domenica, dicembre 18, 2016

Chemosphere



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

La Chemosphere è una delle case più particolari e bizzarre americane, sorge a Los Angeles, nella San Fernando Valley sulle Hollywood Hills a fianco della Mulholland Drive e nel 2004 è stata dichiarata Los Angeles Historic-Cultural Monument

Concepita nel 1960 dall'architetto JOHN LAUTNER venne progettualmente considerata impossibile da costruire.
Per raggiungerla è necessaria una funivia, ha forma ottagonale e sorge su un pilastro centrale da cui partono otto assi portanti.
L'Enciclopedia Britannica la definisce "the most modern home built in the world".
E' stata spesso teatro di set cinematografici.

sabato, dicembre 17, 2016

Mods su Il Manifesto



Oggi su IL MANIFESTO due pagine che ho dedicato alle MOD BANDS in circolazione

THE MADS - In italiano



I milanesi Mads sono state una delle prime (la prima?) espressioni del Mod sound in Italia nel lontano 1979.
Varie vicissitudine impedirono loro di uscire discograficamente e nel 1983 la band si sciolse. Sono tornati in attività recentemente con una serie di concerti e nuove incisioni che ne confermano l'indubbio valore.

Ora Area Pirata recupera quattro brani registrati all'epoca degli esordi (cantati in italiano, cosa inusuale in periodi in cui era l'inglese, in un certo ambito, la lingua ufficiale), tra rhythm and blues bianco, uno splendido beat rock e l'ultimo episodio inciso prima dello scioglimento, vicino a certe atmosfere care al Bowie di quegli anni.

Testimonianza importante per conoscere le radici del gruppo e valutare ancora meglio la portata della proposta odierna.

venerdì, dicembre 16, 2016

City Blues di Vittorio Bongiorno



Al cospetto di un tomo di 350 pagine ci si approccia sempre con un certo timore.
Poi quando uno scrive così bene e in modo tanto coinvolgente come Vittorio Bongiorno ti trovi a finirlo in un giorno e a volerne altri dieci di questi racconti e avventure.

Vittorio raccoglie in City Blues tre resoconti di viaggio, già pubblicati sul "Mucchio Extra" e qui rifiniti e riarrangiati.
Da Los Angeles e dintorni a Berlino fino alla "città più pericolosa del mondo", Detroit, si intrecciano le migliori storie del rock n roll (e non solo) saltando da Gram Parsons a Nick Cave, da Iggy a Bowie, da John Lee Hooker alla prima techno, per scoprire quanto tutto ciò sia costantemente unito da un filo rosso (o nero, se preferite).
Dettagli, aneddoti, citazioni, incontri speciali e particolari (Ry Cooder in un piccolo club nel deserto californiano...).

La scrittura di Vittorio, come detto, è speciale, fresca, ironica, appassionata, profonda.
Un libro riuscito, un libro BLUES.

giovedì, dicembre 15, 2016

Salvatore Coccoluto - Ezio Bosso La musica si fa insieme



A volte anche l'Italia tributa il giusto merito ai suoi figli di talento.
Ci è voluto il Festival di Sanremo e Carlo Conti a far scoprire il valore di EZIO BOSSO, che da anni raccoglieva successo e stima ovunque nel mondo.

Per fortuna ora anche in Italia viene considerato con il giusto merito.

Salvatore Coccoluto gli dedica un libro esaustivo sulla sua carriera con una buona parte dedicata anche alla sua appartenenza alla filosofia Mod, da cui non si è mai allontanato, dopo i tre anni trascorsi al basso con gli Statuto negli anni '80.
Interessante, ben scritto, completo.

mercoledì, dicembre 14, 2016

Africa Express Presents... The Orchestra of Syrian Musicians & Guests



DAMON ALBARN è uno dei personaggi più interessanti, colti e progressivi della musica inglese.
Sperimenta, contamina la sua musica, ne cerca di nuove, le scopre, le valorizza, le fa conoscere.

Ad esempio grazie al progetto AFRICA EXPRESS con il quale ha deciso di dare spazio all' Orchestra of Syrian Musicians, composta da 50 musicisti siriani sparsi per il mondo dalla terribile guerra che da cinque anni devasta la loro patria.
Due giorni dopo la decisione degli inglesi di lasciare l'Europa, Damon ha portato l'Orchestra alla Royal Albert Hall, sfidando i rigori della burocrazia che metteva blocchi ai permessi di entrata a molti dei musicisti provenienti da ogni parte del mondo.
Ma alla fine ha vinto, il concerto si è tenuto, è stato registrato e trasmesso su youtube.

Il disco vede ora la luce e ci porta in un mondo musicale a noi sconosciuto, con MUSICISTI di ASSOLUTA ECCELLENZA TECNICA e INTERPRETATIVA.
Sul palco un coro di venti voci e trenta artisti che suonano strumenti convenzionali (archi vari) e tradizionali come il ney, il qanun, lo zither, l'oud, la kora.

Concerto spettacolare, emozionante e commovente.

Partecipano anche PAUL WELLER (nel video a 20.40) che ci regala una "Wild wood" con orchestra orientale e accompagnamento di kora del senegalese Seckou Keita, ovviamente DAMON ALBARN che rifà "Out of time" dei Blur (da "Think thank") al minuto 50.00, Julia Holter e tanti nomi di spicco della musica siriana, mediorientale e africana.

IL video integrale de concerto è qui:
https://www.youtube.com/watch?v=aH_FP67cLP0

martedì, dicembre 13, 2016

Mary Millington



La sua ultima apparizione in video è, nel suo tipico stile cinematografico, mentre se la gode alla grande in "Great rock n roll swindle" di Julien Temple del 1980 sulla storia dei Sex Pistols.

Ma MARY MILLINGTON era scomparsa già nell'agosto del 1979 in un (presunto) atto suicida.
E' stata una delle prime star (forse la più fulgida) del porno inglese dei 70's, dopo essere stata una rinomata modella alle fine dei 60s', escort e amante di personaggi "eccellenti" (da Peter Sellers al primo ministro Harold Wilson - quello così odiato da George Harrison, tanto da citarlo in "Taxman" nell'omonima canzone dei Beatles del 1966).

Il suo esordio nel porno Miss Bohrloch vinse il Fallo d'Oro al Wet Dream Festival di Amsterdam del 1970 (http://tonyface.blogspot.it/2016/07/wet-dreams-festival.html).
Nel 1977 interpreta il soft porno "Come play with me" che resterà in programmazione a Londra per 201 settimane consecutive e le darà la massima notorietà (dopo anni di riviste e film grossolani).
Famosa una sua foto in topless davanti a Downing Street.

Afflitta dalla depressione, dipendente dalla cocaina, con manie cleptomani, sempre più oppressa da debiti e denunce si suicidò il 19 agosto del 1979 con un mix di barbiturici e alcool (anche se molti amici rifiutano questa tesi, sostenendo quanto fosse allergica a qualsiasi tipo di alcolico, che le procurava la nausea, e attribuendo la sua morte al fatto che molti "potenti" a cui aveva concesso le sue grazie fossero intimoriti da eventuali rivelazioni, considerato il suo stato psico fisico sempre più precario).
Nel 2015 è uscito un ottimo ed esaustivo documentario sulla sua vita Respectable – The Mary Millington Story

lunedì, dicembre 12, 2016

Darryl Jones



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon) di Linda Eastman andiamo a trovare oggi DARRYL JONES.

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

DARRYL JONES è un bassista solido, di caratura eccelsa ma raramente considerato nelle liste tra i migliori, nonostante una carriera al top.

Basti pensare agli inizi di carriera direttamente, a 22 anni, in tour con MILES DAVIS nel 1983 e con cui registrerà gli album Decoy (1984) e You're Under Arrest (1985).
Entra poi nella band di STING ( a fianco di Branford Marsalis, Kenny Kirkland e Omar Hakim) con cui registra Dream of the Blue Turtles nel 1985.

Quando nel 1993 Bill Wyman decide di lasciare la band entra in pianta stabile (anche se non ufficialmente nel gruppo) nei ROLLING STONES, suonando sempre in tour e registrando con loro Voodoo Lounge (1994), Stripped (1995), Bridges to Babylon (1997), No Security (1998) e il recente Blue & Lonesome (2016).
Ha suonato anche con Headhunters, Steps Ahead, Mike Stern, John Scofield, Eric Clapton, Madonna.

Proprio sulla mancanza di un accredito ufficiale di membro degli Stones (che appaiono in foto sempre in quattro e che anche nei live lo relegano quasi sempre in secondo piano), Jones ha dichiarato, un po' dispiaciuto:

Ovviamente per uno come me che è stato per oltre 30 anni un sideman sarebbe una cosa meravigliosa.
Credo che la maggior parte dei musicisti, nel loro intimo, anche se sono sidemen o turnisti, hanno il desiderio di far parte di una band.
E io non sarei del tutto onesto se non dicessi che sarebbe meraviglioso e non sarebbe sorprendente se fossi considerato membro a pieno titolo di questa organizzazione.
Ma non è una decisione che mi compete. Io devo solo suonare al meglio delle mie possibilità, le altre questioni non mi riguardano."

domenica, dicembre 11, 2016

Apple Campus 2



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

L'APPLE CAMPUS 2 è il nuovo quartier generale della APPLE a Cupertino, California, i cui lavori sono i dirittura d'arrivo e che dovrebbe inaugurare nel gennaio 2017 (dopo sei anni).

La struttura è a forma di anello e include un parcheggio sotterraneo in grado di ospitare 2.400 automobili dei 12.000 dipendenti che a breve vi si trasferiranno.
Inoltre avrà un centro fitness e sei bar con 600 posti a sedere oltre a 1.750 sedie sulle terrazze, dove verranno serviti 15.000 pranzi al giorno.
Previsto un auditorium di 1.000 posti mentre nello spazio saranno piantate 4.600 piante (mille delle quali già presenti in loco, sradicate durante i lavori e reinpiantate).

Il tutto alimentato con energia rinnovabile al 100%.

venerdì, dicembre 09, 2016

Alberto Castelli - Otis Redding



Vola sempre più in alto VoloLibero nella collana Soul Books.
Dopo Al Green, Aretha e Marvin Gaye ora tocca ad un altro immenso rappresentante della Black Music, OTIS REDDING, del cui ritratto si occupa il curatore della collana stessa, Alberto Castelli.

Alberto ci porta nei difficili ma pulsanti 60's americani, immaginando talvolta dialoghi e incontri, in modo cinematografico ed estremamente efficace, facendoci assistere a quello che avremmo solo potuto immaginare.
E così il tragitto nella breve vita (anche artistica) di Mr.Pitiful assume un sapore quasi famigliare, come se fossimo stati con lui in quei giorni a Monterey o alla Stax ad incidere "Otis Blue". Come sempre i libri di Soul Books sono ricchi di dettagli, curiosità, particolari inediti o poco conosciuti.
Indispensabile, ovviamente.

Abbiamo già parlato dei Soul Books qui:
https://tonyface.blogspot.it/2016/08/aretha-franklin-di-gabriele-antonucci.html
e qui:
http://tonyface.blogspot.it/2016/10/carlo-babando-marvin-gaye-il-sogno.html

giovedì, dicembre 08, 2016

Gianfranco Nissola - Miles Davis. Principe delle tenebre



Stupenda nuova edizione ampliata e aggiornata (la prima edizione uscì nel 2010), a cura di Arcana Jazz di 'Miles Davis Principe delle Tenebre', a cura del musicologo Gianfranco Nissola.

Una dettagliatissima, corposa, colta ed esaustiva biografia del grande musicista dagli esordi a St. Louis, al trasferimento a New York nei piccoli club, l'incontro con i grandi del jazz e con John Coltrane, l'abisso delle droghe, la vita divisa tra eccessi e puro genio, in costante evoluzione, alla continua ricerca del nuovo, sperimentando, osando, rompendo gli schemi.

Gli anni dell'oblìo, del ritiro volontario, della malattia, il carattere scontroso (a dir poco), le debolezze, il tutto descritto con precisione e nessun indugio nel sensazionalismo.

Arduo leggere biografie così ben scritte, appassionate e appassionanti. Un capolavoro dell'editoria musicale.

mercoledì, dicembre 07, 2016

John Pasche



Uno dei simboli più noti (forse il più noto) nella storia del rock (ma ampiamente conosciuto e riconosciuto ovunque) è la celeberrima LINGUA dei ROLLING STONES.

L'autore è John Pasche, già attivo negli anni 60 con alcune locandine cinematografiche ("Judex" del 1969 e di "E Dio creò la donna" di Roger Vadim del 1970.

Nel 1971, Pasche disegnò per i Rolling Stones il logo "Tongue and Lip Design", che apparve per la prima volta all'interno della copertina di Sticky Fingers e diventò il loro marchio grafico.
Concepì per loro anche vari poster per i tour europei del 1970 e del 1973 e per il tour negli Stati Uniti del 1972 oltre agli adesivi promozionali per "Goat's Head Soup" e la copertina del singolo "She's So Cold".

Ma Pasche lo ritroviamo anche con gli Stranglers per le copertine di "The Raven" (1979), "The Stranglers IV" (1979), "La Folie" (1981), "Live (X Cert)" (1979) e singoli "Duchess" (1979) e "Peaches" (1979).
Ha lavorato anche (sia per copertine che per programmi e poster di concerti) per Fischer-Z, i Vapors e Dr. Feelgood, Art of Noise, Jethro Tull, Jimi Hendrix, Judas Priest, David Bowie, Who, e Bay City Rollers.

http://www.johnpasche.com/

martedì, dicembre 06, 2016

Massimo Ranieri - Malìa parte II – Napoli 1950-1960



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, Frank Sinatra e il suo album più anomalo, "Watertown", i due lavori che Bobby Solo ha dedicato a Johnny Cash e John Lee Hooker, oggi torniamo a MASSIMO RANIERI e alla seconda pare del progetto "Malìa".

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

MASSIMO RANIERI ha da qualche tempo abbracciato il jazz, accoppiandolo alla tradizione napoletana.
Dopo uno splendido omaggio dello scorso anno ad una serie di classici del genere ( ne parlammo qua: http://tonyface.blogspot.it/2015/10/massimo-ranieri-malia.html) torna sugli stessi sentieri con il volume secondo di "MALIA", sempre affiancato dalla produzione artistica di MAURO PAGANI e da una band con i fiocchi con alcune delle eccellenze del JAZZ ITALIANO, Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso).

Scaletta con titoli importanti dove spicca una strepitosa "Torero" (che assume movenze free jazz/funk) o la conturbante "Tamuriata nera", il classicissimo "Malafemmena" con la tromba di Rava protagonista di un'intro da brividi mentre il primo brano è un omaggio a Mina e Celentano con la versione della loro "Che T’Aggia Di’" pubblicata nel loro album del 1998.

Produzione superba, grande voce, versioni di altissimo livello e operazione (che pare preveda un terzo capitolo) preziosa, riuscita e lodevolissima.

Non posso nascondere che nei miei ascolti giovanili ci sono stati grandi artisti jazz come Miles Davis e John Coltrane, ma non riuscivo a “entrare”.
Oggi, però, li ho riscoperti e ho compreso con maggiore convinzione la loro arte.

lunedì, dicembre 05, 2016

Fenomenologia di Bello Figo



BELLO FIGO è il personaggio del momento grazie (anche) al video "Non pago affitto" (con l'ormai famosa frase "Io non pago afito, io sono negro" che ha fatto andare in bestia tutti vari razzisti e xenofobi in circolazione).
https://www.youtube.com/watch?v=0uC63ZdCdro

Da anni imperversa su Youtube con video semi demenziali, volgari, estremi, girati con scarsi mezzi, con testi minimali, politicamente scorrettissimi e basi "rubate" a destra o a manca.
Centinaia di migliaia di visualizzazioni, la decisione di non fare dischi, di non avere un manager o un'agenzia che lo segua, rapporto diretto con media e fans.

Media che difficilmente possono permettersi di riportare i contenuti dei suoi testi, radio e TV che non potranno MAI trasmetterli, etichette discografiche che mai potrebbero promuovere il suo materiale.
Lui se ne frega (ha recentemente fatto diventare livido la Mussolini, leghisti vari e Belpietro, ospite di Rete Quattro)e si gode popolarità e guadagni indotti dai video su Youtube e dalle serate.

Una volta questo si chiamava PUNK.

domenica, dicembre 04, 2016

La tomba di zio Paperone



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Sono state celebrate a BERCETO, provincia di Parma, le esequie del personaggio di ZIO PAPERONE, tumulato, con tanto di lastra che lo raffigura, nella cripta del comune.
Il sindaco Luigi Lucchi descrive il significato del funerale al celebre personaggio disneyano.

«L'emblema del capitalismo romantico ha lasciato scritto al nipote Paperino: voglio riposare nella cripta del Municipio di Berceto.
Zio Paperone, a detta di Paperino, s'è lasciato morire non riconoscendosi più nell’attuale mondo degli affari.
Un’economia di carta, un turbo-capitalismo spietato che affama interi Popoli».


Guido Prussia ha realizzato l’opera simbolo della morte di Zio Paperone, cedendola in comodato d’uso al Comune di Berceto, che la esporrà nella cripta riqualificata per l’occasione.
“L’amministrazione non ha speso nulla, ma abbiamo approfittato dell’evento per risanare, con l’aiuto dei profughi che ospitiamo nel nostro territorio, un ambiente che da tempo era in disuso”

sabato, dicembre 03, 2016

The Who e Roger Daltrey in Italia di Antonio Pellegrini



Progetto molto interessante quello di Antonio Pellegrini per Chinaski Edizioni che esplora in dettaglio (raccogliendo preziose e rare testimonianze, resoconti dei concerti, scalette, stralci di interviste, articoli di giornale, foto inedite) l'attività degli WHO e di ROGER DALTREY in Italia dai concerti del 1967 a Torino, Bologna, Milano e Roma a quello del 1972 a Roma fino a Verona 2007, il tour di Roger Daltrey con la riproposizione di "Tommy" e le recenti date a Bologna e Milano.

Un libro curioso ma estremamente interessante, perfetto compendio alla conoscenza del mondo WHO.

venerdì, dicembre 02, 2016

Rolling Stones - Blue and lonesome



La storia è nota.
Gli Stones si chiudono in studio con il produttore Don Was e in tre giorni registrano un omaggio alle loro radici e origini blues coverizzando 12 vecchi brani di Willie Dixon, Howlin' Wolf, Little Walter, Magic Sam, Otis Rush, Jimmy Reed, Little Johnny Taylor, Eddie Taylor e Lightin' Slim.

Niente accorgimenti sofisticati, tutto più o meno in diretta, affidandosi all'esperienza e all'anima.
Il risultato è prevedibile e previsto ma "Blue and lonesome" è una grandissima prova di concretezza e di come sia palese quanto la band sia padrona della materia.

I quattro Stones suonano benissimo, Jagger giganteggia, è fantastico alla voce e all'armonica (ricordiamoci che quando è in tour porta sempre con sè un giradischi e la sua collezione di dischi blues da ascoltarsi), gli altri fanno il loro sporco mestiere e l'ascolto è piacevolissimo.
Ci sono anche Eric Clapton in ottima forma in un paio di brani, Jim Keltner in uno, mentre Chuck Leavell e Darryl Jones vanno di piano e basso alla grande.
Niente di nuovo ?
Echissenefrega, it's only Blues but I like it

Ps: una copertina più decente la potevano anche fare.

giovedì, dicembre 01, 2016

Abdul Mati Klarwein



Abdul Mati Klarwein è stato un pittore dalla vena creativa originalissima e personale, noto soprattutto per aver creato le copertine di classici della musica come "Bitches brew" di Miles Davis, "Abraxas" di Santana, "Last Days and Time" degli Earth, Wind and Fire e poi dischi di Last Poets, Buddy Miles, Osibisa, George Duke, Jackie Mc lean e tanti altri.

Il padre, Joseph Klarwein , era membro della scuola artistica Bauhaus. Ebreo, Mati crebbe in Palestina, dove volle il nome arabo Abdul, in segno di pace con il popolo palestinese.

Amico di Jimi Hendrix, ne fece un ritratto, poi usato per una compilation. Artista a 360 gradi ha proseguito la sua carriera di pittore, sperimentando vari ambiti pittorici, fino alla sua morte, nel 2002.
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