non siano per forza violenza... comunque resta sempre un gran bell'appuntamento, il vero peccato sarebbe se non ci fosse... A sto giro mi sono sembrati più pantomimici i Fuzztones piutosto che Jim Jones Revue...

    W

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  14. VIULENZAAAAAAAAAA !!!
    il ras della fossa

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  15. protrudi ha rotto il cazzo e' ora di dirlo
    perche' lo chiamano sempre?
    voglio sentire tutta la Messa Beat non questi scoppiatoni americani
    fuckoff

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  16. vorremo inoltre i No Strange al festival checcazzo

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  17. I Fuzztones è la prima volta al Festival Beat .
    E' però vero che sono in Italia ogni due minuti

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  18. A Ruggè, e che me la chiami violenza questa! ahahaah!

    Jim Jones Revue me li aspettavo diversi... la parte centrale dell'esibizione, per i miei gusti, è stata un po' pallosa, però quando ci danno dentro con il r'n'r a tutto pianoforte Gerry Lee style sono da applausi. Diciamo che, appunto, fanno un grande spettacolo, la classica band che si apprezza dal vivo... certo che se fossero italiani diremmo certo che se fossero inglesi grideremmo al miracolo...

    I Fuzztones mi sono sembrati molto Prot! e poco Rudy, ma non mi va di infierire, non se lo meritano... tra l'altro anche io sono andato via prima e mi son perso la prugna elettrica original...

    W

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  19. I Jim Jones sono u ngruppo da vedere in un club bello piccolo e spaccano !
    E' vero dovrebbero essere italiani così potremmo dire quella cosa lì.

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  20. Grazie della richiesta...ma non credo che i No Strange siano adatti al festival : per come si è realizzata la programmazione nei tempi più recenti (con la vecchia gestione sarebbe stato diverso) e per la linea musicale intrapresa.
    Chi ci ha visti dal vivo sa che sappiamo adattarci anche a situazioni diverse,ad esempio al "To Beat Parej" (2 anni fa) abbiamo creato una atmosfera molto elettrica,sebbene non ci fosse una acustica perfetta e poco adatta alle nostre sonorità...in pratica abbiamo una formazione elastica proprio per differenziarci tra set molto acustici ed altri più elettrici,ma non so quanto possa interessare questo ad un pubblico generalmente più punk e viulentoooooo (non è una critica,è una considerazione pratica). Vedrei molto bene,invece,la presenza dei TEMPONAUTS (tanto per fare un nome) o di altri che dai sixties pendono più sul versante pop e folk-rock...ma anche qui non voglio entrare nelle scelte di chi organizza,che comunque fa un lavoro lodevole e da non sottovalutare.

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  21. Infatti Ursus,hai ragione..
    Organizziamo un contro-festival beat con solo gruppi Casula e i No Strange
    (sto scherzando pero sarebbe bello davvero)
    C

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  22. Il TO Beat Parej era una bella iniziativa,purtroppo non si è ripetuta per problemi finanziari e burocratici (come al solito) però non è detto che non si possa fare un altra cosa simile,magari in altro loco...chi lo sa !

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  23. Psychazoola Festival: tre giorni di musica mooooooolto positiva!... sarebbe bello sì... non diciamo niente...

    W

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  24. questa è stata la mia prima presenza al festival e mi sono divertito.
    ci sono andato appositamente per i Jim Jones e sono uno di quelli che si é esaltato per la loro performance.come un po' tutti i presenti che conoscevo.
    i Fuzztones al contrario non mi hanno coinvolto ,ma forse li ho visti troppe volte,la prima negli anni 80.
    Riguardo alle polemiche sul nome è la stessa storia che si sente ai vari Umbria Jazz,Pistoia Blues,Trasimeno Blues ecc,ma mi sembra che gli appassionati possano cmq ritrovarsi nelle varie proposte che sono state fatte negli ultimi anni.
    L'importante è resistere a proporre musica di qualità e non fare morire tutta la cultura che l'accompagna.
    se poi si deve fare qualche concessione per il budget,o per la carenza di certi gruppi in certi periodi,non deve essere un problema.
    Di questo genere di eventi,si sente la mancanza quando non esistono più.

    Aldo



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  25. Gianni Fuso Nerini non chiama Fay Hallam. E io per ripicca non ce vado :-)

    Fabio T.

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