sabato, luglio 15, 2017

Il Lago Natron



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il Lago Natron è un lago salino situato nella Tanzania settentrionale, nella Rift Valley africana a circa 600 metri di altitudine, vicino al confine con il Kenya caratterizzato da un intenso colore rosso.
L'acqua del lago è imbevibile, particolarmente caustica per la pelle a causa della presenza di carbonato idrato di sodio, conosciuto come Natron e può può raggiungere una temperatura fino a 60°C.

Il Natron è stato spesso utilizzato per l'imbalsamazione per le sue proprietà disidratatanti, così gli animali che si immergono nel lago Natron vi rimangono intrappolati e i minerali disciolti nell'acqua li trasformano in pietra.

Il fotografo Nick Brandt, nel suo libro Across the ravaged land, ha pubblicato gli inquietanti scatti che ritraggono i malcapitati animali, immortalandone le spoglie imbalsamate.

Libertà e concerti



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo dei PREZZI DEI BIGLIETTI dei concerti italiani, degli STILYAGI (http://tonyface.blogspot.it/2016/05/gli-stilyagi.html), di IAN STEWART (http://tonyface.blogspot.it/2014/10/ian-stewart.html) e del libro dei NO STRANGE (http://tonyface.blogspot.it/2017/04/no-strange-e-sogni-correlati.html).

Segnalo due grandi concerti in settimana: lunedì a Poggio a Caiano (Pistoia) c'è FANTASTIC NEGRITO, mercoledì al "Botanique" di Bologna KAMASI WASHNGTON.

venerdì, luglio 14, 2017

Peter Hammill - Nadir's Big Chance



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", John Cale e "Sabotage", "Exposure" di Robert Fripp, arriviamo oggi a PETER HAMMILL e a "Nadir's Big Chance"

I precedenti post qui:
http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

Personaggio complesso e artisticamente eterogeneo, leader dei Van Der Graaf Generator, tra i principali esponenti del prog dei 70's ma ben felice di spaziare in ambiti sonori decisamente diversi e lontani dalla band madre.

Nadir's Big Chance è un album solista del 1975 incredibilmente precursore del punk e new wave ancora in fase più che embrionale. Sonorità dura, brani che, come accadde di lì a poco esasperano il linguaggio glam rock per diventare qualcosa di più duro ed estremo (ascoltare "Birthday special" ed è evidente quanto Johnny Rotten, grande fan di Hammill e Van Der Graaf, abbia preso ispirazione). Anche la title track potrebbe, con qualche aggiustamento, essere un brano del primo album dei Sex Pistols...mentre "Nobody's business" (ancora una volta) anticipa certa new wave più sperimentale.

Riproporrà sonorità di sapore new wave in "Future now" del 1978 in brani come "Pushing Thirty", in "Motor Bike in Africa" (incredibile brano afro elettronico tra Cabaret Voltaire e Talking Heads)o nella psichedelica e apocalittica "The Cut".
E poi anche in "Ph7" del 1979, soprattutto nei brani "Porton Down", nel dissonante e aspro "Imperial walls", in "Carrering" che sembra precorrere in qualche modo la no wave più acida e nella conclusiva "Faculty X".

NOBODY's BUSINESS (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=hThnSjC4Cbk

BIRTHDAY SPECIAL (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=x3lsaeY6h6A

NADIR'S BIG CHANCE (1975)
https://www.youtube.com/watch?v=rKoP19WHcFA

PUSHING THIRTY (1978)
https://www.youtube.com/watch?v=PPvBII2FPvM

MOTOR BIKE IN AFRICA (1978)
https://www.youtube.com/watch?v=PdJ1mtXbtls

giovedì, luglio 13, 2017

Renato Vallanzasca



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate, Georgie Davies, Derek Bentley, Burzum sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Probabilmente il più noto criminale italiano, RENATO VALLANZASCA imperversò nelle cronache (nere) italiane negli anni 70 lasciando dietro a sè una lunga scia di sangue, rapine, sequestri di persona. Più volte arrestato, più volte riuscì a fuggire, spesso attraverso rocambolesche e "impossibili" fughe. Fu anche spesso protagonista di rivolte carcerarie. Il suo aspetto particolarmente affascinante rese ancora più seguita la sua figura e lo rese ancora più "personaggio".
In totale è è stato condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione (pur godendo di vari permessi per lavorare fuori dal carcere). Recentemente gli è stato di nuovo confermato l'ergastolo. E' attualmente con 47 anni di galera uno dei detenuti da più a lungo in carcere (ora ha 67 anni).

A Vallanzasca sono stati dedicati film, libri ma poche canzoni.

Che hanno avuto (ovviamente) protagonisti soprattutto i VALLANZASKA.
Che addirittura hanno ospitato la voce di Vallnzasca nel brano "Expo 2015" (https://www.youtube.com/watch?v=yXj46DHx_Mc ) e in "Boys form Comasina", in "Fine amore mai", in "Apologia di Renato" e "Genova".

Come dice lo stesso Vallanzasca in Expo 2015"
“M'han fregato il nome...il che è tutto dire, fregare Vallanzasca, c'han messo una K e m'hanno inchiappettato”
E' citato anche in "Ribelle e basta" di J AX

martedì, luglio 11, 2017

Il fumetto sexy in Italia



A cura di SALVATORE URSUS D'URSO

Normalmente si considera "epoca d'oro" del fumetto sexy in Italia,la fase editoriale che attraversa tutti gli anni 70,ma in verità le origini sono precedenti e possono essere fissate (come periodo storico) tra il 1962 ed il 1965: i primi ad essere considerati "fumetti per adulti" furono i cosiddetti "neri",che partivano da Diabolik (opera delle sorelle Giussani) e da Kriminal e Satanik (opera del duo Magnus & Bunker,alias Roberto Raviola e Luciano Secchi).

I "neri" italiani però non avevano ancora riferimenti espliciti al sesso,a parte le forme prosperose di certe compagne dei suddetti anti-eroi (Satanik era una donna e quindi già di per se più che disinibita),mentre a partire dal 1966 cominciano a vedersi i primi volumetti in edicola (tutti rigorosamente in formato pocket) nati su idea di un tale Renzo Barbieri,che attorniato da una serie di disegnatori e soggettisti lancerà i primi personaggi con la dicitura di Editrice 66: personaggi iniziali sono la bionda "duchessa dei diavoli" ISABELLA e l'agente del controspionaggio GOLDRAKE PLAYBOY,che nei primi tempi mostreranno già scene di nudo,piuttosto castigate ma alternate a momenti di sesso al limite della perversione,il più delle volte a carattere sado-maso (lo stesso Barbieri pubblicava,nel frattempo,romanzetti con titoli sul genere "Il piacere della frusta").

L'editrice 66 diviene ben presto Edizioni RG ed allarga ancor di più il catalogo dei personaggi,visto l'immediato successo di pubblico,prendendo spunto soprattutto dal cinema,poichè vengono rivisitati in chiave erotica un po' tutti i generi cinematografici in voga all'epoca: dal "peplum" con le avventure di MESSALINA,ambientate nell'antica Roma imperiale, fino al poliziesco, all'epopea cavalleresca, ai ricordi della Francia pre-rivoluzionaria (si riprende la mitologia del "divin marchese" con DE SADE),ma nel western,sempre riveduto e corretto dal geniale disegnatore Sandro Angiolini (già autore dei primi numeri di ISABELLA) nessun altro personaggio risulta tanto conturbante quanto VARTA'N l'indiana bianca,pubblicata dall'editore Furio Viano a partire dal 1969 : VARTA'N cresce libera e indipendente,senza freni inibitori in una tribù indiana, ma i tratti e lo stesso nome di battesimo sono direttamente ispirati dalla notissima Sylvie Vartan,che nel periodo in questione stava al massima della popolarità.

Questa è una caratteristica tipica del fumetto sexy italiano,che riprende i volti da attori o da cantanti famosi e li ricicla in veste boccaccesca.
Già ISABELLA era ispirata a Brigitte Bardot, GOLDRAKE a Jean Paul Belmondo...e andando avanti negli anni si vedrà che verranno fuori altri personaggi come LANDO,con i tratti somiglianti a Celentano,IL MONTATORE,molto simile a Lando Buzzanca e persino RAFFA,esplicitamente fotocopiata su Raffaella Carrà,che sarà comunque l'unica a non gradire per niente la cosa,tanto che la serie fu una delle più brevi della storia del fumetto,poichè la Carrà stessa minacciò più volte querele e ricorsi alla magistratura.

Già agli inizi degli anni 70 il mercato dei pocket erotici era in mano a questi editori : RG con a capo Barbieri e dall'altra parte il concorrente Furio Viano,che oltre a VARTA'N pubblicherà anche JOLANKA,altra bionda maggiorata di genere piratesco,la guerrigliera HELGA e la serie GENIUS,un semi-plagio ispirato a Diabolik che inizierà con avventure a fotoromanzi (pose scattate su attori veri) e nel 1969 passerà alle matite dell'esordiente Milo Manara,da tutti conosciuto (anche recentemente) come uno dei maggiori disegnatori erotici,a livello internazionale.

Altro grande artista del fumetto per adulti è stato Leone Frollo,già rinomato pittore,che quando Barbieri staccò dai suoi primi soci editoriali,passando dalla vecchia RG alla "Edifumetto" fondata nel 1972,aprirà la serie di BIANCANEVE,fumetto ispirato alla fiaba per bambini,che ovviamente nel formato pocket si trasforma in una sagra del sesso,in tutte le sue forme più grottesche e bizzarre.

BIANCANEVE resta infatti uno dei primi personaggi non solo erotici,ma soprattutto demenziali,già i nomi dei 7 nani la dicono lunga sul contenuto esplicito delle avventure : Anulo,Masoccolo,Brutolo,Montolo,Segolo,Occhiolo e Chiappolo.

Jacula (1969), inizialmente pubblicata da ErreGi (la futura concorrente Ediperiodici), è presente fino al 1982, con un totale di 327 albi.
Zora, pubblicata dal 1972 fino al 1985, su sceneggiature di Giuseppe Pederiali, disegni di Birago Balzano (e Gianni Pinaglia, Pino Antonelli), per un totale di 288 albi e 12 speciali.
Sukia ideata da Nicola del Principe, pubblicata dal 1977 fino al 1986, per un totale di circa 150 albi.
Yra disegnata da Leone Frollo, sceneggiature di Rubino Ventura. Pubblicata dal 1980 al 1981.

Svariate sono anche le testate, uscite negli anni settanta, con racconti ispirati alle fiabe (riproposte in chiave erotica): Fiabe proibite
Sexy favole
In queste vi sono parecchie storie disegnate da Sandro Angiolini, tra le quali Cappuccetto Rosso (Noto anche come Cappuccetto Rotto), Pinocchio, Fata Turchina, Cenerentola, Alice nel Paese delle Meraviglie, La Bella Addormentata, Il Principe e la Lupa, Frigilda, Il bel Primolino.

Tra le molte pubblicazioni della Edifumetto, vi sono anche produzioni erotiche d'autore come:
Biancaneve di Leone Frollo
Necron di Magnus.
I racconti autoconclusivi Mezzanote di morte (1974, collana Il Vampiro), Dieci cavalieri e un mago (nelle succitate Sexy Favole, novembre 1974), Vendetta macumba, Il teschio vivente sempre di Magnus.

Nel bene o nel male,il pocket a fumetti per adulti costituisce una parte della fantomatica "rivoluzione sessuale" degli anni successivi al 1968 : tra gli artisti che vi si sono alternati non c'erano solo mediocri e improvvisati creatori di macchiette...certo non tutta la produzione resta degna di nota,ma per disegnatore straordinari come Sandro Angiolini,che partirono dal fumetto tradizionale e comico,per poi essere ricordati quasi esclusivamente per questi personaggi,per quelli prestati da altre case editrici,come Magnus (Roberto Raviola),Antonio Terenghi e Nicola Del Principe,con questi si sono raggiunti livelli artistici notevoli.

Il settore comincia a calare di tono quando,verso la fine degli anni 70,il cinema "hard" diventa appannaggio di tutti,con il cambiamento di costume e la liberalizzazione del porno,le pubblicazioni a fumetti acquistano sempre meno interesse e lasciano il posto a riviste di tipo "misto",con fotografie reali di atti sessuali sempre più espliciti,oppure qualche pezzetto di animazione compare nelle produzioni cinematografiche a "luce rossa",tra cui la serie presentata da Ilona Staller/Cicciolina che viene pubblicata in videocassette VHS agli inizi degli anni 80.

In chiusura,visto che si parla (inevitabilmente) di cinema di animazione,va ricordato il lungometraggio "Il nano e la strega" : produzione italo-francese del 1976,diretta da Gioacchino Libratti (in arte Gibba) che è un po' il papà di tutti cartoons vietati ai minori,compresi quelli estremi,grotteschi e ultra-demenziali pubblicati da Ursus (quel birbaccione) verso la fine del millennio scorso (troppo tardi,ahimè!) e che è anche lo squilibrato che ha scritto questa veloce carrellata di ricordi XXX.

lunedì, luglio 10, 2017

David Spinozza



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon), Linda Eastman , Daryll Jones dei Rolling Stones, Jack Nitzsche, produttore e compositore, Jimmy Nicol, per un attimo batterista dei Beatles, parliamo oggi del chitarrista DAVID SPINOZZA.

Le precedenti puntate qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

DAVID SPINOZZA chitarrista di cui in pochi ricordano il nome ma che è stato protagonista di album se non basilari comunque firmati da eccellenze della storia del rock.

A partire dalla collaborazione con PAUL MC CARTNEY in "Ram" a cui seguì quella con JOHN LENNON, poco dopo, in "Mind Games". Nei primi 70's Paul e John erano piuttosto scorbutici l'uno con l'altro e David temeva che se John avesse scoperto la precedente collaborazione con Paul lo avrebbe licenziato. John si limitò a commentare che "Paul sapeva come scegliere la gente migliore".

Per non farsi mancare niente suona anche su "Ringo the 4th" di RINGO STARR.

Lo troviamo anche con Yoko Ono, James Taylor, Gil Scott Heron (in "Free Will"), Billy Joel (nella famosa "Honesty"), Aretha Franklin, BB King, Paul Simon, Herbie Mann, Dr,John, Yusef Lateef, Danny Hathaway e in numerose colonne sonore, tra cui "Dead Man Walking".
Suona con L'IMAGE con star dello strumento come Tony Levin, Steve Gadd, Warren Bernhard e Mike Mainieri.

sabato, luglio 08, 2017

Il cinema nel deserto del Sinai



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

All'inizio degli anni 2.000 uno strano personaggio francese si trovò nel mezzo del deserto del Sinai in Egitto e dopo (pare) qualche canna decise che quel posto era una perfetta location per proiettare dei film. Tornò al Cairo, acquistò una serie di poltrone da un vecchio cinema, un proiettore, uno schermo e lo fece montare nel luogo a lui tanto caro.

Ma la sera della prima proiezione il generatore di corrente "misteriosamente" saltò (pare che la popolazione locale non fosse entusiasta dell'idea dello straniero) e nel cinema del Sinai non fu mai proiettato nulla.
L'attrezzatura è ancora lì (come documenta il blog estone http://www.kaupokikkas.com/blog/2014/3/7/end-of-the-world-cinema

Gli STADIO hanno girato il video "Il paradiso con te" da "Donne & colori" del 2.000 proprio in quel luogo.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=56&v=poQ5Q1c5UVE

Libertà, Freak Antoni, Beatles a Bologna



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo un articolo sul concerto di Little Steven a Pistoia, con poco pubblico, che invece affolla a decine di migliaia quell idi Springsteen di cui lui è da sempre stretto collaboratore. Poi del diritto all'oblìo per i musicisti (http://tonyface.blogspot.it/2014/11/le-recensioni-negative-e-il-diritto.html), di Lennie Tristano e la sua "Turkish mambo" (http://tonyface.blogspot.it/2017/04/lennie-tristano-turkish-mambo.html).

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Venerdì 14 luglio alle 18 modero l'incontro con DANIELA AMENTA autrice del libro FREAK OUT - Freak Antoni psicofisiologia di un genio
A Fiorenzuola (Piacenza) - Piazza Verdi



Astrid Kirchherr with the Beatles

Palazzo Fava , Bologna, via Manzoni 2 dal 07/07/2017 al 09/10/2017

I dettagli qua: https://www.genusbononiae.it/mostre/astrid-kirchherr-with-the-beatles/

venerdì, luglio 07, 2017

Robert Fripp - Exposure



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", John Cale e "Sabotage"parliamo oggi di "Exposure" di ROBERT FRIPP.

I precedenti post qui:

http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

ROBERT FRIPP è il grande guru della chitarra ma soprattutto un compositore, un genio della musica, della produzione, dell'avanguardia.
Di conseguenza mai indifferente a quello che gli succede intorno, pronto a cogliere la novità, i suoni più moderni e freschi.

E così all'esplosione del punk e della new wave entrò in qualche modo in quel mondo, assorbendone le parti più creative e propositive.
Suona con e collabora con Blondie, David Byrne e le Roches, segue la scena e i concerti.

Nel suo esordio solista del 1979 (che aveva incominciato a registrare a metà 1977) si sente.
In realtà l'album (facente parte di una specie di trilogia che comprendeva il secondo di Peter Gabriel e un album di Daryl Hall, entrambi qui presenti) abbraccia una gamma di stili e di influenze molto ampia (dalla sperimentazione con i suoi avanguardistici Frippertronics al rock (quasi) tradizionale al tipico sound alla King Crimson).

Ma ovunque aleggia un gusto new wave o addirittura punkeggiante come in “You burn me up I’m a cigarette” cantata da Daryl Hall.
Ad aiutarlo ci sono anche, tra gli altri, Peter Hammill (che canta in tre brani), Brian Eno, Phil Collins, Tony Levin, Jerry Marotta, Narada Michael Walden.

Video promo dell'album:

https://www.youtube.com/watch?v=X1NkphFI3oQ

giovedì, luglio 06, 2017

Soul Train



SOUL TRAIN è una trasmissione televisiva andata in onda in USA dal 2 ottobre 1971 al 26 marzo 2006. 35 anni in cui è passato oltre un migliaio di artisti neri del giro soul, rhythm and blues, rap, hip hop, funk, jazz, disco, gospel. Rare le apparizioni di musicisti bianchi: David Bowie, Elton John, Sting, Manhattan Transfer, Beastie Boys, Average White Band tra gli altri.

Infinita la lista dei grandi della BLACK MUSIC, da James Browm ad Aretha Franklin, Marvin Gaye, Chuck Berry, Al Green, Herbie Hancock, Isaac hayes, Ike and Tina Turner, Michael Jackson, Impressions, Curtis Mayfield, Temptations, Stevie Wonder etc.

Condotta dalla voce profonda e suadente di DON CORNELIUS (che ne fu anche l'ideatore e produttore, donando così agli afro americani una trasmissione tutta per loro), suicida nel 2012 (dopo aver subito un processo per violenza domestica) divenne seguitissima e fu un trampolino di lancio per molti musicisti.
All'interno, oltre alle band anche esibizioni di ballo (la "Soul Train Scramble Board" e la "Soul Train Line".

E infine la famosa conclusione di Don che salutava tutti sempre con la stessa frase: "...and you can bet your last money, it's gonna be a stone gas, honey. I'm Don Cornelius, and as always in parting, we wish you love, peace...and SOUL!"

STEVIE WONDER a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=7SUEyf_2fbo

JAMES BROWN a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=AsVyPAVBzRQ

ARETHA FRANKLIN a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=TYxo6C9eNSQ

IKE AND TINA TURNER a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=QJJFRxuIu9c

mercoledì, luglio 05, 2017

Chris Dean (Redskins)



Una delle storie più particolari e intriganti della storia della musica post 77.
CHRIS DEAN fu il leader, compositore, ideologo dei REDSKINS, una delle migliori band apparse sulla scena inglese negli 80's .

La band visse tra il 1982 e il 1986, lasciò una serie di esplosivi singoli e un ottimo album come "Neither Washington Nor Moscow", all'insegna di un SOUND RUDE che mischiava soul e punk ("Walk like the Clash, sing like the Supremes" era il loro slogan).
Testi impregnati di socialismo militante, tanti concerti e un seguito forte e fedelissimo.
Dopo lo scioglimento Chris sparisce dalla circolazione.
Va a vivere a Parigi ma da allora nulla si sa più di lui.

Ricompare brevemente con un nuovo progetto chiamato P-MOD e successivamente in un altro dal nome Chris Dean & The Crystallites.
Dei primi pare esista un demo, mandato a John Peel ma (pare) mai trasmesso.
Nessuno dei vecchi amici ha più ritrovato le sue tracce.

Spesso alcuni giornalisti o semplici fan provano a verificarne la raggiungibilità ma senza successo.
Ci ha provato anche il sottoscritto e dopo un'intensa e accurata ricerca ho ricevuto un'attendibile risposta da parte di Bazza (thanx Cpt. Stax), che curò per un periodo un sito dedicato ai Redskins:

“Chris vive a New York in questo momento, non lontano da casa mia.
Musicalmente ha fatto pochissimo dopo i Redskins, io posseggo un paio di canzoni composte dopo lo scioglimento.
Una grande agenzia di concerti ha provato più volte a fare offerte per rimettere insieme la band, anche solo per pochi concerti, ma Chris non è assolutamente interessato. Anche se possiede sempre la chitarra di Joe Strummer”

martedì, luglio 04, 2017

Nikoloai Federov, il bolscevismo e la ricerca tecnologica dell'immortalità



Come sempre molto interessanti gli interventi di ANDREA FORNASARI.
Illuminante direi, in questo caso
.

Per il pensatore russo dell'Ottocento Nikolai Federov (1828-1903) la natura è un nemico, perché condanna l'individuo all'estinzione.
L'unico progetto umano degno di nota è dunque la lotta titanica per raggiungere l'immortalità: non solo quella delle generazioni future, ma di tutto il genere umano.
La sfida dell'uomo è la resurrezione tecnologica dei morti.

Sembra incredibile che queste fantasie possano aver avuto un'influenza pratica, eppure il pensiero di Federov fu una delle correnti intellettuali che plasmarono il regime sovietico.
I bolscevichi credevano che l'uomo fosse destinato a dominare la natura e, influenzati da Federov, credevano che la tecnologia potesse emancipare l'umanità persino dal pianeta terra.

Le idee di Federov ispirarono l'ingegnere missilistico Konstantin Tsiolovsky (1857-1935) e attraverso lui la prima generazione di cosmonauti, pervadendo il regime sovietico per tutta la durata della sua storia. La visione federoviana di un'umanità come specie eletta, destinata a dominare la terra e a sconfiggere la morte, è la formulazione moderna di una fede antica. Il platonismo e il cristianesimo hanno sempre pensato che gli esseri umani non appartengono al mondo naturale: essi immaginavano un'umanità che potesse disfarsi di tutti i limiti che gravano sulle altre specie animali. E i pensatori dell'Illuminismo hanno semplicemente rinnovato, con nuove parole, questo antico errore.

Federov era indubbiamente un'estremista, ma questa sintesi di fede e gnosticismo tecnologico e umanesimo, ha ispirato tanto Saint-Simon quanto Comte e Karl Marx.
Gli effetti pratici del culto federoviano-marxiano della tecnologia furono ovviamente rovinosi.
Ispirandosi a una filosofia materialista e ad una fede misticheggiante, l'Unione Sovietica danneggiò il proprio ambiente fisico più gravemente di qualsiasi regime precedente.
Verdi pianure trasformate in deserti, livelli altissimi di inquinamento.
Dalla distruzione della natura, però, l'Unione Sovietica non ricavò alcun vantaggio per l'umanità: i cittadini sovietici non vivevano né meglio né più a lungo.

Lo scetticismo generale nei confronti delle pianificazioni in stile federoviano, oltre ovviamente a tutte le altre considerazioni, contribuì a innescare il collasso sovietico. L'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl rafforzò la protesta. Pare che molta ostilità nei confronti di Gorbaciov fosse dovuta al suo progetto di modificare il corso di alcuni fiumi siberiani, cosa che avrebbe provocato l'allagamento di grandissimi territori e modificato di conseguenza anche il clima.

L'eredità lasciata alla Russia post-comunista dal regime sovietico è un ambiente devastato: un'eredità semi-criminale e folle.
Solo il capitalismo "taglia e brucia" ha saputo provocare catastrofi più grandi.
Ma il culto dell'immortalità tecnologica continua.
E continua nei paesi capitalistici più avanzati.
In California vi sono organizzazioni che promettono la resurrezione tecnologica di corpi congelati (la criogenia).
Questo genere di culti è la prova evidente che, per la maggior parte di noi, eredi del cristianesimo e dell'Illuminismo, l'escatologia e la tecnologia si appartengono reciprocamente.
Resuscitare i morti, probabilmente, non sarà impossibile per sempre.
Forse ci si riuscirà. L'inghippo fatale nella promessa dell'immortalità criogenica non è tanto quello di sopravvalutare i poteri della tecnologia.
È dimenticarsi che le società che credono alle promesse di immortalità tecnologica sono esse stesse mortali.

I fautori dell'immortalità tecnologica pensano che la società odierna durerà per sempre, o comunque devono sperarlo. In realtà, i morti congelati si saranno già sciolti da tempo quando forse si riuscirà a disporre della necessaria tecnologia.

Guerre, rivoluzioni, catastrofi naturali, crisi economiche avranno già distrutto i mausolei criogenici.
La ricerca tecnologica dell'immortalità spacciata come progetto scientifico non è per niente un progetto scientifico.

Essa promette quel che le religioni hanno sempre promesso: affrancare l'umanità dal suo passato di animale come tutti gli altri e liberarla dal fato e dai limiti naturali.

domenica, luglio 02, 2017

Festival Beat 2017



Premesso che GRAHAM DAY and the FOREFATHERS ha cancellato tutti (tra brani dei Prisoners come "Love me lies" e "Melanie", di Solarflares come "You want blood" e un finale con una deragliante "Hush").
Suona rauco, duro, minimale, primitivo.
Voce pazzesca, attitudine totale.
E premesso che ARCHIE & the BUNKERS sono due minorenni che fanno garage punk con tastiera e batteria, coverizzano Dead Boys e Stooges, sembrano gli Screamers o i Suicide in speed e spaccano anche loro.
E premesso che gli altri gruppi, alcuni ottimi altri meno, non hanno sempre impressionato.

Una riflessione generica:
molti del pubblico con capelli candidi (o miseramente tinti male...) o semplicemente senza, tante rughe e tanti anni sulle spalle MA, contrariamente alla vulgata che vuole questo tipo di eventi ad appannaggio esclusivo della "vecchia guardia", TANTI TANTI GIOVANI.
E un eccellente mercato con prodotti interessanti tra dischi, vestiti, poster e altro.
Keep the faith !

Skygarden Seoullo 7017



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il 20 maggio 2017 ha aperto a SEOUL in COREA del SUD un nuovo parco pubblico lo Skygarden Seoullo 7017 a cura dello studio d'architettura olandese di Rotterdam MVRDV (https://www.mvrdv.com/)

Il parco, lungo 983 metri con oltre 200 piante locali, nasce dalla riconversione di un viadotto di una superstrada urbana.
In due anni MVRDV ha trasformato un viadotto della superstrada cittadina, risalente agli anni 1970 in un parco ricco di strutture per lo svago dei piccoli e dei grandi, una vera passeggiata lussureggiante sopra le strade di Seoul.

Oltre all'importanza di un recupero di una struttura pre esistente (e diametralmente opposta per concetto e fruizione) Skygarden accoglie circa 24mila piante tra alberi, cespugli e fiori.

sabato, luglio 01, 2017

Libertà e Classic Rock



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo dei Quattro batteristi dei Beatles (http://tonyface.blogspot.it/2011/03/i-4-batteristi-dei-beatles.html ), riassumo il meglio del mese di giugno e recensisco i libri di Massimo Zamboni ed Enrico Gabrielli.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK parlo nell'ambito dei Migliori 100 dischi degli anni 80 di "Los Angeles" degli X e di "Daydream nation" dei SONIC YOUTH. Recensisco poi gli album di Electric Swan, Filippo Graziani, Senza Benza, Raw Power oltre ad un' antologia dei fantastici INMATES.



A Salsomaggiore in pieno svolgimento il FESTIVAL BEAT.

Qua il programma e i dettagli:

https://www.facebook.com/events/1842407939361023/
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