sabato, aprile 28, 2012

Get Back. I dischi da (ri)scoprire

Rubrica di fine mese che consiglia tre album da andare a riascoltare.
Questa volta si spazia un po' a caso nei generi con in sottofondo un costante sound psichedelico.

SHOCKING BLUE - At home
Band olandese, quella di “Venus”, con all’attivo una carriera lunga sette anni piena di successi e ottimi lavori all’insegna di un beat psichedelico (frequente ma discreto l’uso del sitar) con influenze rock blues, valorizzate dalla stupoenda voce dell’affascinante “Grace Slick Europea” Mariska Veres e dalle capacità compositive di Robbie Van Leeuwen.
“At home” del 1969 è il loro capolavoro con “Venus”, la “Love Buzz” resa successivamente famosa dai Nirvana nel loro singolo d’esordio del 1988, delizie psichedeliche come “Acka raga”, il roccioso “I’m a woman”, la stupenda “Long and lonesome road” (una minor hit con un impatto pazzesco).

BAUHAUS - Burning from inside
Icone della dark wave dei primi 80’s i Bauhaus (famosi per “Bela Lugosi’s dead”), filo Bowiani fino a quasi il plagio, si sciolsero nel 1983 dopo la realizzazione di questo ancora splendido album in cui le coordinate di cui sopra si fondono ad inconsuete folate acustico psichedeliche.
Un gioiello dimenticato.

THE NEATS - Neats
Improbabile che qualcuno si ricordi di questa band di Boston, formatasi nel 1979 e sciolta 10 anni dopo con tre album all’attivo e un sound che mischiava Doors, il Paisley Underground di quegli anni e affinità con REM, Feelies e Dream Syndicate.
Il primo album è il più rappresentativo e il brano “Do the things” uno dei migliori del tempo.
Difficili da ripescare ma un ascolto è consigliatissimo.

11 commenti:

  1. Gli Shocking Blue
    credo che siano il miglior esempio di dutch-sound di tutti i tempi,oltre al succitato album ci sono moltissimi altri gioielli sparsi qui e la in tutte le opere del gruppo...e col tempo non si erano annacquati,come altri loro colleghi,mantenendo livelli ottimali.
    Sempre nel cuore la fantastica Mariska Veres (che però non compare nel primissimo album,decisamente più grezzo come beat,tagliente al 100%).

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  2. Band davvero affascinante, gli Shocking Blue: non li riascolto da tempo, vado a recuperarli dopo la recente scoperta di Atomic Forest (hard-psych-band indiana 70's veramente notevole!)

    Il disco dei Bauhaus non mi faceva impazzire, ma anche lì è passata 'na vita. A volte si scoprono dietrofront imprevisti...

    The Neats mai sentiti ma le influenze che citi sono già una sicurezza. Vedo di recuperarlo.

    Buttò lì il mio tris (non so se d' assi o meno):

    Kevin Ayers: "Joy Of A Toy" (1969) L' ex Soft Machine e il suo mondo colorato, Barrettiano, festoso. Se non è un capolavoro poco ci manca.

    Andrew Belew: "Inner Revolution" (1992)L' ex chitarrista di King Crimson, Zappa, Bowie e Byrne ama la melodia, il ritornello, la composizione pop perfetta. Disco godibilissimo.

    Men At Work: "Business As Usual" (1981) L' hit mondiale "Down Under", certo, ma almeno altri tre brani di ottimo livello in quest' album che scorre piacevole e che unisce immediatezza e rara capacità compositiva pop. Peccato che non sapranno mai più ripetersi.

    AndBot

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  3. Ricordo vagamente quello dei Bauhaus che mi fu prestato, non rimasi granchè impressionato ma sarebbe interessante riascoltarlo adesso. The Neats mai sentiti, ma mi piacerebbe farlo. dovresti introdurre parallelamente la rubrica "come procurarsi certi dischi".

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  4. Errata corrige: Adrian Belew, non Andrew.

    Sir, penso che nel 99% dei casi esista solo un modo: download.

    AndBot

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  5. Ha ha ha ha lo so.
    E' che la prima cosa a cui penso è irrimediabilmente il disco o il cd, riflesso condizionato (oppure l'età che avanza)

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  6. Presi all'uscita l'ultimo dei bauhaus. mi colpi come sottolinea Tony questa strana varieta' di atmosfere e l'apparente inno alla speranza di Hope
    C

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  7. Tutti e tre disponibili in flac (orrore!) su what.cd

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  8. Come procurarsi i Neats? Solo vinile, comprato all'epoca da Bootleg a Pavia. Forza Indighetto, con una bottiglia di Arneis alla mano te lo faccio registrare. Su cassetta C80, neh....

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  9. I Bauhaus ai tempi mi piacevano poco. Alternavo i Jam e gli Style Council all'hardcore punk californiano e li ritenevo troppo dark, troppo molli e "alla moda".
    E' interessante riascoltare certe cose 20 anni dopo.

    Pretty Things: sono uscito dopo 5 o 6 pezzi. Bravissimi, grande tiro ma sono stanco di queste reunion un po' patetiche di anzianissimi che rifanno le solite cose...non so, ho trovato il tutto noioso, risaputo, un po' fricchettone.
    Sono andato a casa (anche perchè non avevo pagato il biglietto).
    Comunque poca gente, mi aspettavo il pienone

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  10. Infatti il dilemma è proprio quello : rifare le solite cose...
    io sono convinto che si possa suonare alla grande anche in età avanzata (a volte persin meglio di ieri) ma quando manca quel minimo di rinnovamento e di ricerca in positivo,si rischia l'effetto "revival di se stessi" che è una delle cose più banali.
    In genere coloro che hanno dato MOLTO in gioventù sono divisi tra la pretesa di aggiornarsi (e lo fanno nel modo più ruffiano,con sonorità al limite della sopportazione) oppure non si muovono da un clichè ordinario ed obsoleto...ma i Pretties hanno perlomeno conservato una grande carica,in altre reunion si è visto di peggio.

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