domenica, marzo 17, 2013

La storia dei NOT MOVING: secondo semestre 1983



Alcuni scatti dai concerti dell'anno (Perugia, Piacenza e Ivrea in particolare), una foto promo in riva al Po a Calendasco (Piacenza).

Ripartito il gruppo (insperatamente), un nuovo EP appena uscito ma ancora tanta strada da fare per ritrovare la giusta carreggiata.
Il sound (indurito e più veloce e con sempre meno influenze rockabilly e sempre più palesemente rock n roll, tra Gun Club, New York Dolls, Stooges, MC5) si definisce meglio, l’amalgama diventa esplosivo.
Si lavoro sodo con le prove, nonostante la distanza abitativa (noi 4 di Piacenza, Dome di Pisa) ci costringa a prove serrate concentrate in weekend ogni 15 giorni, in una città o nell’altra, il più delle volte in “sale prove” improvvisate: a Pisa nel ripostiglio della madre di Dome, tra lavatrice e scopettoni, da noi qualche volta raccattando ospitalità qua e là, altre volte in campagna in un ex pollaio della sorella di Dany in condizioni quantomeno precarie.

Suoniamo poco: un concerto in riva al Po in provincia di Piacenza in luglio (con i Pedago Party) immortalato dal solito Claudio Sorge con una lunga intervista di corredo su “Rockerilla” di settembre mentre in autunno si va ad Ivrea, Perugia e di nuovo in provincia di Piacenza, a Castelsangiovanni.
Giungono segnali da lontano: c’è un interessamento addirittura della IRS Records (Cramps, Police, Wall of Voodoo per dire…), arrivano lettere da Usa e Inghilterra, ci scrive Jello Biafra per recensire poi “Movin over” su “Maximum Rock n roll” (“The second ep is less experimental and more 60’s pronounced qualità…melodies, chord progressions and some vocal emphasis add to it…evocative”).
Lo scambio di lettere proseguirà a lungo con Jello, persona vera, appassionata e sincera.

Anche il New Musical Express con Cynthia Rose cita il disco in un articolo dedicato a Cramps, Stingrays e Gun Club In Italia “Movin over” trova spazio sul “Mucchio” con Guglielmi che conferma le impressioni stilistiche “un rock demoniaco infarcito di suggestioni dark ed influenzato dal punk come da certe forme di 60’s sound”…”un sound valido, maturo ed interessante che potrebbe risultare ancora  più soddisfacente se il complesso curasse con maggiore attenzione il lavoro in sala d’incisione anche qui ancora un po’ trascurato” (neanche due anni dopo sarà lo stesso Federico a dividere con noi lo studio di registrazione in veste di produttore).
Marco Reina firma la recensione su “Rockerilla” citando 45 Grave, Cramps, Meteors e sottolineando l’acquisizione di “forza e affiatamento” oltre ad una “dimensione di gruppo in cui ognuno immette e/o riceve”.
Recensioni, sempre positive, appaiono poi su “Ciao 2001”, “Komakino”, “Rockstar”, “Frigidaire” e varie fanzine italiane.

La classifica dei lettori (attesissima e di grande importanza, unico strumento di “democrazia diretta” della nuova scena italiana e basilare termometro del “valore” delle bands in campo) di “Rockerilla” sancisce lo strapotere della Firenze wave piazzando nell’ordine Neon, Diaframma e Litfiba ai primi tre posti, i dark metal Death SS al quarto e i Not Moving al quinto, ancora ai vertici pur in un anno tribolato e poco presenti sul palco.
Dietro i Vanadium, una lunga serie di gruppi hard/metal, Frigidaire Tango, Undeground Life, Bisca, Blind Alley, Deafear etc etc

2 commenti:

  1. haha, grandi Meteors ,..mi ricordo che su un 'tema libero' in classe feci una recensione di 'Wreckin' crew' (2° lp),..la Prof . mi diede 9 per come scrivevo ,.-.-great satisfaction,..e la satisfacion fu doppia perchè quasi nessuno in classe sapeva chi cazzo fossero i Meteors:),..

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  2. Io ricordo che registrai su una cassetta un concerto mandato in onda su L ‘ALTRA RADIO BARI durante il tour di Sinnerman.
    L‘indomani a scuola con il mangiacassette, un‘ altra epoca.

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