martedì, dicembre 09, 2008

The BEATLES






Di Beatles qui se ne è sempre parlato in abbondanza.
Mai attraverso uno sguardo ragionato (e personale) alla loro discografia.

I Beatles hanno rappresentato nella totalità della loro (breve) carriera la perfetta icona POP.
In otto anni solo loro hanno potuto permettersi di passare dal rock n roll più grezzo e minimale a brani sinfonici, dal mainstream alla sperimentazione, hanno esplorato la cinematografia, la produzione discografica, le droghe e la religione.
Solo loro hanno potuto accostare “Obladi oblada” a pochi solchi di distanza da “Revolution 9”, “Yellow submarine” a “Tomorrow never knows”
Il tutto in un contesto POP, POPOLARE, ovvero rivolgendosi a milioni milioni di persone.
E il tutto sublimato dallo scioglimento prematuro, esattamente allo scoccare della fine dei 60’s.

Evito ogni accenno biografico (librerie, web e quantaltro ne sono pieni) ma segnalo tre siti eccellenti per ogni fan e/o neofita:

In http://www.beatles-discography.com c’è TUTTO quello che potete voler sapere sulla band
Anche in http://www.stevesbeatles.com/ ma con una sezione dedicata a tutte le “anomalie” (rumori, errori o altro) di OGNI brano dei Beatles
Infine anche http://www.beatlesource.com , sito che raccoglie le etichette di tutti gli acetati (ovvero i vinili di prova) dei Beatles

PLEASE PLEASE ME 6,5
L’esordio del marzo 1963 conserva la freschezza e l’immediatezza ma subisce l’implacabile “prova del tempo”. Ci sono le perle di “I saw here standing there” e della title track, di “Love me do” e “Twist and shout” ma il resto è debole e non particolarmente significativo

WITH THE BEATLES 7
Sono passati solo 8 mesi dall’esordio e siamo già ad altri livelli.
Splendida copertina e qualità compositiva già elevatissima (“All my loving” , “I wanna be your man” e la stupenda “Don’t bother me” di George). Anche le covers sono azzeccati omaggi alle origini Rythm and blues (“please mr. Postman” e la travolgente “Money” ad esempio)

A HARD DAY’S NIGHT 7,5
I Beatles, tra i primi, forse per primi, incominciano a concepire l’album non come raccolta di singoli e riempitivi , ma come opera intesa nel suo complesso.
Tutti i brani sono firmati Lennon/McCartney
L’album funge da colonna sonora allo splendido film di R.Lester e fa espolodere definitivamente la Beatlemania.
La title track, “Can’t buy me love”, “And I love her”, “Anytime at all”, Things we said today” sono gioielli di inestimabile valore ma è tutto l’album che ha un peso specifico fuori dal comune.

FOR SALE 6
Il quarto album in 21 mesi (!!) in mezzo a tours senza fine e un film.
Non poteva che risentirne la qualità (e le espressioni in copertina oltre al titolo esplicativo ne sono un’ esplicita rappresentazione). Metà dei 14 brani sono covers ma John riesce a seminare i primi germi del suo classico songwriting in un capolavoro come “I’m a loser”.
Senza dimenticare la classe di “Every little thing”, “Eight days a week”, “I’ll follow the sun”

HELP ! 7
Siamo alla vigilia dei grandi capolavori.
Parziale colonna sonora di un nuovo delizioso film, i Beatles sfornano un altro eccellente lavoro in cui trovano spazio classici come “Yesterday”, “Help”, la dylaniana You’ve Got To Hide Your Love Away, “Ticket to ride”.
Con brani del genere (senza dimenticare “The night before” o “I’ve just seen a face”) rimane un album minore della loro discografia. Quanti altre bands ci avrebbero costruito un’intera carriera ?

RUBBER SOUL 8
A soli 4 mesi da “Help”, registrato in due settimane, pubblicato 18 giorni dopo il mixaggio finale. Tempi inconcepibili oggi.
Splendida copertina, perfetta transizione musicale tra beat e psichedelia, da “Norwegian wood” al capolavoro di “George in “If I needed someone” e poi “Nowhere man”, “Drive my car”, “Girl”, “Think for yourself” (con un inimitabile basso distorto).
Nessuno dei brani è diventata una grande hit, ma è la forza dell’album, dei suoni acidi e secchi, dell’ispirazione creativa a farne il primo grande capolavoro dei Beatles.

REVOLVER 9
Esce nell’agosto del 1966. In un anno i Beatles hanno pubblicato “Help”, “Rubber soul” e “Revolver” !!! Più una serie di singoli con B sides di altissimo livello.
In un anno sono passati dal beat semplice e diretto alle sperimentazioni orchestrali di “Eleanor rigby” e quelle lisergiche di “Tomorrow never knows” fino ad acidissimi brani come “She said she said” e “And your bird can sing”.
George si distingue con la classica “Taxman” e le splendide “I want to tell you” e “Love you to”, Paul scrive anche “Got to get you into my life” , “For no one” e “Here there and anywhere” , John replica con l’immortale “I’m only sleeping”.
Originariamnte intitlato “Abracadabra” o “Beatles on SafarI”, “Revolver” parla d’amore ma anche di tasse, droghe, solitudine, disperazione, morte.
I capelli sono più lunghi, le camicie colorate, gli occhiali si arrotondano.

SGT PEPPERS 9,5
Poco da dire che non sia già stato detto
Viene reputato il loro capolavoro assoluto.
Ma i 40 anni passati si sentono tutti.
Non nelle canzoni, superbe, melodicamente e compositivamente eccellenti, nè negli arrangiamenti capolavoro, ma nei suoni e nel mood psichedelico si.
Rimane inarrivabile il concept, a partire dalla celeberrima copertina, attraverso i brani legati da uno pseudo filo conduttore, all’atmosfera in generale che permea e unisce ogni solco del disco.

THE BEATLES 10
Eccolo il capolavoro assoluto.,
Dell’intera musica rock.
Definito da Lester Bangs “il primo album della storia del rock di quattro artisti solo in una band”.
Prevalentemente acustico, debordante (nonostante George Martin avesse invano tentato di ridurlo ad un album singolo di 14 brani), suonato da Johnm, Paul e George ognuno con la sua backing band, chiamata Beatles.
C’è dentro la summa del rock, dal blues allo ska, dal folk al pop, dalla sperimentazione al vaudeville, dall’hard rock al country.
Pietra miliare e stop.

MAGICAL MISTERY TOUR 7
YELLOW SUBMARINE 6

L’uno uscito nel dicembre del 1967 l’altro nel gennaio del 1969.
Scampoli di brani lasciati fuori dagli ultimi convulsi lavori, adattati a due nuove avventure cinematografiche, qualche cosa di nuovo, bozze.
“Magical mistery tour” è comunque un eccellente EP (anzi doppio, il primo nella storia) con eccellenze come la title track, “I’m the walrus” e “Fool on the hill”, ma altrettanti scarsi episodi
“Yellow submarine” è la colonna sonora dell’omonimo film, con una assurda facciata orchestrale e una con alcuni gioielli (“All you need is love” e “Hey bulldog” su tutti, due scarti dei precedenti lavori di George e due canzoni per bambini (“All together now” e la title track....!?!!)

ABBEY ROAD 9,5
Difficile prevedere un altro capolavoro e invece così fu (e oltretutto anche il best seller dei Beatles con 5 milioni di copie). Oltre a “Come together” “here comes the sun” e “Something” nell’album c’è soprattutto la suite sulla B side che per oltre 15 minuti lega 9 brani di John e Paul ancora una volta a livelli di eccellenza.
La band suona bene e in maniera convincente, rock, senza fronzoli e con arrangiamenti spesso minimali.
Un grandissimo album.

LET IT BE 6.5
La fine, ingloriosa e immeritamente fotografata da un album raffazzonato e che riluce solo di pochi episodi (ma che episodi !): “Let it be” , “Get back” , “Across the universe” la trascurata ma splendida “Two of us”.
Il resto sono imbarazzanti riempitivi, stralci dalle sessions legate al progetto (un ritorno alle radici, suonando live e “liberi” come agli esordi), un George ai minimi storici.

ALTRO:
Una marea di pubblicazioni, live, inediti e altro.
Da segnalare
LIVE AT THE HAMBURG
(solo per fans, con brani live pre “Please please me”
LIVE AT THE HOLLYWOOD BOWL
(trascurabile live, ma che documenta l’atmosfera dei loro concerti nei mid 60’s)
LIVE AT THE BBC
56 brani, 30 inediti, quasi tutte covers registrate nei prii 60’s alla BBC. Carino ma trascurabile
ANTHOLOGY 1, 2 , 3
Solo per ultra fans, tre album pieni di outtakes, versioni demo, raritrà di ogni tipo (spesso già sulle migliaia di bootlegs) e la necrofila operazione di “reunion” con la voce di John
LOVE
Discutibilissima, per quanto affascinante, rivisitazione, in chiave colonna sonora dell’omonimo spettacolo del Cirque du Soleil, di un buon numero dei brani dei nostri rimixati, fusi insieme, con stralci di un brano messi in una altro.

27 commenti:

  1. Grande Alekos Panagoulis.
    Peccato che stesse con una stronza come la Fallaci
    O meglio, ai tempi era una donna comabattiva e più che rispettabile, poi è rincoglionita.

    Ma parliamo dei Beatles và....

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  2. Beh, che dire? Da beatlesiano non posso dire nulla (finirei con lo scrivere un trattato e a nessuno interesserebbe) ma devo dire che condivido in pieno i giudizi/voti dati da Mr.Face. Forse, per un affetto mio personale, avrei dato un punticino in più a A Hard Day's Night ma, si sa, meglio lasciar correre i gusti personali.
    Io sono stato a New York, proprio nei giorni in cui ricorreva l'anniversario della morte di John e il giretto a Strawberry Fields, in Central Park, è stato una tappa obbligata (ed anche un po' deludente, come immaginerete). Lo stesso giorno ho scoperto un'altra cosa che m'è sembrata significativa data la ricorrenza: la voce "parlata" su I'm Outta Time degli Oasis è proprio di John Lennon (tratta da un'intervista degli ultimi giorni) al quale il pezzo è ufficialmente dedicato.
    M'è sembrato un bel segno.
    :-)

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  3. bentornato joyello!
    x pura coincidenza (visto che era l'8 dic)ieri stavo mostrando delle foto fatte proprio a Strawberry Field in Central park e davanti al Dakota, ultima casa di Mr & Mrs Lennon.

    C'e' secondo me un altro tributo a John in I'm Outta time degli Oasis: nel video ad un certo punto il viso d Liam ruota fno a raggiugere na posizione orzzotale..a me a ricordato molto la cover di Imagine ( e di consegueza anche il video di Woman dove l'immagine del volto di john sfuma in quella del suo viso ormai ahinoi esanime..).
    Sceta voluta? casuale?
    C

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  4. io direi scelta voluta,visto che è tutto sommato abbastanza nota la passione di liam per john, arrivata al punto di chiamare il figlio, appunto, lennon...
    Marco MODS Trieste

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  5. E dire che un tempo ero Rolling Stone convinto, poi anno dopo anno la mia convinzione si è affievolita fino a farmi cambiare idea già da diversi anni. L'apoteosi è stata la visione dello splendido "Across the universe"
    Complimenti per tutte le informazioni, tornerò a trovarti.
    Saluti, Lucien

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  6. Bellissimo post, complimenti, anche se trovo Revolver troppo sopravalutato (un po 'come Sgt Peppers).
    Per il resto concordo

    E concordo con Lucien sul bellissimo "Across the unverse"

    Mass

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  7. A me FOR SALE ed HELP piacciono moltissimo, ABEEY ROAD meno...

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  8. a mio parere credo che il suono (basso e batteria in particolare) di Abbey Road sia il loro migliore di sempre
    C

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  9. bitels? cusa l'è, roba de mangià? :)

    io sono della generazione delle blu e delle rosse (le cassette, non le pillole :), ma mi vanto (giustamente!) di aver scelto all'età di piu o meno 4 anni, il mio primo singolo 45 giri, nel negozio di dischi che c'era qui in paese, mi portò mia zia, il negoziante mi fece sentire un po di roba italiana ed una cosa appena arrivata dall'inghilterra... era please please me/ask me why ...ed ovviamente scelsi questultima.. ;)

    vabbè perdonatemi la racconto sempre, ne vado fiero, ma non è una leggenda metropolitana, anzi paesana, è la pura verità!

    f

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  10. Dei Bitels la primissima cassetta fu Rock n Roll Music 1 e poi il 2
    Fu proprio il primo "prodotto musicale" che acquistai insieme a un "Greatest hits" e all'album "Arrival" degli Abba (...).
    Lasciai subito da parte gli Abba, presi le Blu e le Rosse e poi "Abbey Road"
    A ruota "Quadrophenia" e "Rolled Gold" degli Stones...etc. etc etc

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  11. io sono stato fortunato: alla mia nascita dei bitels ho trivato gia in casa Help LP,il 45 di Michelle/Girl (qual'era la side A e la B?..mi sfugge sui due piedi,ma era adatta all'altro post), il 45 di Let It Be, l'album ROSSO e quello BLU, Imagine e Sometimes in NYC di Lennon solo..non male eh? (grazie papa')
    C

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  12. IL disco dei Beatles era una costante delle case italiane nei 60's e 70's.

    I Beatles me li ricordo nei 60's in qualche Telegiornale, dileggiati e avversati dal commentatore di turno.
    E poi il 45 di Hey Jude e Come Together in un Mangiadischi Geloso.

    Mi ricordo anche un filmato, ovviamente alla RAI, nei 60's, degli WHO, live a Stoccolma o Finlandia
    Un concerto all'aperto, Roger vestito di bianco, su un palco che sembra una baita (...)

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  13. Tony, ricordo male o c'e' qualche scena del genere in AMAZING JOURNEY (dvd)degli WHO? (concerto in scandinavia..)
    C

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  14. Non l'ho ancora visto Amazing Journey ma sono immagini che poi sono uscite relativamente spesso nei libri e nei siti dedicati agli Who

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  15. Darei un punto in più a 'Rubber Soul' e toglierei mezzo punto a 'Stg Peppers'. Discorso a parte per 'Abbey road' a cui aggiungerei mezzo punto con lode, in questo album oltre al solito livello superlativo di John e Paul si aggiungono le composizioni eccellenti di George e un prova incredibile di Ringo.
    Giusto citare le rosse e le blu rigorosamente in cassetta.
    Paolo

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  16. hey,ti avrei linkato sul mio blog
    fatevi un giro!
    un saluto

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  17. Sto ascoltando lo SPLENDIDO nuovo album di Tom Jones, puro SOUL BIANCO.
    CLASSE !!!!

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  18. c'era da fazio l'altra sera

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  19. Visto e il brano che ha fatto mi ha incuriosisto.

    Fazio come sempre insopportabilmente servile e prono. Che uomo emmerda

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  20. Albanese e Litizzetto però sono grandi!

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  21. fazio il buono e' un po' una metafora di certa sinistra..ma poi chissenefrega
    C

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  22. Albanese Littizzetto e anche Milani sono grandi
    Gli ospiti interessanti ma le sue domande fanno pietà.

    Hai ragione, è la trasposizione scema di Veltroni (e ce ne vuole...)

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  23. per non parlare,oltre alle domande, di quell'aria da seminarista che da proprio sui nervi

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  24. Segnalo il nuov oalbum di Paul McCartney sotto il nome di The Fireman , a fianco di Youth dei Killing Joke.

    L'album che si può ascoltare sia su myspace che qui: http://www.thefiremanmusic.com/home è davvero bello.
    A tratti davvero molto beatlesiano (...e d'altra parte...), non particolarmente sperimentale come si poteva prevedere, ma che mostra un Paul più libero e coraggioso del solito.
    Gran bell' album

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