mercoledì, agosto 31, 2005
Occhio agli americani ! La fine di Nicola Calipari
«In realtà negli ultimi giorni della trattativa la notizia più preoccupante arrivava da Baghdad e riguardava il contingente dell’esercito Usa, definito molto pericoloso: pare avessero causato sette morti in quattro giorni, gente dal grilletto facile.
La parola d’ordine è: occhio agli americani!».
Lo scrivono i componenti della «squadra di Nicola», cioè i funzionari e gli agenti del Sismi che lo affiancarono sino alla tragica conclusione della «trattativa» per liberare Giuliana Sgrena.
Il testo redatto dei colleghi di Nicola è contenuto nel libro "Nicola Calipari, ucciso dal fuoco amico" che sarà in edicola assieme a l'Unità sabato prossimo 3 settembre.
Si tratta di un documento importante, scritto da un gruppo di funzionari il cui legame con il loro «capo» sacrificato dal «fuoco amico» ha fruttato negli ambienti dell'intelligence militare un soprannome collettivo: i Calipariani.
giovedì, agosto 25, 2005
La musica che gira intorno

In liquefazione il Link Quartet (di cui uscirà però in autunno un CD live + DVD con tutta la storia dal 1993 ad oggi) , sabato sono iniziate le registrazioni di un nuovo lavoro (album , ep ? , 45 ? cassetta ?) di Lilith dopo nove anni di stop.
Per adesso due brani , l'uno donatoci da Tav Falco , "Secret Rendez Vous" , (www.limbos.org/tavfalco/) , un tango n roll come solo lui poteva fare e a cui hanno reso omaggio in un'emozionante versione le sottoscritt/moi alle percussioni (maracas e un altro bagaglio che si dovrebbe chiamare guiro che fa gnicco trr , gnicco trr , presente ?) , Luigi Betty Blue Milani alla chitarra acustica e Apollo Negri al piano anni 20 dello Studio Elfo (www.elfostudio.com). Risultato: i Los Lobos incontrano Willy De Ville con Marianne Faithfull che guarda e i White Stripes dell'ultimo album che ascoltano.
Poi io e Apollo abbiamo registrato una versione di "I need somebody" di Iggy and the Stooges , versione piano e batteria (con tre timpani) direttamente ispirati (e microfonati) dai White Stripes.
Il tutto con l'idea di "buona alla prima" .
E in effetti abbiamo registrato una volta sola/una versione sola per ottenere un blues sufficientemente storto e sgangherato che Tom Waits ci andrebbe a nozze (se non fosse già sposato , che Manitù abbia in gloria Kathleen Brennan).
Molta soddisfazione , c'è un mood , c'è un feeling , c'è un suono che si cattura solo una volta nella vita e quella volta è stato proprio verso le 16 di quel 20 agosto 2005. Never again. E oltretutto abbiamno risparmiato un casino sulle spese di studio di registrazione.
Intanto ho spedito alla GoDown Records (www.godownrecords.com) il master definitivo del live dei Not Moving (www.not-moving.blogspot.com) che vedrà la luce a novembre con relativo DVD con fatti e misfatti del passato che fu .
E a novembre se esiste un dio dei miserabili , la mummia della band uscirà dal loculo per un breve e irripetibile reunion (www.blitzstudio.it) tour lungo lo stivale (shiny shiny shiny boots of leather...)
da : La musica che gira intorno (Ivano Fossati)
Sarà la musica che gira intorno
quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno
saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.
Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio
e che si ferma ancora ad ogni lampione
o fa una musica senza futuro o
non ha capito mai nessuna lezione
martedì, agosto 23, 2005
La vita secondo Woody Allen
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo...
Cosa ottieni alla fine? La morte.
Che significa???!!!
Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori quando si diventa troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.
Seguono: feste, alcool, erba e il liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell'orgasmo..."
WOODY ALLEN
lunedì, agosto 22, 2005
Scorie e sommergibili: il pasticcio italo-russo
Putin sarà pure amico di Berlusconi ma anche un vecchio navigatore internazionale come Giulio Andreotti, che certo non è un oppositore trinariciuto, non capisce: «Perché lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dovremmo pagarlo noi e non i miliardari moscoviti che si comprano le squadre di calcio?».
Totale della somma da scucire: 360 milioni di euro.
Cinque volte i soldi dati ai Paesi colpiti dallo tsunami che fece 288 mila morti.
Dettaglio curioso: il governo fa bella figura con Mosca tirando fuori 8 milioni di euro, parte dei quali già usati per un party astronomico, gli altri 352 sono sul gobbo dei governi futuri. Li trovino loro, i denari.
Sia chiaro: la rimozione delle armi di distruzione di massa degli anni della guerra fredda va fatta nell’interesse di tutti. Ed è giusto che tutti se ne facciano carico.
Italia compresa, nonostante siano anni di vacche così magre che Palazzo Chigi ha deciso tagli traumatici perfino alla cooperazione o alle organizzazioni no-profit contro la fame o le malattie nei Paesi più poveri. Ma proprio per questo ogni euro deve essere speso nella massima trasparenza. Cosa che in questa faccenda non accade affatto.
Per capirci qualcosa, bisogna tornare indietro di un paio di anni. Siamo ai primi di novembre 2003.
A Roma è in corso il vertice Ue-Russia.
Quello in cui il Cavaliere, interrompendo Putin nella conferenza stampa («Scusa Vladimir, adesso parlo io») prende le difese della repressione russa in Cecenia, sotto accusa in Europa, parlando di «leggende ».
Una sortita che gli procurerà la prima censura votata dal Parlamento europeo a un presidente di turno: «Si deplorano le dichiarazioni...».
In questo contesto, il premier firma un accordo che perfeziona un impegno preso nel G8, in base al quale l’Italia smantellerà, appunto, un certo numero di sommergibili nucleari russi.
Chi se ne occuperà? La Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), un’azienda che, nata da una costola dell’Enel, incorpora dal ’99 le competenze sulle centrali nucleari italiane.
Un gesto di generosità utile nei rapporti internazionali e pure conveniente. Lo sterminato territorio russo, ha infatti spiegato mesi prima il generale Carlo Jean (l’ex consigliere militare di Cossiga messo alla presidenza della Sogin con la benedizione di Antonio Martino, suo collega alla Luiss) potrebbe raccogliere «in cambio» le scorie nucleari italiane che non sappiamo dove mettere. Macché: manco il tempo di firmare e la contropartita cade: «La possibilità di esportare i materiali radioattivi in Russia non è più praticabile», spiega il generale, perché Mosca «si è allineata alla normativa internazionale e rifiuta qualunque ipotesi di stoccaggio permanente». Non bastasse, il progetto, che ha bisogno del via libera parlamentare, va a sbattere in una serie di difficoltà.
Anche dentro la destra, dove ad esempio Bruno Tabacci (Udc) o Stefano Saglia e Tommaso Foti (An) scalciano perché l’accordo va solo a beneficio dei russi. Per non dire della sinistra che, sia pure con qualche ambiguità lobbistica, è contraria.
Coi verdi, contrarissimi, in prima fila. Non bastasse ancora, emergono difficoltà pratiche: non ci sono i soldi.
E tutti i tentativi di rastrellarli (compreso quello del ministro Antonio Marzano di infilare nel 2004 nel decreto sulla competitività, alla chetichella, un comma per istituire un commissario ad acta) vanno a vuoto. Colpa del nuovo ministro Siniscalco, che avendo la competenza in materia visto che la Sogin appartiene al 100% al Tesoro ed è finanziata con lo 0,7% delle bollette elettriche, avoca a sé la pratica: «Fatemi capire». Rimasto al palo, Jean non si perde d’animo.
E dopo avere evidentemente avuto un via libera dall’alto, decide di giocare d’anticipo e, nonostante l’accordo non sia stato ancora ratificato, apre un ufficio a Mosca. E qui cominciano i guai. Sede di alto rango. Affitto da capogiro.
Dipendenti in quantità (una ventina, pare, tra i quali la sorella del direttore del personale Maurilio Fraboni) non solo lautamente pagati ma lautamente premiati da una ulteriore diaria di 300 euro al giorno, voce che da sola genera un costo di oltre 2 milioni l’anno. Insomma: un debutto alla grande. Come alla grande, stando alle contestazioni fatte in consiglio di amministrazione da Carlo Togni, capo di gabinetto di Altero Matteoli e vice-presidente della Sogin, è la festa (alla quale lui non va, come il rappresentante del Tesoro Fernando Carpentieri) data per brindare al progetto alla presenza di un sacco di gente come il sottosegretario azzurro Giovanni Dell’Elce e il responsabile dell’energia leghista Massimo Polledri. Uno strabiliante galà che, rivaleggiando con quello voluto a suo tempo dallo Scià per i 2.500 anni dell’impero persiano con l’ingaggio di centinaia di camerieri del parigino Chez Maxim, del Palace di Saint Moritz e dell’Hotel de Paris di Montecarlo, sarebbe costato 400 mila euro. Fatto sta che a marzo di quest’anno l’Autorità per l’Energia e la Corte dei Conti iniziano a chiedere chiarimenti su come la Sogin spenda i soldi.Ametà aprile, l’Autority contesta con una delibera alla Sogin 4,8 milioni di euro di spese, pare tutte relative alla sede di Mosca, perché per coprirle sarebbero stati utilizzati i soldi delle bollette Enel.
La società fa ricorso al Tar contestando all’Autorità il potere di censura mentre Jean sostiene che le attività di Mosca sarebbero state finanziate col fondo di 400 milioni di euro che la Sogin aveva in cassa già nel 1999, avendo ceduto i propri impianti all’Enel. Ma il Tesoro blocca il bilancio. E nel Cda Togni e Carpentieri piantano una grana tale che l’assemblea viene rimandata all’inizio di settembre. Anche perché il Cda è in scadenza: chi gestirà i soldi in arrivo?
Perché, stavolta, i soldi arrivano davvero. E non solo per il caviale. Con una improvvisa accelerazione, infatti, la Camera ratifica l’accordo e lo passa al Senato dove, il 28 luglio, ha addirittura la precedenza (nonostante la battaglia frontale del verde Stefano Boco, i dubbi della Margherita e le perplessità dell’Udc che si astiene) sul decreto anti-terrorismo dopo le bombe di Londra. Altri sei giorni (sei!) e il ministro Claudio Scajola firma la convenzione che affida alla stessa Sogin, senza gara, la gestione di tutta l’operazione.
Ma non è tutto.
L’accordo, oltre a stabilire che 8 milioni saranno tirati fuori adesso e 352 negli anni successivi, «riconosce alla Sogin annualmente un importo aggiuntivo pari al 25% del totale dei costi. Tale importo comprende un’aliquota del 20% destinata alla copertura dei costi per le attività di promozione, di controllo e ispezione svolte dallo stesso ministero».
Cosa vuol dire? Boh... Perché il Tesoro deve pagare quella quota in più a una società che è sua? Boh... E il restante 5%? Boh...
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
22 agosto 2005
Nascono e muoiono
Lascia uno scritto incompiuto, che si chiamerà memoriale di Yalta, e che contiene - seppure con molte prudenze - i presupposti della rottura tra il partito comunista italiano e l'Urss.
Togliatti è stato per 37 anni (dal 1927 fino alla morte) il capo indiscusso del Pci.
Ha raccolto l'eredità di Gramsci, dopo il suo arresto, e ha guidato il partito per vie impervie, prima durante il fascismo, quando era un partito clandestino, e poi nella grande esperienza della democrazia. A Togliatti si imputano una colpa e diversi meriti.
La colpa è quella di non avere denunciato lo stalinismo nei bui anni' 30 e '40.
I meriti principali sono quattro:
avere costruito il più grande partito comunista di massa dell'occidente;
avere traghettato milioni di lavoratori italiani alla democrazia;
avere contribuito in modo decisivo alla stesura di una delle Costituzioni più avanzate della storia dell'uomo;
avere guidato una politica di lotte e rivendicazioni che è stata fondamentale per la costruzione, in Italia, dello stato sociale e di un significativo impianto di diritti
Il 22 agosto del 1917 nasce John Lee Hooker (morirà il 21 giugno del 2001).
Uno dei più grandi bluesman della storia assieme a Robert Johnson , Muddy Waters , Junior Kimborough , Willie Dixon e pochi altri.
Album come "Fried chicken and beer" , "The cream" , "Live at the Café au Go-Go" , "Hooker n Heat" brani come "Boom boom" , "Boogie chillen" , "One Bourbon, One Scotch, One Beer" , "Dimples" rimangono nella storia della musica.
giovedì, agosto 18, 2005
Belle le vacanze !
Tra Spagna (Gijon ,Asturie , bellissima città , con vento , sidro , bel mangiare e buon suonare con il Link Quartet e buon vedere i redivivi Yardbirds) e l' Appennino piacentino , su , in alto , dopo Ferriere dove girano i cinghiali nell'orto.
Per un bentornato non c'è di meglio che rubare una pagina al sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) del 13 agosto e vedere quello che ci aspetta nell'economia italiana prossimamente (vi risparmio Riotta sul Corriere che prevede foschi orizzonti con milioni di morti e catastrofi varie a causa dell'influenza dei polli)
Come non si fa ad essere ottimisti ??
" In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005.
Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),
2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:
- monopolio di fatto,
- incassi continui,
- tariffe superiori alla media europea.
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,
2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno.
Ma in realtà sono già tutte fallite."
venerdì, luglio 29, 2005
Libri per le vacanze

Il blog va in vacanza per un tot.
Un consiglio personale su un po' di libri da leggere e una foto dell'altro ieri tanto per gradire
“Confesso che ho vissuto” Pablo Neruda
Un capolavoro di poesia e militanza
“L’ultimo giro di giostra” Tiziano Terzani
Semplicemente tra i libri più belli che abbia mai letto
“La pelle” Curzio Malaparte
Crudo , sincero , disperato e decadente
"La vita mistero prezioso" Daisaku Ikeda
C'è dentro tutto quello che serve per capire il mistero della vita (e della morte)
“La noia” Alberto Moravia
Il meglio di Moravia (stupendo anche il film tratto dal libro)
“Il giardino dei Finzi Contini” Giorgio Bassani
Malinconico e intensissimo
“Il deserto dei Tartari” Dino Buzzati
Un classico
“1984” George Orwell
Di orwell andrebbe letto tutto
“Absolute beginners” Colin Mc Innes
Come sono nati i mods
“Alta fedeltà” Nick Hornby
Mi ci sono riconosciuto tantissimo
“Il lercio” Irwin Welsh
Uno degli scritti più bastardi e più geniali degli ultimi anni
giovedì, luglio 28, 2005
Le sopracciglia
Furono dati gli occhi a un cieco: subito chiese di avere anche le sopracciglia.
Durante una cena in casa di amici mi viene presentato un signore della Georgia....vengo, così, a conoscenza di un aforisma georgiano
La sua incisività è indubbia e colpisce un difetto che un po’ tutti ci trasciniamo dietro, quello che ci rende incontentabili.
Vogliamo, esigiamo, pretendiamo, reclamiamo, richiediamo senza sosta, quasi tutto ci fosse dovuto.
L’insoddisfazione non ci permette neppure di godere quello che abbiamo ottenuto perché, subito dopo, siamo pronti a protestare perché desidereremmo qualcos’altro.
È, questo, un vizio che riguarda non solo il possesso ma anche l’intelligenza: vorremmo capire e risolvere tutto.
Riguarda la stessa vita: se abbiamo un dolore, ci lamentiamo; se passa, ci sembra poca cosa la serenità; se siamo soli, vorremmo una presenza; quando abbiamo una persona accanto, ci annoiamo.
La litania potrebbe proseguire all’infinito.
Non conosciamo il gusto della semplicità, del poco, della sobrietà, dell’essenzialità, dell’essere appagati anche nelle piccole cose e nella quotidianità.
È l’atteggiamento illustrato dall’autore sacro nel delizioso quadretto del Salmo 131:
«Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia».
È questa pace interiore, libera da tensioni incessanti, il dono più prezioso.
mercoledì, luglio 27, 2005
In ricordo di Tiziano Terzani

Il 28 luglio del 2004 Tiziano Terzani ha lasciato il suo corpo.
Personalmente lo ritengo il miglior scrittore , poeta , giornalista , intellettuale italiano dell'ultimo mezzo secolo con Pasolini e De Andrè.
"Un altro giro di giostra" è tra i migliori libri di sempre.
lunedì, luglio 25, 2005
Stefano Benni
Il mondo si divide in:
quelli che mangiano la cioccolata senza pane
quelli che non riescono a mangiare la cioccolata se non mangiano anche il pane
quelli che non hanno la cioccolata
quelli che non hanno il pane
(Dai detti celebri di nonno Socrate)
venerdì, luglio 22, 2005
Ricordando Indro Montanelli
Mi piace ricordarlo con un brano da una delle sue interviste più famose che rilasciò nel 2001 a Curzio Maltese
Le sue risposte alle Lettere al Corriere continuano a mancarmi
" Gli italiani non sanno andare a destra senza manganello.
Non amano la destra seria e non l'hanno mai amata, prima e dopo il fascismo.
Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa.....
E pensa alla parabola di De Gasperi.
No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa.
Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi.
Che cos'hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria?
Nulla..... La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano.....
La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente.
Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui...».
Sei convinto che prima o poi gli italiani se ne accorgeranno?
«Sì, ma devono andare a sbattere.
Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino.
E l'unico vaccino è che provi a governare.....
mercoledì, luglio 20, 2005
Non so mettere i links
http://www.truelilith.splinder.com/
http://www.not-moving.blogspot.com/
http://www.radiocoop.it/
http://www.linkquartet.com/
http://www.statuto.net/
martedì, luglio 19, 2005
Il figlio di Vargas Llosa riscrive la storia di Ernesto Guevara, dipingendolo come un criminale.Luis Sepulveda gli risponde
Alvarito, oh Alvarito
di Luis Sepulveda (da "Il Manifesto" del 17 luglio)
Il figlio di Vargas Llosa riscrive la storia di Ernesto Guevara, dipingendolo come un criminale. Ignorando che la principale preoccupazione del Che fu quella di evitare alla popolazione civile di finire ostaggio della guerra
Ci sono tipi che, a leggere quello che scrivono o a sentire quello che dicono, ci spingono a porci una domanda cruciale: da che uovo è uscito quel passerotto?
Senza offesa per i passeri e gli ornitologi, Alvaro Vargas Llosa, «Alvarito», è un passerotto uscito dall'uovo della frustrazione sofferta da quelli che hanno un papà che è un grande scrittore e vogliono mettersi in luce anche loro come letterati o giornalisti.
Alvarito si trova bene a Miami, papà gli ha trovato un lavoro da giornalista e lui dalla terra di Jeb Bush scrive, o almeno così assicura dalla sua singolare mediocrità di tonto viziato dall'editoriale che è poi la stessa in cui papà pubblica i suoi libri.
Stranamente è un'impresa che, in questi tempi di concentrazione dei mezzi di comunicazione in pochissime mani, appartiene allo stesso proprietario di radio spagnole in cui il papà di Alvarito, e lo stesso Alvarito, commentano gli accadimenti da un punto di vista il più possibile di destra e, altra curiosità, appartiene allo stesso proprietario della Cnn in spagnolo e al giornale di maggior tiratura in cui il papà di Alvarito e lo stesso Alvarito scrivono le loro odi ultra-conservatrici in nome del «liberalismo» e della libertà di mercato come unica etica possibile.
Qualche anno fa Alvarito ebbe con suo papà un interessante scambio intellettuale, di alto livello. «Papi, voglio diventare scrittore, dammi una mano».
Papà gli diede una mano e il pargolo pubblicò un oggetto, con forma di libro, intitolato «Manuale del perfetto idiota latinoamericano».
Nelle sue pagine piene di errori, tutti noi che abbiamo preso le difese dei valori democratici in America latina, da Garcia Marquez e Cortazar fino alle vittime delle dittature, eravamo qualificati come «idioti al servizio del castrismo».
Adesso, da Miami, Alvarito scrive sul Che. Su Ernesto Guevara.
Sul comandante Ernesto Che Guevara, che è molto più di una moda, di una marca o di una maglietta.
Sostiene Alvarito, in un articolo pubblicato su The New Repubblic, che è normale che i fedeli di un culto non conoscano la vera storia dell'eroe che ha fondato quel culto. E sembra che lui sì che la conosca, grazie alle straordinarie fonti di informazione offerte da Miami e dai gusanos della Fondazione Cubano-Americana.
La spazzatura scritta da Alvarito non merita risposta, neppure i suoi tentativi di infangare con i dubbi - semina dubbi che qualcosa rimane, deve aver detto Goebbels - Frei Betto e Leonardo Boff, dal momento che entrambi hanno alle spalle un valore etico che parla da solo.
Invece conviene soffermarsi su questo nuovo tentativo - uno in più - di screditare l'immagine e il ricordo del comandante Ernesto Che Guevara, un uomo che, anche se questo pesa molto a tutti gli Alvaritos del revisionismo storico, è un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che credono in un altro mondo possibile, in un'altra realtà possibile, in una società più giusta e più generosa.
Il Che partecipò alla guerra rivoluzionaria a Cuba, combatté insieme ai cubani - non insieme ai russi o ai cinesi o i marziani - contro la dittatura di Fulgencio Batista, un dittatore inventato dal dipartimento di Stato degli Stati uniti.
In guerra si uccide o si muore - che ci piaccia o no - e lo stesso Che si incaricò di ricordarlo a una maestra rurale che andò a visitarlo nella scuola di Vallegrande, in Bolivia, poche ore prima che lo assassinassero, per ordine degli Stati uniti.
Se Alvarito e tutti gli Alvaritos della new age fossero dotati di una minima capacità di intendere, nonché di leggere i trattati della guerra rivoluzionaria e i diari scritti dal Che, scoprirebbero che la sua grande preoccupazione fu quella di rendere meno cruenta la guerra di liberazione; che la guerra di guerriglia concepita dal genio strategico del Che cercava di evitare, prima di tutto, che la popolazione civile finisse come ostaggio degli eserciti mantenuti e diretti da ufficiali degli Stati uniti.
Il Che è stato l'uomo più universale dell'America latina.
Gli toccò vivere l'epoca atroce in cui le prospettive di vita della popolazione del Centramerica e dei Caraibi arrivavano appena ai 40 anni, l'epoca in cui la denutrizione era endemica e l'analfabetismo era accettato come il prezzo da pagare per il fatto di vivere in una società divisa in classi. E agì di conseguenza. Si mise in gioco.
Morì in un'azione di coerenza etica.
Oggi, a più di trent'anni dalla sua morte, possiamo essere d'accordo o no con le sue analisi della società latinoamericana o africana, ma nessuno può negare che il Che ha marcato più di una generazione ridando loro un orgoglio che gli Alvaritos non possono capire: l'orgoglio di vivere in piedi, l'orgoglio di essere padroni del proprio destino, l'orgoglio di essere protagonisti attivi della propria storia.
Per infangare la memoria del Che, gli Alvaritos si avvalgono di testimonianze che loro stessi sono andati a cercare fra la gente dell'esilio cubano - lamentabile come tutti gli esili -, ma ignorano le testimonianze di quelli che l'accompagnarono e che sarebbero disposti ad andare di nuovo in montagna con lui.Conosco due persone in Cile, sono figli di Augustin Carrillo, il «Comandante Gonzalo» dell'Esercito di liberazione nazionale della Bolivia, morto in combattimento contro i Rangers sulle montagne del Teoponte.
Venerano il ricordo di loro padre, che perdettero quando avevano tre e cinque anni.
Ma i loro visi si riempiono d'orgoglio quando dicono: «Mio padre ha combattuto con il Che».
In ogni giovane che crede che un altro mondo è possibile, in ogni individuo che crede in una società migliore, più giusta e più etica, lì sta l'esempio del Che, molto di più che un'icona culturale di sinistra o una figura romantica.
Il suo esempio si traduce in un breve paragrafo dei «Passaggi della Guerra rivoluzionaria»:
«Il livello più alto dell'umanità è la dedizione, è la rinuncia al benessere personale quando la maggioranza vive nella miseria, è capire che la rivoluzione è un atto trasformatore della società perché le sue decisioni future siano orientate verso il benessere della specie umana.
Quando si capisce questo e si raggiunge quel livello più alto della specie umana, allora si è un rivoluzionario. E il dovere di ogni rivoluzionario è fare la rivoluzione».
Il comandante Ernesto Che Guevara è ancora qui e ci resterà fino a che la società avrà bisogno di trasformazioni.
I miserabili e gli Alvaritos saranno dimenticati, per molto che scrivano e siano i figli viziati del potere monopolistico delle comunicazioni.
venerdì, luglio 15, 2005
giovedì, luglio 14, 2005
Dell'Utri, le motivazioni della condanna: per trent'anni mediatore tra mafia e Fininvest
Marcello Dell’Utri è stato per trent'anni anni mediatore tra Cosa Nostra e la Fininvest.
Per questo il tribunale di Palermo lo ha condannato nei mesi scorsi a nove anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa.
Lo afferma la motivazione della sentenza, depositata mercoledì e che chiama in causa anche il patron della Fininvest, Silvio Berlusconi che era a conoscenza dell’attività del suo fido.
Dell’Utri ha in particolare «chiesto ed ottenuto dal capo mandamento mafioso Vittorio Mangano favori, promettendo anche appoggio in campo politico e giudiziario». Mangano è il preteso stalliere della villa di Arcore di Berlusconi. In realtà, scrivono i giudici, l’uomo era stato “assunto” per garantire le relazioni tra Fininvest e l’organizzazione mafiosa.
venerdì, luglio 08, 2005
London calling
Now that war is declared and battle come down
(Londra chiama le città lontane
Ora che la guerra è dichiarata e la battaglia è in corso)
'Cos London is drowing and I live by the river
(Perché Londra sta annegando ed io vivo vicino al fiume)
da "London Calling" - Clash - 1979
giovedì, luglio 07, 2005
Il gran raduno
Vengono pomposamente chiamati «i potenti della terra» gli otto capi di stato che si riuniscono, da oggi, a Edimburgo.
Dovrebbero discutere e soprattutto prendere qualche decisione utile per governare il clima impazzito e la povertà che si diffonde.
Tantissimi, non solo quelli che protestano nella città scozzese, non li considerano né potenti, ma soprattutto in grado di governare i cambiamenti climatici o combattere la povertà, per la semplice ragione che per mettere a posto il clima e non avere poveri bisogna mettere in discussione e non difendere quella globalizzazione liberista che invece li alimenta.
Come ogni G8, anche questo lascerà che i poveri crescano e che la terra si surriscaldi, producendo come ogni volta solo repressione (oltre alle botte siamo tornati alla pratica degli arresti preventivi) e ulteriore esasperazione, che mi auguro diventi ribellione diffusa e conflitto.
martedì, luglio 05, 2005
Top black
James Brown - Live at the Apollo
Pura dinamite funk soul !
Aggiungere una compilation con le migliori cose dai 60's e dai primi 70's
Aretha Franklin - Live At Fillmore West
Un super megalive del 1971 con una band super con Billy Preston , King Curtis e Ray Charles come ospite. Il soul all'ennesima potenza.
Ci sono anche "Lady soul" e "Aretha arrives" di qualche anno prima con gemme fantastiche.
Otis Redding - Otis blue
A parte le compilations piene di ogni ben di dio , "Otis blue" del 1965 è il meglio del grande e sfortunato Otis con dei grandi megaclassici
Marvin Gaye - What's goin on
Un classico del soul più raffinato
Steve Wonder - Talking book
Secondo me il suo migliore anche se in molti indicano "Songs of the key of life" o "Innervisions" pur eccellenti (senza dimenticare la proiduzione rythm and soul dei 60's)
Gil Scott Heron - The revolution will be not televised
Poeta e musicista , ha raggiunto il top con "The bottle" e con la title track di questo grande album
Ray Charles - Doing this thing
Di lui ci sono da cercare più che altro le compilations del periodo Atlantic (50's/60's) con tutte le piccole gemme , ma questo album de l1969 è comunque eccellente con la superba "Finder keepers , loosing weepers"
Temptations - Gettin ready
Anche per loro un bel "Best of" rende la miglior giustizia ad una lunghissima carriera , ma quest'album de l1969 ne riasume al meglio i tratti principali
Sly and the Family Stone - Stand
Se "There'a riot goin on" di un paio di anni dopo (1971) è quello artisticamente più importante "Stand!" è quello più vitale , più rythm and blues , più energico. Consigliato anche un bel greatest hits
martedì, giugno 28, 2005
Il Live 8 , la melassa e l'ipocrisia
“Scusate un attimo, ma qui si spera che qualcuno del G8 si faccia una pausa di un quarto d’ora in Scozia, veda Annie Lennox che canta ‘Sweet dreams’ e si metta a pensare: ‘E che cazzo, ma questa qui ha ragione’”
“Oppure alla TV ci sono i Keane che fanno ‘Somewhere only we know’, passa un uomo d’affari giapponese e pensa: ‘Ma guarda quel tipo lì, dovremmo veramente azzerare il debito dei Paesi poveri’”.
Stupri senza castrazione
Prima l'ha convinta a fuggire da casa e poi l'ha violentata.
Così Matteo Pettinicchio, un ragazzo di 23 anni, è stato arrestato dalla polizia di Manfredonia con l'accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina tredicenne.
E questo ?
Non è albanese , non è immigrato , eppure è un terrone !
E la Lega dov'è ?
Calderoli tace ?
E' in ferie ?
Nessun corteo , nessuna fiaccolata ?
Nessuno sdegno ?
giovedì, giugno 23, 2005
I dieci film più belli (non i migliori !!)
Perchè si
"Blow Up" di Michelangelo Antonioni
Com'erano i 60's a Londra
"Il sorpasso" di Dino Risi
Com'erano i 60's in Italia
"Blues Brothers" di John Landis
Il filmn che rivedi una volta all'anno senza mai stancarti
"Apocalypse now" di Francis Ford Coppola
Assoluto !
"Arancia meccanica" di Stanley Kubrick
Il genio assoluto !
"Shining" di Stanley Kubrick
Il film più pauroso ed inquientante della storia
"I 400 colpi" di Francois Truffaut
L'elegìa dell'innocenza
"La dolce vita" di Federico Fellini
Un capolavoro e basta
"Daunbailò" di Jim Jarmusch
Quando Benigni era un genio
Ci metto anche però "Full metal jacket" di Kubrick, "Fitzcarraldo" e "Aguirre furore di Dio" di Herzog , "Pulp fiction" di Tarantino e almeno una decina di film con Alberto Sordi , ill più grande attore della storia !! (da "Mafioso" a "La grande guerra" da "I due nemici" a "I magliari" a "I vitelloni" a "Ladro lui ladra lei")
martedì, giugno 21, 2005
Da un'intervista a Ry Cooder
"Cancellare il passato è più facile per chi governa controllare il futuro.
Vogliono farci credere che tutto va bene e invece tutto va male. Se si distruggono interi quartieri per far spazio a centri commerciali , Mc Donald's e uffici come succede nella mia Los Angeles , significa che non c'è più rispetto per la memoria e di conseguenza per le condizioni di vita di milioni di esseri"
"...non impariamo nulla dal nostro passato..."
Ha qualche soluzione ?
"Spegnere la tv per incominciare , ma è diventato impossibile rinunciarvi.
La possibilità di cambiare le cose l'abbiamo avuta prima dell'avvento della tv.
Allora c'era più tempo per guardarsi intorno e riflettere.
Ora siamo bombardati da immagini che ipnotizzano la gente imponendo valori inutili che ci dividono , ci fanno odiare l'un l'altro."
In che senso ?
Ci fanno odiare i neri , aver paura dei messicani , disprezzare i cinesi , combattere i musulmani.
Marx aveva intuito che l'unione costituiva un elemento sovversivo contro il sistema....
Resta la sua musica.Per lei è strumento e messaggio di ribellione ?
Fino a poco tempoi fas avrei risposto di si
Oggi sono più pessimista In teoria la musica serve a far star bene non a star meglio
venerdì, giugno 17, 2005
I dieci dischi più belli (non i migliori !) della storia del rock
1) Clash "London calling"
C'è dentro tutto
2) Beatles "White album"
C'è dentro tutto
3) Who "Quadrophenia"
Rock e poesia , tecnica , violenza , anima
4) Rolling Stones "Exile on main street"
Il capolavoro del rock blues
5) Stooges "Funhouse"
Il capolavoro punk
6) Small Faces "un best of..."
Perchè erano grandi e in pochi li hanno apprezzati
7) Prisoners "A taste of pink"
Il più grande disco garage beat della storia
8) X "Under the big black sun"
Punk e poesia
9) AA.VV. "Best of rythm and blues"
Una compilation con dentro Aretha Franklin , Ray Charles , i Temptations , Curtis Mayfield , Rufus Thomas , Otis Redding , Booker T.
10) A pari merito "Sgt Peppers" , "Abbey Road" e "Revolver" dei Beatles , "Who's next" degli Who , "The gift" dei Jam , il primo dei Velvet Underground , "Nevermind" dei Nirvana , e un altro centinaio..........
giovedì, giugno 16, 2005
Piccole notizie
Anche questa , triste ma significativa , almeno per me che ho messo da sempre "Sgt Peppers" dei Beatles tra i 10 migliori album della storia.
"E` morta l`ispiratrice di "Lucy in the sky with diamonds"
Quando la canzone usci`, si sparse la leggenda che `Lucy in the Sky with Diamonds` parlasse dell`Lsd (dalle iniziali delle tre parole, L-S-D), l`acido lisergico che divenne popolarissimo negli psichedelici Sixties: John Lennon pero` disse che quella lettura era pura fantasia, e che il titolo della canzone era ispirato da una bambina cui suo figlio Julian aveva fatto il ritratto.
L`identita` della piccola Lucy non fu mai rivelata, ma oggi il Daily Mail afferma che si trattava di Lucy Richardson, una art dicrector cinematografica che e` morta di cancro qualche giorno fa, a 47 anni. La rivelazione viene dalla sorella di Lucy, Mary Foster, che ieri ha raccontato dei legami che c`erano tra la sua famiglia e quella di Lennon. Lucy era, all`epoca in cui John scrisse la canzone, un po` piu` grande di Julian, che in quell`anno di iscrisse alla scuola privata Heath House nel Surrey, frequentata dalla ragazza. Ma in realta` i due ragazzi si conoscevano perche` Lennon e gli altri Beatles erano clienti abituali del negozio di antiquariato della famiglia Richardson: Lucy fini` per fare da babysitter al piccolo Julian, quando questi era a casa malato.
Il figlio di John, in quelle occasioni, si divertiva a fare ritratti della sua amichetta Lucy. ``Un giorno - ha raccontato Mary Foster - John entro` nel negozio e disse, `Ciao, Lucy in the Sky with Diamonds`. Pensavamo fosse una delle sue solite frasi di fantasia, ma quando la canzone usci` mi ricordai di quella frase``. `Lucy...` usci` nel 1967 con l`album `Sgt. Pepper`s Lonely Hearts Club Band`, e John disse proprio in quell`occasione che una ragazzina di nome Lucy aveva ispirato il titolo, e non l`Lsd: ``Julian - disse il Beatle - venne un giorno a casa con il ritratto di un`amica di scuola. Le aveva disegnato alcune stelle attorno, e diamanti, e aveva intitolato il dipinto Lucy in the Sky with Diamonds (Lucy nel cielo, con diamanti)``. ``
Fu allora che avemmo la certezza che parlava di Lucy - dice Mary che ancora oggi gestisce il negozio di antiquariato - Lucy si ricordava di quando Julian faceva i ritratti ed era onorata che quel suo ritratto avesse ispirato la canzone, ma era molto riservata e modesta e non ne parlava. C`era un`altra Lucy che pensava la canzone parlasse di lei, ma noi sapevamo che era la nostra Lucy``.
Quando la ragazza divenne piu` grande, i contatti con i Beatles si interruppero, e Lucy intraprese una carriera cinematografica di successo: fu tra l`altro l`art director per `Chocolat` nel 2000 e in `Life and Death of Peter Sellers`, uscito lo scorso anno.
Nel 2003 le fu diagnosticato un tumore, e da allora la donna aveva combattuto una lunga e penosa battaglia contro la malattia. Lucy Richardson, che forse ispiro` una delle canzoni piu` belle nella storia del pop, e` morta il primo giugno scorso, ed e` stata sepolta ieri a Weybridge in Surrey.
La famiglia, per ricordare i diamanti della canzone, ha sparso cristalli sulla tomba.
mercoledì, giugno 15, 2005
L'Opa del Cavaliere sulla Margherita
da Repubblica.it
L'invito di Berlusconi alla Margherita a cambiare casacca e indossare la livrea del centrodestra è già stato liquidato dal coro sprezzante dei destinatari come una sciocchezza, un colpo di sole o un gesto patetico. Quindi non meriterebbe ulteriori commenti, se non fosse un segnale della campagna elettorale che ci attende e del declino politico in corso.
S'è già capito insomma che nei prossimi dieci mesi Berlusconi le proverà davvero tutte pur di mantenere il potere, al solito.
Ed è chiaro ormai che il centrosinistra le proverà tutte pur di perdere.
Neppure questa è una novità.
Se dobbiamo credere ai sondaggi, gli opposti ma altrettanto titanici sforzi finora non sono serviti a nulla. Il coma elettorale del berlusconismo sembra irreversibile e anzi si aggrava con l'avanzare della recessione economica.
Ma chissà che, dài e dài, non si riesca a riesumare il cadavere. La sortita nel campo nemico di Berlusconi, nel suo ruvido qualunquismo, ha costretto la Margherita a un'orgogliosa levata di scudi ulivista e dunque non è parsa una gran mossa.
Il premier avrebbe fatto meglio a tacere, come prima del voto referendario. Ma la trovata ha almeno il merito di dar voce a una tentazione nascosta del quadro politico, all'antica voglia di palude trasformista che il fallimento dei referendum ha materializzato di colpo. Dopo un decennio di faticoso maggioritario, il ceto politico è già stanco di responsabilità e rimpiange appunto la vecchia palude centristra dove tutto si tiene. Berlusconi ha fiutato l'aria e traduce la tentazione in una specie di Opa politica, una pubblica offerta d'acquisto del nemico di ieri. Non importa se per farlo deve inventarsi moderato, chiedere magari a Casini di candidarsi al posto suo e negare in definitiva quattro anni di governo all'insegna dell'estremismo, dell'asse con la Lega e dello stravolgimento costituzionale.
Naturalmente il personaggio è immune allo scrupolo morale. Per lui il moderatismo è una merce che si può comprare dall'oggi al domani.
Ma come sempre il cinismo di Berlusconi mette allo scoperto la mancanza di saldi principi e forti identità nello schieramento avversario.
Ed è in fondo a questo che davvero mira con il paradossale invito. La questione è sempre la stessa: che cosa tiene insieme il centrosinistra? Quali valori, quale modello? Da dieci anni la risposta non si trova. All'avventura scellerata del berlusconismo il centrosinistra ha saputo oppore ragioni critiche efficaci e giuste ma mai una visione davvero alternativa della società. I problemi sono stati ogni volta altri, la leadership anzitutto, la formula dell'alleanza, i nomi, i rapporti fra partiti. Non esiste in Europa una sinistra così amletica. La nostra ogni sei mesi cambia modello straniero, una volta è il laburismo alla Blair, un'altra la socialdemocrazia di Schroeder, per alcuni dovrebbe essere il socialismo laico di Zapatero. Ma intanto gli altri sono e i nostri vogliono sembrare.
L'Ulivo, ch'era il nocciolo di una possibile identità unitaria della sinistra italiana, fu assassinato nella culla e ancora adesso stenta a rinascere. Lo spettacolo ultimo dato dall'opposizione prima e dopo il referendum è imbarazzante. Certo è difficile non dar ragione al professor Parisi quando s'indigna per i festeggiamenti dei rutelliani.
Un'astensione del 75 per cento non può essere occasione di giubilo o di giubileo anticipato.
Di più, con la conferma della legge 40 l'Italia diventa l'unica nazione al mondo dov'è proibita la ricerca sulle cellule staminali, a parte un pugno di nazioni dove vige la legge coranica e il Costarica.
Che cosa c'è allora da festeggiare?
Eppure i toni, l'atteggiamento, gli argomenti con cui i prodiani hanno commentato l'invito di Berlusconi a Rutelli suonano eccessivi, vendicativi e un po' paranoici. Sembra quasi che si augurino davvero il voltagabbana dei margheriti per poi poter gridare al tradimento. Possibile che Prodi e Parisi non si rendano conto che il problema dell'alleanza è la debole identità politica e non il "tradimento" di questo o quello, ieri Bertinotti e D'Alema, oggi Rutelli o Mastella?
Quanto tempo dobbiamo perdere ancora, oltre gli anni di Berlusconi, perché la classe dirigente capisca che la crisi italiana è troppo seria per ridurre la politica a un conflitto di personalità?
lunedì, giugno 13, 2005
Fine
oggi è morto un pezzo di civiltà.
venerdì, giugno 10, 2005
Il gioco dell'embrione
Casella 9 - Siete una bella coppia e volete dei bambini. Evviva! Vai avanti di tre caselle.
Casella 12 - Ahi, ahi, ahi. Sei omosessuale quindi non esiste un patto sociale che ti leghi al tuo partner. per la legge siete due estranei. Bambini nemmeno a parlarne, adozione pussa via. E' già tanto se ti puoi masturbare, ma forse faranno una legge restrittiva anche per questo. Punito. Torna alla casella uno.
Casella 1 - Che culo! Sei di nuovo un embrione. Hai più diritti di un professionista gay di quarant'anni con la station wagon! Tira tre volte i dadi!
Casella 21 - Hai una malattia ereditaria e non vuoi che ce l'abbia anche tuo figlio. In più ti dicono che sei come Mengele. Vai in Francia, in Germania o a Malta, paesi civili. Ma prima vai avanti di tre caselle.
Casella 24 - Sei la mamma. Non so se hai notato, ma a te in questo grande gioco tra preti e scienziati non ti ha cagato nessuno. Ferma un giro perché sei un po' Mengele anche tu. Poi puoi tirare i dadi.
Casella 31 - Sei Rutelli, orrore! Torna alla casella numero 7
Casella 7 - Aargh! Sei di nuovo Giovanardi! Che raccapriccio! Corri alla casella 35.
Casella 35 - Stai tentando la fecondazione assistita, punture, ormoni, ospedali, dottori, ma il vescovo di Venezia dice che è meglio una bella trombata. Compra un machete e vai avanti di tre caselle.
Casella 38 - Sei Marcello Pera, capisco la delusione. Eri un popperiano laico e adesso sei un chierichetto di Ratzinger, nemmeno molto dotato. Stai fermo un giro, poi tira i dadi.
Casella 43 - Sei la legge sull'aborto e già senti odore di bruciato. Cominci a capire che sei tu il vero obiettivo. Scappa! Corri avanti di cinque caselle.
Casella 48 - Sei un piccolo feto che fa marameo dall'ecografia. Dall'ecografia si può capire se stai bene oppure no: la tua mamma verrà accusata di eugenetica? Ciucciati il pollice per quattro caselle.
Casella 52 - Sei un lettore del "Corriere della Sera" e ti sei beccato due paginate di Fallaci senza avere alcuna colpa. Puoi fare causa per molestie al Corriere se vai avanti di tre caselle.
Casella 55 - Sei Carletto di due anni e mezzo, e piangi perché vuoi venire nel lettone di mamma e papà. Cazzo, ma sono le quattro! Quando eri un embrione non facevi così! Vai avanti di due caselle.
Casella 57 - Sei un ciellino, una cosa che nessuna analisi prenatale poteva prevedere. Sei contrario all'analisi preimpianto perché sei un sadico che ama la sofferenza della gente. Stai fermo un giro, poi tira i dadi.
Casella 62 - Sei un padre in sala parto, non sai cosa fare, sei spaventato, affascinato e felice. Sudi come un carrettiere. Vai avanti di una casella.
Casella 63 - Sei una madre in sala parto. gridi come un'aquila e intanto pensi: ma guarda come suda quel fesso. Vai avanti di tre caselle.
Casella 66 - Sei un italiano normalissimo, un'italiana normalissima, ti stai chiedendo cosa diavolo ci fanno i preti e i famosi neo-con con le mani nelle tue mutande. Vai avanti di cinque caselle.
Casella 71, arrivo! - E' domenica 12 giugno, prendi la tua tessera elettorale e vai a votare i referendum. Ci vogliono cinque minuti e si vota anche lunedì, dillo a tutti quelli che puoi. E' un'azione che distingue l'uomo dal Giovanardi e che restituisce un diritto alle donne.
mercoledì, giugno 08, 2005
Perfino Fini
Teme che se non passasse il referendum sarebbe a rischio la 194? (la legge sull'aborto)
"Nel fronte astensionista in tanti giurano che quella legge non si tocca.
Credo a quanto dicono Buttiglione e Follini, ma se per davvero pensano che la 194 non va toccata, rispondano a questa semplice domanda: com’è possibile che due leggi stiano in così stridente contraddizione tra loro?
La 194 consente l’aborto quando la salute fisica e psichica della donna è a grave e provato rischio.
La legge 40 vieta invece la diagnosi dell’embrione prima dell’impianto, e così facendo espone la donna a rischio di un successivo aborto, se il feto è affetto da grave malattia genetica.
Le donne sono le più convinte su questo punto: non si può chiedere loro di abortire perché una legge vieta attraverso una diagnosi pre-impianto di verificare se il feto è affetto da una grave malattia di tipo genetico.
Se la campagna referendaria fosse stata più onesta intellettualmente, il nodo del rapporto tra la legge 40 e la 194 avrebbe dovuto essere il tema dominante. Perché c’è un’evidente contraddizione giuridica, c’è una legislazione schizofrenica.
Chi tiene gli occhi chiusi dinnanzi a questa palese contraddizione è in una condizione di scarsa coerenza"
lunedì, giugno 06, 2005
Occidente, fai un po' schifo
di Rina Gagliardi
da Liberazione
Prendiamo una normale pagina di cronaca del "Corriere deella sera" di ieri, la pagina 11, dedicata alla politica internazionale.
Vi campeggiano due diverse notizie: "Il Pentagono ammette: profanato il Corano", recita la notizia di apertura.
Da essa apprendiamo che ora la massima autorità militare degli Stati uniti conferma le rivelazioni di "Newsweek", e che i secondini di quell'inferno umano che si chiama Guantanamo usavano (usano?) prendere a calci il Corano, innaffiarlo di urina, buttarlo nel cesso e tirare l'acqua. L'altra notizia, di spalla, ci parla della confessione di alcuni soldati israeliani: tre anni fa, uccisero a freddo quindici poliziotti palestinesi, a Ramallah.
Palestinesi che stavano seduti al bar, a prendere un caffè - falciati per rappresaglia, in omaggio alla legge dell'occhio per occhio. Che cosa c'è di comune tra questi due eventi, così lontani nello spazio ed anche nel tempo?
Non c'è solo, ci pare, l'esercizio di una violenza illimitata, efferata ed anche esibita, senza pudicizia.
O la ferocia, anche simbolica, che raggiungono gli eserciti di due grandi potenze, gli Usa ed Israele, quando diventano strumento di invasione, occupazione, cancellazione dei diritti degli altri popoli. C'è qualcosa che va oltre anche l'ordinaria sanguinarietà della guerra: la perdita di ogni senso del limite.
Che cosa sta diventando questo Occidente, che si asserraglia attorno alla bandiera della propria salvezza ed invoca ad ogni momento la lotta contro il Nemico, l'Altro, l'islamico, il terrorista? Dove sta, dove è finita, l'essenza della così detta civiltà occidentale?
Noi siamo stati allevati nell'idea che l'Occidente - certo insieme al capitalismo e a quisquilie come lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, o la "necessità" di grandi disuguaglienze sociali - era comunque il portatore di grandi valori: la democrazia, la libertà di stampa, la tolleranza, il rispetto umano, i diritti, e così via. Ideali che molto hanno combattuto, di qua e di là dall'Atlantico, per conquistarsi Costituzioni, leggi e verità di pratiche politiche - non a caso calpestati nelle società del "socialismo reale", ignoti a quei selvaggi del mondo arabo, sconosciuti ai sottosviluppati del Sud.
E ora? Ora che il "campo socialista" non esiste più, si scopre che tutto questo non ha più corso, neppure dal punto di vista propagandistico - abbiamo scherzato, per due o tre secoli. La libertà? Non ne resta granchè, dopo emergenza dei vari "Patriot Act". Anche la libertà di stampa sembra obsoleta, se è vero che il giornalismo che conta è solo quello "enbedded".
E se un giornale moderatamente liberal, come "Newsweek", fa uno scoop, scrive cioè il vero e denuncia le nequizie di Guantanamo, si scatena l'inferno: da Bush in su, quel giornale è stato messo alla gogna, ha dovuto ritrattare le rivelazioni pubblicate e rendere le sue più sentite scuse, ma l'establishment Usa ha continuato a dire che no, che non bastavano le scuse e bisognava che i colpevoli pagassero un prezzo ben più sostanzioso.
Ora il Pentagono conferma tutto, e anche di più - ma, ne siamo certi, non chiederà scusa ai giornalisti. Del resto, dentro e dietro questo sconcertante episodio, non c'è nulla di casuale, ci sono scelte e un'intera strategia regressiva. In nome della quale la più grande potenza planetaria ha rigettato il rispetto delle più elementari norme del diritto internazionale, arrivando a disconoscere, nientemeno, che la Convenzione di Ginevra: chi è sospettato di "appartenere all'Internazionale del terrore" non è più neppure un nemico, è un non-uomo, che può anzi deve essere torturato, umiliato, avvilito.
Non è in grazia di queste indicazioni strategiche che i militari americani hanno potuto così tranquillamente torturare ad Abu Ghraib?
E perché, se no, quelle guardie di Guantanamo si sono sentite legittimate a sbeffeggiare un Libro, a dissacrare un credo religioso, a giocare con le loro "prede" ex-umane come nemmeno fa il gatto col topo? Quattro secoli, in occidente, di riflessione, ricerca, tormento.
E in un istante siamo tornati cinque secoli fa, a prima di Hobbes, Locke, Voltaire, Rousseau. E così, nell'unica democrazia del mondo arabo, che ancora sarebbe Israele, tende a smarrirsi ogni differenza tra militari e cecchini, tra soldati di un esercito regolare e serial killer, tra esponenti, comunque, dello Stato e giustizieri che colpiscono, puniscono, uccidono a sangue freddo gente che beve un caffè. Già da tempo il governo di Sharon ha teorizzato e praticato l'assassinio di Stato dei suoi avversari.
Appunto: invece e al posto dell'Immaginazione, è la Vendetta che ha preso il potere.
E' l'Odio che si è fatto Stato.
Ma se questo è l'Occidente, beh, fa proprio schifo.
Quasi più di tutti i socialismi reali - esteeuropei, arabi e africani - messi insieme….
venerdì, giugno 03, 2005
Buone notizie
Un album capolavoro come non speravo più potessero fare.
Beatles , Stone s e Who a piene mani un po' dappertutto , gioelli stupendi come "Lyla" (una riedizione di "Street fighting man" degli Stones in versione 2005) , "The importance of being idle" (Beatlesiano fino al midollo con citazione ritmica di "When I'm 64") , "Maining of soul" un breve garage beat (comppsto da Liam) che ruba il ritornello a "Jumpin jack flash" , "Part of the queue" che accarezza il Van Morrison di "Astral weeks" , la stupenda "A bell will ring" (di Gem Archer che ha firmato anche la fantastica b side del singolo "Eyeball tickler") che cita i Beatles (ammò !) di "Revolver" ed infine il Dylan meet Velvet Underground di "Mucky fingers".
Confezione cool and clean , suoni ultra , produzione da sogno.
Album dell'anno !
L'altra buona notizia è che c'è l'ipotesi che Zeman (l'allenatore più grande e divertente attualmente in circolazione in Italia che allena squadre di calcio e non aziende ) arrivi al Cagliari (guai se Zola smette allora !!!!!!).
Un'altr'anno ce ne andiamo in UEFA !!!
mercoledì, giugno 01, 2005
Votiamo Si !!!!!
di Rina Gagliardi su Liberazione di oggi
Ieri in parlamento, e domani al referendum, il contenuto reale di questa legge è la liceità dell'aborto - e con esso la libertà delle donne di scegliere, in ultima istanza, la libertà (e la responsabilità) di diventare madri. Una posta in gioco altissima, come ben sa il cardinal Ruini.
Se il 12 e 13 giugno non scatterà il quorum e la legge attuale resterà in vigore, se vincerà l'alacre campagna astensionista della Chiesa, alleata della disinformazione e dell'indifferenza, verrà sanzionata una regressione civile, politica, culturale molto gravi.
La norma che equipara l'embrione alla persona (non di vita, come effettivamente è: ma anche una pianta, una mosca, un'ameba non sono vita?) implica in effetti sia una concezione puramente biologica dell'essere umano (negata a suo tempo dallo stesso Ratzinger), sia, in conseguenza, la fine dell'idea stessa di autodeterminazione delle donne. La strada, dunque, per una drastica revisione della legge 194 è più che spalancata. Alle soglie del terzo millennio, nella regressione e nella crisi di civiltà che infuria, sulla laicità dello Stato incombe questa spada di Damocle. Ed ha la faccia di Sua Eminenza Camillo Ruini
martedì, maggio 31, 2005
Qualcuno gliele canta ancora
Professoressa Hack, il suo è un quadro impietoso.
«Ripeto, il peggiore governo democristiano avrebbe avuto un po’ di pudore prima di fare le cose che hanno fatto questi, ormai hanno superato ogni limite dell’immaginazione.
A questo punto i cittadini dovrebbero rendersi conto in che Italia viviamo.
Pensate se dovessero vincere un’altra volta qui bisognerebbe fare la rivoluzione, perché stanno portando il Paese alla rovina.
Basta vedere cosa stanno facendo sulla fecondazione assistita».
Hanno deciso di impugnare la richiesta referendaria.
«Questa è un’altra vergogna perché la legge è antiliberale e liberticida, oltre a incidere sulle libertà più intime delle persone.
Inoltre è una legge antiscientifica perché impedisce la ricerca che promette di dare dei risultati straordinari nella guarigione di malattie terribili, e poi è una legge medievale.
lunedì, maggio 30, 2005
Si e no
«Un argomento dei sostenitori della legge 40 è che tutela la donna.
Questa poi. Se passa la 40, la legge sull’aborto non potrà essere mantenuta: la contraddizione non lo consente.
E così torneremo alle «mammane» clandestine che spesso massacrano e ammazzano le loro clienti. Davvero una bella tutela».
Giovanni Sartori, Corriere della Sera 29 maggio
Ma va a cagare
"Se vince il si orrore e paura"
Monsignor Ruini 30 maggio
NO , vive la France !!!
Il referendum sul Trattato costituzionale è diventato la cruna dell'ago attraverso cui dovrà passare il "pensiero unico" europeo.
Quello che in questi anni si è arrogantemente imposto dall'alto ai suoi cittadini,
abbandonando la grande ispirazione postbellica di chi concepì l'unità dell'Europa per rimuovere l'incubo delle guerre e che oggi si ritrova nelle mani dello strapotere del mercato.
Liberazione del 30 maggio
venerdì, maggio 27, 2005
Antonio fa caldo . Gli ascolti per il weekend
Dalla Svezia anni 70 un brano di ultrasoft soul di gusto balneare
Marie Lyons- Fever
Una grandissima versione soul del super classico "Fever"
Sharon Jones and the Dap Kings - Just dropped in
Una stellare versione del classico Northern di Betty Lavette dalla Lady Soul del 2000.
Tratto dalla nuova stupenda compilation della Record Kicks "Soul Shaker 2"
Smoove featuring Jess Roberts - Coming back
Eccezionale northern soul mod-erno con una voce che spacca e un refrain da paura. Fab !!!
Nick Rossi Set - Foolkiller
Ancora da "Soul Shaker 2" la nostra spia a San Francisco Nick Rossi rifà il mega hit di Brian Auger come avrebbe potuto farlo solo Georgie Fame...troppo bello !
T-Model Ford - Chicken Head Man
Blues sporchissimo dall'album "She Ain't None of Your'n " . Dirty and cool
Paul Mc Cartney and the Wings - Let me roll it
Uno dei migliori album solisti di Macca , "Band on the run" (del 73) , con un brano che risponde in tono bonario all'attacco al vetriolo di John Lennon in "How do you sleep" su "Imagine" .
Tutto l'album è bello con "Jet" , "Band on the run" , "Mamunia" , "Let me roll it" brani migliori
Stooges - I need somebody
Iggy al meglio , cioè nel baratro con uno dei suoi migliori brani , un blues malatissimo da antologia
Arpioni - Una storia disonesta
La versione rocksteady swing della canzone di Stefano Rosso (profondo cantautorame anni 70) con lo stesso Stefano e Tonino Carotone , dal nuovo album degli ska heroes bergamaschi
Statuto - Qui non c'è il mare
Una vecchia hit di Oskar e compagni...neanche a Piacenza c'è il mare , ma solo ozono alle stelle , inquinamento , traffico , provincialismo e nullità culturale.
Almeno abbiamo il vino buono.......
giovedì, maggio 26, 2005
Riserve
da "La Stampa" del 26 maggio 2005
Siamo al dodicesimo del secondo tempo, il regista della squadra si infortuna, resta a terra, l’arbitro chiama la barella, non sappiamo se sarà in grado di riprendere il gioco, agitazione sulla panchina, una riserva si toglie la tuta, ecco ora si allaccia gli scarpini ma dalla nostra postazione non riusciamo a distinguere bene chi sia il giocatore che sta per entrare in campo, da lontano assomiglia a Veltroni.
Vediamo se fra un po' ci avrà visto giusto.........
lunedì, maggio 23, 2005
Le pagine bianche del romanzo Italia
Ernesto Galli Della Loggia
C’è qualcosa di tristemente impotente nella condizione italiana di oggi, e non c’era davvero bisogno dell’ Economist per ricordarcelo.
È la condizione di un Paese che invecchia, che si sente povero e sempre di più inadeguato, che non sa più produrre, che non sa più attirare turisti, le cui infrastrutture fanno acqua, i cui servizi costano più che in quasi tutta Europa, che ha una rete commerciale sproporzionata e inefficiente, i cui trasporti aerei sono i più cari e sgangherati del continente;
un Paese le cui banche, anch’esse carissime e inefficientissime, sono alla mercé di chi se le vuole comprare, le cui Autorità di garanzia e di controllo si segnalano per la loro latitanza, il cui Parlamento lavora sì e no due giorni alla settimana;
un Paese che ha lasciato andare in malora la scuola elementare e il liceo, che erano il fiore all’occhiello del suo sistema di istruzione;
un Paese che non legge, che vede troppa televisione, che non fa un grande film e non scrive un grande romanzo da tempo immemorabile;
dove si discute solo di ciò che è accaduto dieci, trenta o sessanta anni fa;
un Paese dove il futuro sembra non esistere o non interessare a nessuno.
Un’immagine della realtà dai toni qualunquistici?
Non fermiamoci alle etichette e chiediamoci piuttosto: è un’immagine vera o falsa?
giovedì, maggio 19, 2005
Una domanda
Pelosi e l'omicidio di Pasolini.
Cossiga e l'omicidio di Giorgiana Masi.
Gli ex brigatisti che girano a parlare degli anni di piombo.
Significa qualcosa questo riscrivere gli anni 70 ??
Perchè si continua a parlarne ?
A chi giova ?
Kick over the statues !! (Redskins)
mercoledì, maggio 18, 2005
Interessi privati in pubblici uffici
L'ennesima conferma arriva anche dalla major di casa nostra, l'Eni, che ha piazzato un trimestre da pelle d'oca.
Da gennaio a marzo ha registrato utili per 2,4 miliardi di euro, in aumento del 22%.
Nel frattempo Paolo Scaroni lascia il timone dell'Enel al suo direttore finanziario Fulvio Conti e va all'Eni al posto di Vittorio Mincato, che esce dopo due mandati.
Si dice che Mincato avesse stoppato un business di Berlusconi nel gas russo, e che questo sia il conseguente benservito del premier."
....dice niente l'amicizia tra Berlusconi e Putin e che tutto avvenga poco dopo la vendita di quote Mediaset (uguale a una paccata di soldi da investire) ???
E come mai Mincato che "aveva piazzato un trimestre da pelle d'oca" viene rimosso ??
A domani con qualche altra domandina interessante...
venerdì, maggio 13, 2005
Colonna sonora per il weekend
Doppio vinile con il meglio della misconosciuta Betty Davis (fu moglie di Miles e "amica" di Jimy Hendrix , Sly Stone e altri black heroes. "This is hit" è un concentrato di ultrafunky , dirty soul , bluesaccio.
Assolutamente imperdibile !!!!!!! "They say I'm different" , "If I’m luck I might get picked up" , "Anti love song" il meglio
Nina Simone "I'm gonna leave you" e "I'm goin back home"
Da "High priestess of soul" del 1967 (uno dei suoi migliori album) due jazzy rythm and blues della grande Nina
Aretha Franklin + Ray Charles "Spirit in the dark"
Un album FONDAMENTALE "Live At Fillmore West" di Aretha Franklin con una band da far paura , con Billy Preston all'Hammond , i Memphis Horns con King Curtis e Bernard Purdie alla batteria.
Ray Charles raggiunge Aretha nel bis e fanno 'sta roba da lasciare senza fiato.
Erma Franklin "Light my fire"
Erma è la sorella sfigata di Aretha che c'ha provato e con ottimi risultati (voce della madonna come la sorella) ma senza lo stesso successo. Dal suo album del 69 "Soul sister" (grande titolo !!!) una versione capolavoro del brano dei Doors tra funky e soul
Junior Kimbrough "You better run"
Un classico !! Un mantra blues ipnotico grezzo e sporco.
Gli Stooges con Iggy ne hanno due versioni da paura sul tributo "Sunday nights" (belli anche la Blues Explosion e Mark Lanegan)
Ricky Fantè - "My song" e "Love doen'st live here no more"
Il novello Otis Redding ha fatto un album "Rewind" molto carino: rythm and blues old style tra Otis , Marvin Gaye , Curtis Mayfield , Al Green.
"My song" e "Love doen'st live here no more" sono tra i brani più personali
Da scoprire
mercoledì, maggio 11, 2005
Otto per mille: per una scelta più equa
Anticlericale.net è contraria a qualsiasi forma di finanziamento pubblico delle Chiese, così come è contraria al finanziamento pubblico dei partiti, per cui auspica l’abolizione del sistema dell’otto per mille.
Per “limitare i danni”, ogni anno abbiamo espresso la nostra scelta firmando per lo Stato.
Alla luce però di come lo Stato, contro la legge, dilapida e impiega la sua quota, riteniamo giusto firmare quest’anno per i soggetti che maggiormente si distinguono per il rispetto della legge e del principio di separazione tra Stato e chiese.
Se la Santa Sede merita la maglia nera quanto ad agevolazioni da parte statale e a poca trasparenza nella gestione dei fondi, al contrario deve essere premiata la scelta della Chiesa valdese e delle Assemblee di Dio in Italia, che hanno rinunciato a vedersi attribuiti i fondi derivanti dai cittadini che non hanno espresso alcuna scelta.
Segnaliamo in particolare la Chiesa Valdese (http://www.chiesavaldese.org), sia per la trasparenza con la quale rendiconta la spesa dei fondi dell’otto per mille (che vengono assegnati per scopi socio-culturali ed umanitari e non per fini di culto), sia per il rispetto del principio di separazione tra Stato e chiesa, recentemente ribadito in relazione ai rapporti tra scienza e fede.
La firma di ciascuno è importante.
Un esempio: 50.000 contribuenti che scelgono il medesimo soggetto, determinano uno spostamento di più di 3 milioni di euro della sua quota di otto per mille; praticamente il budget di cui dispongono annualmente le confessioni religiose diverse dalla cattolica.
martedì, maggio 10, 2005
Io so di Pier Paolo Pasolini 14 novembre 1974
di apparati (deviati ? o ben indirizzati ? ) dello stato (con la esse minuscola)
il 1° novembre 1975.
Un anno prima scriveva ciò che , trentanni dopo , è ancora attualissimo.
ps: il testo , lunghissimo è tagliato anche perchè i riferimenti sono a fatti relativi agli anni 70 , ma la sostanza rimane........
Corriere della Sera, 14 novembre 1974
Cos'è questo golpe ? Io so
di Pier Paolo Pasolini
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere.
Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti.
Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere.
Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.
venerdì, maggio 06, 2005
Appello alla nazione
Volti conosciuti e tanti ignoti.
Spero comunque che i contenuti siano graditi ed interessanti.
Mi piacerebbe sapere chi sono gli aficionados.
Fate 'sto sforzo e lasciate un messaggio
Thanx
Colonna sonora:
Foo Fighters "Best of you"
Stevie Wonder "So what the fuss"
Francesco C "Ulteriormente"
Graham Bond Organization "Good to me"
Georgie Fame "In the meantime"
Junior Kimbrough "You better run"
Not Moving "Looking for a vision"
Teenage Fan Club "Falling leaf"
lunedì, maggio 02, 2005
Gabriele Salvatores dal Corriere della Sera" del 1° maggio
«L’obiettivo perseguito dalla P2 e da Licio Gelli è stato raggiunto: il gusto collettivo è stato appiattito, omologato al livello più basso. Con la strategia dello specchio: accendo il video, e scopro che in ogni fiction, in ogni programma, c’è dentro della gente come me. Ergo: mi sento rassicurato, spento, non ho dubbi sulla società e sulla politica. Il cinema, di cui si ha tanta paura, sconvolge le regole, deforma la realtà, mostra possibilità che l’uomo e la donna che stanno in poltrona davanti alla tv non avevano previsto. La narrazione sfugge alle consuetudini e fa discutere, non rassicura. Ecco perché i potenti di oggi hanno cercato prima di ammazzarlo, poi di comprarlo, infine con il taglio delle risorse lo hanno congelato su alcune persone, allo scopo di evitare che i giovani facciano sperimentazione seria. Un politico di Forza Italia ha detto, di recente: gli intellettuali ti sgusciano dalle mani come pesci. Ha intuito la forza straordinaria delle immagini viste al buio, in sala. C’è un controllo della cultura che non è censura,ma peggio: attraverso l’imbuto a collo stretto della distribuzione, tu scrivi un film, un libro, suoni musica ma sono gli editori a decidere dove, quando e per quanto tempo potrà essere visto o ascoltato quello che hai fatto ».
