martedì, giugno 30, 2009

Giugno 2009. Il meglio



Dopo sei mesi non è che ci siano tutti ‘sti capolavori in giro. A metà anno nella top 10 per adesso ci sono PJ Harvey, Madness, Anydays, Bob Dylan, Twisted Wheels, Kasabian e tra gli italici June, Petrina, Julie’s Haircut, Uochi Tochi.
Insomma belle cose ma nessun grande capolavoro


ASCOLTATO




TWISTED WHEEL - s/t
Spaccano i ragazzi tra Jam, Arctic Monkeys e Oasis, giusto per fare qualche nome.
Tiro, freschezza e grandi songs, possono diventare grandi !

KASABIAN - West Ryder pauper Lunatic Asylum
Secchiate di brit sound da Primal Scream a Oasis da Kinks a Beatles. Il tutto con stile, personalità e buona creatività. Ottimo album !

HOME . The right way
Da Verona, grande Mersey Sound ma con un benvenuto tocco di mod-ernità. Da ascoltare

PETRINA- In Doma
Ancora dal Veneto. Artista eclettica, geniale, tra classicismi, pop, elettronica, jazz e tanto altro. Sorprendente.

MADE - The y don’t understand
Gli immarcescibili spezzini macinano come sempre un corroborante brit sound che pesca da Blur, power pop e mod 79.

GUIGNOL - Canzoni dal Cortile
Dalla Brianza si respira aria di malato blues da palude in salsa N.Cave e J.Spencer.
Cattivi e ostici al punto giusto. Una grande realtà, tutta da scoprire



ASCOLTATO ANCHE


GANG - Dalla polvere al cielo
Doppio live attraverso la gloriosa storia di una delle miglior ibands italiane di sempre
COOKIN ON 3 BURNERS - Soul messin
Soul funk a tutto spiano, suonato bene e interpretato al meglio. Da ascoltare.
GREEN DAY - 21 th Century
Attesissima opera (punk) rock del trio americano.
Non male, anche se troppo ambizioso e prolisso.
ERIC CLAPTON/ STEVIE WINWOOD - Live at MSG
Un live con i fiocchi, nostalgico e prevedibile, ma godibilissimo. La classe non è acqua.
VERACRASH - 11. 11
Tirano come dannati tra stoner e hard punk. Rabbiosi come si deve.
DANIELA UND ANN - Black & White
Latin soul jazz made in Germania nel 1969. Piacevole.
OST - Glenda Snake Dancer
Ottima colonna sonora di consueto ma godibilissimo soul funk 70’s dal Sudafrica.
AA.VV - Colours of funk
Funk dalla Germania tra il 74 e il 79. Tanta bella roba.
I WAS A KING
Dalla Norvegia tra 60’s e shoegazing. Ascoltabili.
DANGERMOUSE / SPARKLEHORSE - Dark night of our soul
Tanti ospiti illustri (da David Lynch a Iggy Pop) ma sostanza poca. Mah.




LETTO (poco)





JOHN KING - Smaltimento rifiuti
Dall’autore del capolavoro assoluto “Human punk” un mattone che ho piantato lì a metà (capita raramente)

CARLO CASSOLA - La ragazza di Bube
Un classico della letteratura italiana. A parer mio modesto.

LODOVICO ELLENA - Fregati dalla storia
Consueto piacevole elenco di aneddoti e curiosità storiche 




VISTO



** Guido che sfidò le Brigate Rosse” di Giuseppe Ferrara
Film di rara bruttezza, sconcertante superficialità al limite del comico sulla fine del sindacalista Guido Rossa, ucciso nel 79 dalle BR. Orrendo.

** Il Partigiano Johnny di Guido Chiesa
Chiesa rende abbastanza bene il libro di Fenoglio tra atmosfere livide e un realismo perfettamente calzante alla storia.

** Ti lascio perchè ti amo troppo di Martinotti
Appena appena divertente

**L’ultimo sogno
Polpettone strappalacrime americano. Però molto bello e riuscito.

Totò, Tognazzi, Sordi, Gassman a go go ! E’ estate !!!








COSE & SUONI



Finito master e copertina di “Old Soul Rebel” primo album della TONY FACE BIG ROLL BAND

, fermi con LILITH & the SINNERSAINTS, ma tante cose in ballo.

www.myspace.com/tonyfacedrummer

CANZONI


We are us - Twisted Wheels
Ce soir - Petrina
West Ryder Silver Bullet - Kasabian
I see you - Byrds
Why - Byrds
Eight Miles High - Byrds



BANDS DA SCOPRIRE E CONOSCERE



MADE
www.myspace.com/themade
GUIGNOL
www.myspace.com/guignolband
HOME
www.myspace.com/homeonmyspace





CALCIO


Figura da cioccolatini alla Confederations Cup, un po’ meglio l’Under 21.
2009 ANNO ORRIBILE per il calcio italiano.....



IN CANTIERE




°La ristampa di “Sinnermen” dei Not Moving


°L’album della Tony Face Big Roll Band “Old Soul Rebel” fuori in autunno per Area Pirata
* Sempre in autunno l’EP “10 may 2009” degli Spiders Top Mods in Limited Edition
* Nuovo libro: titolo provvisorio “Rabbia e stile: la musica dei mods”. Autunno.
* Autunno. Si riparte con Lilith & the Sinnersaints sui palchi.

°Produzione e consulenza artistica al nuovo album della PELUQUERIA HERNANDEZ
* E altre due o tre cose non male..


mercoledì, giugno 24, 2009

The X






Ho già parlato di un po’ dei miei artisti preferiti: Area (11 giugno 2009),Statuto (3 aprile 2009) ,Clash (13 marzo 2009) Small Faces (6 feb 2009) , Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06).

Oggi tocca agli X, mitica band di Los Angeles.
La cantante Exene Chervenka ha appena annunciato di essere ammalata di sclerosi multipla. La cosa non cambierà i programmi immediati della band, ma sta ovviamente segnando profondamente la vita di Exene.

Nato nel 1978, esploso due anni con lo stupendo esordio di “Los Angeles”, il quartetto di Exene, John Doe, Billy Zoom, DJ Bonebrake è stato tra i nomi più originali della scena americana (post) punk, mischiando graffianti e grezzi suoni mutuati dal punk rock a melodie vocali non lontane dall’insegnamento dei Jefferson Airplane, oltre a dosi consistenti di roots music americana.
7 album (oltre ad una serie di live ed antologie), che, partendo da una proposta estremamente originale e personale, degradano poi verso un sound convenzionale quasi hard rock (soprattutto dopo la dipartita del chitarrista Billy Zoom nel 1986).
Passati attraverso varie reunions, attualmente in circolazione sui palchi americani e con all’attivo numerose, seppur poco interessanti, prove soliste, lasciano agli anni tra il 1980 e il 1983 la loro epoca d’oro.

Los Angeles (1980) 8
Stupendo esordio, prodotto da Ray Manzarek dei Doors (di cui e con cui rifanno anche “Soul kitchen”), è uno stupendo quadro dell’urgenza punk dell’epoca, lontano dalle esagerazioni un po’ “plastiche” di certo punk inglese, molto stradaiolo e allo stesso tempo estremamente poetico (la strada è in effetti poesia). “Los Angeles” , “Johnny hit and run Paulene”, “Nausea” sono inni insuperati

Wild gift (1981) 6.5
Una copia sbiadita del precedente, meno irruente e con canzoni meno efficaci.
Ci sono “We’re desperate” , “Adult books” e “White girl” a rinverdire i fasti dell’esordio, ma in generale rimane tutto sotto tono

Under the big black sun (1982) 9
Primo album per una major e capolavoro assoluto della musica rock americana.
Un lavoro maturo, eccelso, con canzoni stupendamente scritte e interpretate, dove furore, melodia, poesia e assalto sonoro si mischiano alla perfezione
Insuperabile, tra i miei preferiti di sempre

More fun in the new world (1983) 6
Non mancano i buoni spunti, ma, alla ricerca del successo commerciale, gli X appiattiscono e “ripuliscono” un po’ il sound, pur non rinnegando sè stessi
Il risultato è una specie di “X che rifanno gli X”, nonostante alcune gemme come “Devil doll”, “We’re having much more fun” e la grande “I must not think bad thoughts” (con il testo...”civil wars and unciviled wars” che dice molto più di tante parole)

Ain’t love grand (1985) 5
Esplicitamente alla ricerca di un’affermazione di classifica, si buttano su un sound spesso vicino al rock FM, rifanno perfino gli Small Faces (“All or nothing” in una versione trascurabile), ma la trasformazione non convince.
Il successo non arriva, se ne vanno i vecchi fans e anche il chitarrista Billy Zoom

See how we are (1986) 6
Sotituito Billy Zoom con Dave Alvin dei Blasters e poi da Tony Gilkyrson dei Lone Justice, sfornano un buon album, molto roots rock, con qualche buona canzone ma piuttosto impersonale e che non si fa certo ricordare.

Hey Zeus (1993) 5
Dopo una lunga pausa e il live “Live at Whiskey at go go” (buono ma non eccezionale come era lecito aspettarsi da un live degli X) , ci provano di nuovo con un nuovo lavoro di studio, dove l’antica magìa si perde definitivamente in suoni assolutamente lontani da ogni buon ricordo della band che furono

Oltre ad alcune antologie è stato pubblicato un CD + DVD registrato nel 2005 “ X - Live in Los Angeles” che documenta la reunion della line up originale del novembre 2004, con Billy Zoom.
Brividi ed emozione, ancora energia da vendere, ma anche una cartolina da un lontano passato che non tornerà più e, avendolo vissuto così intensamente, nessuno sente più la mancanza.

Io e gli X
I Not Moving furono spesso paragonati agli X, nei primi anni.
Ma noi scoprimmo la band solo tempo dopo rispetto a quando componemmo i primi brani in stile...X.
Incontrammo la band allo “Slego” di Rimini alla fine di un loro concerto e rimanemmo a bocca aperta nello scoprire che conoscevano i Not Moving....ci fecero i complimenti perchè non capivano come potessimo suonare più o meno come loro non avendo le stesse radici musicali.
Scambiai una serie di lettere e pacchi con Exene e John Doe mandando loro bootleg su cassetta e vinile degli X che trovavo in giro per l’Italia.
Conservo ovviamente ancora gelosamente le cartoline e le lettere.


www.xtheband.com

lunedì, giugno 22, 2009

La Repubblica delle Prugne



Il VECCHIO PORCO è stato beccato con le mani nel sacco.

Per salvarsi si è fatto passare per CORNUTO, ha fatto latrare da uno dei suoi accoliti che è IMPOTENTE («facendo strame della privacy, affermo che Silvio è senza prostata… e buonanotte al sesso. La scienza fa miracoli tranne uno: quello» V.F da "Libero"), sta facendo di tutto per oscurare la notizia (vedi i vari Telegiornali che stanno IGNORANDO la notizia).

Uno dei suoi più viscidi lacchè sentenzia che "L'insidia più grande per la nostra democrazia" è l'azione del quotidiano Repubblica"

La Repubblica delle Prugne è allo sfascio e cadrà per un pelo di.......

Brasile- Italia 3 a 0 . A casa !



Umiliati dal Brasile, senza squadra, senza nerbo, senza idee, senza fiato, con un allenatore che, o è impazzito, o è succube dei dictat degli sponsors (che senso avrebbe schierare giocatori come Cannavaro, Gattuso, Toni, fermi da mesi, fuori forma, visibilmente stanchi e deconcentrati ?)

Una disfatta, e meno male che gli USA ci fanno il favore di non finire in semifinale con la Spagna e poi per il terzo e quarto posto con il Sudafrica a rimediare altre due figuracce.

Speriamo nell'Under 21 e in un allenatore meno borioso

PS: saluto con grande piacere il ritorno in serie A del Livorno (e della sua tifoseria....)

venerdì, giugno 19, 2009

Confederations Cup: Egitto - Italia 1 a 0



Una squadra modesta ma precisa, ordinata e semplice.
Dall'altra parte una squadra di tromboni supponenti, lenti, macchinosi , SCOPPIATI.
Perdiamo 1 a 0 e quasi sicuramente domenica, dopo il Brasile, si va a casa.

Inguardabili quasi tutti, imbrazzanti Chiellini e Toni, gatti di marmo Pirlo, Gattuso, Zambrotta, deludente Rossi.

Mah....

mercoledì, giugno 17, 2009

Referendum



Loro saprebbero cosa rispondere.

Ma io mi sto chiedendo come intitolare il mio primo album solista accreditato alla TONY FACE BIG ROLL BAND, in uscita in autunno per l'Area Pirata Records e che vede la collaborazione, tra gli altri, di Bob Manton dei Purple Hearts, Chris Philpott degli Small World, Adrian Holder dei Moment, Alan Crockford dei Prisoners/JTQ etc, Tony Perfect dei Long Tall Shorty, Oskar degli Statuto, Temponauts, Link Quartet, MiniVip, Luca Re dei Sick Rose e tanti, tanti altri.

Al momento due le opzioni:

KEEP THE FAITH !

OLD SOUL REBEL

Quale la vostra preferenza ?
Altri suggerimenti ?

Su http://www.myspace.com/473372186 si può ascoltare la versione di "My babe" degli Spiders Top Mods tratto dall'ep che uscirà in autunno

martedì, giugno 16, 2009

Confederations Cup: Italia - USA 3 a 1



Non me ne vogliano i refrattari al calcio, ma da queste parti la Nazionale Azzurra, quando gioca le coppe importanti ad inizio estate, la si segue sempre.
E' una tradizione ormai e non mancherò neanche per questa Confederations Cup Sudafricana che vede opporsi le vincitrici dei rispettivi tornei continentali più i campioni del Mondo e il paese organizzatore.

Mentre nell'altro girone la Spagna si allena per tre partite con squadre che starebbero al massimo in C2 (Sudafrica, Iraq e Nuova Zelanda), nel nostro la faccenda è leggermente più impegnativa, con l'Egitto che mette paura al Brasile e gli USA, squadra di scarponi, poca tecnica ma tanto fisico, complicano per un tempo la vita all'Italia.

Che scende in campo con la maglia dell'Uruguay ed è sbiadita proprio come il nuovo colore azzurrino (ma chi lo ha scelto ??), anche perchè giocano i cosiddetti "vecchietti" e si vede.
Becchiamo un gol , nonostante la superiorità numerica.
Rimediano la freschezza di Giuseppe Rossi, un po' di fortuna, la miglior tecnica e il fatto che loro crollano.

Ed ora vediamo con l'Egitto,ma non sarà facile.

lunedì, giugno 15, 2009

Ivan Della Mea 1940-2009




Da unita.it di Sergio Miliani

Nel 1966 Ivan Della Mea scrisse una canzone che iniziava così: “O cara moglie stasera ti prego, / di' a mio figlio che vada a dormire / perché le cose che io ho da dire / non sono cose che deve sentire. / Proprio stamane là sul lavoro, / con il sorriso del caposezione / mi è arrivata la liquidazione, / mi han licenziato senza pietà. / e la ragione è perché ho scioperato”. Ve la riportiamo perché a 69 anni, all'ospedale San Paolo di Milano, il cantautore nonché poeta, scrittore, uomo appassionato del destino degli uomini, un battagliero sostenitore degli ideali di giustizia sociale, uomo di sinistra, è morto nella notte tra sabato e domenica.

Se n'è andato un artista completo, dotato di una capacità rara di cogliere la realtà: lo dimostrò “O cara moglie” che ha accompagnato il '68, le lotte degli anni Settanta e che risuona sorprendentemente, o forse amaramente, attuale nell'Italia dei precari di oggi. Fino all'anno scorso scriveva di tanto in tanto per l'Unità.

Ivan Della Mea è stata una delle figure più importanti di una cultura ancorata alle ragioni di chi lavora o di ha perso o cerca il lavoro. E un musicista autentico: rileggeva in chiave attuale la tradizione e il folk virandola come pochi sanno fare al nostro tempo. Spesso con ironia e con umorismo.

Era nato a Lucca il 16 ottobre 1940, poi andò a Milano e qua, nel 1962, fondò con Gianni Bosio il Nuovo Canzoniere Italiano, formazione essenziale del folk. Ma prima di passare a tempo pieno alla musica fece ogni tipo di lavoro: operaio, scaricatore, fattorino, barista, correttore di bozze.

Ha scritto canzoni e ballate, talvolta in dialetto milanese, senza abbandonarsi alle mode. Ha avuto come compagni di viaggio artisti come Giovanna Marini e Paolo Pietrangeli. E nel 1966 pubblicò per la neonata etichetta musicale «I dischi del sole» il suo primo disco, «Io so che un giorno»: primo capitolo di una narrazione che non ha mai risparmiato critiche a una società che divideva privilegi e fatica. Ivan Della Mea contestava il potere ingiusto, la società capitalista, ma non risparmiava critiche alla sua amata sinistra, quando lo riteneva necessario: anni fa non esitò a scrivere una lettera a Bertinotti in veste di segretario di Rifondazione dicendo in sostanza che la sinistra aveva perso la sua strada, che stava tradendo se stessa accecata dal potere. Lui non ebbe mai benefici dal potere. E “Comunista”, per Ivan Della Mea, non era una parolaccia o un passato da dimenticare.

Di grande umanità e artista versatile, ha inciso dischi come “Il rosso è diventato giallo”, “Se qualcuno ti fa morto”, “La nave dei folli”, “La piccola ragione di allegria”. Tra i libri, perché scriveva molto bene, la sua bibliografia indica “Fiaba d'orso, di bagatto di un giorno centenario» (1984), «Il sasso dentro” (1990), “Se nasco un'altra volta ci rinuncio” (1992, primo Premio Forte dei Marmi« per il libro più divertente dell'anno»), “Un amore di luna” (1994). Infine, a ricordarne la versatilità, va detto che lavorò un paio di volte anche per il cinema: con Franco Solinas scrisse il soggetto dello spaghetti-western «Tepepa» (1969), dieci anni dopo parteciò al film di Paolo Pietrangeli “I giorni cantati” con Roberto Benigni, Melato e Giovanna Marini.

Tra lui e i Clash, la differenza era solo un distorsore.
Joyello http://fard-rock.blog.excite.it/

giovedì, giugno 11, 2009

Area






Ho già parlato di Statuto (3 aprile 2009) ,Clash (13 marzo 2009) Small Faces (6 feb 2009) , Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06).

Muore il 12 giugno del 1979 DEMETRIO STRATOS, voce degli AREA , o meglio, VOCE.
Gli AREA, sono stati a parer mio, l’UNICO gruppo italiano non derivativo, in grado di rapportarsi, creativamente, in modo paritario, alle realtà artistiche inglesi o americane.
Protagonisti coraggiosi di un jazz rock estremamente aperto a contaminazioni di tutti i tipi, mediterranee in particolare, ma anche pop, sperimentali, di avanguardia e di classica contemporanea, innestando testi talvolta ermetici, ma di grande spessore politico e sociale.

E su tutto la voce di DEMETRIO STRATOS (capace di raggiungere i 7.000 Hertz. Un tenore arriva sopra i 500, un soprano, quindi una donna, poco sopra i 1.000....)

Nascono nel 1972 provenienti da diverse esperienze.
DEMETRIO STRATOS viene dal beat, con la buona esperienza dei Ribelli (“Pugni chiusi” , una grande “Get ready” e altro), PAOLO TOFANI, chitarrista, dai Califfi (altra pregevole beat band poi approdata al prog) , il bassista Patrick Djivas dal gruppo di Rocky Roberts, ma viene sostituito dopo il primo album da ARES TAVOLAZZI (in arrivo dai Pleasure Machine di Ellade Bandini e Vince Tempera) e infine il tastierista (con esperienza classica), PATRIZIO FARISELLI e il batterista GIULIO CAPIOZZO.
Il flautista e saxofonista Victor Busnello lascerà da subito la band, a cui si affianca invece GIANNI SASSI (in arte Frankestein), fondatore della Cramps Records (che pubblicherà i loro dischi) e autore di molti dei brani della band.

Gli Area durano dal 1973 al 1978.
Alla sua morte Stratos aveva già lasciato il gruppo, per dedicarsi alla ricerca vocale.
Gli Area proseguiranno con altri lavori musicalmente più convenzionali e con la formazione rimaneggiata.
Di Demetrio Startos rimangono numerose prove soliste (su tutte “Metrodora” e "Cantare la voce" all’insegna dell’avanguardia musicale e della sperimentazione vocale).

Arbeit Match Frei (1973) 7
Caution Radiation Area (1974) 7

Album ostici, ancora grezzi e abrasivi, dove non sono ammessi compromessi.
Si mischiano jazz rock, free jazz, avanguardia estrema, violenza sonora, elementi di musica medio orientale, musica elettronica, progressive.
“Luglio agosto settembre nero” (dedicato alla lotta palestinese) nel primo , “Cometa rossa” nel secondo, sono i picchi artistici.

Crac ! (1975) 8
La band, non rinnegando la componente sperimentale, vira verso atmosfere leggermente più fruibili e “pop”, con brani come “Gioia e rivoluzione”, la funkeggiante “La mela di Odessa”, mentre “L’elefante bianco” si attesta come uno dei loro migliori brani di sempre.

Areazione (1975) 8
Uno stupendo live, in cui si coglie al meglio come potevano essere gli Area al di fuori dalla dimensione ristretta dello studio di registrazione.
Ottima qualità sonora e una storica versione de “L’internazionale” (che pare fece esclamare al dittatrore rumeno Ceausescu “è una vergogna !” )

Maledetti (1976) 6.5
Un buon lavoro anche se prevedibile, che ripropone le consuete tematiche del gruppo, senza particolari novità.
Da segnalare l’eccellente “Gerontocrazia” e la collaborazione del sax di Steve Lacy.

Esce nel frattempo una serie di album live “Concerto teatro uomo” , “Event 76” (all’insegna della sperimentazione e non particolarmente interessanti) e “Parigi Lisbona” (invece ottimo, seppur inferiore ad “Areazione”), oltre alla compilation “Antologicamente”.

1978 Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano (1978) 7.5
Abitualmente considerato un album minore, lo ritengo personalmente uno dei più interessanti.
Gli Area abbandonano lo schema improvvisazione/sperimentazione e si affidano alla canzone, elaborando e perfezionando quanto già introdotto in “Crac”.
E la formula funziona tremendamente bene, riuscendo a miscelare al meglio pop e poliritmi, jazz rock e folk mediterraneo.
Una svolta che avrebbe potuto portarli lontano.

Ma Demetrio se ne va, prima dal gruppo, poi per sempre.

Usciranno “Tic & tac” nel 1980 e “Chernobyl 7991” nel 1997, accreditati agli Area, ma senza aggiungere nulla di interessante a quanto già prodotto.
Fariselli proseguirà con vari progetti e lavorando come autore di musiche per pubblicità e televisione, Giulio Capiozzo continuerà a girare nell’ambito jazz prima di scomparire tragicamente nel 2000, Ares Tavolazzi collaborerà con decine di artisti (da Max Roach a Fresu, Capossela, Mina, Guccini, Finardi, Paolo Conte), Paolo Tofani entra negli Hare Krishna e solo recentemente è tornato a suonare dal vivo con strumenti di origine tibetana.

Io e gli Area
Giovanissimo, li vidi parecchie volte dal vivo nei 70’s, conobbi alla fine di un concerto Demetrio e fui colpitissimo per la sua disponibilità e umanità. Vidi anche un’esibizione solista di Ares Tavolazzi (solo basso...impressionante).
Incontrai un giorno Paolo Tofani che vendeva materiale Khrisna porta a porta.
Organizzai un paio di concerti di Giulio Capiozzo nel mio locale Beethoven tra il 1994 e il 1996. Assolutamente emozionante vedermi davanti Capiozzo nel check a un metro da lui...
Reliquie:
Acquistai da uno studio di registrazione i microfoni in cui cantò Demetrio nell’album “1978...” le congas e l’Hammond che utilizzarono per lo stesso lavoro.
Con LILITH facemmo una versione di "Hommage a Violette Noizieres" nel MiniCD "Guaerra" nel 1995, uscito in Belgio per la Boom Records


www.demetriostratos.it

www.fariselliproject.com

mercoledì, giugno 10, 2009

CERA una volta il ciclismo




Finito il Giro d'Italia, nell'imminenza del Tour de France, un' ennesima testimonianza di quanto sia sporco lo sport, nello specifico il ciclismo, quando girano interessi enormi.
Senza contare che l'uso di Epo, di Cera e di altri stimolanti è diffusissimo anche (e soprattutto senza controlli) nell'ambito dilettantistico e amatoriale.

Da gazzetta.it

"Ecco come si dopano i pro"

Bernhard Kohl vuota il sacco


Si chiamano procedure professionali di dopaggio. E le seguono solo i migliori corridori per vincere le grandi competizioni ciclistiche. A descriverle nel dettaglio in un’intervista-confessione all’Equipe, l’austriaco Bernhard Kohl che lo scorso ottobre fu pescato positivo al Cera, l’Epo di nuova generazione, per i controlli effettuati al Tour de France segnato dallo scandalo Riccò. L’austriaco, sospeso per due anni, ha deciso di ritirarsi lo scorso 25 maggio e di collaborare con la polizia.

Il protocollo di doping per un Tour de France inizia subito dopo la conclusione di quello precedente:
“E’ la regola per ogni vero professionista – spiega Kohl.
Il Tour 2008 ho cominciato a prepararlo dal mese di agosto 2007”.
“Ho fatto tutto molto seriamente. Ad agosto ho fatto il primo prelievo del sangue destinato a essere poi utilizzato nel Tour dell’anno dopo. Un secondo prelievo a novembre.
Ogni volta un litro.
Il mio sangue poi è stato preparato, separando globuli rossi dal plasma, etichettato e congelato”.
Dove? Di solito il laboratorio di appoggio era lo Humanplasma in Austria, poi coinvolto nello scandalo dei Giochi invernali di Torino.
Scandalo che ha spinto il manager di Kohl, Stefan Matschiner, finito in carcere, a costituire un laboratorio fatto in casa:
“Ho finanziato la mia parte con 20mila euro, altri atleti hanno fatto altrettanto. I macchinari sono arrivati agli inizi del 2007 e installati in un appartamento, il nostro quartier generale. Ma il Tour 2007 l’ho corso senza un vero protocollo di dopaggio. L’anno dopo però ho deciso che meritavo il top del top”.

Le trasfusioni le praticava direttamente Matschiner, formato dallo Humanplasma: “Non è difficile, basta non sbagliare etichette”.
L’Epo, l’ormone della crescita e l’insulina li ho presi prima del Tour non durante”.
L’austriaco è riuscito a farsi tre trasfusioni: “La prima dopo la sesta tappa, la seconda prima dei Pirenei, l’ultima prima delle Alpi”.
I controlli della polizia negli hotel?
Si evitano: “Facendo sempre attenzione. Il mio manager ha fatto tre viaggi dall’Austria, mettendo ogni volta le sacche di sangue nel bagaglio registrato, già scongelato. Le trasfusioni si facevano tra le 18 e le 20, per massimo 20 minuti e non dare nell’occhio. Dipendeva dagli appuntamenti con i giornalisti. Se ero libero, Marschiner mi inviava un sms e andavo nella sua stanza”. Inefficienti i controlli dell’Uci: “La trasfusione di mezzo litro di sangue non crea variazioni sospette dei parametri sanguigni. Il mio manager mi iniettava anche dell’albumina per diluire l’ematocrito. E poi le trasfusioni le facevo sempre 48 ore prima delle tappe cruciali. Ci vogliono due giorni per ottenere effetti tangibili”.

Kohl però è stato pescato a causa del Cera, l’Epo di terza generazione:
“Eravamo certi che non fosse rilevabile.
Il prodotto l’ho ottenuto da un altro corridore e me lo sono iniettato da solo.
Ero tranquillo.
Anche quando hanno scoperto Riccò mi sono detto che aveva sbagliato le dosi.
Quando invece ho saputo che i controlli li avrebbero fatti anche dopo il Tour allora mi sono preoccupato.
Ma mi sono detto che se beccavano me, beccavano tutti. Sono persuaso che i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere tutti positivi. Ma hanno preso me, è andata così.
Non ho chiesto un secondo test, la pagliacciata era finita”.

Kohl descrive l'ambiente ciclistico come "una sorta di organizzazione sociale che fa in modo che questo genere di cosa siano accettate da tutti"

lunedì, giugno 08, 2009

La fattoria degli animali



Il vecchio sporcaccione e la sua congrega di fascisti e faccendieri tiene ma non troppo.
D'altra parte aveva contro un asino che raglia di tutto e una pecora che bela di niente.

Quelli che ce l'hanno duro avanzano sulla pelle dei poveracci, mentre gli imbecilli della "sinistra radicale " (???) si danno le martellate sui cosiddetti e restano tutti a casa.

..cos' Italy is drowning now and we live by the river....

giovedì, giugno 04, 2009

I peggiori testi



Il giornalista inglese Johnny Sharp (ex di NME ora con Mojo, Q ed altri) ha pubblicato un libro con una selezione dei PEGGIORI TESTI della storia della musica pop rock.

Non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Giusto una breve selezione (evitando di addentrarci nei testi italiani....non ci sarebbe scampo !)
Nella mia personale classifica:

1)
"I'm serious as cancer when I say rhythm is a dancer!" (SNAP, 'Rhythm Is A Dancer')

2)
"Obladi oblada life goes on bra" (Obladi Oblada - Beatles)

3)
"I met a girl. She asked me my name. I told her what it was." (Razorlight, 'Somewhere Else')

4)
"What else could I say? Everyone is gay." (Nirvana, 'All Apologies')

5)
"Young, black and famous - with money hanging out the anus." (Puff Daddy feat. Mase, 'Can't Nobody Hold Me Down')

6)
"I'll fuck you til your dick is blue." (Liz Phair, 'Flower')

lunedì, giugno 01, 2009

Serie A




Si è concluso uno dei campionati più noiosi della storia.
Prevedibile dall'inizio alla fine, unici "brividi" (?) le esternazioni di Mourinho.

Ha vinto una squadra tutto sommato mediocre con un calcio mediocre.
Basti vedere che dietro è arrivata la Juventus di Le Grottaglie, Poulsen, Salhiamidzic e Iaquinta, di un Buffon a pezzi e un Del Piero a sprazzi e poi un Milan con giocatori in età pensionabile e figuranti da circo.

Uniche sorprese il Genoa e la triste discesa del Torino.

Un calcio mediocre, al servizio della TV e dei grandi passaggi di denaro (più o meno lecito) e che al contrario sarebbe impostato per essere spettacolare.
In Europa l'Italia dei clubs non esiste, nel campionato giocano al massimo tre fuoriclasse (Ibra, Kakà, Julio Cesar), qualche buon giovane (Pato, Santon, Balotelli), varie vecchie glorie, qualche altro nome dignitoso.

MAH.......

Serie B




L'UCP Piacenza Basket è in SERIE B !!!
Dopo 30 vittoria in campionato, 3 in Coppa Italia (VINTA !!) e 7 nei playoff (40 VITTORIE CONSECUTIVE), siamo in serie B !!
Grande festa sabato sera dopo aver stracciato in gara 3 il Bergamo.
Guidati da Mario Boni e Hugo Sconochini i biancorossi non hanno mai avuto avversari .
GRAZIE !!