lunedì, agosto 20, 2012

Pu**y Riot



In questi giorni di vacanza ho letto tantissimo del "caso PUSSY RIOT", il gruppo "punk" di ragazze russe condannate a due anni di carcere (di secondo livello ovvero abbastanza duro.Spesso a migliaia di km dalla residenza, stanzoni di 50/100 persone condivisi con criminali comuni) per "vilipendio alla religione".
Trovo la pena ovviamente sproporzionata (anche se prevedibile) e il caso tipico di un regime liberticida.

Quello che mi ha lasciato perplesso è la "mobilitazione" del web, lo stesso che ha speso molte meno parole per la contemporanea tragedia di casa nostra, l'Ilva di Taranto o per la trentina di minatori letteralmente fucilati davanti alle telecamere in Sudafrica (se proprio vogliamo guardare all'estero).

E altrettanto perplesso mi hanno lasciato i fondi giornalistici di vari dotti intellettuali che prefigurano l'inizio di un periodo difficile per Putin a causa di questa condanna.
Sicuri che un dittatore (la Russia è chiamata "democratica" per convenienza: gas, affari, soldi a palate etc) ampiamente appoggiato dalla mafia che abitualmente elimina giornalisti scomodi, avversari politici e che non ha esitato a proseguire l'opera di radere al suolo la Cecenia, possa farsi impressionare da un gruppo "punk" ?

NOTA FINALE: il più squallido e tragicomico aseptto della vicenda è stato l'appello di STING alla libertà delle Pussy Riot seguito, un paio di giorni dopo, da un concerto in Costa Smeralda per la sorella di Putin pagato mezzo milione di euro.

venerdì, agosto 17, 2012

La veloce fine dell'arte di scrivere a mano



Nelle foto Joe Strummer scrive il testo per "Broadway" (da "Sandinista"), John e Paul qualcosa comunque di bello, Bob Dylan i nauto prende appunti, i testi scritti dagli autori di "Dear Prudence" e "Love reign oer me".

Una recente ricerca ha rilevato che un adulto può passare in media anche 41 giorni senza scrivere qualcosa a mano, uno su sette ammette di vergognarsi dei messaggi scritti di proprio pugno, mentre quattro su dieci confessano di usare regolarmente dei programmi di scrittura intuitiva per l’ortografia e uno su quattro di ricorrere alle abbreviazioni, modello messaggini.

La scrittura a mano sta lentamente scomparendo, sopraffatta dal progresso che ci ha riservato una tecnologia che ha pressochè cancellato l'uso della manualità nella scrittura, facendola entrare (per lo meno nel mondo occidentale “evoluto” e tecnologicizzato) in un ambito di antiquariato da preservare ma sempre meno utile.
Nessuna nostalgìa ma una parte della nostra personalità, che si esprime(va) anche attraverso la modalità di scrittura, che se ne va....

lunedì, agosto 13, 2012

Olimpiadi Londra 2012



Partite un po' in sordina si sono chiuse ieri delle OTTIME OLIMPIADI.
Nella leggenda BOLT e PHELPS e anche la nostra Josefa IDEM (oltre al NOSTRO Wiggins, il primo e unico MOD medaglia d'oro).
Record stellari della 4x100 giamaicana e di Rudisha negli 800, buoni risultati in generale, gare spesso appassionanti, belle imprese sportive.

Dominano i soliti ma fa piacere vedere tantissime nuove realtà emergere da ogni parte del mondo (rimane un mistero come l'insieme di tre nazioni come India,Indonesia e Pakistan, 1 miliardo e mezzo di persone, non riesca ad esprimere più di una manciata di medaglia di scarso valore).
Nello sport olimpico MINORE per eccellenza, il CALCIO, i supponenti brasiliani le prendono dal MESSICO e c'ho gusto.
L'Italia si comporta bene anche se è acclarato che siamo un paese di tiro a segno e fioretto (detto con affetto).
Scomparsi nel nuoto, assenti (con l'eccezione del triplo) nell'atletica, neanche qualificati in calcio e basket, piazziamo qualche medaglia qua e là nell'improbabile taekwondo, qualcosa con canoa e canottaggio, bene con pallanuoto e pallavolo e ottimo il PUGILATO (con l'oro RUBATO a Cammarelle).

Ripeto quanto già detto: se mancano la SCUOLA e le SCUOLE, se tutto parte dal talento personale e occasionale, se non c'è progettualità, vincere qualcosa sarà sempre casuale.

CASO SCHWARZER
Un uomo fragile, debole, in balìa di se stesso (ma anche di altri).
Un PIRLA comunque su cui si sono accaniti in tanti.
Spero paghi e sia lasciato nel silenzio.
Anche se credo che ci siano un bel po' di medaglie "strane", forse solo più furbe.
MA NON E' UNA NOVITA'.

CERIMONIA DI CHIUSURA:
Una parata circense (spesso indecorosa e ridicola) di nani, ballerine e qualche GIGANTE.
Fa piacere vedere i MADNESS, ascoltare "Parklife" dei BLUR in coro, il canuto, bollito (e tinto) RAY DAVIES cantare "Waterloo Sunset" e anche i BEADY EYE stonacchiare "Wonderwall".
Burinissimo George Michael, sfigatissime le Spice Girls (ma non ne dubitavo), ultra barocca Annie Lennox, ridicolo l'annuncio della presenza dei Pink Floyd (c'è il solo Nick Mason...), pallosi i continui inserimenti di brani dei Beatles con tanto di prevedibile "Imagine" (basta !) con filmato ("esclusivo"...??..) di Lennon ma IL MEGLIO lo concedono i due QUEEN con Jessie J alla voce dopo filmato introduttivo con F.Mercury e "We will rock you": difficile fare una cosa più TAMARRA !
Un capolavoro, un record che rimarrà a lungo insuperato.

Chiudono dignitosamente gli WHO con Roger, Pete e Zak in discreta forma con un medley di "Baba O Riley", "See me feel me" e una "My generation" coperta dai fuochi d'artificio.

venerdì, agosto 10, 2012

Drug Albums



Nelle foto la Acid Queen per eccellenza, Tina Turner in "Tommy", Bob Dylan nei mid 60's, Keith Richards e un manifesto appropriato, Lou Reed nel 1974, Iggy Pop e David Bowie nel periodo d'oro....

Non è una grande novità nè una particolare scoperta che molti album di “rock” sono stati concepiti e suonati sotto l’effetto dei più svariati tipi di droghe.
Non si contano quelli dei 60’s e 70’s, molti dei quali diventati dei classici assoluti, ma anche successivamente i nostri “eroi” non si sono fatti mancare niente. In generale l’assunzione di droghe di vario tipo in contesti rock è da sempre piuttosto frequente e di conseguenza la lista potrebbe proseguire per parecchie pagine.
(sono già state fatte numerose classifiche in tal senso).
Di seguito un elenco alfabetico di alcuni classici dove l’uso di stupefacenti ha decisamente plasmato la musica, i testi, la creatività degli artisti.
Ho escluso nomi e gruppi reggae per ovvi motivi (non credo che nessun album di quel tipo sia stato concepito senza kili di erba).

13th Floor Elevators – Easter Everywhere
(Rocky Erikson si è sempre dato piuttosto da fare con le sostanze lisergiche e questo è un album esemplificativo in tal senso)
Beatles – Revolver
(I Fab Four passano dalle canne agli acidi e il loro capolavoro del 1966 è quello più esplicitamente influenzato dal nuovo corso)
Birthday Party – Junk Yard
(Nick Cave e l’eroina hanno a lungo convissuto ma questo album lo coglie nel periodo più rabbioso e aggressivo)
David Bowie – Station To Station
(Vicino alla morte per il consumo smodato di cocaina, in preda a visioni e incubi, Bowie ha più volte dichiarato di non ricordare nulla di questo periodo)
Jeff Buckley - Grace
(Album in cui Jeff non nasconde la sua passione per l’eroina)
Depeche Mode - Songs of faith and devotion
(Dave Gahan immerso in un incredibile mare di speedball più volte vicino alla morte. Si salverà)
Doors – The Doors
(La summer of love di acidi ed erba)
Bob Dylan - Highway 61 revisited
(Bob scopre la marijuana, e non solo, a cui introdurrà a breve gli amici Beatles)
Eagles - Hotel California
(Montagne di cocaina con i soldi di un successo mondiale)
Fleetwood Mac – Tusk
(Cocaina a valanghe con condimento di alcool)
Grateful Dead - Aoxomoxoa
(Grateful Dead e acidi sono stati a lungo la stessa cosa, poi sono passati alla polvere bianca)
Jimi Hendrix Experience – Are You Experienced?
(Jimi, la sua creatività sconfinata e belle dosi di acidi, prima di passare all’eroina e finire molto male)
Jane’s Addiction – Ritual De Lo Habitual
(Perry Farrell non ha mai nascosto certe cattive abitudini)
Jefferson Airplane – Surrealistic Pillow
(Uno dei manifesti dell’acid culture)
Libertines – The Libertines
(Bè, basta il nome: Pete Doherty)
MC5 - Kick out the jam motherfuckers
(Gli esplosivi MC5 non disdegnavano alcun tipo di stordimento chimico)
Monster Magnet - Dopes to infinity
(Per i precursori dello stoner basta il titolo)
New York Dolls - New York Dolls
(Da queste parti girava veramente di tutto e nei testi ricorre spesso)
Nirvana – In Utero
(La parabola suicida di Kurt era già in pieno svolgimento)

Oasis – Be Here Now
(Cocaina a fiumi, menti annebbiate, album non memorabile)
Pink Floyd – The Piper At The Gates of Dawn
(Il manifesto inglese dell’acido)
Primal Scream – Screamadelica
(Un bel mix di sostanze per uno degli album più importanti degli ultimi anni)
The Prisoners - The wisermiserdemelza
(Il secondo album per loro stessa ammissione registrato sotto l'effetto degli acidi).
Queens of the Stone Age - s/t
(Un altro gruppo di quelli che si è sempre divertito a mischiare un po’ di tutto)
Rolling Stones – Exile on Main St
(Dalla fine dei 60’s ai 70’s inoltrati è girato di tutto. Decine di libri, centinaia di foto, testimonianze, testi, leggende etc lo hanno ampiamente provato)

Sex Pistols – Never Mind The Bollocks
(Tra anfe, coca ed eroina uno degli album più importanti di sempre)
Sleep - Dopesmoker
(Basta il titolo 1...)

Spacemen 3 – Taking Drugs To Make Music To Take Drugs To
(Basta il titolo 2.....)
Stooges – Raw Power
(Poco da dire su Iggy e le sue abitudini 70’s)

Johnny Thunders and the Heartbreaker – L.A.M.F.
(Poco da dire su Johnny e le sue abitudini per un po’ tutta la vita)

Sly and the Family Stone – There’s A Riot Goin’ On
(Poco da dire sulle abitudini di Sly dal primo all’ultimo album)

Velvet Underground – The Velvet Underground and Nico
Velvet Underground White Light/White Heat
Lou Reed - Live take no prisoners

(Poco da dire su Lou Reed e sui suoi 70’s e 80’s)

mercoledì, agosto 08, 2012

RAI 5 e un motivo per pagare il canone senza bestemmiare



Sull'iniquità e assurdità del Canone RAI si è spesso discusso e non occorre proseguire a sparare sulla Croce Rossa.
Ma se vogliamo farci una ragione sull'utilità di quell'esborso annuale credo che un'occhiata costante alla programmazione di RAI 5 ci allevierà almeno un poco dal triste impegno.
Una rete che affianca alle preziose repliche di "Passepartout" e "Il capitale" di P.Daverio, varie di Gordon Ramsay, simpatici e appassionanti programmi (di cui non perdo una puntata...) come "Gli indigeni siamo noi" (gente da terre lontane portati a giudicare la nostra"civiltà") o "Posso venire a dormire da voi?" (il francese che gira i posti più improbabili e talvolta pericolosi del mondo cercando di farsi invitare a dormire dai locali) oltre al grande DAVID LETTERMAN SHOW.

Ma soprattutto una programmazione di eventi musicali di altissima qualità: interi concerti di (visti in questi giorni) Paul McCartney, Solomon Burke, Bob Marley, Sex Pistols, Eric Clapton, BB King, Amy Winehouse, Stevie Wonder tra i tanti e documentari ben fatti, curatissimi e competenti sulla STORIA DEL ROCK, sulla CANZONE DI PROTESTA, la STORIA dei RAMONES, la vita di NAT KING COLE.

I 100 e passa euro buttati ogni anno hanno almeno uno scopo: RAI 5

martedì, agosto 07, 2012

Batteristi "sconosciuti": Terry Chimes



Prosegue il viaggio tra i batteristi sconosciuti ovvero quelli, pur bravi e che hanno fatto la storia ma che non trovereste mai in una classifica dei migliori.

Strana storia quella di TERRY CHIMES.
Fonda i CLASH (dopo la breve esperienza proto punk con i London SS con Mick Jones e Paul Simonon) e registra con loro il primo storico ed epico album del 1977 per lasciare subito dopo il posto a Topper Headon.
Torna brevemente nella band nel 1982 per sostituire Topper devastato dall’eroina, va in tour in USA (supportando gli Who), partecipa al video di “Rock the Casbah” (curiosamente uno dei pochi brani prevalentemente composti proprio da Topper Headon) e se ne va di nuovo a novemebre dello stesso anno dopo il concerto a Montego Bay in Giamaica.

Nel frattempo aveva suonato anche con gli Heartbreakers di Johnny Thunders e i Generation X di Billy Idol (tra il 79 e il 1980).
Successivamente lo troviamo con gli Hanoi Rocks nel 1985, i Cherry Bombz nel 1986 (con Andy McCoy e Nasty Suicide ex membri degli Hanoi Rocks e con Dave Tregunna ex membro degli inglesi Sham 69 e futuro bassista dei Lords of the New Church) e perfino con i Black Sabbath nella loro tournée chiamata "Eternal Idol Tour" nel 1987-88. Ha suonato anche con i London Cowboys di Glen Matlock e Jerry Nolan e nel 1979 con la band punk wave degli International Cowboys (con cui realizzò il primo album “The original sin”) con Pete Jones e Keith Levene, futuri membri dei PIL.

Durante il tour con i Black Sabbath, a causa di un malanno ad un braccio, scopre la chiropratica (pratica di “medicina alternativa” per il ristabilimento muscolare e osseo), abbandona la musica e diventa un chiropratico professionista.
Nel 2003 è entrato nella Rock n roll Hall of fame.
Stile asciutto, preciso, irruente, qualitativamente non eccelso ma funzionale alle band a cui ha prestato il suo drumming.

lunedì, agosto 06, 2012

Olimpiadi Londra 2012



Come in ogni Bar Sport che si rispetti un commento alla prima settimana di OLIMPIADI è doveroso.

Olimpiadi un po' sotto tono: mi aspettavo di più dalla "mia" Londra, a partire dalla pacchiana, interminabile e un po' casereccia cerimonia d'inaugurazione (con gli ottimi Arctic Monkeys e un bolsissimo, stonatiello e finto-ggggiovane Paul McCartney con una trascurabile "Hey Jude").
Per il resto la sfilata delle nazioni alla cerimonia è uno degli spettacoli più belli in assoluto che non manco mai da decenni di seguire.

Un'Olimpiade, fino ad ora, con pochissimi record, pochi personaggi (esclusi i "soliti noti" Bolt e Phelps, il "nostro" Wiggins, gli Usa del basket e poco altro), un po' di noia.

Bene fino ad ora l'Italia che pesca come sempre dall'inesauribile serbatoio di scherma e tiro, piazza un oro nel tiro con l'arco in una finale super emozionante e un altro ottimo nella canoa.
Affonda il nuoto e forse gli antipaticissimi e insopportabili Pellegrini e degno moroso Magnini non avevano tutti i torti a prendersela con allenatori e preparazione.
Speriamo in qualche altra medaglia pregiata da pugilato e qualche sport di squadra (pallavolo e pallanuoto maschile).
Stupisce Murray che cancella Federer in finale del tennis (italiani/e non pervenuti).

Il medagliere è dominato da USA e Cina (questi ultimi con un miliardo e mezzo di persone tra cui scegliere e metodi di preparazione estremi - in questo momento stanno incominciando ad allenare bambini di cinque o sei anni che saranno campioni olimpici tra 12 o 16...), la prevedibile Gran Bretagna (e come ogni volta la squadra di casa può contare su aiutini scandalosi dei giudici, vedi ciclismo su pista e ginnastica), la sempre sorprendente Corea del Sud (20 medaglie , 10 ori da un paese di 50 milioni di abitanti).
Ci si aspettava di più da Germania, Brasile, Australia, Giappone molto indietro mentre la Russia accumula 35 medaglie ma solo quattro ori.

Infine due parole sul CALCIO abitualmente snobbato e sempre poco interessante.
Anche a causa di una formula che ha portato quattro squadre africane, tre asiatiche, due centramericane e solo tre europee e due sudamericane (lasciando a casa Germania, Argentina, Francia, Italia, Olanda etc etc).
In semifinale il favoritissimo Brasile oltre a Giappone, Corea del Sud e Messico.
Fuori subito Spagna e Uruguay (pur con nomi di tutto rispetto in squadra) e la Gran Bretagna ai quarti...mah...

sabato, agosto 04, 2012

"Les Rebelles du foot" - I ribelli del football



Eric Cantona ex star del Manchester United, sarà al Festival di Locarno in questi giorni per presentare il suo documentario "Les Rebelles du foot" (I ribelli del calcio) film che racconta la vita di cinque calciatori protagonisti per le loro lotte al di fuori del campo:
l'ivoriano Didier Drogba (che nel 2004 si impegnò per fermare la guerra civile in Costa D'Avorio), il cileno Carlos Caszely (che sfidò la dittatura di Pinochet appoggiando opposizione), l'algerino Rachid Mekhloufi (attaccante del St. Etienne, durante la guerra in Algeria, lasciò la Francia per unirsi al Fronte di Liberazione Nazionale algerino), il brasiliano Sócrates (anti conformista per eccellenza che introdusse nel Corinthias l’autogestione) e il bosniaco Pedrag Pasic che durante i bombardamenti del 1990 a Sarajevo fondò una scuola di calcio multietnica e decise di non lasciare il Paese.

venerdì, agosto 03, 2012

Mod Heroes (?): Ricky Shayne



Uno dei casi più curiosi e sostanzialmente divertenti dell’abuso della parola MOD è quello celeberrimo di Ricky Shayne nome d'arte di George Albert Tabett nato al Cairo da padre egiziano e madre francese, vissuto a lungo in Libano per poi approdare in Francia e Italia.
Si fece conoscere a metà dei 60’s in Italia con due 45 le cui tematiche erano dedicate ai MODS: in “Uno dei mods” (un buon brano beat) del 1965 si narra una triste storia con morti e feriti relativa a fantomatici scontri tra mods e rockers a Liverpool in cui il mod protagonista indossa un “giubbotto di pelle” ("Dopo dieci anni ho rivisto l'amico Bob/con una giacca di cuoio con scritto su /"Giorno per giorno io vivo, io sono un Mod” /era firmato da "Bob, uno dei Mods") e in cui lo stesso Shayne si identifica come mod ("vidi morire  pian piano l'amico Bob
/ ora mi disse anche tu, tu sei dei Mods").
Purtroppo l’immagine del buon Ricky era esattamente quella di un rocker con ciuffo e giubbotto di pelle nera.
Insomma un po‘ di confusione.
L’anno successivo, nel 1966, continua e chiude la saga con il secondo singolo “Vi saluto amici mods” (una ballata melensa) in cui lascia gli amici e Liverpool promettendo però di tornare.
Sempre nel 1966 esce l’innocuo e poco significativo musicarello “La battaglia dei mods” sempre all’insegna di una certa confusione “stilistica”.
Successivamente Ricky si dedicherà a ballate leggere leggere senza ottenere particolari riscontri.
Il “mod” Shayne nei primi 70 si trasferisce in Germania in cui trova successo soprattutto nella televisione.
Appare tuttora occasionalmente nelle consuete trasmissioni revivalistiche.

giovedì, agosto 02, 2012

mercoledì, agosto 01, 2012

Il meglio di luglio 2012



Metà del 2012 e un po’ di nomi che ritroveremo nella top a fine anno. Patti Smith, Garland Jeffreys, Jack White, Paul Weller, Motorpsycho, Quantic+Alice Russell, Leonard Cohen, Dojo Cuts, Micatone , Mark Lanegan, Fay Hallam, Off! , Neneh Cherry and the Thing, Men of north country
Tra gli italiani Julie’s Haircut, Mr.T-Bone & Young Lions, Infernal Quinlan, Giardini di Mirò, Mike Painter/Viola Road, Redska, Lo.Mo, Sir Frankie Crisp, Glincolti, Rookies, Gugnol, Liars.

ASCOLTATO
MEN OF NORTH COUNTRY - s/t
Esce per l’Acid Jazz un ottimo album che arriva direttamente da Tel Aviv, ISRAELE. Insospettabile ma come in quasi tutto il mondo c’è una scena mod anche da quelle parti e i MONC ne sono la migliore rappresentanza sonora.
Nell’album si mischiano soul, northern soul, le atmosfere 80’s di bands come Truth, o Dexy’s, eccellenti canzoni, ottimi arrangiamenti ed un approccio molto energico ed elettrico.
C’è anche uno stupendo ska che rinverdisce i fasti degli Ordinary Boys Da cercare ed ascoltare.

THE LIARS - The true sound of Liars
Preziosa compilation che immortala le gesta di una delle migliori garage bands italiane degli 80’s, i LIARS, da Pisa.
All’attivo un eccellente album “Mindscrewer” e varie pubblicazioni minori tra 45 e miniLP. In questo doppio CD di Area Pirata tutta la produzione con inediti tra aggressioni garage punk, folate psichedeliche in una serie di eccellenti brani.

LUCA SAPIO - Who knows
Ex voce di Accelerators e Quintorigo affronta la difficile ARTE del SOUL con coraggio e ampio dispendio di mezzi, registrando a NY sotto l’egida della Daptone e con l’aiuto della chitarra di Thomas Brenneck (Amy Winehouse, Sharon Jones, Charles Bradley) e membri dei Dap-Kings, Budos Band, Menahan Street Band e le Gospel Queens di Naomi Shelton.
Il risultato è un album di deep soul che suona perfettamente 60’s/Daptone su cui la voce di Luca non sfigura.
Il tono è forse troppo slow e manca qualche sferzata ritmica in più.
In ogni caso piacevolmente sorprendente.

GUIGNOL - Addio Cane!
Quarto album per i milanesi Guignol di Pier Adduce e miglior lavoro della loro carriera.
Le strade battute sono quelle poco praticate che stanno in bilico tra una canzone d’autore personalissima, blues, accenni al miglior Nick Cave, sferzate punk n roll.
Tra i top italiani dell’anno.

FUNNY DUNNY - The waiting grounds
Da Avellino con la forza di un robusto garage sound, influenze Fleshtones e di tutto il background 60’s del caso in pieno stile party band.

DAYNA KURTZ - Secret canyon vol.1
Cantautrice americana in uno splendido album BLUES tra brani di Floyd Dixon, Nat King Cole ed altre perle minori del songbook statunitense.
Voce intensissima alla Billie Holyday , mood della migliore Norah Jones e un tocco alla Ani Di Franco rendono l’album godibilissimo e intenso.

BOOGIE SPIDERS - Fuzz your soul
Guitar sound sporcato di garage, punk e rock n roll e di tanto fun fun fun.
Il tutto suonato con energia, pochi accordi, approccio minimale e ruvido.

TIMMY’S ORGANISM - Raw Sewage Roq
Punk rock 76/77 stile J.Thunders & Heartbreakers, glam, grezzi, anthem da curva. Bella band.

ASCOLTATO ANCHE:
SOUNDTRACK OF OUR LIVES (il gruppo svedese ci aveva abituato ad ottimi album di pure delizie elettriche 60‘s. Il sound rimane più o meno lo stesso con sprazzi Who e jingle jangle ma quello che manca sono le canzoni. E i ltutto sfila via senza lasciare molto), DILOUYA (dalla Francia un funk soul molto easy e commerciale con ampie dosi di avid jazz. godibile), SHONEN KNIFE (le giapponesi propongono uno sciapo album di canzoncine di sapore raw 60’s. noiosetto), THE VIEW (rock pop brit che si dimentica in fretta), CROOKES (scimmiottano gli Smiths, un po’ di alt pop, davvero poco altro), LIANNE LA HAVAS (soft soul vicino ad una Norah Jones meno raffinata. Molto gradevole, altrettanto noioso), ADELE & GLENN (duo pop australiano con sonorità 60’s gradevoli ma che non lasciano segno), PITCH & SCRATCH (duo di DJ e produttori tedeschi alle prese con soul, funk e affini con pause hip hop. Non male ma...plastic soul, man, plastic soul (cit. Paul McCartney alla fine di una take di “I’m down” del 1965).

LETTO
WU MING/MOHAMED ANTAR - Timira
Splendido romanzo storico sulla figura di Isabella Marincola “donna libera e appassionata”, italiana di pelle scura, nata in Somalia dalla relazione tra una autoctona e un conquistatore italico.
Tra razzismo, guerre, una carriera di attrice, un carattere fiero e impossibile, una bellissima storia da leggere.

PAOLO HEWITT / MARK BAXTER - The A to Z of Mod
Ne abbiamo già parlato sul blog per esteso in modo non propriamente positivo a causa della superficialità con cui viene trattato l’argomento MOD, le omissioni, inserimenti di nomi discutibili (nonostante la curatissima parte fotografica e una serie di aneddoti poco conosciuti lo rendano comunque interessante).

RAYMOND CARVER “Cattedrale”
RAYMOND CARVER “Se hai bisogno chiama”

Non conoscevo Carver.
Il primo approccio è attraverso uno dei suoi più riusciti lavori “Cattedrale” e una raccolta postuma di racconti ritrovati.
L’America della banalità quotidiana, travolta da abissi di dolore, disperazione, in un neo realismo estremo, colorato da una capacità di scrittura enorme.
Non tra i miei preferiti ma mi piace. Approfondirò ulteriormente.

VISTO
“Il pranzo di Babette” di G.Axel
Molto interessante, piacevole, sobrio ed elegante. Ottimo film.
“A history of violence” di Cronenberg
Un thriller esagerato e grondante sangue facile, molto americano.
Bella la storia, scarsa la resa.
“Moana”
Il “famoso” omaggio a Moana è uno dei filmTv più insulsi e incredibilmente mal recitati della storia. Da vedere per constatarne la bruttezza estrema. Quasi bello nella sua nullità.
“Glory Road”
Bel film estivo, leggero e dal finale buono su l’epopea (storia vera) di una squadra di basket americana i Texas Western Miners che schierando una serie di giocatori neri nei mid 60’s in un America razzista e intollerante alla fine vince il torneo dei College.
“Il gioco di Ripley” di Liliana Cavani
Ottimo thriller, a tratti eccessivo e poco credibile ma sostanzialmente godibile.

COSE & SUONI
Un po’ di pausa nell’attività di Lilith and the Sinnersaints dopo una quindicina di date promozionali del nuovo album “A kind of blues”.
Si riprende in autunno.

www.tonyface.it
www.lilithandthesinnersaints.com
News sui Beatles su www.pepperland.it by me

CALCIO E SPORT
Olimpiadi a go go, sempre un grande spettacolo.
Benino l’Italia fino ad ora e grande gioia per le sconfitte della Pellegrini, la sportiva in assoluto più antipatica della storia d’Italia.

IN CANTIERE
Prosegue bene il libro sugli Statuto.
Presto qualcosa anche di stampo calcistico (ancora in fase embrionale).
Si torna a suonare con Lilith in autunno (Aosta, Torino, Brescia, Milano già confermate).
Del libro su Weller boh ????

martedì, luglio 31, 2012

Get Back: dischi da (ri)scoprire

La consueta rubrica di fine mese con tre consigli su dischi da riscoprire.

AA.VV. - Yes L.A.
La polemica risposta californiana al “No New York” uscito nel 1978 prodotto da Brian Eno con alcune delle bands emergenti della scena locale come Teenage Jesus and the Jerks, Mars, Contortions e DNA (quelli del brano “Not Moving”).
Non a caso è riportata la scritta “Not produced by Brian Eno”.
Uscito con varie copertine, in poche copie e più volte ristampato (spesso in forma di bootleg), contiene 6 brani acidissimi e ruvidissimi di Germs, X, Bags, Alleycats, Black Randy, Eyes.
“No god” dei Germs (che si apre con l’arpeggio di “Roundabout” degli Yes, di cui Pat Smear è sempre stato un fan) è probabilmente il brano punk per eccellenza.

CURIOSITA’:
come detto i Not Moving presero il nome dal brano dei DNA contenuto sulla citata compilation “No New York” dopo essersi chiamati per breve tempo No Eyes prendendo spunto dal gruppo partecipante a “Yes L.A.”

ARTWOODS - Art gallery
L’unico album, del 1966, lasciato dagli Artwoods di Art Wood e del recentemente scomparso Jon Lord.
Lavoro ottimo e ricco di spunti interessanti tra rhythm and blues, beat e influenze marcatamente jazzy.
In particolare eccellenti “I keep forgettin” (ripresa anche da David Bowie in Tonight” nel 1984) e “Keep lookin”.
Rimane uno degli album meglio riusciti della scena “minore” inglese dei mid 60’s.

ALBERT KING - King Albert
Albert King in un album del 1977, intriso di funk e blues con un groove ritmico di rara bellezza e potenza.
A dirigere i fiati Fred Wesley dei JB’s di James Brown.

lunedì, luglio 30, 2012

Il calcio in Vaticano

Esistono anche una Champions e un campionato di calcio riservati al Vaticano, o meglio, che contempla la partecipazione di squadre provenienti da collegi, seminari, università e convitti.
La prima si chiama CLERICUS CUP e si svolge ogni anno dal 2007.
L’albo d’oro vede i Redemptoris Mater con 3 scudetti, i Mater Eccelsiae i North American Martyrs e la Gregoriana con 1.
Quest’anno il Vaticano non ha promosso l’iniziativa a causa dell’eccessivo agonismo in campo (che sfocia talvolta in un linguaggio poco consono ai protagonisti).

Dal 1972 (in maniera discontinua) si svolge anche un Campionato di Calcio Vaticano che vede in lizza calciatori abitanti in Vaticano ma non necessariamente facenti parte della Chiesa.
Le diverse squadre rappresentano i vari dicasteri e uffici dello Stato (per esempio i Musei Vaticani, le Poste vaticane, i Servizi Tecnici, i Servizi Economici, la Radio Vaticana, il Governatorato, L'Osservatore Romano, la Guardia Svizzera, la Gendarmeria Vaticana, la Biblioteca Apostolica Vaticana).

venerdì, luglio 27, 2012

Darwin e la musica



E’ da sempre uno dei temi più dibattuti: la creatività nasce spontaneamente e autonomamente o è frutto di un’insieme di influenze che si sommano più o meno consapevolmente ?
Ovvero: non c’è più nulla di nuovo da creare ?
Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra l'evoluzione dei successi musicali segue regole simili a quelle del processo darwiniano.
Il programma "DarwinTunes" consente di generare brevi composizioni di suoni casuali di otto secondi e attraverso un algoritmo vengono ricombinati come fossero un DNA, riproducendosi e crescendo, fino a mutare in un brano completamente originale. Il risultato è stato sottoposto ad un’indagine di mercato, come fosse un brano destinato all'alta classifica, attraverso una serie di ascoltatori (7.000) chiamati a dare il loro parere.
La conclusione è che la musica segue un'evoluzione praticamente uguale al processo di selezione naturale Darwiniano venendo costantemente modificata nel tempo, attraverso una combinazione continua di idee che passano casualmente da un musicisti all'altro. L'esperimento è partito da suoni vicini al puro rumore, poi confluiti in una composizione musicale ricca di accordi, armonie e ritmi.
La ricerca sta proseguendo l'esperimento online su Darwintunes.org

giovedì, luglio 26, 2012

Batteristi sconosciuti: Dave Ruffy



Nuova puntata della rubrica riservata ai BATTERISTI SCONOSCIUTI ovvero quell iche non trovereste mai in una classifica dei migliori del mondo...

DAVE RUFFY incomincia la carriera di batterista verso la metà dei 70’s con gli Hit&Run (affiancato da Segs, Paul Fox e Gary Barnacle).
Con l’aggiunta de lcantante malcom Mc Owen divennero i RUTS che dal 1977 al 1979 infiammarono l'Inghilterra con il loro punk rock dalle forti tinte reggae e dalle incursioni rock con variazioni prog jazz.
Durante gli ultimi mesi di vita di Malcom (che scomparità per un’overdose di eroina) la band accompagna in tour il re dello ska LAUREL AITKEN.
Dopo la scomparsa di Owen la band prosegue con il nome di RUTS DC , realizza un fantastico album, “Animal Now” supporta in tour gli WHO e decide di sciogliersi. Ruffy si aggrega prima ai PREFAB SPROUT poi agli ATZEC CAMERA, WATERBOYS, i grandi, dimenticati, psichedelici WORLD PARTY, EDWYN COLLINS, MICA PARIS, SINEAD O CONNOR, KRISTY M COIL, MARC ALMOND, ROGER DALTREY.
Ultimamente si è dedicato alla produzione di album di Stranglers, Alabama3, Levellers, Go Between.
Stile irruente ma preciso, molto tecnico, pieno di inventiva, mai sopra le righe, con le influenze reggae dub che emergono spesso ma con discrezione.

mercoledì, luglio 25, 2012

Calcio Punìto: 1980, tutti dentro



Prosegue la rubrica sul Calcio Punìto a cura di Mr. Galletti e mr. Wite sugli scandali che hanno interessato il calcio nella sua storia. Albertosi, Morini, Manfredonia, Wilson, Cacciatori, Della Martira, Zecchini, Casarsa, Magherini… tutti dentro. Questi sono alcuni dei calciatori di serie A, arrestati dai Carabinieri domenica 23 marzo 1980, dopo un’irruzione all’interno degli Stadi, al termine delle partite, alle ore 17.00.
È il famoso e doloroso scandalo del calcioscommesse che porterà il Milan e la Lazio alla retrocessione in serie B.
L’operazione è il culmine di un’indagine scattata tre settimane prima (ma i fatti erano in realtà già “nell’aria” dagli anni Settanta), dopo che il commerciante all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli romano Massimo Cruciani si presenta in Procura per rilasciare una confessione sconvolgente: l’ortolano è fornitore del ristorante Le Lampare, del signor Alvaro Trinca, un locale frequentato da calciatori della Lazio (in particolare Wilson, Manfredonia, Giordano e Cacciatori)…
Cruciani ha il vizietto delle scommesse calcistiche e Trinca lo introduce ai suoi illustri clienti sportivi, i quali gli fanno capire che si può tranquillamente truccare le partire accordandosi con alcuni colleghi di altre squadre.
Il fruttarolo dovrebbe puntare al totonero anche per conto dei calciatori e alla fine, scommettendo sul sicuro, ognuno si intasca il suo gruzzolo illecito.
Soldi facili? Non per Cruciani.
Che, a causa delle dritte “storte”, si ritrova sempre più indebitato fino alla decisione di parlare…
Tra i giocatori coinvolti, Petrini, Giordano, Paolo Rossi, Colomba, Agostinelli, Pellegrini e tanti altri…dopo una lunghissima inchiesta arrivano le squalifiche, penalizzazioni e le già note retrocessioni…
Sei anni per Pellegrini, cinque per Cacciatori e Della Martira, quattro per Albertosi, tre e mezzo per Petrini, Savoldi, Giordano e Manfredonia, tre per Wilson e Zecchini, due per Paolo Rossi (poi campione del mondo!), ecc, ecc…
Punizioni esemplari, fino alla vittoria ai Mondiali spagnoli, con l’amnistia…
Questa è la versione ufficiale.
Per saperne di più (o rinfrescare la memoria), rimandiamo al sito storiedicalcio.altervista.org, dove si può leggere per intero l’esposto di Cruciani al Procuratore o a disinformazione.it, tra gli altri.
La personalità di Cruciani, però, non sarebbe così “innocente”: Carlo Petrini, suo stretto conoscente ed ex-amico, racconterà che quella del fruttarolo sarebbe stata solo la facciata di un allibratore e faccendiere con amicizie molto in alto, dal Vaticano alla FIGC alla Massoneria …
Troppo facile parlare di attualità?

martedì, luglio 24, 2012

15 anni di BLOG

Il 18 LUGLIO 1997 lo sviluppatore statunitense Dave Winer 1 annunciava la nascita del BLOG primo sistema per raccogliere link e pensieri sul web.
Oggi esistono oltre 181 milioni di blog e il 63% dei fruitori di internet italiani ne ha uno.
Uno su dieci ci scrive tutti i giorni, mentre il 43% almeno una volta al mese.
Tra le prime piattaforme Splinder, che in Italia raggiunse i 600mila utenti prima di essere surclassata da Wordpress (2005) e Blogger (2006) e dall'apertura a tutti di Facebook (2007), con il conseguente boom dei social network (2008) che ha stravolto il modo di comunicare anche via blog.
Il termine blog fu usato per la prima volta nel 1999 anche se Web-log era stato il termine usato nel 1997.
Il termine log indica il giornale di bordo delle navi, ma viene anche usato per indicare il file che raccoglie le attività compiute su un computer.
Nel 2007 il governo italiano tentò invano di normare i blog ed equipararli a testate giornalistiche.
Proposta puntualmente sommersa di proteste e che altrettanto puntualmente torna ad ogni cambio di governo.

Dati da Repubblica.it

lunedì, luglio 23, 2012

Mod Heroes: Guy Stevens



  GUY STEVENS è abitualmente ricordato per aver prodotto uno dei migliori album della storia del rock, “London calling” dei Clash, del 1979, poco prima della sua prematura scomparsa nel 1981.
Ma oltre ad aver prodotto anche Procol Harum, Free, Moot the Hoople fu, nei primi 60’s, tra i più influenti DJ del giro MOD in particolare al “The Scene” dove suonava rarità rhythm and blues, ska, blues e surf.
Poco dopo fu incaricato di gestire la sezione inglese della prestigiosa label SUE RECORDS, realizzando numerose compilation e 45, destinati a diventare delle hit per la scena mod.
Fu tra i primi ad introdurre in Inghilterra nomi come Chuck Berry (era il presidente della Chuck Berry Appreciation Society), Bo Diddley, Howlin Wolf.
Fu arrestato per droga nel 1966 e cadde in depressione quando, al ritorno in libertà, scoprì che la sua preziosa collezione di rarità discografiche era stata rubata.
La sua profonda conoscenza della black music più rara fu spesso preziosa per bands come Who, Stones o Small Faces che si rivolgevano a lui per avere i brani meno conosciuti, più recenti e interessanti del genere.
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