lunedì, dicembre 06, 2010

Casuals






Lo stile CASUAL venne creato principalmente dai tifosi del Liverpool che, alla fine dei 70’s, al seguito della squadra in Europa, dove vinceva quattro Coppe dei Campioni (1977, 1978, 1981 e 1984), se ne tornavano poi in patria, con una serie di capi di vestiario sportivo (Tacchini, Lacoste, Ellesse, Fila) costosi e difficili da reperire in Inghilterra.
Materiale che non veniva abitualmente acquistato ma era spesso frutto di razzie nei negozi continentali.

Il nuovo look nasceva anche dall’esigenza di confondersi meglio negli stadi, dove le curve erano ad appannaggio degli skinheads e dei mods, più facilmente identificabili dalla polizia a causa del look ben riconoscibile.

In breve il fenomeno assunse i connotati di una sottocultura, si espanse anche alle tifoserie europee e sviluppò una propria identità, uno stile, che cambiò e si sviluppò nel tempo, personalizzandosi ed evolvendosi, rimanendo sempre strettamente legato alla cultura da stadio.

Non particolarmente caratterizzati da affinità con scene musicali si possono però individuare come colonne sonore della scena, dopo l’iniziale vicinanza con oi, mod e punk della fine dei 70’s, una propensione per suoni più mainstream nei mid 80’s, l’abbraccio alla scena rave, acid e del Madchester sound (Happy Mondays, Stone Roses), fino al brit pop di Oasis, Blur.
I CASUALS sono spesso presenti sullo sfondo o come protagonisti in molti libri di John King, Nick Hornby, Irwin Welsh.

Ne parla così Terry Rawlings in “Mod. Una vita pulita in circostanze difficili”

I CASUALS erano i tipici ragazzi proletari della porta accanto il cui mondo quotidiano di articoli griffati, calcio e birra era lo stesso mondo i ncui tutti vivevano, un mondo normalissimo.
Gente normalissima ma con un nemico collettivo.
Indossavano il meglio dell’abbigliamento di qualità, sfoggiavano acconciature curate, eleganti, erano puliti, duri e soprattutto concentrati nell’avere un miglior aspetto di chi gli stava accanto al bar.

40 commenti:

  1. infatti galletti e' un tipico casula del West HAM

    RispondiElimina
  2. hahaha!!! ma forse lui non apprezza..
    ma il Toni da lavoro e' MOD?
    C

    RispondiElimina
  3. Il Toni da lavoro è Mod quando si imbottiglia, Casual quando lo porti ai concerti o a un matrimonio

    RispondiElimina
  4. Gepy&Gepy lo portava con fierezza
    C

    RispondiElimina
  5. detto proprio pane al pane, VINO al VINO... questa scena "casual" che sembra quasi una parola sacra anche in certi ambienti mod (per lo meno da quando ho ripreso a frequentare da fine anni 90 in poi) ha ben poco da spartire con il modism, se non per qualche capo di abbigliamento vintage che si lega lontanamente allo spirito più (perdonatemi) casual tra i mods 60s e poi '79.

    nonostante io stesso abbia amici autoidentificatisi/cabili come casualmod o modcasual non riesco proprio a trovare un minimo comun denominatore tra questa sottocultura e la pur variegata "sovracultura" che sta alla base della continua evoluzione del modism, sia essa quella di origine "stradaiola" che quella "elitaria" che sono comunque due facce della stessa nostra genesi.

    RispondiElimina
  6. bè, in realtà, al contrario, per certi aspetti è invece MOLTO vicina al mod.
    Perlomeno relativamente a certi aspetti più "superficiali".

    La ricerca dei Mods per le rarità discografiche, l'approfondimento culturale relativo, la ricerca estetica, una filosofia ben precisa di base, nulla hanno a che fare con il Casual.
    Ma l'atteggiamento di affrancarsi da una realtà grigia e monotona, attraverso un'estetica più ricercata e curata, il gusto di distinguersi in modo pulito e non plateale e chiassoso e una certa propensione per la "strada" sono abbastanza affini al Mod.

    RispondiElimina
  7. Alberto! E' una classica reazione da Casula !

    RispondiElimina
  8. hahaha!!!! ma Alberto, con chi ce l'hai?
    su dai..non fare il CASULA!
    C

    RispondiElimina
  9. Adesso ti dico una cosa, questa è gente che ha concepito la violenza per la violenza, per tutto il periodo in cui sono durati.
    L'etichetta gli fu affibiata solo in virtù dei vestiti che rubavano e che poi si mettevano per eludere i controlli (sommari) dei bobbies.
    Hanno combinato porcherie di ogni genere ovunque, e la loro firma unica ed essanziale è stata sempre un'infamante vigliaccheria.
    Ne abbiamo già parlato un altra volta e non è il caso di tornarci sopra.
    Non c'è spazio per nessuna sottocultura, o giustificazione. Tra l'altro spesso neanche provenivano dagli strati sociali più bassi della popolazione.Violenza e basta.
    Mai girato un angolo per sbaglio e trovato di fronte una cinquantina di questi galantuomini col buco del culo (tuo) che non si chiude?
    Ti ricordo ancora che la strage di Hillsborough fu figlia di questa mentalità da accattoni,grazie alla quale (visto che in questo caso si trattava proprio del Liverpool, cioè gli originali)centinaia e centinaia di casuals o simili forzarono gli ingressi della famigerata Leppings Lane End per entrare senza pagare, schiacciando a morte 96 dicasi NOVANTASEI!! tifosi del Liverpool come loro che avevano pagato l'ingresso.
    Figli di puttana.

    In Italia ovviamente abbiamo avuto degli emuli di tutto rispetto nella banda dei Barbour che traendo ispirazione dai casuals, andavano in giro a combinare casini equivalenti. Il tutto culminò poi con l'uccisione per accoltellamento di un tifoso prima di un Genoa-Milan da parte di Simone Barbaglia e del suo complice (forse scagionato) e compagno di imboscate Dozzio (ho scordato il nome).Piuttosto noti da 'ste parti perchè pavesi.
    In guerra si va in uniforme, ordinati e coperti!

    Gli accoltellamenti di tifosi stranieri in Italia proseguono a Roma (prodotto tipico) e a Napoli (in misura minore perchè giocano meno) e passano sempre (quasi) sotto silenzio degli organi di stampa nostrani, secondo i migliori canoni casuals, lontano dagli stadi,in luoghi impensabili contro gente che non si aspetta niente, quasi sempre estranei alle frange "dure del tifo". Un gran bel lascito

    Ma sarebbe meglio non farla.

    RispondiElimina
  10. Eppure volenti o nolenti è ed è stata una sottocultura che ha attirato e radunato un sacco di giovani sotto una stessa identità.
    Allo stesso modo della sottocultura skinhead che in alcune sue degenerazioni (naziskin , boneheads etc) ha prodotto una fogna.

    E ha parecchie affinità con altre sottoculture (oi, mod da cui alla lontana proviene).
    Poi è vero che la sua degenerazione ha provocato un sacco di porcherie etc etc., ma rimane comunque un fenomeno che viene dalla strada.

    RispondiElimina
  11. se ne deduce che i Casuals non siano tifosi di UNA squadra in particolare giusto??

    RispondiElimina
  12. Io andavo allo stadio vestito da donna, per passare inosservato..

    Sono d'accordo con Alberto: pezzi di merda, niente di più. Poi è risaputo che gli inglesi (in generale, ovvio) sono ubriaconi violenti. Quando bevono, devono rompere il cazzo a qualcuno. A volte alla persona sbagliata(per fortuna)..ma è un dato di fatto.
    L' ho visto accadere un sacco di volte.
    D'altra parte non perdono una guerra da secoli.

    Oh, e poi cantano da dio, bisogna ammetterlo..

    And.Bot.

    RispondiElimina
  13. I casuals sono un movimanto da terrace e non da strada, non ti ingannare Tony.

    Esatto Andrea.

    Poi i tifosi inglesi che bevono e fanno a botte sono un 'altra cosa.
    Rompono il cazzo e poi stanno (stavano) li a viso aperto ad aspettare, chi vuole lo scontro può averlo. Visto pure io succedere qualche volta.

    Certo a cantare non li batte nessuno.

    RispondiElimina
  14. Ok sono un fenomeno da curva ma che nasce e torna nella strada.

    Certo che a cantare hanno dietro una tradizione che...pensa se canatssero i neri americani allo stadio. Paura ! Gospel soccer.

    RispondiElimina
  15. Dovresti sentire (dal vivo) il gospel che cantano a Cardiff quando gioca il Galles (a rugby).
    E' un bellissimo crescendo, malinconico che alla fine con tutti i novantamila che cantano fa tremare i muri, gonfiare i cuori dei patrioti gallesi, e inumidire gli occhi di chi come me era li ad osservare questo po' po' di dimostrazione di forza, orgoglio ed appartenenza.

    RispondiElimina
  16. Si, fantastici.

    Per li discorso precedente, mi riferivo al fenomeno hooligans..questo dei casuals (casula), onestamente, lo conosco davvero poco, quindi non vorrei dire cazzate.

    And.Bot.

    RispondiElimina
  17. se ne deduce quindi che i Casuals italiani si chiamano "Casula"

    RispondiElimina
  18. Barbaglia INFAME ASSASSINO


    Sulla vicenda Casuals non farei di tutta l'erba un fascio, di teste malate ce ne sono a vagonate e con provenienze dagli ambienti più disparati.

    Il problema a mio parere è come viene veicolata la violenza per esempio in casa nostra abbiamo avuto quella politica (5000 persone armate nel decennio 70 secondo fonti del Ministero dell'Interno), riflessione già fatta con Alberto relativa alle subculture giovanili, nel decennio 1969-79 lo spazio per certe "scene" era quasi del tutto assente perchè occupato dalla "scena" politica. Ai concerti si entrava gratis, c'era l'autoriduzione, così furono cancellati un sacco di tour dal 76 all'81, vi risulta?

    della serie si inizia con un argomento e....

    RispondiElimina
  19. Non si tratta di far di tutta l'erba un fascio, ma di non fare confusione.

    'Sta storia dei casuals è certamente travistata. Nacquero sui terraces e morirono con esse, la strada non c'entra.
    Non ci sono eccezioni da fare chi era così era dedito alla violenza. Fine.

    RispondiElimina
  20. Ok Albe nascono sulle gradinate, è vero. Il collante è il football e sbarcare il lunario tra una disoccupazione e l'altra, facendo razzie in trasferta e facendo saltare qualche giaccone firmato ai supporters ospiti in casa. Entrare a babbo negli stadi e pestarsi con le crews avversarie. Questo l'ho letto nel libro autobiografico "Mersey Boys" di Allt Nicholas.
    Tutto finito, gente che viaggia ormai sui 50 e oltre.

    Quello che non mi quadra, per ignoranza mia, è la relazione casuals/hooligans e quindi violenza. Non sono stati esattamente la stessa cosa il fenomeno hooligans e la scena casuals.

    Ma sai che sulle questioni british hai il mio massimo rispetto!

    A proposito di football vi abbiamo rifilato 3 reti colossali ah ha ha

    RispondiElimina
  21. Ho visto, ho visto, per fortuna sono in pieno delirio da Ashes per cui questa mi passa in secondo piano.

    Basta casuals.

    RispondiElimina
  22. ...intanto sulla fanzine dei tifosi del Piacenza a breve ci sarà un'intervista sui Temponauts...

    RispondiElimina
  23. ah! esistono ancora i tifosi del Piacenza?

    RispondiElimina
  24. credo siano perlopiu' dei CASULA

    C

    RispondiElimina
  25. nazionali di subbuteo hhahahaha!!!!!!

    RispondiElimina
  26. io invece a breve me ne vado, che stasera faccio suonare gli statuto nella mia città. serata importante per i Glory Boys Trieste.
    Marco MODS Trieste

    RispondiElimina
  27. oh, ma guardate che non scherzavo. io sono stato nazionale juniores di Subbuteo sul serio.

    RispondiElimina
  28. Grande Pibio.
    Non farti metter sotto da 'sti teppistoni!

    RispondiElimina
  29. ma certo PPibio che ti crediamo..chi non ci crede e' un casula
    C

    RispondiElimina
  30. e così alla Tony Face Subbuteo-Cup la partita di apertura sarà Pibio-Cristiano (Piacenza-Juventus) ha ha ha mi vorrò proprio divertire!

    RispondiElimina
  31. no no..figuriamoci.
    l'ultima partita l'avro' giocata che avro' avuto 15 anni e da allora(come gia raccontato) piu' nulla.
    figurati se posso competere con un Nazionale Juniores.
    no no no...
    C

    RispondiElimina