giovedì, dicembre 18, 2008

John Lennon







Proseguiamo il discorso Beatles (aperto sulla band stessa il 9 dicembre) andando a vedere le carriere soliste dei nostri dopo lo scioglimento.

Partendo da JOHN LENNON la cui carriera solista è stata forzatamente breve pur se ricca di eccellenze, ottimi lavori ma anche notevoli cadute di tono.
Esistono due tipi di produzioni di John: quelle con Yoko e quelle con senza.
Personalmente non ho mai nutrito partcilare astio umano nei confronti di Yoko, ma artisticamente parlando si. Yoko è stata la responsabile di molti dei peggiori momenti musicali di John, che ,guarda caso, ha partorito i lavori migliori in assenza della consorte.

Vediamo in dettaglio:

1968 
Unfinished Music, No. 1: Two Virgins
1969 
Life with the Lions: Unfinished Music #2
1969 
Wedding Album

Tre bizzarrie, per non infierire, all’insegna della (pseudo) sperimentazione, ma senza alcun senso nè valore artistico.

1969 
Live Peace in Toronto 5,5
Con E.Clapton e K.Voorman tra gli altri.
Una facciata live di classici rock n roll (oltre a “Cold turkey” e “Yer blues”), mai provati e di cosneguenza suonati con approssimativa passione, e una di inascoltabili improvvisazioni free e “gorgheggi di Yoko

1970 
John Lennon
Plastic Ono Band 8
Strumentazione minimale, brani scarni, diretti, crudi, la gemma di “Working class hero”, la durezza di “I found out” e di “Well well well”. Un album senza compromessi John ispiratissimo e al top


1971 
Imagine 8
Un altro capolavoro. Più curato e arrangiato, con ospiti come G.Harrison, N.Hopkins, King Curtis include brani senza tempo come la title track, “scarti” del periodo Beatles (“Gimme some truth” e “Jealous guy”) e lo splendido “How do you sleep?”, attacco al vetriolo a Paul


1972 
Sometime in New York City 6
Senza i velleitarismi radical politici (in cui comunque credeva sinceramente), senza le due inutili facciate live e senza...Yoko, poteva essere un ottimo lavoro.
Non tutto è da buttare (e personalmente ho amato e continuo ad amare tantissimo questo album), in particolare i r n r di “Attica State” e “New York City” o “Born in a prison”, ma in generale risulta sconclusionato e pesante

1973 
Mind Games 6
Senza Yoko (dalla quale si era separato per un anno “sabbatico”), John ritorna all’intimismo con un discreto lavoro, ma che non lascia segno particolare. la title track è eccellente, buono il r n r di “Tight ass” e si trova qualche altro pregevole episodio, anche se il tono è eccessivamente dimesso


1974 
Walls and Bridges 7
Risale la tensione e si rialza l’umore. “Walls and bridges” scava con attenzione nei meandri funk (“What you got”), rock (“Beef jerky”), si rifà a sè stesso (la bella “Steel and glass” sembra riproporre “How do you sleep” in versione reggae), ma soprattutto consegna due tra le sue migliori composizioni di sempre, la fuk disco “Whatever gets you thru the night” con Elton John e la stupenda “9 dream”. Uno dei suoi migliori album


1975 
Rock n Roll 6
Uscito da varie beghe legali, “Rock n roll” rappresenta quell oche voleva fare Paul con “Let it be”: un ritorno alle origini, alle radici da cui si è partiti.
Si sussegue una serie di classici rock n roll, suonati e interpretati con entusiasmo e sincera passione, ma il risultato è trascurabile, pur se piacevole


1975 
Shaved Fish 7
Compilation essenziale per chi volesse trovare in un album il meglio del John solista. C’è un po’ tutto, inclusi uma serie di ottimi singoli (“Cold turkey”, “Give peace a chance” , “Instant karma” non presenti su album)

1980 
Double Fantasy 5
Attesisissimo ritorno dopo 5 anni di silenzio e il ricongiungimento a Yoko, “Double fantasy” è una deludente divisione di compiti tra John e la compagna
E dove John piazza qualche buon colpo, Yoko conferma tutta la sua pochezza artistica. E’ l’ultimo album, poco dopo, John muore assassinato


Il resto
A parte la lunga sequela di compilation, DVD, live etc da segnalare
1984 Milk And Honey 5
Concluso da Yoko dopo la morte di John, contiene scarti, demos e brani di Yoko (di cui già abbiamo detto)

1986 Live in New York City 6
Un discreto live senza lode nè infamia
1986 
Menlove Ave. 5
Ancora scarti, outtakes, demos. Nulla di interessante

3 commenti:

  1. premettendo che pur essendo un buon fan dei beatles non ho però mai cagato molto le carriere soliste dei componenti, quindi anche lennon, devo dire che mi sarei aspettato da te giudizi, in generale, più magnanimi sui suoi dischi!

    io non posso confutate i tuoi voti xchè a dire il vero non ho sentito per intero molti di questi albums...

    per dare un po si senso a questo mio commento inutile una curiosità: nell'ultimo best of di mick jagger è stato finalmente 'sdoganato' in maniera ufficiale (in bootleg è sempre esistito) il brano 'too many cooks' prodotto da lennon, nel 73 credo, e destinato ad un singolo 'solo' di jagger mai uscito. brano soul funk bianco stupendo, la mano di lennon sul mixer si sente. consigliato se non lo conoscete già.

    ciao flav

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  2. Io ho tutto anche dei Beatles solisti e li ho ascoltati (e li ascolto tuttora) alla noia.

    Credo che Lennon sia stato molto sopravvalutato come autore solista.
    In effetti uno che in dieci anni sforna capolavori come il primo o Imagine e riesca a buttare lì almeno tre/quattro altri brani di assoluta eccellenza è un GENIO della MUSICA.
    Ma in generale molti dei suoi prodotto solisti sono lavori mediocri e trascurabili.

    "Too many cooks" è un brano FANTASTICO !!!

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  3. a me piace anche molto il Lennon solista,pur nelle sue eccentricita e contraddizioni..

    voto "Meat City" da Mind games come piccolo capolavoro strano ma guizzante!!
    C

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