martedì, febbraio 12, 2013

Equipe 84



Salvatore URSUS D'Urso ci parla di uno dei gruppi più rappresentativi dei 60's italiani EQUIPE 84

Questo articolo è stato tratto e solo parzialmente riveduto dalla mia scheda, già pubblicata nel 1990 sul volume “MANIFESTO BEAT“ (edito da Jukebox all'idrogeno), in onore e nella memoria di Victor Sogliani e di Franco Ceccarelli, deceduto da poco tempo.
(Salvatore D'Urso)

L'articolo è già apparso su www.distorsioni.net

      INTRO
Quello che in Inghilterra furono i Beatles fu, allo stesso modo, il quartetto modenese in Italia. Non è esagerato dirlo, benchè il successo dei gruppi nostrani dell'epoca '60 fu abbastanza ristretto a livello nazionale. In questo caso però parliamo di una formazione che ha valicato di gran lunga i confini, fino a crearsi un seguito in paesi quali Spagna, Francia, Portogallo, Stati Uniti e Inghilterra).
Modena, nei primi 60, da ricca cittadina quale è tuttora, era piena di giovani benestanti e con molto tempo libere da spendere: qui i dischi di molti esecutori britannici, Beatles e Rolling Stones ad esempio, o di arrabbiati americani come Bob Dylan, arrivarono di gran fretta e subito recepiti da un pubblico molto più attento che altrove.

I PRIMI SUCCESSI A 45 GIRI
  La storia vuole che dal mitico bar "Grande Italia" (oggi esistente con altro nome) si incontrassero spesso Francesco Guccini, allora studente, con Adolfo Sogliani (detto Victor) per organizzare dei duetti in stile Everly Brothers e lanciare Bimba guarda come il cielo sa di pianto, sotto il nome di Blue Cups.
Vennero poi Maurizio Vandelli, cantante chitarrista, Franco Ceccarelli, chitarrista ed il siculo Alfio Cantarella, batterista piccolo e abile come Keith Moon, con la partecipazione estemporanea di Romano Morandi (detto Romano Ottavo), che si alternava al basso con Victor.
Li introduce nel giro della musica Pier Farri (più tardi produrrà anche il Guccini solista) e il primo vinile reso pubblico con il nome Equipe 84, nato nella speranza di essere "sponsorizzati" dal noto brandy Stock, reca data  1964: sono due brani curiosi, inciso per una piccola etichetta, Canarino va (addirittura l'inno della squadra di calcio modenese nel 63/64, all'arrivo in serie A), retro è Liberi d'amare che, sia pur rozzo sotto certi aspetti, denota già una certa classe e capacità del gruppo.

  Dopo molte date e concerti un po' dovunque alla ricerca di affermazione, giunge, nel mitico 1964 così ricco di fermenti, un contratto discografico con la Vedette del maestro Sciascia: Papà e mammà in coppia a Quel che ti ho dato, trafugata dal repertorio dei Rolling Stones (Tell me) è già un trionfo per la band, che conquista in breve tempo i cuori già conquistati dai maestri anglosassoni.
Nel frattempo il beat in Italia è già una realtà ed altri gruppi seguiranno l'esempio dei capiscuola Equipe 84.
Le seguenti incisioni, uscite a getto continuo sempre sul modello dei gruppi esteri, sono tutte gioiellini di un'epoca: Ora puoi tornare (altra cover, dalla Go now dei Moody Blues) con Prima di cominciare, Notte senza fine presentata al 13° festival di Napoli e cantata perciò in napoletano, che esce in coppia a Se credi a quello che, una delle mie favorite, o ancora La fine del libro (Time is on my side, di nuovo degli Stones) con Cominciamo a suonar le chitarre e Sei già di un altro (Don't worry baby dei Beach Boys) assieme a La den da da.

    IL SUCCESSO
E' del 1965 l'uscita del primo long playing che, in una ricca confezione apribile con manifesto interno e fascicolo (purtroppo sacrificati nell'edizione immediatamente successiva) raccoglie i brani migliori di questo primo periodo, compreso Sei felice tratto da un brano dei Kinks quale Tired of waiting for you ed uscito in forma 45 giri solo su versione juke-box. Ma alcuni problemi finanziari con l'etichetta portano i quattro, dopo altri 2 singoli (Un giorno tu mi cercherai, che compare a Sanremo in coppia con i Renegades, poi L'antisociale scritta da Guccini, Mi fa bene e Goodbye my love: originale dei Searchers e all'epoca coverizzata anche dai meno noti Rokketti), al divorzio con la Vedette, tradita in pieno 1966 per la Ricordi.
Quest'ultima porterà il gruppo ancora più in alto, sino a vincere il Cantagiro con Io ho in mente te, arcinota trascrizione da You were on my mind (Ian & Silvya e We Five) con testo di Lucio Battisti, uno dei massimi hits del gruppo incisa in coppia alla assolutamente magica Resta,  così come sono magici successi la Bang Bang di Sonny Bono ed Auschwitz del solito Guccini, in una interpretazione di effetto quasi drammatico.  

Questi ultimi verranno inclusi anche nel secondo album "Io ho in mente te", ancor più completo e ricercato del precedente. E' probabilmente questo il periodo più felice ed intenso per l'Equipe, che attraverserà agli albori del 1967, un magnifico viaggio psichedelico, fino alla svolta segnata da brani mitici quali 29 settembre, E' dall'amore che nasce l'uomo, Nel cuore nell'anima, Ladro, Nel ristorante di Alice (assistita, si dice, nientemeno che da Jimi Hendrix) ed Un anno, versione di No face no number dei  Traffic.
Un angelo blu (cover di I can't let Maggie go degli anglosassoni Honeybus) e Nella terra dei sogni  aprono il 1968 che porta, insieme al vento di contestazione, un terzo LP "Stereoequipe", il più lirico e complesso, il più autenticamente psichedelico della formazione che, oltre agli ultimi brani già citati, include perle lisergiche quali Tutto è solo colore, Per un attimo di tempo, più lo strumentale  Intermission riff (sigla del programma televisivo TV 7). Un altro successo in cima alle classifiche con Tutta mia la città (Blackberry way degli inglesi Move) insieme a Cominciava così, nel 1969, ed ancora Pomeriggio ore 6 (cover di Marley purt drive, un brano dei Bee Gees presente sul loro doppio album "Odessa"), con E poi... .  

  GLI ANNI 70 E 80
E poi la popolarità sembrerebbe venir meno, per via del ciclone BEAT che sta pian piano evolvendo ed una brutta vicenda giudiziaria che porterà sotto processo Alfio per possesso di "fumo".
La nuova decade si apre con Il sapone, la pistola, la chitarra ed altre meraviglie, altra sigla TV che vede Alfio momentaneamente rimpiazzato da Mike Shepstone dei Rokes (che la stampa dell'epoca, a scopo pubblicitario, indicava come rivali!) ed il nuovo album "ID" differisce abbastanza dalle precedenti produzioni ma, benchè i puristi del beat potrebbero storcere il naso, siamo ancora di fronte alla loro geniale sensibilità: in brani quali Padre e figlio, Jo, Un brutto sogno o l'inquietante strumentale che dà il titolo all'album, è ancora viva la passione lirica di sempre.
L'Equipe 84, negli anni 70, si muove senza più quella spinta popolare degli anni precedenti, tentando qualche carta commerciale (ma debbo dire, senza mai cadere nel banale) e scrivendo qualche momento di delicatezza quale Casa mia ed Una giornata al mare (in collaborazione con Paolo Conte).

  Nel 1971 esce l'LP “Casa mia" (sotto il nome di NUOVA Equipe 84), seguito da un paio di episodi progressive quali "Dr.Jekill e Mr. Hyde" e "Sacrificio", che restano buoni esempi di quel POP cerebrale e sinfonico (c'è l'apporto di un nuovo tastierista, a sostituzione di Ceccarelli, dimissionario) in voga in quel periodo, che però ottengono scarsi risultati di vendite (rispetto alla media dei tempi). L'Equipe si barcamena per qualche anno, tra scioglimenti parziali e ricostituzioni temporanee.
Vandelli ci rinuncia definitivamente nel 1979, dopo aver tentato diverse strade soliste e produzioni esterne al gruppo, mentre Alfio ne seguirà presto l'esempio.
I due originari Victor Sogliani e Franco Ceccarelli si ritrovano poi nuovamente insieme negli anni 80 e, carpiti al volo altri 2 elementi giovani e freschi, rifondano il mitico complesso, punto di riferimento per tutta la scena storica del beat e del pop psichedelico italiano, che per quanto "derivativo" da una corrente scaturita nei paesi anglosassoni, ha espresso il suo massimo splendore di originalità  in quegli anni,  “che la luce divina li abbia sempre in gloria” (come diceva l'amica Fernanda Pivano).

    DISCOGRAFIA
  33 GIRI 
  EQUIPE 84               (1965, Vedette)
IO HO IN MENTE TE       (1966, Ricordi)
STEREOEQUIPE            (1968, Ricordi)
ID                      (1970, Ricordi)
CASA MIA                (1971, Ricordi)
DR. JEKYLL E MR. HYDE   (1973, Ariston)
SACRIFICIO              (1974, Ariston)
UN AMORE VALE L'ALTRO   (1990, Rose Rosse)

  45 GIRI
  1964 - Canarino va/Liberi d'amare (Caravel)
1964 - Papà e mammà/Quel che ti ho dato (Vedette)
1965 - Ora puoi tornare/Prima di cominciare (Vedette)
1965 - Notte senza fine/Se credi a quello che... (Vedette)
1965 - La fine del libro/Cominciamo a suonare le chitarre (Vedette)
1965 - Sei già di un altro/La den da da (Vedette)
17 dicembre 1965 - Liberi d'amare/Non guardarmi così (Hobby; sul lato B i
Freddie's)
1966 - Un giorno tu mi cercherai/L'antisociale (Vedette)
1966 - Mi fa bene/Goodbye my love (Vedette)
1966 - Io ho in mente te/Resta (Dischi Ricordi)
1966 - Bang bang/Auschwitz (Dischi Ricordi)
1967 - 29 settembre/È dall'amore che nasce l'uomo (Dischi Ricordi)
1967 - Nel cuore, nell'anima/Ladro (Dischi Ricordi)
1968 - Un anno/Nel ristorante di Alice (Dischi Ricordi)
1968 - Un angelo blu/Nella terra dei sogni (Dischi Ricordi)
1969 - Tutta mia la città/Cominciava così (Dischi Ricordi)
1969 - Pomeriggio: ore 6/E poi... (Dischi Ricordi)
1970 - Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie/Devo andare (Dischi Ricordi)
1971 - Casa mia/Buffa (Dischi Ricordi)
1971 - 4 marzo 1943/Padre e figlio (Dischi Ricordi)
1971 - Una giornata al mare/Quel giorno (Dischi Ricordi)
1971 - Pullman/Non si può (Dischi Ricordi)
1973 - Diario/Senza senso (Ariston Records)
1973 - Clinica Fior di Loto S.p.a./Meglio (Ariston Records)
1974 - Mercante senza fiori/Sigaretta e via (Ariston Records)
1974 - Risvegliarsi un mattino/Se c'è (Ariston Records)
1975 - Sogni senza fine/Meditazione (Ariston Records)
1975 - Vai, amore vai/Signor playboy (Ariston Records)
1977 - Opera d'amore/Anguilla rock (Ariston Records)
1989 - La lunga linea retta/Rosa (Rose Rosse)

26 commenti:

  1. Bravissimo Ursus, bellissimo post.

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  2. Grazie...articolo di vecchia data,ma che è stato aggiornato recentemente.

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  3. Bellissimo articolone! E grandissima band!

    W

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  4. Attendesi ora articolone di Ursus sui torinesi I Ragazzi Del Sole di Torino e poi articolone di Tony sulla grandissima ancorchè misconosciuta Val McKenna.

    Fabio T.

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    1. chi è Val McKenna ???
      Fallo tu Fabio T !!! Poi lo pubblico, dài !

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    2. Dopo Fay Hallam, è una delle mie cantanti preferite. Molto mod agli inizi e poi molto northern soul poi.
      Ci provo...intanto tu fruga sul tubo.

      Fabio T.

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  5. ottmo Ursus come sempre,..,w la Modena anni 60

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  6. Ricordo il divertentissimo film "Freakbeat" presentato al Torino Film festival più di un anno fa. Protagonista era Freak Antony che alla guida di un vecchio Maggiolone conduceva sua figlia alla ricerca di una mitica session tra l'Equipe84 e Jimy Hnedrix!!! Purtroppo non è mai stato distribuito ma se vi capita è da non perdere!

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  7. Fabio T.
    ai Ragazzi del sole ho dedicato già molti articoli,che puoi trovare sia su TORINO BEAT (pubblicato sul blog di POPARTX,se non erro luglio 2008,ma andrò a controllare) così come nel sito DISTORSIONI (da cui è tratto il post qui presente) c'è una bella intervista all'amico Piercarlo Bettini,tastierista e tra i fondatori del mitico gruppo turineis...
    inoltre su youtube hanno da poco ripubblicato una mia intervista (fatta a tele VOX) di una ventina di anni fa al grandissimo Pierfranco Colonna,primo vocalist e fondatore degli stessi Ragazzi Del Sole...
    non ho tralasciato neppure Orme,Trip,Osanna e Marcello Capra : compaiono anche loro tra gli articoli nella sezione "Italian rock connection" della web-magazine condotta da Wally Boffoli.

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  8. TORINO BEAT è presente su popartx nel mese JULY 2008
    http://popartx.blogspot.it/2008_07_01_archive.html

    se avete tempo rileggetevi gli oltre 200 commenti al post...ne vale la pena,secondo me.

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  9. Avevo sentito dell'incontro tra Hendrix e Vandelli.
    E anche un racconto dello stesso Vandelli che a Londra stava suonando ad una festa qualcosa e sentiva alle spalle uno che gli faceva i cori. Quando alla fine si girò scoprì che era John Lennon

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  10. In occasione di un viaggio a Londra ancora Maurizio Vandelli fu condotto da Julie Driscoll e Brian Auger in casa dei Beatles.

    "Il cantante trovò una sala piena di strumenti musicali e dopo un po’ che giocherellava con alcune chitarre vide arrivare John Lennon e Yoko Ono. C’era molta gente e Vandelli perse di vista il Beatle, così tornò a suonare una delle chitarre trovate in casa. Ancora emozionato Vandelli racconta che dopo un po’ senti alle sue spalle qualcuno che aveva preso ad accompagnarlo con un’altra chitarra, si voltò e vide che a suonare era proprio John. Un incontro che Maurizio ancora ricorda come uno dei momenti più elettrizzanti della propria vita.

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  11. Uno dei momenti più elettrizzanti...e gli altri?
    ahahahahah! Figa, Vandelli, che bagolon!

    C'è anche la storia che Brian Jones gli avrebbe fregato il sitar... possibile che non sia mai finito nel taccuino degli inquirenti come sospettato? Il movente c'era! E poi era sempre a Londra! C'avrà avuto un alibi di ferro.

    Comunque un grandissimo.

    W

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  12. E' vero c'è anche la storia di Brian Jones. Jimi Hendrix invece dovrebbe aver suonato (secondo lui) nel "brano "Nel ristorante di Alice" un'improvvisazione di chitarra.
    Fatto sta che Jones, Hendrix e Lennon sono morti e lui può contarla su come vuole

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  13. Hendrix suonò al teatro Brancaccio di Roma con la Experience...band di supporto erano i BOA BOA con Pierfranco Colonna,da poco transfuga dai Ragazzi Del Sole : non era per niente difficile avvicinare Jimi,prima di tutto perchè non era quella star internazionale che è divenuto DOPO la morte...e poi perchè lui e Pierfranco divennero amici per via di uno scambio di droghe : ad Hendrix andò una scatoletta di anfetamine,in cambio di una stecca di fumo purissimo !
    (documentato tutto in un filmato/intervista presente su internet)
    Forse non ci si rende conto,a volte,di quello che era il clima REALE di quegli anni,perchè molte cose sono state romanzate non dai diretti interessati (Vandelli ha la testa tuttora confuso su certi avvenimenti,ma non è scemo di sicuro) ma da chi li ha interpretati molti anni dopo,sia in modo negativo che positivo...a Roma comunque,con testimonianza diretta di centinaia di persone che potrei citare,le serate finirono in jam semi-improvvisate tra membri dell'Equipe,Hendrix e dei Boa Boa (anche questi con servizio fotografico su POPARTX,immancabile Mich! ) mentre le serate milanesi si svolsero con l'appoggio sonoro dei FHOLKS (scelti tra molti gruppi italiani da Hendrix stesso) che avevano già accompagnato il cantautore beat Roby Crispiano (Castglione) e che poi divennero la Reale Accademia di Musica (un solo album nel 1972)...i FHOLKS incisero poi un singolo molto psych nel 1970.
    Tutti personaggi e musicisti che gravitavano nello stesso ambiente,sia che si trovassero a Londra che a Modena o nella capitale (con centro nevralgico al Piper) perchè l'industria produceva non solo dischi da un milione di copie a botta,ma anche film correlati,riviste,gadget di ogni genere,caroselli TV,jingle radiofonici ecc...
    tutte cose che OGGI rimangono preda di un circuito ristretto di appassionati dell'archeologia,ma che in quegli anni erano di uso comune per tutti (droghe e allucinogeni compresi).

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  14. IMMENSO Ursus!..tu sai quanto sia legato all'Equipe e mi sia fatto le ossa col tuo Piper Club a RTP.
    Grazie e grazie ancora.
    The Beat Goes On

    (conosco i vari aneddoti..Lennon Hendrix Jones e il sitar..beh Vandelli li ha sempre raccontati. Forse pero' c'era solo piu' Lennon vivo..
    Le presunte note di Hendrix potrebbero celarsi nella coda finale,sommersa nel mix,di Nel Ristorante di Alice)

    Alle precisissima discografia di Salvo aggiungo lo split su 45 giri (con Enrico Montesano) per la campagna elettorale dell'allora P.S.I. 1975.
    Altri tempi..

    http://www.discogs.com/Equipe-84-Enrico-Montesano-15-Giugno-75-Felice-Allegria-Io-La-Penso-Cosi/release/1812925

    Che la luce divina li abbia sempre in gloria..
    Per Victor,Franco lo Zingaro, Alfio ed il Principe Maurizio Vandelli

    C

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  15. E' vero...stranamente mi era sfuggita l'annotazione di quel singolo che invece ho avuto parecchie volte,tra l'altro fu una delle ultime formazioni ufficiali,con il batterista Paolo Siani (già nella NUOVA IDEA).

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  16. ..Il pezzo 15 giugno di cui sopra nient'altro e' che Clinica Di Loto s.p.a.singolo di due anni prima, ma col testo "adattato" e introduzione parlata di Vandelli.

    (Clinica di Loto invece racconta di uno che si risveglia in una clinica,legato come un salame,senza piu' memoria,dov'era stato,cos'era successo,perche si trovava li.
    Piano piano,tra le note oniriche tipo filastrocca del pezzo,i ricordi si ricompattano.......

    http://www.youtube.com/watch?v=yavKSNCPnKA

    C

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  17. E'un singolo raro Ursus?
    C

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  18. Collaborazioni varie nei 70s..Donatello,Baldan Bembo,Camerini on guitar,in Dr Jeckil compare ufficialmente alla batteria (e canta il bel pezzo "Nessuno"con voce riconoscibilissima)Franz Di Cioccio.

    C

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  19. No,il singolo promozionale per il PSI non è particolarmente raro...fa un certo effetto,però,rivedere l'antico simbolo con falce e martello e libro aperto.

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  20. un singolo raro in mio possesso è la versione in inglese di 29 settembre (29th of September), accopiata ad Auschwitz, sempre cantata in inglese, uscito nel 1967 su etichetta Minor Major. Una curiosità: l'estate scorsa scrissi a Maurizio Vandelli cosa ci fosse di vero nel fatto che l'Equipe avrebbe dovuto incidere una versione italiana di "Heroin" dei Velvet Underground (lettera di Lou Reed indirizzata a Gerard Malanga, in cui dava il suo assenso - pubblicata nel libro sui Velvet), e lui mi rispose che fu un'idea di Malanga quando era ospite a casa sua nel 1967, ma che poi non se ne fece nulla. Pare invece vero che a suonare la batteria in "Nel Cuore, Nell'anima" fu il batterista dei Dave Anthony's Moods, un gruppo inglese trapiantato a Milano col quale l'Equipe era in buoni rapporti (l'amicizia tra le due band mi è stata confermata sia da Tim Large, chitarrista della band che da Vandelli stesso, non solo; fu il trombettista dei Dave's ad accogliere Hendrix alla Malpensa nel maggio '68 e a "portarlo" alla villa di via Bodoni dove viveva l'Equipe...

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  21. Grandissimi tutti gli intervenuti, a cominciare da Ursus ovviamente. Post magistrale!
    Li ho sempre considerati sotto una luce diversa e non proprio lusinghiera. Farò ammenda e riascolterò, per l'intanto mi sono acculturato.

    Thanksalot fellas

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  22. lol grande Ursus,...w la passion per il beat e i Mitici Ragazzi del Sole ( by the way of Passion,...ma i Passions eran mica anche un gruppo nw ??,...poi c'erano gli Opposition e i Modern English,...tutta roba che trasmettevano nelle radio locali,..idem una band californiana chiamata los Illegals

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