giovedì, marzo 28, 2013

Nuovo Soul Italiano



Abbiamo già parlato di SOUL in ITALIA.
Ci ritorno constatando che è sorta lentamente e silenziosamente negli ultimi anni, una scena soul jazz sempre più interessante e particolare.
Oltre alla miriade di bands che operano nell’underground dei piccoli locali e della scena alternativa ci sono alcuni nomi che si sono imposti nelle classifiche, in Tv, nei gusti del grande pubblico.
Si tratta di nomi popolari, spesso dai contorni artistici “commerciali” e “facili” ma che ciò nonostante hanno e stanno portando all’interno della musica italiana contenuti di qualità.
Spesso con il necessario compromesso di arrangiamenti “aggiustati” ma sostanzialmente portatori sani di Buona Musica.

L’esempio più eclatante è quello di MARIO BIONDI, tre album (e due live) di successo, all’insegna di un sound (e di una voce in particolare) che gira dalle parti di Barry White, Isaac Hayes, Al Green, che in “iF” infila una cover di “Winter in America” di Gil Scott Heron, duetta con g i Incognito nel secondo live, mantiene un livello compositivo ed esecutivo sempre alto.
Ma anche RAPHAEL GUALAZZI non è da meno.
Più jazz oriented ma con evidenti influenze blues e soul, nei tre album pubblicati infila spesso sonorità che starebbero benissimo su album acid jazz alla James Taylor Quartet o su quelli soul jazz di Jamie Cullum con espliciti omaggi alla grande tradizione black (lo stile pianistico di Ray Charles in particolare).
Il nuovo album “Happy mistake” è un altro piccolo scintillante gioiello di jazz, gospel, soul, blues.
Soul è l’album di LUCA SAPIO (ex voce con una formazione dei 90’s degli Area e dei Quintorigo) “Who knows” che in Italia non ha grande riscontro ma che in USA (dove Luca vive) gode invece di attenzione e appoggio.
E infine ANDREA BALDUCCI che nel recente, raffinato ed elegante, “Bloom”, viaggia tra Raphael Gualazzi, soul, blues, funk, ricordando l’approccio acidjazz dei Curduroy ma anche il soft soul di Al Jarreau.
Non dimenticando certi espliciti riferimenti nelle prime canzoni di NINA ZILLI, successivamente indirizzata verso suoni più pop e commerciali.

6 commenti:

  1. Bellissimo articolo. E' vero, bisogna tenere conto anche di loro che , seppur commerciali, fanno comunque buona musica
    A.

    RispondiElimina
  2. il nuovo BIONDI mi è piaciuto davvero tanto, anche BALDUCCI una bella sorpresa (grazie tarkus), nuovo GUALAZZI così così (preferivo il precedente "tonyface-endorsed") SAPIO no comment (ma devo dire che non ho ancora sentito l'album in studio, ho pure fatto una figura di m... per un mio giudizio sincero ma un po "rude" hehe)

    RispondiElimina
  3. IIl nuovo Gualazzi sarà nella mia top 10 del 2013, continuo ad ascoltarlo, troppo bello.
    Sapio merita, credimi. Biondi e Balducci ottimi.

    Mi sembra incredibile che in Italia ci siano nomi (Biondi e Gualazzi) che arrivano in testa alle classifiche suonando quelle cose lì.

    RispondiElimina
  4. Esce il nuovo di Charles Bradley a giorni

    RispondiElimina
  5. Lo sto ascoltando e non è male anche se davvero strappalacrime :))

    RispondiElimina
  6. Gualazzi lo guardai l'altr'anno a quella rassegna pop 'Euro'pappea e dissi con mia madre,..'caz..., quello secondo me è un vero talento'

    RispondiElimina